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Roma non si muove: grazie al PD, all’IDV e a SEL

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La vicenda, in estrema sintesi, si può riassumere così: un pugno di persone composto dai Radicali di Roma, dai Verdi e dall’esponente di FLI Umberto Croppi decidono di mettere in piedi un comitato chiamato “Roma si muove”, completamente autofinanziato, per promuovere otto referendum comunali su mobilità, mare libero, libertà di scelta nei servizi alla persona, stop al consumo di suolo, raccolta differenziata porta a porta, riduzione dei costi delle municipalizzate, famiglie di fatto, testamento biologico. Tutti argomenti importantissimi in una città allo sbando, asfittica e ogni giorno meno vivibile.
Per far sì che i referendum abbiano luogo -lo stesso giorno dell’elezione del sindaco, by the way- e che milioni di romani possano dire la loro su quegli argomenti occorre raccogliere 50.000 firme, tutte autenticate: e 50.000 firme di soli cittadini residenti a Roma, anche per chi come noi ha una certa esperienza ai tavoli, sono un’enormità; il pugno di persone, tuttavia, ce la mette tutta, e inizia a farsi il culo da luglio mettendo in piedi tutti i punti di raccolta che gli riesce di organizzare con le scarse risorse umane e finanziarie di cui dispone.
Nel frattempo i partiti -quelli grossi- iniziano ad aderire. Aderiscono varie articolazioni ed esponenti del PD -perché loro, si sa, ad aderire tutti insieme a qualcosa proprio non ce la fanno-, aderisce SEL, aderisce l’IDV: e ciascuno di loro ci assicura che contribuirà alla campagna raccogliendo un numero cospicuo di firme, che dai colloqui e dalle promesse informali quantifichiamo complessivamente in circa 20.000.
Passano i mesi, noi continuiamo a dare il fritto e quando una settimana fa iniziamo a tirare le somme perbene ci accorgiamo -con una certa soddisfazione- che il nostro l’abbiamo fatto abbondantemente, e che se i partiti -quelli grossi- ci faranno avere meno della metà delle firme di cui ci hanno vagheggiato il risultato sarà raggiunto.
Poi arriva ieri: cioè il giorno prima di quello previsto per il deposito delle firme di cui sopra. E ieri, nel momento decisivo, ci accorgiamo da un lato che il pugno di persone che ha organizzato ‘sti benedetti referendum è riuscito a raccogliere -con le poche risorse che aveva- circa 42.000 delle firme necessarie, e dall’altro che i partiti -quelli grossi, che avevano aderito e ci avevano promesso mari e monti- non ne hanno messe insieme neanche mille.
No, dico, vi rendete conto? Neanche mille. Tra tutti e tre.
Il risultato finale, quindi, è che Roma non si muove. Niente referendum. E tutto ciò grazie all’inerzia dei partiti -quelli grossi- che non riescono più a fare politica nel modo più normale che è lecito immaginare: attivando gli strumenti di partecipazione che la legge mette a disposizione, rivolgendosi ai cittadini, chiedendo loro l’adesione ad un progetto che risolva i loro problemi e portandolo a termine.
E poi qualcuno ha pure la faccia tosta di lamentarsi del fatto che l’antipolitica imperversi.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

21 Comments

  1. Una domanda, ma i radicali non sono quelli che ad ogni iniziativa politica degli altri trovano mille distinguo per differenziarsi ed affermare la loro diversità? Hanno mai appoggiato una campagna che non sia stata da loro promossa? Hanno giustamente protestato per l’illegalità del governatore della Lombardia e adesso che gli altri si muovono, loro non partecipano perché gli altri non li hanno sostenuti prima. Mi sembrano sempre bambini capricciosi.
    I radicali non sono quelli che tutti i momenti sbraitano perché i mezzi di informazione li censurano? Hanno ragione veramente, ma non sono i soli ad essere censurati, sono censurati quasi tutti coloro che contestano il potere costituito, a meno che non attraversino a nuoto lo stretto di Messina o vadano a governare una città come Parma. Però ai radicali degli altri non importa nulla, sono sempre lì a protestare solo per sé stessi. Per esempio di Sel si parla solo perché ha un personaggio mediatico come Vendola che oltretutto è riuscito, contro ogni previsione, a governare la Puglia. Per il resto da quando Sel non è riuscita ad entrare in parlamento è sparita.
    I radicali nell’81 non hanno indetto un referendum abrogativo della legge sull’interruzione di gravidanza, invece di allearsi alle altre formazioni progressiste che cercavano di difendere l’attacco alla legge del cosiddetto movimento per la vita?
    E adesso, che non hanno la forza di raccogliere 50.000 firme a Roma, si lamentano per l’assenza degli altri.
    Se vivessi a Roma avrei sicuramente firmato, e mi spiace che Sel non abbia messo nessuno in campo. Del PD invece non mi stupisco e l’IDV romana penso abbia altri problemi e interessi …
    Sì i vari partiti sono carenti di maturità politica e si fanno i dispetti, e i radicali sono in testa al gruppo.

      • ma come si fa a dire “i radicali non sono quelli che in tutti i momenti sbraitano…” io non sbraito, ma i radicali sono quelli che decine di pronunce dell’AGCOM ha riconosciuto gravemente discriminati dai Media…formigoni e la polverini cadono…merito delle “opposizioni” o dei radicali che “sbraitano”?

    • i radicali sono davvero “diversi” da tutti gli altri, ma tu ne fai una caricatura, come se fosse giusto “punirli” non firmando i referendum perché sono “capricciosi”. la verità è che – se le cose stanno come dice capriccioli ossia che SEL PD e IDV hanno aderito ma non hanno raccolto le firme – si tratta di un fatto politico assai grave del quale i cittadini romani dovrebbero tener conto.

    • @Leonilde,un abbraccio:lei ha detto molto bene quello che c’era da dire.
      Aggiungo solo una cosa:i referendum dell’anno scorso,quelli abrogativi,quelli importanti vinti alla grande,i pannellidi NON SOLO non li hanno firmati,ma li hanno BOICOTTATI forsennatamente:il pannellide Marco Beltrandi,infiltrato abusivo nel gruppo parlamentare PD,ha votato-e il suo voto è stato DETERMINANTE,per NON accorpare il referendum alle amministrative e farlo slittare a giugno,in piena stagione balneare,nell’intento scoperto di farlo fallire per mancanza di quorum:ma gli è andata male.

  2. Faccio una domanda da ignorante istituzionale: quindi bastava che oggi venissero depositate 50.000 firme valide affinché i referendum romani automaticamente si facessero (in concomitanza alle elezioni comunali)?

    • 50000 firme a roma sono uno sproposito, considerato che è una città di 3milioni di abitanti tanto per avere un’idea per i referendum nazionali bastano 500mila firme, su 60 milioni di abitanti

  3. Diciamolo francamente: illudersi che i suddetti partiti aiutassero una iniziativa che NON PARTIVA DA LORO, è come credere a Babbo Natale.
    Ed aspettare l’ultimo momento per verificare i suddetti che avessero compiuto quello che avevano promesso è una ricetta per il fallimento.
    Bisognava stargli sul collo, spingere e verificare.
    Chiagnere dopo, serve a poco, i buoi sono già scappati.

  4. Cara Leonilde, io non so se le cose stanno esattamente come dici tu, ma so che le battaglie vinte hanno un alto contenuto anche mondiale, e che questa l’hai persa anche tu assieme a tanti romani e ai nostri figli che vivranno in questa città.. e che tante persone ben motivate si sono impegnate con le loro forze tralasciando di fare cose anche importanti… e che 42.000 persone si sono fermate credendoci davanti a un tavolo a volte aspettando anche parecchio… e soprattutto che il PD non si è affatto impegnato per far presiedere la Regione da una persona come la Bonino, lasciando il campo a un’altra….come la Polverini. SONO SEMPRE I FATTI CHE CONTANO

  5. Sono d’accordo con il giudizio su SEL PD e IDV.
    Ma per il giudizio sui radicali consiglio di valutare alcuni fattori:
    – ti sembra corretto il comportamento descritto da annamaria?
    – riguardo alla Lombardia ti sembra corretto che i radicali non abbiano partecipato alle manifestazioni di ieri contro formigoni perché:
    “come Radicali non saremo presenti nelle tante piazze velocemente convocate dai capi dei partiti dell’opposizione ufficiale, nella speranza che la nostra assenza, … serva da monito e avviso ai manifestanti: diffidate dei tanti che per ‘ribellarsi’ e invitare alla ribellione hanno aspettato che il potente cadesse nel fango. … Un avviso speciale a chi vorrà gridare ‘a Hammamet!’: pensateci bene, perché a tirare monetine a Craxi c’era il giovane militante Franco Fiorito. Capita che gli sputatori finiscano sputati”
    Insomma quando non c’è nessuna possibilità di far dimettere qualcuno loro si mobilitano da soli (e io mi chiedo lo fanno per ottenere visibilità?) Quando l’indignazione straborda e tutti si mobilitano allora si distinguono per “purezza” (anche qui, per ottenere visibilità?).

    È da quando sono nati che fanno così e cosa hanno ottenuto, lo 0,5% di consenso? Il problema è che ALCUNE loro idee meriterebbero di meglio.

    Per quanto mi riguarda, io non ho firmato SOLO perché NON SONO di Roma.

  6. voglio sapere da dove hai appreso cio che dici in questa frase

    “Nel frattempo i partiti -quelli grossi- iniziano ad aderire. Aderiscono varie articolazioni ed esponenti del PD -perché loro, si sa, ad aderire tutti insieme a qualcosa proprio non ce la fanno-, aderisce SEL, aderisce l’IDV: e ciascuno di loro ci assicura che contribuirà alla campagna raccogliendo un numero cospicuo di firme, che dai colloqui e dalle promesse informali quantifichiamo complessivamente in circa 20.000.”

    perchè mi sembra a dir poco campata in aria

    • Infatti se vai nel sito di “Roma si muove” trovi che hanno aderito 3 deputati PD e due circoli PD di Roma. Il resto sono presidenti di municipio, un esponente di “socialismo 2000” (sigh!), e altri esponenti minori di partiti più minori ancora. Insomma, informandosi di persona appare tutto diverso da come vuol far credere Capriccioli, che nn è nuovo a questo modo di fare. Per il resto ha già spiegato tutto benissimo Leonilde.

      http://www.romasimuove.it/adesioni/

  7. Continuate a coprirvi di ridicolo con le vostre invettive ai partiti.

    Siete il prototipo italiota che cerca il capro espiatorio per non assumersi mai le proprie responsabilità.

    Ma come pretendete una mobilitazione massiva da organizzazioni da decenni svuotate di ogni risorsa umana?

    Come pretendete che costoro, mentre si sobbarcano l’onere di amministrare o controllare l’amministrazione di un territorio in OGNUNO dei suoi sempre più complessi campi, che richiedono sempre più complete competenze e partecipazione, facciano anche campagne referendarie con un preavviso di 4 mesi?

    E ogni volta che vi siete lamentati dell’inefficienza di queste macchine, vi siete mai chiesti che forse a queste macchine, nonostante la differente fattura, manchi sempre il componente essenziale, il carburante, ossia la partecipazione?

    Ogni volta che un uomo bestemmia contro la classe politica, si è mai chiesto cosa vuol dire essere da quella parte, in così pochi e con la totalità dei problemi a cui tener testa?

    VERGOGNATEVI, ITALIOTI SUDDITI LAMENTOSI

  8. Riempirsi la bocca di sciocchezze è, mi pare, lo sport preferito di molti tuoi commentatori.
    Noi, in 5 persone, siamo riusciti a raccogliere 40.000 firme e a reclutare 400 volontari.
    Chiacchierate di meno, cari detrattori dei miei stivali, sempre pronti a infangare senza alzare un dito…questi referendum sono VERI, non sono vuota propaganda e senz’altro non abbiamo finto di fidarci di PD, SEL e IDV per poi scaricare su di loro le colpe del fallimento, perché questo NON E’ UN FALLIMENTO.
    Cari miei, il culo che ci siamo fatti moltissime persone lo hanno apprezzato e ci hanno ringraziato.
    Questa è un’enorme vittoria, fatta di volti, di emozioni, di persone che rinunciano per mesi alla propria vita personale per dedicarla ad una causa comune.
    Non siete capaci di vedere dietro un’iniziativa politica altro che un “partito” come se fosse un ente asettico ed anaffettivo, che vuole farsi pubblicità, senza rendervi conto che ci sono persone, persone vere che si impegnano e si mettono in gioco, persone che anche a 75 anni come Mina Welby scendono in strada a raccogliere firme perché credono nella possibilità di cambiare in meglio la città che amano. Ma quando qualunque iniziativa è liquidata perché “trent’anni fa i radicali…” si vede che la polemica sterile prevale sulla critica costruttiva e che la sqaullida rivalsa riesce ad avere la meglio anche sui tentaivi sinceri delle persone di permettere un’espressione diretta della propria volontà.
    Angelo, Andrea, Giuseppe, Leonilde…ma cosa ne sapete voi di cosa abbiamo fatto, degli impegni che i vari partiti si erano presi, cosa ne sapete? Quanta presunzione nelle vostre parole, venite a fare i tavoli con noi, per strada, invece di stare belli comodi seduti dietro il vostro pc e vedrete che non avremo bisogno degli altri partiti, perché la colpa secondo me non è loro, ma vostra, di tutti quelli che si lamentano e non fanno nulla, di tutti quelli che pur di nutrire il proprio ego si riempiono la bocca di demogagiche considerazioni, di tutti quelli che non collaborano ad iniziative politiche utili e concrete perché non apprezzano in toto la politica di uno dei promotori. Frasi vuote, colme di un livore inutile, arido di sentimenti e intelligenza, ma soprattutto arido di informazione, perché, diciamolo, sapete un cavolo voi della gente di Roma Sì Muove e dello sguardo di speranza che questa iniziativa ha reso a molti.

  9. Sfogo carico di livore,davvero sterile,sciocco,assurdo:contumelie e ‘colpe’ di tutti i generi scaricate addosso agli “altri”,dove per “altri” si intendono TUTTI quelli che non sono voi,che non condividono la vostra politica,i vostri metodi,il vostro intollerabile vittimismo.
    La loro colpa è di non essere VOI.
    Abbagliante,incredibile riflesso da piccola setta talebana di tipo religioso-totalitario incentrata sul culto della personalità.

  10. Veronica. Io sono della provincia barese e di Roma conosco poco.

    Ma conosco da una vita le pretese che la gente “comune” (ossia inattiva) ha nei confronti delle organizzazioni, in particolare politiche, poichè da quando avevo 15 anni ad oggi che ne ho ancora soli 25 sono sempre stato in prima linea.

    Quindi figurati se non sto lamentando la stessa critica tua, di chi passa il suo tempo in una stanza a discutere, dietro un banchetto a sensibilizzare, attaccato ad un telefono ad organizzare eventi, e poi pure a montare il tutto improvvisandosi falegname, elettricista e tecnico audio e video. E pure cuoco quando scappa(va) alle feste dell’Unità.

    E mi sono scocciato, definitivamente, di questo atteggiamento italiota che, nello sputo libero a tutto ciò che abbia “partito” o “politica” nella sua declinazione, trova la catarsi al proprio lassismo complice.

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