Salvate il soldato Fitto – o almeno dateci un Aznar

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In realta’, di Fitto in persona frega poco. Ma, nel grande silenzio dei commentatori italiani, in Italia sta sparendo la rappresentanza politica dei moderati. Si, lo so, molti storceranno il naso: il modo di governare di Berlusconi, il suo personaggio, molte delle sue politiche, erano piu’ peroniste che moderate. Questa e’ infatti anche la causa principale del suo declino politico: avesse governato come un moderato – non dico come una Thatcher, ma piu’ umilmente come un Aznar,- probabilmente sarebbe ancora in sella e ci delizierebbe con le sue solite battute ridanciane di chi nella vita non ha mai avuto il tempo per la malinconia.

Il fallimento politico di Berlusconi, con le guerre intestine  di successione in un clima da basso impero, aprono una voragine. Cerchiamo di allargare lo sguardo, e guardiamo almeno all’Europa: tutto si capisce se si guarda la mappa delle sue regioni. Ecco, tracciate un percorso da Piacenza a Londra. Scoprirete, passando per Milano, Lugano, Zurigo, Monaco,  Stoccarda,  Lione, la Lorena, i Paesi Bassi, il Kent, che – anche se non proprio regolarissima- esiste una banana blu. E non e’ – non solo – la banana blu delle zone piu’ ricche, piu’ innovative, con la qualita’ della vita piu’ alta: sono anche regioni che da quando esistono le democrazie hanno sempre teso a votare per i moderati. Si badi bene: queste regioni non votano a destra perche’ sono ricche, ne’ sono ricche perche’ votano a destra. Entrambi i fenomeni sono generati da un terzo fattore, un tratto culturale indispensabile per lo sviluppo e la stabilita’ democratica. Una sintesi degli ideali borghesi piu’ alti e di un sano umanesimo che si riflette anche nelle articolazioni della societa’ civile, a partire dal volontariato

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Un polo moderato e di governo e’ indispensabile per la sopravvivenza di una democrazia: la’ dove esiste solo la sinistra la democrazia diventa una dittatura del voto  in cui ogni maggioranza pro tempore cerca di spogliare le varie minoranze attraverso il processo democratico. Un esempio? Il Sudamerica, con caso di scuola l’Argentina in cui i “moderati/conservatori” sarebbero stati i peronisti. Tutto era sinistra, in Argentina, e tutto lo e’ ancora. L’Italia, con il PD rivaleggiato dal M5S, rischia di fare la stessa fine.

C’e’ un altro interessante dettaglio geografico che accompagna l’osservazione di cui sopra: attorno alle aree moderate, a contorno della banana blu, ecco le regioni-roccaforte della socialdemocrazia europea. Una sinistra del lavoro, cresciuta nelle grandi aree industriali, piu’ cultura della gestione della fabbrica che dell’espropriazione e della appropriazione di rendite. Una sinistra diversa da quella del luddismo, del populismo e del velleitarismo, dominante nella sinistra francese, ma anche nell’Italia meridionale.

Due grandi famiglie politiche – quella socialdemocratica di tradizione operaia e quella cristiano-democratica/moderata/liberale –  hanno costruito l’Europa di oggi. L’Europa di domani puo’ forse fare a meno della tradizione socialdemocratica, lasciando a nuove elaborazioni il problema dell’equita’ e della solidarieta’ che il socialismo si e’ dimostrato incapace di affrontare nel marasma della contemporaneita’. Ma una tradizione popolare, moderata, capace di accogliere, anche se con qualche lentezza, i mutamenti della societa’ e di farli propri, consapevole che il piu’ grande peccato del governante e’ la hybris di chi crede di poter cambiare tutto, capace di apprezzare il grande miracolo dell’operosita’ borghese e dei suoi valori, e fiducioso del fatto che la societa’ trovi sempre la sua strada, laicamente sostenitore della libera iniziativa individuale – no, questa e’ irrinunciabile. Senza, l’Italia non e’ Europa. Ci pensi qualcuno, nel lombardo-veneto che tanti voti ha prestato alla causa: l’Italia non puo’ aspettare un altro Don Sturzo, ne’ un nuovo De Gasperi.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

5 Comments

  1. “Si badi bene: queste regioni non votano a destra perche’ sono ricche” E’ una sua personalissima assunzione. Intendiamoci, ci sono fascisti poveri e in Svezia non è che abbiano proprio le pezze al culo.
    Però è indubbio che quando le cose vanno bene, cambiare è da imbecilli. Per cui i ‘moderati’, che possono essere i Tory inglesi come i socialisti in Svezia (visto che la base di partenza è differente) hanno vita facile.
    Senza andare fino alla rivoluzione francese ma stando nel ‘900, i comunisti presero il potere in Russia perchè la suddetta era una nazione se non feudale, poco più in là. L’inflazione a tre cifre convinse il popolo di Kant ed Hegel a seguire il figlio di un imbianchino che blaterava di complotti demoplutogiudaici. I fondamentalisti presero il controllo dell’Iran dominato da uno scià corrotto e filoamericano.
    Se non ho capito male, lei vede gli ideali borghesi come fautori del benessere. Io invece vedo il benessere prima, a volte raggiunto in maniera saggia e onesta, a volte sfruttando colonie, isolando parte della propria società, a volte ottenuto con botte di culo come la miniera d’argento boliviana che mantenne finanziariamente per due secoli l’impero spagnolo, e solo successivamente su tale benessere si impianta una ‘restaurazione’ che punta al mantenimento dello status quo. Finchè le pance sono piene.

    • Allora, Frigerio, ti tocca spiegare come mai il Nord Italia e’ stato la zona piu’ ricca del mondo per circa un secolo, poi lo sono state le Fiandre e poi l’Inghilterra.

      • Posizione, dominazione, possedimenti, commercio, colonie. Il benessere spesso arriva non invitato, per una serie di fattori che sono molteplici. Però nel momento in cui arriva nessuna civiltà è stata così stupida a non attaccarsi ad esso con le unghie e coi denti, respingendo i cambiamenti. Se poi qualcuno dall’alto ha cercato l’unità d’Italia o se il mondo è cambiato ed è diventato poco politically correct avere colonie da cui risucchiare beni, è semplicemente successo Come l’impero romano non potè nulla contro quei cristiani cacacazzi e contro tutte quelle influenze orientali che piegarono la vecchia virtus e produssero un popolo di debosciati che cadde sotto Abatantuono e i suoi sbabbari.

  2. Non capisco davvero come si possa collocare il M5S a sinistra. Non condivido anche molto del resto, ma il M5S a sinistra mi sembra provocazione pura.

  3. La banana blu schiacciata dal “grande cocomero” giallo.
    Non condivido la sua analisi. Le dinamiche economiche e finanziarie attuali parlano di una “banana” in totale e profonda recessione, visto che i suoi fortunati abitanti hanno perseverato nel mantenere un tenore consumistico di gran lunga superiore alle loro reali possibilità e disponibilità in termini di risorse materiali.
    Quella banana ha un tessuto produttivo più liso dei calzini di un barbone scalzo ed una autarchia energetica simile a quella di chi vuole scongelare la bistecca con un fiammifero.
    Oh certo, abbiamo dato vita ai diritti dei lavoratori, ai sindacati, alla salute pubblica, al welfare, ma i prezzo lo hanno pagato altre aree del pianeta che ora chiedono, a loro modo, il fio; chi tenendoci per le palle con le risorse energetiche, chi producendo beni ad un decimo di quanto costerebbe produrli da noi per poi rivenderceli con profitti abnormi.
    Sui moderati, poi, la mia personale idea è che nascondano, dietro una facciata di perbenismo e bon ton, tutta una serie di nefandezze tra le più sordide ed infami. I Gattopardi, i cortigiani vermilingui, i fascisti di ieri, rapidi a nascondere in cantina i ritratti del duce ed i berlusconiani di oggi passati al sostegno a Renzi, con una breve sosta dalle parti di Monti.
    Quelli del “che bello il nucleare” ma “nimby”; quelli della new economy, della fabricheta del papi, dei mitici anni 80; quelli che “basta che non mi tocchi l’orticello”, quelli dell’amico, dell’amico del mio amico.
    Quelli li, quelli che la banana, quella vera intendo, dovrebbero… abbiamo capito, vero?!

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