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Scandalo in Rai

in società by

Una lettera a Monica Maggioni, nuovo presidente della RAI.

Gentile Presidente,

qualche sera fa abbiamo assistito all’esibizione di un cantante esordiente su una delle reti RAI. Segno della deriva dei tempi, della ormai inevitabile mercificazione del corpo della donna, nonché della ormai diffusa tolleranza verso epiteti razzisti e sessisti: il suddetto “artista” nella canzone incolpa un amico di una mancata conquista abusando di un lessico sdoganato da vent’anni di berlusconismo.

Innanzitutto si manifesta un certo disprezzo, un palese anti-intellettualismo, per i discorsi seri dell’amico. Il rivale, poi, è qualificato in base alle sue caratteristiche di migrante, senza ulteriori riferimenti che permettano di valorizzare la dignità della sua persona; la donna è rappresentata come un mero oggetto del desiderio, meritevole di un giudizio pesantissimo e sessista riferito ai suoi costumi per il solo fatto di non accontentare le aspettative dell’uomo. Segno ancora più inquietante, in un passaggio successivo il cantante enumera le sue fantasie in merito alla serata: ignorando completamente l’eventualità che la donna possa non acconsentire ai suoi desideri, interpreta la richiesta di un passaggio come un segnale di disponibilità non revocabile. Infatti, canta, non l’avrebbe portata mica a casa. Comunque. Impossibile non ravvisare in questo anche un velato invito alla violenza sessuale.

Veniamo al dunque: noi non siamo contrarie alla libertà di espressione. Riteniamo però che un conto sia la libertà di espressione, e un altro conto sia la libertà di offendere, di rappresentare in modo violento, di invitare subdolamente a commettere reati ignobili. Generazioni cresciute nel mito di comportamenti come quello propagandato in prima serata dal signor Rossi non potranno che costruire un Paese nel quale l’abuso, la violenza e la discriminazione siano legge. Speriamo che in futuro, in quanto donna, vorrà prestare maggiore attenzione  ai contenuti che le reti RAI mostrano anche a un pubblico di giovane età.

Con stima,

Comitato del Movimento dei Genitori “Se Non Adesso Come” – Libertà e Giustezza – Unit* per la Costituzione.

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