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Scalfarotto, il reazionario

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Sapete qual è, la cosa curiosa?
E’ che a volte gli stessi -ma proprio gli stessi- che si lamentano quando c’è chi pretende di giudicarli, interpretando le loro istanze e traendo conclusioni basate sui propri convincimenti personali, tendono a comportarsi esattamente alla stessa maniera appena ti distrai un secondo.
Prendete Ivan Scalfarotto, ad esempio: che a occhio e croce di chi si mette arbitrariamente nei panni degli altri dovrebbe averne fin sopra i capelli.
Ebbene, quest’oggi Scalfarotto ci spiega quali sono le motivazioni delle coppie gay e quali quelle delle coppie etero:

Non si deve fare confusione tra le esigenze di una coppia etero non sposata e quelle di una coppia gay o lesbica. La prima vuole vedersi riconoscere la propria relazione (per esempio, poter ottenere notizie dai medici in caso di malattia del partner) ma non vuole probabilmente altri diritti (e doveri) reciproci, altrimenti si sposerebbe

Ce lo spiega lui, capito? Mica loro. Le coppie etero che non si sposano non vogliono altri diritti e doveri. Amen.
Non è minimamente sfiorato, Scalfarotto, dal dubbio che se un uomo e una donna non si sposano, e tuttavia chiedono di poter accedere alle unioni civili, un motivo dovrà pur esserci: che per “concedere” a quell’uomo e a quella donna la possibilità di fare ciò che chiedono dovrebbe essere sufficiente il semplice fatto che lo stiano chiedendo, e che quel motivo lo conoscano loro due; non essendo affatto necessario che esso sia condiviso dagli altri, Scalfarotto compreso.
Invece no.
Esattamente come quelli che giudicano indebitamente le motivazioni degli omosessuali che vogliono sposarsi, delle donne che abortiscono, dei malati che chiedono l’eutanasia e via discorrendo, Scalfarotto interpreta secondo i propri principi le istanze di una certa categoria di persone (gli eterosessuali non sposati), poi ne trae le proprie conclusioni personali e infine fa discendere da quelle conclusioni delle notevoli conseguenze legislative valide per tutti: le unioni civili si debbono fare solo per gli omosessuali, perché per gli altri non servono.
Così, mentre si dichiara di voler combattere una discriminazione, si adotta come se niente fosse lo stesso comportamento di chi discrimina: quel giudizio “esterno” di cui ci lamentiamo tanto quando proviene dalla Chiesa o dalla cosiddetta “destra”.
Ebbene, a me pare che ci sia un solo aggettivo per definire la chiusura di Scalfarotto sulle unioni civili per le coppie etero: reazionaria. Nel metodo, ancora prima che nel merito.
Sarebbe bene dismetterlo per primi, se ci si vuole lagnare quando lo adottano gli altri.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

58 Comments

  1. Le unioni civili per le coppie etero sono il sottoprodotto delle battaglie dei movimenti omosessuali per ottenere “qualcosa” laddove il concetto di matrimonio omosessuale non sia ancora sufficientemente accettato (Italia) e pertanto non si possa facilmente reclamare.
    In realtà sono perfettamente inutili, perchè tutte quei dettaglini capziosi possono essere ottenuti tranquillamente in altra maniera. Quello che importa agli omosessuali, giustamente, è il riconoscimento sociale dell’unione tra due persone che si amano. E questa cosa si chiama matrimonio.
    Visto che per gli etero il matrimonio esiste già, e con esso è soddisfatta la legittima pretesa di riconoscimento sociale dell’unione affettiva, le unioni civili per le coppie etero sono perfettamente inutili.

      • Una delle motivazioni che ho sentito più spesso a favore delle unioni civili tra le coppie etero è quella di non perdere gli alimenti in caso di precedente matrimonio (e divorzio).

        “Sei matto che mi risposi? E poi perdo gli alimenti”

        In questo caso mi sembra una mezza truffa nei confronti del precedente coniuge.

        Giovanni

  2. Mah. Io sono totalmente d’accordo con Scalfarotto. Non garantire ei privilegi (ché di questo si tratta, non di riconoscere dei diritti) a chi rifiuta di assumersi la responsabilità civile, di fronte allo stato e alla società, di presentarsi come coppia e come individui in coppia – altresì detto “matrimonio civile” – mi sembra sacrosanto.

    • Oggesù. La “responsabilità”. Difronte allo stato e alla società. Pare una cosa scritta da Giovanardi, lo sai?

      • Sarà – a me pare invece che sia un principio sacrosanto di convicenza civile. E trovo sorprendente che quest’idea di produrre regolamentazioni continue (perché in fono di questo si tratta) venga a un radicale. Si vuole la libertà? Non sposarsi è semplicissimo, c’è libertà totale.

  3. Avresti ragione, se il divorzio fosse di immediata attuazione, se si potesse sciogliere un matrimonio come si può sciogliere una coppia libera…

    • E allora? Non sarebbe meglio che si potesse scegliere ciò che si preferisce? Cioè: ah ah bravi voi, così poi se vi lasciate fate prima di quelli che si sposano. Ebbene, sì. Che male c’è? Dov’è il problema?

    • Formale? E’ “formale” dire che le motivazioni di altri non sono meritevoli di attenzione perché lo ritieni tu?

      • Intendevo che mi sembano discussioni abbastanza futili se nella sostanza si riesce ad ottenere una cosa concreta.
        Chiedevo se ci sono casi in cui la coppia etero viene discriminata e non sono coperti dal matrimonio civile, e allora ok, altrimenti, pur potendo essere d’accordo sull’obiezione, mi sembra sempre la nostra attitudine italiota a criticare tutto: discussioni sul nulla invece di rallegrarsi dei risultati ottenuti. E poi ogni legge sarà migliorabile anche in futuro se ci fossel’esigenza, no?

        • Jack, io parlo di metodo. E questo metodo indica la completa mancanza di cultura liberale. Al di là degli effetti pratici.

          • Su questo sono d’accordo.
            E ammetto e confesso che è brutto, dopo 20 anni di schifo, trovarsi a dire “beh basta che sia fatto qualcosa, un primo passo, pur di farlo”.
            Però boh, sono talmente abbruttito si vede che mi viene da dirlo … mea culpa

        • Per esempio se una donna e’ sposata in attesa di divorzio e inizia una relazione con un altro uomo e con questo ci fa un figlio. Non puo’ sposarlo, senno’ e’ bigamia.
          Lui e’ padre del bimbo, lei e’ madre. Sono nello stesso appartamento. E niente altro. Non sono nulla l’uno per l’altro per la legge.
          Questo e’ uno dei casi, neanche tanto marginale visto che un terzo dei figli nascoono attualmente fuoir dal matrimonio, in Italia.

          P.s. fermo restando che sono completamente d’accordo con A. Capriccioli. Anche se non ci fossero motivi ostativi al matrimonio e due etero desidessero di non sposarsi, nessuno di oni ha il diritto di definire validi o invalidi i loro motivi. Ne attribuire a loro desideri di responsabilita’ o irresponsabilita’.
          E’ schifoso, eticamente sbagliato e intellettualmente disonesto.

          • alex sei la solita checca invasata,cercati un bravo dottore e sopratutto evita di vomitare commenti senza senso,fai ovunque la figura del pirla.
            Evita di molestare i bambini.comprati un bambolotto e continua a giocare alla mamma.

  4. D’accordo anche io con Scalfarotto. Una coppia etero che vuole certi diritti li può avere. Va in comune con due testimoni e basta, qual è il problema? Tanto, se venissero riconosciute le unioni civili, un salto in comune a fare due firme o da qualche parte a dire che tu vuoi essere riconosciuto dovrai farlo, no? E allora spiegami qual è la differenza dal matrimonio civile… Forse, mi viene da pensare, tutta la procedura per la separazione…

    • Certo. Magari la differenza è quella. E allora? Se vogliono risparmiarsela e lo chiedono perché mai non concederglielo? Dico, perché?

      • Mah, così mi sembra di entrare in un discorso senza fine, io vorrei tante cose…
        Il modo per le coppie etero c’è, punto. Tanto più che se semplificheranno le procedure di separazione e divorzio, non vedo perché fare un doppione, fatico davvero a vedere la differenza. Se poi da fastidio il nome “matrimonio” perché ricorda quello religioso lo capisco eh… Ma l’urgenza mi sembra davvero esserci solamente per le coppie omo.

        • Hai detto bene: io vorrei tante cose. E sono tutte cose che uno stato liberale dovrebbe darti, se non danneggiano nessuno. Che significa “fare il doppione”? Una volta istituiti i registri per gli omosessuali, qual è il problema di farli per tutti? Non capisco proprio.

          • Strano concetto di stato liberale. Se ti dimostro che la sfera dei diritti e delle libertà di una coppia etero non viene aumentata nè diminuita con l’introduzione dei PACS, improvvisamente le tue pretese si mostrano per quello che sono: pretestuose. Un nuovo decreto, un po’ di carta, burocrazia comunale. Nient’altro. Perchè mai lo stato dovrebbe occuparsene? Credo non ci sia nulla di più liberale di uno stato che non si intromette nello status “di fatto” liberamente scelto da una coppia. A questo punto rendiamo leciti i patti prematrimoniali, come in altri paesi, lasciando ai futuri coniugi la possibilità di modificare il contenuto del patto matrimoniale a loro piacimento.

          • Uno stato liberale dovrebbe darti le cose che vuoi? Eh? Ma che stato liberale abbiamo in mente, qui? Lo stato liberale non ti impedisce di ottenere le cose che vuoi. Period. Non deve “darti” proprio un bel niente – è quello che dicevo sopra. Si vogliono dei privilegi, e li si vogliono nella forma che si preferisce. Mah.

          • Ma ci sono già per tutti. Non ci fossero.
            E a brevissimo ci saranno anche i divorzi istantanei che funzioneranno come una normalissima globalizzazione dove quello che non ti piace lo apri, lo assaggi e poi lo butti nel pattume. Elizabeth Taylor al confronto diventerà una collegiale.

  5. A leggere i commenti si capisce perché in Italia non cambia mai nulla: non si capisce (o non si vuol capire) che la richiesta di un diritto è una richiesta che riguarda tutti. Punto!
    Purtroppo in questo paese si pensa come se fossimo ancora nell’Ancien régime per cui i diritti che una persona ha sono legati al gruppo di appartenenza.
    La cosa davvero triste è che nessuno ricorda le grandi battaglie fatte dall’arcigay di un tempo, quando ancora il suo slogan aveva un senso (Comitato per i diritti civili) e non era ancora ridotto ad una macchina per far soldi.

  6. La soluzione di lettura sta nella prima frase.

    La coppia etero puo’ attualmente scegliere tra una condizione di fatto (zero diritti/zero doveri) e’ il matrimonio (alti doveri/alti diritti). questa distribuzione di diritti/doveri dovrebbe essere ridiscussa.
    e questo e’ un problema.

    La coppia omo vorrebbe accedere al matrimonio, ma non puo’.
    e questo e’ un problema completamente differente.

    mettere entrambe sullo stesso piano e nella stessa soluzione legislativa nn fa altro che generare confusione perche’ la soluzione al primo problema richiederebbe una forma di unione civile differente al matrimonio (di nuovo, perche’ altrimenti se n la coppia etero si sposerebbe). questa pero’ non sarebbe una soluzione al problema omo, che vedendo precluso l’accesso all’istituto del matrimonio (per le coppie omo che lo desiderano) vedrebbe ancora limitati i suoi diritti.

    Per cui do ragione a Scalfarotto nel senso che la coppia etero e gay non sono sullo stesso piano. Gli do torto quando non vede alcun a difficolta’ nella coppia di fatto.

  7. Se vuoi che lo stato sprechi carta e inchiostro per produrre regole nuove, quantomeno prenditi la briga di dimostrarne l’utilità.

    Il fatto che “le chiedono” non è un’argomentazione sufficiente.

    A me, per esempio, quel colore rosa della carta d’identità non è mai piaciuto più di tanto, però non pretendo che lo stato mi fornisca un documento con layout a me gradito semplicemente perchè a me va così.

    I matrimoni omosessuali sono uno strumento per eliminare una discriminazione esistente. Le “unioni civili” non eliminano alcuna discriminazione, pertanto resto in attesa di argomentazioni valide che giustifiichino un intervento da parte dello stato.

  8. Due eterosessuali possono sposarsi (chiesa o comune), con tutto ciò che comporta e che a molti fautori dell’Ancien Régime di turno calza stupendamente.
    La coppia omo vorrebbe sposarsi, aderendo in toto alle regole dell’Ancien Régime di cui sopra, gli sia concesso .

    Trionfo dell’Ancien Régime .

    Due eterosessuali vogliono una civile convivenza, riconosciuta dallo Stato e regolata da patti di reciproca assistenza reciproci , svincolata dall’istituto matrimoniale di cui sopra.

    Una coppia omo vuole una civile convivenza, riconosciuta dallo Stato e regolata da
    patti di reciproca assistenza reciproci , svincolata dall’istituto matrimoniale di cui sopra.

    La richiesta viene respinta in quanto manda in pezzi una forma/Stato che, lungi dal contenere uno Stato liberale, ne contiene uno profondamente autoritario.

    A seguire nel pozzo testamento biologico, eutanasia e quanto resta dei diritti civili.

  9. Comunque io mi sono sposato, mi sono separato, sono rimasto separato 3 anni e poi ho divorziato senza problemi.
    Pago un mensile di 400 euro come contributo al mantenimento di mio figlio, cosa che reputo anche corretta e non pago nulla alla mia ex moglie.
    Detto questo non vedo quale sia il problema dtl matrimonio.

  10. quindi se voglio dei diritti mi devo sposare? Allora facciamo come in fanteria dello spazio che se vuoi votare devi farti 3 anni di militare, almeno ci togliamo dalle balle sti borghesi da democrazia cristiana.

  11. Penso che i commenti dimostrino bene come una parte dell’opinione pubblica italiana sia contraria alle unioni civili eterosessuali (a ragione o torto, lasciamo un attimo il discorso sospeso). Mentre non avrebbe nulla da ridire alle unioni omo.

    Quindi il gruppo contrario alle unioni omo ha buon gioco ad accorparle come un unico problema e poi dichiarare che l’opinione pubblica italiana sia contraria.

    Per questo ritengo il pensiero di Scalfarotto non così sbagliato.

  12. Sul metodo concordo con Capriccioli, fare le pulci alle intenzioni atrui è fastidioso.
    Sul merito però ricordo bene i motivi espliciti per cui alcune coppie non si sono sposate pur avendo figli: se il padre guadagna tanto, e la mamma poco-niente, il figlio appartiene al nucleo familiare della mamma, paga nulla di asilo e ha un sacco di agevolazioni economiche. Non vorrei che il riconoscimento delle unioni civili per le coppie eterosessuali venisse agganciata a questo trucchetto (riconoscimento dell’unione ma nuclei familiari divisi).

    • esatto, bravo. molti le unioni sarebbero un modo per avere solo i diritti senza i doveri.
      una cosa molto da italiano medio: trovo un mezzuccio x non pagare quello che devo, e lo maschero da ipocrita con una liberta che lo stato mi “deve” dare.
      poi ci lamentiamo della mancanza di fondi pubblici.

  13. Sarò un utopista ma non ci si libera “da soli” ci si libera tutti insieme. Questa frase di Freire ci ricorda che i diritti ci sono (o non ci sono ) per tutt@. L’utopia prevederebbe un secco rifiuto. Un atto di coraggio civile. no, vogliamo l’estensione del diritto! Rispediamo al mittente. Vince la via più semplice, frammentare la società in minoranze da tutelare, e controllare, con la paura ; attraverso la prospettiva piccina del “morte tua vita mea”. Quanta “Italianità” c’è in Scalfarotto.

  14. nel libro “nudge la spinta gentile” di Cass-Sustein, nell’ultimo capitolo i due autori propongono che lo Stato rinunci alla parola matrimonio e a tutte le pratiche secolari che ne conseguono e istituisca delle unioni civili in cui si da tutela ai figli e alla parte debole in caso di separazione. Quindi entriamo nella sfera dei contratti prematrimoniali e nella “privatizzazione del matrimonio”. Da spiegare in poche righe è difficile, leggete il libro. Molto interessante.

  15. Mi pare che nella discussione manchi l’indispensabile attenzione alla Costituzione che se è ben vero che riconosce e tutela tutte le formazioni sociali in cui si estrinseca la personalità di ciascuno, assegna poi un riconoscimento ed una tutela specifica alla famiglia fondata sul matrimonio.

  16. Che significa che puoi fare fome cazzo ti pare, ma se vuoi il massimo della tutela ti devi sposare. Ergo bisogna riconoscere anche agli omosessuali questo diritto. Fatto questo torniako al punto: vuoi riconoscimento e tutela? Sposati. Non ti vuoi sposare? Non rompere il cazzo.

  17. Scusa Alessandro, ma lo stato dovrebbe darmi tutto quello che voglio se non fa male a nessuno? che vuol dire? perchè nella cultura liberale lo stato deve essere il minimo indispensabile e fa sempre male a qualcuno visto che vive fra tasse e burocrazia e che ogni sua espansione pone le basi di una sua ulteriore espansione. Un liberale e ancor più un libertario non posso avere l’idea che lo stato debba ficcarsi ovunque e pensare lui a tutto. Piuttosto deve permettere alle persone di far da sè e organizzarsi e gestirsi come gli pare senza ostacolarle. Io non voglio avere ancora più occasioni perchè la mia esistenza sia fiscalizzata e burocratizzata. E non voglio pagare per altri apparati! Ancora un po’ e mi resterà in tasca solo una piccola paghetta settimanale per comprarmi il gelato e i fumetti che gentilmente mamma stato mi concede, sequestrandomi per il mio bene tutto il resto!

  18. A me sembra che Scalfarotto, uno che probabilmente la discriminazione l’ha vissuta sulla propria pelle (chi dice di no), ora che è al potere voglia “vendicarsi” degli eterosessuali.

    Gli dà fastidio che a quei “privilegiati di eterosessuali” venga concesso di adire ad un diritto che gli omosessuali starebbero (il condizionale è d’obbligo) per ottenere in esclusiva dopo anni di lotte e di richieste cadute nel vuoto.
    In questo è come quei prigionieri dei lager che, una volta diventati capi della baracca dove erano reclusi, si trasformavano nei peggiori aguzzini di coloro che fino a poco prima erano sodali di sventura.
    Un ominicchio, sic et simpliciter.

  19. Se uno si trova a richiedere il riconoscimento di un diritto (e nella fattispecie parlo del riconoscimento giuridico della coppia da parte degli omosessuali) e sulla strada si trova accanto persone che richiedono lo stesso diritto per motivazioni diverse, perché no?

  20. ora non voglio fare l’estrofilo ma se non sbaglio unioni civili + matrimonio esistono solo in Francia; paesi altrettanto civili come Spagna , UK o Germania hanno o le prime o il secondo non entrambe

  21. Piena e incondizionata solidarietà all’ avv. Amato per la violenta, intollerante e familiofoba aggressione verbale e mediatica che sta subendo in queste ore per iniziativa di Scalfarotto e dei suoi fiancheggiatori. È una vergogna, da veri comunisti sovietici quali sono, distorcono il senso delle frasi e te le rivoltano contro per farti apparire in cattiva luce. Ma i violenti sono loro, gli scalfarottiani militanti, e mi fa paura la loro aggressività e la volontà di annientare i loro avversari. Grazie , avv. Amato, per la sua coraggiosa testimonianza, la violenza familiofoba ed eterofoba non prevarrà.

  22. Il soggetto che utilizza il mio none e cognome , nonchè la mia mail cercando di sostituirsi alla mia persona, è un diffamatore pluridenunciato alle autorità per i più vari reati informatici.

      • La foto è la mia ,ed è facile usarla quanto si utilizza il medesimo indirizzo mail per il commento(cosa che il diffamatore omofobo fa da anni) ,quando esso è direttamente legato alla foto. A differenza del diffamatore in questione,io posso dare le mie generalità e provare la mia identità.

  23. A me sembra che Scalfarotto, e con lui tutti quelli che qua sopra gli danno ragione, si dia la zappa sui piedi da solo.
    Sembra negare la sua pari opportunità, come individuo, rispetto a quella di un eterosessuale.
    Costringere un eterosessuale alla “responsabilità” di sposarsi significa, in qualche maniera, dare una valutazione qualitativa diversa dei suoi diritti e doveri sociali, superiore, rispetto a quelli di un omosessuale. Non è possibile che questo Scalfarotto non lo intuisca. Oppure ha ragione chi dice che da quando è renziano si è bevuto il cervello anche lui.
    Questo al di là del discorso più profondo che sottende Capriccioli sulla libertà individuale di esser riconosciuti nelle proprie azioni e determinazioni in un sistema che non sia solo una gabbia ferrea e anacronistica, ma che tenga conto delle trasformazioni intervenute nella società e nelle coscienze.

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