un blog canaglia

Russia vs Ucraina? Perde l’Europa

in mondo/politica by

Riporto le riflessioni (trovate qui) del prof Guido Carpi, insigne slavista dell’Università di Pisa, sulla questione Russia/Ucraina.

“ Date le dimensioni che sta assumendo la crisi ucraina, meno cazzate si dicono – meglio è. Cerco dunque di fare il punto per offrire qualche strumento di riflessione. Su tre piani: politico, geopolitico, economico.

Piano politico.
Il regime putiniano è nato alla fine degli anni 90, sull’onda di una drammatica crisi sociale (che durava dalla fine dell’Urss), del default che nel 97 ha impoverito quel po’ che restava della classe media, dello shock per la guerra cecena. È un regime che nella sostanza si configura come una corporazione di potentati economico-mafiosi-poliziesco-militari con estroflessioni politiche che danno un’apparenza di democrazia; tale regime sfoggia una retorica interclassista, tradizionalista (bigottismo religioso, conformismo, etc.) e trae la propria reale legittimazione dal senso di minaccia, di accerchiamento, di voglia di revanche (nonché dall’effettivo miglioramento delle condizioni economiche della maggioranza dei russi).

L’Ucraina non è messa meglio. Per due decenni, l’apparentemente vivace confronto politico era determinato dal fatto che i gruppi mafiosi di cui i partiti sono l’estroflessione non avevano formato una cupola, come in Russia, ma si combattevano fra loro, utilizzando a tal fine la retorica dei contrapposti nazionalismi. Attualmente, il governo è formato dai rappresentanti dei due segmenti di popolazione che hanno “fatto il Majdan”, ossia defenestrato il precedente governo con l’appoggio dell’intelligence occidentale (soprattutto tedesca e polacca): 1) da ricchi ultraliberisti filoatlantici, espressione del ceto medio giovane e globalizzato della metropoli e delle (poche) altre grandi città; 2) da nazisti militarizzati, espressione delle regioni occidentali. Si tratta di gruppi molto diversi: i giovani del ceto medio metropolitano sono frustrati da anni di crisi economica e sognano l’Occidente come panacea; i nazisti traducono l’arretratezza e il sottosviluppo agrario dell’Ucraina occidentale in un mito ideologico totalizzante. I primi sono antirussi in quanto FILO-occidentali; i secondi sono antirussi in quanto antirussi, ma sono anche ANTI-occidentali. A tenere insieme i due gruppi – divisi su tutto il resto – è SOLO la retorica antirussa: per stare insieme, devono avere un nemico esterno e interno – i russi.

In una frase: attualmente Mosca e Kiev traggono entrambe legittimazione dal conflitto. La Ue avrebbe dovuto contribuire a disinnescare la cosa, anziché schierarsi.

Punto geopolitico.
Russia e Ucraina (centro-orientale) hanno una storia condivisa per secoli, tradizioni e lingue affini e interconnesse. La Russia può accettare un Ucraina indipendente (negli attuali confini, del tutto arbitrari, decisi da Stalin nel 1945) solo in forma di semi-protettorato, o almeno di Stato neutrale. Il brusco scivolamento di Kiev su posizioni filooccidentali e filoatlantiche non poteva portare che al risultato odierno: le zone contese sono abitate in grande maggioranza da russi; senza la Crimea, Mosca perde di fatto l’accesso militare al Mar Nero e al Mediterraneo; le regioni dell’Est dette oggi “nuova Russia” sono il cuore industriale dell’Ucraina, ed esportano al 95% in Russia. Del resto dell’Ucraina (inclusa Kiev), Mosca non sa che farsene, almeno in termini geopolitici.

Da questo punto di vista, se Europa e Usa (invece di premere su una radicalizzazione dello scontro e criminalizzare Putin) avessero lavorato per arrivare a uno status neutrale e\o internazionalizzato delle aree ucraine sensibili per Mosca – in termini geopolitici il conflitto sarebbe stato disinnescato. Aggiungo anche che il problema NON è Putin: con l’aria che tira, chiunque venisse oggi eletto al suo posto tramite elezioni veramente libere – sarebbe certamente molto peggio di lui, probabilmente verrebbe eletto una specie di nazista.

Punto economico.
Qui si fa alla svelta. L’embargo alla Russia metterà in ginocchio le aziende italiane e ci costerà circa un miliardo all’anno (siamo il secondo esportatore in Russia dopo la Germania); dalla caduta in mani occidentali dell’infrastruttura gasifera ucraina (tubi di trasporto, si capisce: il gas è e resterà russo) ci guadagneranno solo le multinazionali: i russi, ovviamente, si rifaranno delle perdite facendo pagare più caro il gas ai consumatori occidentali; embargo e deprezzamento del rublo – a parte i disagi per la popolazione russa (che comunque indirizzerà il proprio malcontento contro l’Occidente, aumentando ancora il sostegno a Putin) – avranno un effetto corroborante per l’industria leggera russa, e spingeranno i russi a comprare in Cina ciò che noi non gli vendiamo (si stanno già attrezzando da anni).

Alla fine, a rimetterci saremo solo noi europei, che oltretutto dovremo anche accollarci il mantenimento di ciò che resterà dell’Ucraina, un paese in crisi economica spaventosa, con un pil inesistente e un tessuto sociale distrutto dall’emigrazione di massa.

Conclusione generale pratica: chi guida la politica estera della UE (non parlo della Mogherini, ovviamente) sta facendo di tutto per cacciare Russia, Ucraina e soprattutto Europa in un disastro senza scampo.

Conclusione generale lirica: Il risultato a lungo termine di tutto ciò è che due popoli da sempre fratelli, mescolati, meticciati e destinati a condividere areale politico, economico e culturale – stanno irreversibilmente imparando a considerarsi a vicenda come nemici. È una tragedia epocale, almeno per coloro ai quali di tutto ciò frega qualcosa.”

A chi vuoi che freghi qualcosa, in effetti. Esultavano per la Mogherini lady Pesc ignorando il tracollo diplomatico che ciò ha significato per l’italia. (Leggere qua per capire la portata di tale disastro). Esultavano per la cd. rivoluzione arancione senza capire che cazzo stesse veramente succedendo. Caspiterina, pure Depardieu ci arriva! Ma in effetti dove mai deve arrivare un paese che ha come leaders principali il bimbominkia cazzaro, il comico sbraitante e sirvietto che ormai quello che doveva fare l’ha fatto e cerca di stare lì ancora per proteggere i figli dalle ‘angherie’ di vecchi e nuovi ‘nemici’. Perché da soli non ce la fanno. E no. E’come se una nazione intera esultasse perché alla sezione ‘Prevenzione omicidi’ delle questure, fossero stati assegnati come responsabili tanti piccoli Jeffrey Lionel Dahmer, il serial killer statunitense noto come Il mostro di Milwaukee o, meglio ancora, Donato Bilancia.

Tutti a cantare “Se telefonando io potessi dirti addio, ti chiamerei.… Se io rivedendoti fossi certa che non soffri, ti rivedrei….. Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta, ti guarderei…..”, felici a quel karaoke estivo che dovrebbe riscattare, per un attimo, il proprio essere miserabili.

Sia chiaro, ‘dovrebbe’.

Soundtrack1:’Se telefonando’, Mina

Soundtrack2:’Dust’, Cypress Hill

Soundtrack3:’Quello che ci manca’, Maciunas

 

2 Comments

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from mondo

Go to Top