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Roma Capitale, ovvero mai sottovalutare le conseguenze dei verminai

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“Todo modo para buscar la voluntad divina”

 S. Ignazio di Loyola.

Oramai è palese che la classe politica dirigenziale romana, come centro autonomo decisionale di governo della città, non esiste più. Dalle indagini di Mafia Capitale, appare soltanto come l’espressione di gruppi di interesse che operano al di fuori delle istituzioni, le usano e le condizionano per i loro fini. Destra, sinistra e centro, sono tutti completamente infiltrati, compromessi e subalterni da e a varie forme di pressione affaristiche trasversali.

La delegittimazione delle istituzioni e di chi ci lavora dentro, nonostante un tentativo di minimizzazione di alcuni media, è forte e straripante.

Prendersela con Marino ci può stare, ma è troppo facile.

Proviamo una breve ricostruzione dei fatti che hanno portato all’elezione dell’attuale sindaco.

Nel 2008 Veltroni lascia. Alle elezioni vince Alemanno contro Rutelli. Alemanno e tutta la destra romana va al potere e fa i disastri. Il Pd fa le primarie in prossimità della nuova tornata elettorale. La classe dirigente piddina candida alcuni personaggi che la base palesemente schifa e  quindi per reazione sceglie l’outsider Marino. Marino vince contro Alemanno ma si ritrova contro tutta la classe dirigente del suo partito. Per iniziare a governare cominciano i primi compromessi, ma l’obbiettivo è dall’inizio quello di indebolirlo lentamente e farlo fuori il prima possibile. Poi scoppia il caos con Mafia Capitale. Finiscono nella fogna destra, sinistra e centro.

Marino per ora regge, ma si attendono nuovi sviluppi dell’inchiesta e poi ci stanno le indagini sui lavori della Metro C. Molto probabilmente, ad un certo punto, anche se personalmente estraneo, il commissariamento sarà quasi inevitabile e quindi il sindaco si dimetterà.

Il dopo Marino doveva essere rappresentato dall’accordo neocentrista tra Renzi e Marchini con la benedizione del Vaticano, che si doveva concretizzare nella candidatura di un personaggio noto ai salotti del potere romano. Ma al momento questo progetto sembra essere improbabile perché chi diavolo voterà ancora il Pd romano? Il partito democratico nella capitale ha perso ogni forma di credibilità. Orfini e Barca faranno pure breccia tra qualche addetto ai lavori e nei media catechizzati a sbandierarli come paladini di giustizia e lealtà, ma nella concretezza politica quotidiana non contano niente e non se li fila nessuno.

Appare quasi scontato e prevedibile un aumento dell’astensione che colpirà tutto l’elettorato democratico, tranne la parte parassitaria clientelare che campa tramite raccomandazioni e porcate varie.

La faccenda dell’astensione e della disaffezione colpirà anche la destra, divisa e disorganizzata dal post Alemanno, anch’ essa devastata da indagini ed arresti.

A questo punto l’unica forza rimasta intatta in campo pronta a vincere le prossime elezioni è il Movimento 5 Stelle. I modi che si utilizzeranno per disinnescare questa evoluzione potrebbero essere l’ imporre un commissariamento molto lungo, o cercare di far uscire fuori qualche scandalo giudiziario che li coinvolga. Quest’ultima ipotesi pare difficile da attuare in quanto sono da pochissimo nelle istituzioni e sempre all’opposizione.

La seconda/terza forza (dipende da quanto lungo sarà il commissariamento o rimarrà in carica Marino) potrebbe essere un movimento inedito di sinistra che si discosti dal Pd, da Sel e dalla Coalizione sociale, che diverrebbe la vera novità della fase politica che si sta sviluppando. Tale movimento dovrà organizzarsi in tempo con una piattaforma programmatica seria e con una fase di propaganda elettorale “cattiva”, utilizzando a manetta slogan che raffigurino come “parassiti tossici” gli avversari politici di destra, sinistra e centro, per “sporcarli” nell’immaginario quotidiano della città.

Roma è il paradigma di quello che accadrà a livello nazionale e che colpirà anche il governo. La causa principale dell’inedita fase appena aperta, è il mancato innesco del secondo atto del renzismo post rottamazione. Dopo aver messo da parte la vecchia ed affaticata classe dirigente, il secondo atto avrebbe dovuto prevedere la rottamazione di un modo di fare politica e di un sistema parassitario e clientelare di governare, contro il quale, al contrario, il Pd sembra essere troppo morbido e poco efficace. Il Pd è divenuto un centro di distribuzione del potere che ha attirato a sè tutto il trasformismo passato, presente e futuro.

Lo stallo della fase due ha, inoltre, resuscitato i 5 Stelle che potrebbero conquistare dopo Parma una città ancora simbolicamente più importante come Roma. Una tale vittoria simbolo aprirà nuovi scenari per gli anni a venire.

Più sta al potere e più Renzi si logora. Più fa il premier come lo sta facendo e più somiglia a quelli che diceva di rottamare. Nonostante i media lo sostengano in continuazione, lo schiaffo dell’Europa sulle quote migratorie e le inchieste giudiziarie degli ultimi giorni rappresentano segnali che la forza iniziale che si portava dietro sta lentamente svanendo. L’esodo migratorio inarrestabile ed i livelli di bassa crescita nonostante la congiuntura internazionale positiva, innescheranno tensioni sociali sempre più acute. Il Pd renzista governa quasi tutte le regioni e gode di una maggioranza parlamentare protetta. Nonostante ciò, oggi come non mai, il ponte di comando sembra perdere lentamente pezzi e travi.

Soundtrack1:‘Bombtrack’, Rage Against the Machine

Soundtrack2:‘Something in the way’, Nirvana

Soundtrack3:‘Stargazer’, Mother Love Bone

Soundtrack4:‘Love, Hate, Love’, Alice in Chains

Soundtrack5:‘Unravelling’, Harry Escott (Soundtrack ‘Shame’)

Soundtrack6:‘Io cerco te’, Il Teatro degli Orrori

9 Comments

  1. Una cosa. Dall’apertura sembrerebbe che, dopo mafia capitale, i partiti siano completamente infiltrati e operino per fini non propri. Vero, ma mica solo da adesso che è scoppiato lo scandalo, è da una vita che le cose a Roma funzionano così, il cecato è da trent’anni che è in circolazione. Se mai c’è da chiedersi perchè certe cose, che si fanno da una vita e che tutti sapevano, vengano fuori solo ora.

  2. Quello stronzo di Marino l’ho votato pure io. Tra le altre cazzate (“basta edilizia selvaggia”, “mai più traffico”) aveva giurato anche di eliminare le consulenze esterne dal Comune. Sono aumentate.

  3. Coalizione sociale è appena nata e già pensi ad “un movimendo inedito di sinistra […] che diverrebbe la vera novità della fase politica”???

  4. Al comune di Roma succedono le stesse cose che sono successe all’interno della FIGC non vi è nessuna differenza nemmeno quella del Governo che dovrebbe commissariare entrambe e procedere a nuove consultazioni.
    Ma dovrebbe anche varare una legge ad “hoc” per i reati di corruzione che depone chi è sotto indagine e che siluri a vita da qualsiasi attività politica i condannati in via definitiva.
    Perchè alla fine a parte le solite ritrosie populiste dei protagonisti il governo politico rimane sempre un enorme bla, bla, bla….

  5. Si dovrebbe candidare qualcuno con un cosiddetto “partito dei Rom”. In fondo questi ultimi sono tra quelli che ci hanno rimesso di più.

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