Salvini, la leva, e la destra

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Cercasi destra seria disperatamente. Non bastassero le ormai quotidiane figure di palta rimediate dal Nostro con le sue sparate sugli immigrati, ora Salvini ha la sua anche sul servizio militare:

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Ora, l’Italia ha avuto anche una destra non seria, ma migliore di questa. Giova ricordare, ad esempio, che il ministro che ha dato il nome alla fine del servizio di leva in Italia è stato un ministro del secondo governo Berlusconi.

Erano tempi in cui, per lo meno, si fingeva di rifarsi a pensatori liberali – come Milton Friedman, che negli anni 60 fu il piú strenuo sostenitore dell’abolizione del servizio di leva. Richard Nixon, repubblicano, fece sua la proposta durante la campagna delle presidenziali nel 1968, e mantenne la promessa: dal 1973 in poi, nessuno fu piú obbligato a servire nell’esercito.

È istruttivo spendere quattro minuti per questo breve filmato sul ruolo di Milton Friedman come intellettuale pubblico nel dibattito sul tema.

Estratto:

In una testimonianza di fronte alla Commissione Gates, il Generale Westmoreland disse che non voleva comandare su un esercito di mercenari. Milton Friedman lo interruppe per chiedere “Generale, preferisce comandare su un esercito di schiavi?”, domanda a cui il militare replicò , “Non mi piace che si riferisca ai nostri patriottici coscritti come schiavi!”, così Friedman: “Non mi piace che lei si riferisca ai nostri patriottici volontari come mercenari. Se loro sono mercenari, signore, allora io sono un professore mercenario e lei è un generale mercenario; veniamo curati da dottori mercenari, seguiti da avvocati mercenari, e compriamo la carne da macellai mercenari!

 

 

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

11 Comments

  1. io personalmente sono favorevole alla leva, ma vedo il punto e me ne faccio una ragione; fate voi.

    però, fate il piacere: se/quando poi qualcosa va storto, finitela tutti, mogli e figli inclusi, di frignare “i nostri ragazzi” e “i nostri eroici ragazzi”.

    …naturalmente vale anche per i giocatori di pallone, i maratoneti e i tuffatori, eh.

      • ma perché? qual è la parte oscura di “fate voi”?

        …c’entra perché se al mio macellaio mercenario lo pizzicano con un undicenne in braccio – e tre etti di eroina sul comodino – in thailandia io poi non voglio sentirmi in dovere di di dichiarare guerra all’estremo oriente. sono, e siano, cazzi suoi. e per il capitano cocciolino o schettino o latorre o ilpedone, lo stesso uguale.

        (tanto per dire, come acutamente osserva il frizzi…)

        • Non ho capito una parola, ma a questo punto immagino sia colpa mia. Nel dubbio spiego cosa intendevo io: uno può essere contrario all’obbligatorietà della leva ma avere lo stesso profondo rispetto e ammirazione per i militari. Cosa c’entrino con tutto questo i due benedetti marò e gli altri esempi favolosi sopra prodotti è assolutamente al di là della mia capacità di interpretazione.

  2. Solo una precisazione: non è stato un ministro del governo Berlusconi ad abolire la leva obbligatoria.
    Ha semplicemente convertito in legge, anticipandone i termini, il Decreto Legislativo n. 133 del 11 giugno 2001, che a sua volta si riferiva alla Legge n. 331 del 14 novembre 2000.
    Entrambe le norme emanate durante il governo Amato ed a loro volta frutto di un lavoro svolto nel precedente governo D’Alema.
    Per la precisione.

  3. E leva obbligatoria sia…meglio così che vederli bighellonare tra selfie, afterhour e sbronze collettive ogni sera.
    Ovviamente i selfie se li faranno in caserma ma confido che lì almeno gli smartphone siano vietati nelle camerate. Altrimenti sai che esercito prepariamo, li farebbero fuori distraendoli con un Whatsapp.
    D’accordo con Marino….se poi ne fanno fuori qualcuno non incominciamo con la pletora “i nostri marò”. Onore della morte e rischi del mestiere.

  4. E’ evidente che Salvini il militare non l’ha fatto, altrimenti saprebbe anche lui, come tutti coloro che lo hanno fatto, che di “spirito di sacrificio, rispetto per il prossimo, generosità” non ce n’è mai stata traccia.
    A meno che non intenda come sacrificio l’essere costretto a sottostare alle turbe psichiche di qualche semianalfabeta che ha visto troppi film “de guera”, come rispetto l’astenersi dallo spaccargli il cranio con il primo oggetto utile allo scopo e come generosità il rinunciare ad un proprio preziosissimo anno di vita.
    No, Salvini il militare non deve averlo fatto.
    Oppure è solo l’ennesima salvinata a cazzo di cane per farsi applaudire dai suoi nuovi amici fasci. O tutt’e due le cose assieme.
    Tertium non datur.

  5. Io sono tra i pochi che conosco ad aver fatto il militare, ritengo l’esperienza inutile da moltissimi punti di vista, ma a una cosa serve di sicuro: ti insegna a cavartela da solo, è come quando prendi un bambino e lo butti in piscina per insegnargli a nuotare, nella maggior parte dei casi funziona, certo, qualcuno rimarrà con la paura dell’acqua e ancora meno annegheranno, ma sono effetti collaterali sopportabili in nome di una società migliore, con meno insicuri che sono più facilmente manipolabili. Un po’ come avviene per i vaccini. Un po’ come quando ti mandavano in colonia (se lo ricorderanno gli over 50), all’inizio piangevi e poi tornavi con un sacco di amici.

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