un blog canaglia

Rilassatevi, non voglio convincervi

in società by

Non so se ci avete fatto caso, ma poche cose al mondo sono capaci di scatenare la vis polemica -per non dire l’ira- delle persone come trovarsi di fronte a uno che dichiara di essere vegetariano.
Badate: non mi riferisco ai proclami militanti del tipo “chi mangia carne è un assassino” o “dovrebbero vietare la macellazione degli animali”; parlo delle situazioni normali, quelle in cui sei a cena con un gruppo di persone, qualcuno ti passa un’oliva ascolana dal piatto dei fritti, tu ringrazi e rispondi di no, quello insiste, tu sorridi e scuoti la testa, quello non demorde e dice “dai, non fare complimenti, così le finiamo” e a quel punto, tuo malgrado, sei costretto a pronunciare la fatidica frase “sono vegetariano”.
Il meglio che ti possa cascare addosso è il sarcasmo, declinato attraverso sguardi perplessi, espressioni diffidenti, mezze frasi dubbiose.
Invece il peggio, che purtroppo va in scena nella maggioranza dei casi, è l’esplosione improvvisa e incontrollabile di una ridda di osservazioni polemiche, eccezioni logiche, argomentazioni puntigliose e ragionamenti speciosi tesi a dimostrare, in ogni modo possibile e immaginabile, che in ultima analisi sei un coglione.
Non starò qua a snocciolare un elenco esemplificativo di tali arzigogoli, che tra l’altro assumono una varietà di forme e contenuti così cospicua da poter occupare comodamente un’intera enciclopedia: mi limiterò a precisare che in genere si tratta di sillogismi aventi lo scopo di comunicarti che se sei vegetariano allora non dovresti fare neanche (segue lunga teoria di attività), o dovresti fare pure (segue analogo inventario), o non si capisce perché (segue ulteriore lista), o allora come la mettiamo con (segue ennesima enumerazione) e via discorrendo; il tutto, nove volte su dieci, enunciato col tono piccato e l’atteggiamento ostile di chi ha appena ricevuto un’ingiuria, o quantomeno è stato infastidito da qualcosa di decisamente disturbante.
Orbene, io ho smesso da tempo di domandarmi il perché di un siffatto atteggiamento: del resto ognuno ha le sue idiosincrasie, delle quali non è mio còmpito occuparmi anche perché faccio fatica a venire a capo perfino delle mie; tuttavia, giacché proprio per evitare simili situazioni tendo a dichiarare la mia avversione verso la carne solo quando vi sono costretto dall’insistenza dei miei interlocutori, costoro mi farebbero cosa gradita se, per l’appunto, evitassero di insistere.
Insomma, se mi passate un’oliva ascolana e vi rispondo di no, prendetene atto e basta: o perlomeno, non potendo proprio fare a meno di obbligarmi a fare outing, limitatevi alle occhiatine sarcastiche, rilassatevi e astenetevi dal comunicarmi quanto mi ritenete coglione.
Non ho la benché minima intenzione di convincervi che non lo sono.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

37 Comments

  1. Premesso che personalmente non ho nulla contro i vegetariani e che ho anche molti amici vegetariani… (che bell’inizio…).

    A parte gli scherzi, credo che sia vero quanto dici Alessandro, farsi un etto o due di fatti propri sia una buona ricetta per tanti onnivori. Ma anche per i vegetariani.

    Mi spiego. Ma temo che l'”allergia ai vegetariani” tragga origine dal comportamento di una larga fetta di vegetariani un po’ integralisti che pensano loro di essere gli eletti e che tutti gli altri siano dei coglioni. Inoltre si sentono pure in dovere di convertire al loro credo alimentare il resto del mondo ammorbando con le loro critiche chiunque si avvicini ad una bistecca, annusi un abbacchio, succhi un mollusco.

    Anche senza assumere gli atteggiamenti aggressivi degli animalari militanti che hai citato, spesso sono proprio i vegetariani a farsi i cazzi degli altri; così un po’ alla volta, gli onnivori hanno maturato nei loro confronti un pregiudizio difensivo che, come tutti i pregiudizi, non aiuta certo i dialogo e la comprensione.

  2. non ho nulla contro i vegetariani che si mangiano la loro verdura e non cercano di catechizzare gli altri. Ma la schiera dei guru del fagiolo si scaglia contro gli onnivori, quali siamo tutti, dandogli degli assassini. Respect.! Io rispetto il vostro trip..basta che non facciate gli integralisti….e non cerchiate di far diventare i vostri cani o i vostri gatti vegetariani. Diciamo che avete un po’ scassato….

    • ma non hai risposto alla domanda. perchè ti infastidisce una semplice domanda? chiedere se una scarpa è di pelle è diverso dal dire “vergognatevi che vendete delle scarpe di pelle, siete degli assassini!”
      non concordi?
      nel primo caso si tratta di chiedere una semplice informazione, nel secondo caso invece è come dici tu un tentativo di catechizzare gli altri.

  3. “(…) orbene, io ho smesso da tempo di domandarmi il perché di un siffatto atteggiamento (…)”
    La risposta è contenuta nelle prime righe del tuo articolo, perché purtroppo quelli dei “proclami militanti (…)” sono la maggioranza (come dici esserlo quella di chi di fronte ai vegetariani hanno l’atteggiamento che descrivi)
    L’intolleranza per le abitudini diverse dalle nostre è il “male” di questi tempi, trasversale e indipendente da cosa si mangia.

  4. La cosa divertente è che state facendo esattamente come descritto nell’articolo, state giudicando, pontificando.. Evviva.
    Ripeto: Accettare senza scassare la minchia. Grazie.

  5. In tutto questo, ancora una volta “outing” al posto di “coming out”. Ma è così difficile? Se usiamo termini inglesi che non capiamo, premuriamoci almeno prima di leggerne una traduzione. O, vista l’ignoranza, utilizziamo l’analogo termine italiano, ce ne sono mille, perché andare a fare gli splendidi con una lingua che non si conosce va al di là della mia comprensione.
    Comunque, ricapitolando per la millesima volta: dicesi “outing” la pratica di dichiarare pubblicamente qualcosa riguardo a qualcun altro che non aveva nessuna intenzione di dichiarare. Dicesi “coming out” il dichiarare spontaneamente qualcosa riguardo a noi stessi. Madonnasanta.

    • Grazie per la leggerezza e la soavità con cui mi hai erogato il consiglio. Sai cosa? Ti avrei ringraziato e avrei corretto (mi sarà successo mille volte), ma mi sa che stavolta lo lascio così com’è. Saluti.

  6. A questo punto mi chiedo cos’è l’oliva ascolana…
    Da madre di una vegetarian-vegana (mia figlia oscilla tra il veganesimo nudo e puro a trasgressioni casearie) ho passato tutta la gamma possibile tra accuse di assassinii, maltolleranze malnascoste alla sopportazione fino ad una accettabile tolleranza. Morale… A parte quella del pollo ora non digerisco più la carne…

  7. E’ verissimo, tutto cio’ descritto nell’articolo l’ho sperimentato sulla mia pelle. Premetto che vivo in Gran Bretagna dal 1989 ed e’ in questo paese che ho abbracciato il vegetarianesimo, piu’ per ragioni di salute che per motivi etici, che peraltro si sono consolidati col passare degli anni. Ultimamente la situazione sembra essere migliorata, ma all’inizio, ogni volta che, durante un pasto, rifiutavo educatamente la carne (e badate bene, non sono mai stato un fervente proselita, ma proprio l’opposto, “vivi e lascia vivere”), la migliore reazione che potevo aspettarmi era di esterrefazione, scuotimento di testa, incomprensione. Ma il piu’ delle volte venivo attaccato con un livore che sarebbe stato giustificato se avessi insultato uno o piu’ degli astanti, tali persone comportandosi esattamente come descritte nell’eccellente articolo di cui sopra. E questo fenomeno (la critica rabbiosa) mi e’ successo solo in Italia. Nel Regno Unito non mi e’ mai successo nulla del genere. Gradirei molto sapere il perche’ di questo comportamento, se qualcuno potesse spiegarmelo…..che’ io ancora fatico a comprendere, persino dopo tutti questi anni……

  8. Mi è capitato di stare a tavola con vegetariani e vegani fin dai primi anni ’90, e non ho mai assistito a nessuna delle scene da voi descritte. Mi è anche capitato di cucinare per loro e servire lo stesso menu a tutti i commensali, compresi quelli un po’ scettici, sfida che ho sempre trovato molto stimolante. Quelli che mi irritano sono i vegani fanatici dell’ ultim’ora, proprio quelli descritti a inizio articolo, quelli che fanno girare foto di donne nude a quattro zampe nel fango con una mungitrice attaccata ai seni e un uomo brutto e cattivo che porta via un neonato insanguinato, per far capire a noialtri carnivori assassini come si sentono le mucche da latte. E poi, se m’incavolo la cattiva sono io, perché “non li rispetto”.

  9. Guarda che se hai amici del cazzo non è mica colpa nostra… Io agli amici vegetariani non dico nulla e loro non dicono nulla a me quando mangio carne. Si vede che gli scassaminchia attirano scassaminchia…

  10. Io sono vegetariana da anni e anche io non ho mai cercato di convincere nessuno a non mangiare più la carne, ma vi assicuro che ogni volta che sono stata costretta a “rivelarlo”,è diventato sempre l’argomento principale della serata, e in ogni modo si è cercato di screditare la mia scelta di vita. L’idea che mi sono fatta è che, chi ti viene contro, o ha i sensi di colpa perché mangia la carne e vuole auto convincsi che è giusto farlo o è una persona al quale la diversità (purtroppo siamo considerati ancora dei diversi) fa paura…

  11. Io rispondo a Mariangela Scotti e a tutti coloro che parlano di vegani “integralisti, fanatici etc.”. Quante volte avete pianto, dico PIANTO per qualcosa che vi ha detto un vegano? No perchè io tante tante volte ho PIANTO di nervoso per essere stata attaccata dagli onnivori, senza nessuna provocazione da parte mia, ma solo per aver detto di essere vegan. Sono stata presa in giro e derisa persino da BAMBINI DI 10 ANNI (aizzati dai genitori). Come mi sono ridotta? a nascondere di essere vegan per paura di queste situazioni. Sono terrorizzata dalle cene e ho prevalentemente amici vegan con cui almeno mi posso rilassare e fare le cene senza essere insultata dai commensali. Mariangela scotto, cosa ti disturba in quell’immagine della donna paragonata alla mucca? Se vuoi consumare latticini devi farlo guardando in faccia la realtà della produzione di latte. Se venissimo invasi da una specie superiore che ama il latte umano e crede di averne bisogno, vorrei vedere se saresti contenta se portassero via tuo figlio e ti trattassero come una macchina da latte per poi macellarti quando ne produci meno (dopo 5 parti e altrettanti figli ammazzati all’incirca). Fai quello che vuoi, ma non prendertela con chi ti fa vedere la realtà. Ma scherziamo? Cosa vuoi? Continuare a vivere nel paese delle fiabe in cui c’è la lola che ti dona il latte (e il figlio) col sorriso perchè sei una specie superiore ed è felice di soffrire per te?? Quindi i vegani sarebbero brutti e cattivi perchè non vi nascondono la realtà permettendovi di continuare a fare quello che vi pare? Avete solo paura di accettare una nuova etica in cui anche il dolore e la sofferenza degli animali viene presa in considerazioni, avete paura di cambiare le vostre abitudini (che poi sto gran cambiamento non sono). Non siamo noi a giudicarvi perchè io (con la stragrande maggioranza dei vegan) mi faccio un gran pacco dei cavoli miei e mi concentro su chi è veramente interessato (e so capire quando uno lo è!). Siete voi che vi giudicate da soli con i nostri occhi. Siamo arrivati a un punto in cui dovremmo autocensurarci per non urtare la vostra sensibilità, ma va va va.

  12. Come sempre i toni si sono alzati, e non credo di essere stata io a farlo. Mi dispiace se il fatto che io non pensi di poter essere paragonata a una mucca urta la sensibilità di qualcuno. Quanto ai miei amici, preciso che gli scassaminchia che ho citato non fanno parte delle mie amicizie ma delle persone un po’ patologiche che capita a tutti di incontrare sulla propria strada, ultimamente un po’ più spesso di un tempo però. Personalmente non ho mai fatto piangere nessuno e non ho nemmeno mai assistito alle vessazioni di cui parlate, non metto in dubbio che esistano, so bene che gli scassaminchia ci sono da entrambe le parti…sarò solo stata più fortunata di voi (oppure è vero che gli scassaminchia si attirano a vicenda).
    Anche a me piacerebbe che gli allevamenti fossero più umani e mi batterei volentieri per questo. Ma mi perdonerete se continuo a sentirmi diversa da una mucca.

  13. @Clara: A me disturba che la foto della donna-mucca la tiri fuori e me la sventoli sotto il naso. Se fossi davvero rispettosa delle scelte altrui te la terresti in tasca.
    Comunque, dato che ti sei ridotta a nasconderti, il problema alimentare ce l’hai tu.
    Delle piante allevate peggio dei polli in batteria non vi frega niente, vero?
    I vegani devono starsene su Vega.
    Lo sai perchè hai pianto? Perchè quello che ti dicono è vero.

  14. E anche te, Capriccioli, se anche ti mangi una o due olive ascolane col loro ripieno carnoso pari forse a tre grammi di carne, non cade l’universo. Capirei di più se non ti piacessero, ma se per ragioni ideologiche rifiuti una dose di carne pari a una scoreggina, è normale che appena uno lo sa ti prenda per il culo, perchè dimostri di essere il solito talebano fine a se stesso. Anche un astemio fa il brindisi a capodanno, suvvia.

  15. Sentirsi in colpa per la sofferenza degli animali e attribuirsene la responsabilità, ha un suo lato positivo perché implica mettersi al centro del mondo e riconoscersi il potere di danneggiare o aggiustare la sua vita, farlo notare in modo implicito come fai tu o esplicito come fanno altri crea un disagio a cui si reagisce in base alla forma mentis di ognuno.
    Il senso di colpa è una di quelle emozioni che non si vorrebbe mai provare. E’ quella sensazione di essere immorali e riprovevoli per qualcosa che si è fatto, per qualche norma che si è trasgredita, per qualche danno reale o presunto che si è arrecato. Brutta cosa il senso di colpa.

  16. è come per l’orientamento sessuale, c’entra il dubbio e il senso di colpa (non mi spiego più in dettaglio perché dovrei scrivere un commento più lungo del post cui è appeso, e ciò è contrario alla mia religione).

    per quel che vale, ti offro la mia solidarietà di ultrà carnivoro e di fumatore incallito.

    a tutti gli estremisti o aspiranti tali (come me) ricordo anche: “meglio solo che male accompagnato”

  17. Ho avuto amici vegetariani che non solo non hanno mai condiviso una foto orrida modello ALF ma facevano anche, per noi onnivori, dell’ottimo ragù di carne. Finché la mia conoscenza del mondo vegetariano è stata quella, nessun coming out ha mai sollevato la benché minima obiezione, anzi. Non mangi le ascolane? Passa pure, marcirò un po’ all’inferno anche per te.
    Poi il mio mondo si è espanso e sono venuto in contatto con gli altri, quelli che “sei un assassino”, “gli allevamenti solo lager” e cose così. Che all’inizio gli ridevo in faccia e via, ma dopo un po’ diventano davvero irritanti e allora passo anch’io all’attacco: non siamo fatti per mangiare proteine animali? B12. Le condizioni orribili degli animali negli allevamenti? Parliamo del vietnamita morto di fame per produrre il tuo toPu…
    Il “vostro” problema è che gli scassaminchia si sentono molto di più. Perché di vegani sopportabili ne esistono, ne sono sicuro, ma non si vedono mai, quelli che ti trovi davanti a cena sono sempre gli altri e a questo punto ci si difende come si può…

  18. Condivido in pieno l’articolo. Anche se i vegetariani rompiballe sono un’autentica piaga, da vegetariano moderato posso confermare: se in una tavolata esce l’argomento, rimane l’argomento di discussione per minimo minimo un quarto d’ora, e sino all’ultimo commensale c’è sempre qualcuno che abbia qualcosa da dire e da commentare. A me fa anche piacere, soprattutto mi faceva all’inizio, dimostrare la validità della dieta vegetariana, anche se mio obiettivo non è certo quello di fare proselitismo. Però alla lunga questa cosa un po’ scoccia, più che altro TUTTI hanno questa reazione, è incredibile.
    Al proposito, consiglio questa scena spettacolare: http://www.youtube.com/watch?v=88wD1ZmmXJ8

  19. Mi ripeto, perché a quanto pare abbisogna:

    Il discorso empatico è di sicura presa ma sinceramente non è il motivo che spinge molti vegani/vegetariani ad abbracciare quello stile alimentare.
    Io sono vegano per motivi politici ed ambientalisti, perché (a parte le baggianate del fattore che nutre i propri animali solo con mangimi biologici e poi lo uccide in un tripudio bucolico di dare-avere, o i soliti isterismi dei soliti isterici che scovano le patologie negli altri senza considerare le proprie) l’allevamento intensivo è la prima causa mondiale di disparità sociale, dispendio energetico, dispendio idrico ed inquinamento.

    cito:
    “Il consumo di acqua per la produzione di cereali e foraggio per uso animale, insieme a quella necessaria all’abbeveraggio degli animali e alla pulizia delle stalle, è uno dei fattori di maggior consumo delle risorse idriche mondiali ed ha un profondo impatto sull’economia delle risorse del pianeta.
    Il dato fornito da Water Footprint, sito web gestito dall’Università di Twente (Paesi Bassi) e dall’UNESCO-IHE Institute for Water Education, fa riflettere: per produrre un solo chilo di carne di manzo sono necessari 16 mila litri di acqua.”

    http://www.tuttogreen.it/l’impatto-della-produzione-di-carne-sulle-risorse-del-pianeta/

    E per quanto buffo, le deiezioni dei capi d’allevamento sono la prima causa dell’effetto serra globale. Tutto questo senza parlare di diritti animali, empatia, spiritismo … ma semplicemente dell’amministrazione di un ecosistema che, viste le attuali condizioni e l’affermazione economica di nuovi paesi come Cina e India (paesi che sempre di più reclamano il loro diritto alla carne giornaliera come occidente comanda), ha i decenni contati.

    Io non pongo questioni ontologiche e nemmeno chiedo professioni di amore nei confronti degli animali, ma voi siete sicuri di amare i vostri figli? Perché sicuramente odiate i vostri nipoti.

  20. Fantastico!! E’ finita proprio come è descritto nell’articolo. Perché continuare ad arrampicarsi sugli specchi, cari onnivori 🙂 Ha proprio ragione Davide Ghio: “alla lunga questa cosa un po’ scoccia” 😉

  21. Aggiungi al gruppo quelli che infine si rassegnano, seppur a malincuore, ad avere un siffatto commensale, ma non riescono a trattenersi dal dire “dai, assaggia, che è buono” e “puoi sempre scartare il salame”.

  22. Buon giorno a tutti,vorrei rispondere all’utente Jonny Dio perché quando leggo certi commenti sono ancora più contento della mia scelta,quindi in fondo potrei anche ringraziarlo per avermi dato questa consapevolezza!

    Ha scritto :

    @Clara: A me disturba che la foto della donna-mucca la tiri fuori e me la sventoli sotto il naso. Se fossi davvero rispettosa delle scelte altrui te la terresti in tasca.
    Comunque, dato che ti sei ridotta a nasconderti, il problema alimentare ce l’hai tu.
    Delle piante allevate peggio dei polli in batteria non vi frega niente, vero?
    I vegani devono starsene su Vega.


    1) A me sembra che Clara abbia spiegato in modo esaustivo sia perché è “ridotta a nascondersi” (se un cristiano si nasconde in un paese musulmano in cui verrebbe ucciso per la sua fede,sono i cristiani ad avere dei problemi o i musulmani in questione?) “,sia perché una foto come quella disturba così tanto,ma visto che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire lo ribadiamo : ti disturba perché ti constringe a fare i conti con una realtà scomoda,brutta,che è meglio ignorare e fingere che non esista.Ecco perché quando qualcuno ce lo ricorda ci “disturba”.

    2) Ecco,come poteva mancare il riferimento alle piante/verdure,ecc. Cioè,fammi capire : tra un pollo che soffre e una pianta ti fa più pena la seconda? Bè allora diventa fruttariano e sarai persino migliore di noi vegatariani talebani,integralisti e chi più ne ha più ne metta.

    3) Quella su Vega cos’è,una battuta? Dovremmo ridere?

    “Lo sai perchè hai pianto? Perchè quello che ti dicono è vero.”

    Ah bè,se lo dici tu!!

    “E anche te, Capriccioli, se anche ti mangi una o due olive ascolane col loro ripieno carnoso pari forse a tre grammi di carne, non cade l’universo. Capirei di più se non ti piacessero, ma se per ragioni ideologiche rifiuti una dose di carne pari a una scoreggina, è normale che appena uno lo sa ti prenda per il culo, perchè dimostri di essere il solito talebano fine a se stesso. Anche un astemio fa il brindisi a capodanno, suvvia.”

    Ecco, questo è il tipico commento di chi evidentemente non ha la minima idea di cosa voglia dire essere vegetarian e il fatto che lo paragoni all’essere astemi ne è un’ulteriore prova.
    Trovo molto buffo però che se ce ne freghiamo della sofferenza vegetale siamo degli ipocriti e/o incoerenti però poi se rifiutiamo anche solo un pezzetto di carne (pensa,che roba ah!!) siamo dei talebani.Ma insomma,almeno decidetevi : o siamo degli incoerenti o siamo dei talebani,estremisti e tutto quello che volete!

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