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salvate il soldato casto

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Come ormai avrete capito, tra gli autori di Libernazione alcuni hanno il pallino della libertà di espressione. Quest’oggi io prendo le difese di Immanuel Casto, detto il Casto Divo. Per chi non lo conoscesse, Immanuel Casto è il primo e forse unico esponente italiano del genere musicale porn grove. Il genere unisce musiche stile dance anni ’80 (ma non solo) con testi  alquanto irriverenti. Insomma, se mia nonna mi avesse acciuffata ad ascoltare Anal Beat, Escort 25 o Che Bella la Cappella, si sarebbe preoccupata per me. Ad ogni modo, Immanuel Casto ha lanciato qualche giorno fa le carte Squillo. Se la curiosità vi ha portati a vedere i video delle canzoni elencate due righe fa, non vi sorprenderà che il gioco sia ambientato in un giro di prostituzione e traffico di organi. Ok, lo ammetto, non è il massimo del buon gusto. Del resto la particolarità di Casto è viaggiare sempre sul filo della provocazione. Cosa consente a delle brave ragazze timorate di Dio come me di ascoltarlo senza correre in chiesa a confessarsi? La sua ironia. Ed è proprio con spirito ironico che vanno giudicate le carte Squillo. Questa sfumatura non pare essere stata colta dalla Senatrice Baio (Alleanza per l’Italia) che ne ha chiesto il ritiro immediato.  La motivazione è che il gioco “incita alla mercificazione del corpo femminile, parla di vendita di organi umani, incita all’uso di eroina e di antidepressivi e (mi vergogno a dirlo, ma lo faccio solo per far capire l’orrore che è sui nostri siti web e che potrebbe entrare nelle nostre case) a pratiche sessuali disumane (dei roditori si cibano di parti intime femminili)”. Inoltre, il gioco sarebbe anche blasfemo per via della frase “credo che il fatto che qualcuno abbia potuto, non solo concepire questo gioco, ma addirittura produrlo e metterlo in vendita, sia la prova che Dio non esiste”. Ora, alzi la mano chi seriamente pensa che le carte da gioco Squillo possano in qualche modo indurre qualcuno a mettere su un giro di prostituzione. Io non discuto che siano di cattivo gusto, ma trovo che la mercificazione del corpo femminile sia altrove. Per esempio nei programmi televisivi in cui vallette seminude fanno da soprammobili mentre tutti discutono in giacca e cravatta di calcio; dai cartelloni pubblicitari che usano donne nude per vendere lavatrici o automobili o che so, da un presidente del consiglio che piazza la sue amiche di bella presenza in parlamento. Per altro, nessuna di queste cose ben più dannose di Squillo è mai stata vietata, né dovrebbe esserlo. Appello dunque ai lettori canaglia: mandate una mail alla Senatrice Baio baiodossi_e@posta.senato.it in cui le fate sapere che a voi l’esistenza delle carte Squillo non provoca nessun impulso verso lo sfruttamento della prostituzione, il traffico di organi umani, l’uso di eroina o antidepressivi e men che meno quella cosa coi topi. Salvate il soldato Casto!

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

4 Comments

  1. no, io le mando una mail chiedendole di ritirare risiko dal mercato, altrimenti settimana prossima sarò sotto casa sua con un carro armato al grido ‘kamchatka o morte!’.

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