un blog canaglia

Rosy Bindi ci prende per scemi

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Io non lo so, se la Corte Costituzionale prevede davvero che l’istituto del matrimonio sia riservato agli eterosessuali: magari sì, come sostiene la Bindi, o magari no, come segnala qualcun altro.
Ma il punto, con ogni evidenza, non è questo.
Il punto è che la Costituzione, come ha avuto modo di apprendere qualunque studentello alle prese con l’esame di diritto pubblico, si può modificare: e quando ciò avviene non si tratta di uno scandalo, di un atto sovversivo, di una rivoluzione, ma semplicemente di una “riforma”, parola della quale i nostri amici del PD si riempiono la bocca un giorno sì e l’altro pure.
Dichiarare di essere contrari al matrimonio gay perché la Costituzione non lo prevede, quindi, è completamente privo di senso: a meno di non voler contestualmente affermare di essere contrari a qualsiasi cosa attualmente non prevista dalla carta, con la conseguente necessità di far cessare all’istante tutti i progetti che prevedono una sua modifica.
Ora, siccome le venti righe che ho appena scritto sono perfettamente comprensibili a chiunque, al punto che doverle vergare mi è costato un tantino di vergogna, è evidente che secondo Rosy Bindi gli italiani sono una massa di scimuniti: altrimenti non si sarebbe illusa di ammansirli con una giustificazione del genere.
A me, sinceramente, farmi dare dello scimunito dalla signora Bindi -e da chiunque altro- non piace per niente; ragion per cui, se è contraria al matrimonio gay ci fornisca delle motivazioni credibili e se ne assuma la responsabilità politica.
Ma la smetta, per carità, di offendere in questo modo la nostra intelligenza.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

11 Comments

  1. credo che l’unica differenza tra una legge normale e una che implica la modifica della costituzione sta nella maggioranza che serve per approvarla.
    Se non sbaglio per una modifica alla Costituzione servono i 2/3 del parlamento.
    Poi naturalmente la bindi usa tutto in modo strumentale per tenere insieme l’allegra brigata.

  2. In perfetto stile bindiano, segnalo una cosa di forma senza discutere la sostanza: nel secondo capoverso c’è una fastidiosa ripetizione di “è che la Costituzione”:
    “Il punto è che la Costituzione, come ha avuto modo di apprendere qualunque studentello alle prese con l’esame di diritto pubblico, è che la Costituzione si può modificare”

    Grazie Alessandro
    Ciao

  3. Piccola, ma doverosa, precisazione: all’istituto del matrimonio le persone omosessuali, come tutte, possono accedere scegliendo di sposare una persona del sesso opposto. Ciò che l’attuale normativa non prevede, dunque, è l’accesso al matrimonio per le COPPIE omosessuali, dove con “omosessuali” s’intende l’assortimento sessuale dei contraenti (uomo-uomo, donna-donna, donna-uomo) e non il loro orientamento sessuale che è giuridicamente ininfluente. Anche perché, se così non fosse, allora come ci si dovrebbe comportare in presenza di persone bisessuali?
    Sicché, ciò che la comunità omosessuale rivendica (o, quantomeno, dovrebbe rivendicare…) non è il “matrimonio gay”, che non significa nulla e sa pure di discriminatorio (perché è come se si volesse istituire un matrimonio “ad hoc” per le coppie omosessuali, che è ciò che in piccolo Bindi & Bersani propongono), bensì la semplice estensione del matrimonio, civile e laico, che già c’è e che regola i diritti ed i doveri delle coppie eterosessuali (e, quindi, NON delle persone eterosessuali).

  4. Io penso che la Bindi non è dal punto di vista politico nè contraria nè favorevole al matrimonio gay; è un politico navigato che in questo periodo è tre volte rappresentante: rappresentante del popolo, rappresentante dell’Assemblea del Pd, in quanto è il Presidente, rappresentante delle istituzioni, in quanto Vicepresidente della Camera.
    Penso che parli da rappresentante, più che rispetto a ciò che lei pensa personalmente.
    Se è vero ciò che dice la Bindi stessa e pps qui sopra, che per fare i matrimoni gay bisogna cambiare la costituzione, figuriamoci se in Italia si trova un Parlamento dove non al ( 50%+1 ), ma addirittura al ( 66% +1 ) si converge sul cambiare la Costituzione sui matrimoni gay !
    Non è la prima volta, d’altra parte, che la Bindi ( ne ricordo una scenata in cui su questo si alterò sul palco verso il pubblico che la contestava ) lascia capire che ci sono reali e ottime possibilità di ottenere il riconoscimento dei diritti civili per le unioni gay, equiparati ai diritti civili da matrimonio, ma che la cosa si chiami matrimonio non è fattibile. Insomma, la posizione della Bindi a mio avviso è, portiamo a casa le unioni civili, non rischiamo di buttare tutto al macero perchè vogliamo per forza che la cosa si chiami matrimonio.

  5. Grazie dell’articolo!
    .

    Verissimo che si può cambiare la Costituzione. Ma in questo caso non serve neanche. Basta applicarla davvero. Lo spieghiamo “for dummies” qui:

    http://www.vogliosposaretizianoferro.it/matrimoni-gay-for-dummies-tutte-le-risposte-a-tutte-le-obiezioni-i-parte/#ht2

    Quanto alla sentenza 138/10 della Corte Costituzionale, a cui mi sembra Rosy Bindi faccia riferimento, dice una cosa molto, molto diversa, cioè che alla “unione omosessuale […] spetta il diritto di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri. Si deve escludere, tuttavia, che l’aspirazione a tale riconoscimento […] possa esser realizzata SOLTANTO attraverso un’equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio”. Pertanto, “spetta al Parlamento individuare le forme di garanzia e riconoscimento per le unioni suddette”.

    Non mi sembra proprio (né a me né ai giuristi) che questa sentenza escluda il matrimonio tra le opzioni, piuttosto non la considera l’unica opzione, e con questo cavillo rimanda la questione di scelta al Parlamento.

    Bindi, ma dire falsa testimonianza non era peccato?

  6. La Corte Costituzionale ha detto 2 cose che la Bindi finge che non siano state dette: l’art 29 è riferito al matrimonio eterosessuale ma non esiste alcun impedimento per il quale il parlamento, in via ordinaria, non possa introdurre il matrimonio omosessuale. Esattamente il contrario di quanto afferma lei

  7. E’ un differente modo di relazionarsi certificato dai differenti attributi sessuali propri dei soggetti coinvolti nel matrimonio, pero’ i diritti sulla carta sono esattamente applicabili in quanto c’è per fortuna parità giuridica tra tutti i tipi di sesso. Per far definitiva luce sulla questione prenderei spunto dalla pertinenza afferente una relazione transessuale. Mi chiedo della totale reticenza ad affrontare questa angolazione della vicenda, a pensarci un millisecondo è banale il diritto al matrimonio tra esseri umani e mettere di mezzo la costutiuzione è l superlativo del superfluo. A questo punto la domanda sorge spontanea, anzi sarebbero piu’ di una le domande derivate, pero’ nel caso quà da noi mi sembra piu’ pertinente quella sul quanto molto permea la coscienza collettiva del partito democratico la religione cattolica, spingendo ad assumere rozze posizioni i suoi catacombali vertici, in questo caso la bindi, ad arrocarsi su posizioni addiritura coinfacenti i dettami costituzionali. ma non si vergogna?

  8. La Costituzion enon parla di sesso dei contraenti. Eccovi il testo dell’art.29:

    La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
    Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

    Dov’è scritto che i contraenti devono essere di sesso opposto?
    Il problema dei cattofascisti è invece che, qualora si introducesse nell’ordinamento il matrimonio tra persone dello stesso sesso, questo verrebbe considerato nel nostro diritto una “societa naturale” e questo per i cattotalebani suonerebbe come uno sberleffo alle fanfaluche dei loro “santi padri”, che blaterano a vuoto sulla “natura” e sul “diritto naturale”…
    La Rosy Bindi deve obbedienza alle cosche di oltretevere e ricatta il PD.
    Purtroppo il nostro paese non ha ancora ottenuto una reale sovranità nazionale… Altro che 150 anni dall’unità! Il lavoro ancora non è finito!

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