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Riding the Stars

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Ormai lo sappiamo tutti, Rosetta si è risvegliata. Riscaldato e alimentato dai raggi del Sole, il lander Philae inviato dall’Agenzia Spaziale Europea sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ha mandato un segnale alla sonda Rosetta, che ne ha girato i saluti dallo spazio profondo, ultima frontiera, quaggiù sulla Terra.

Lo sforzo tecnologico, economico e intellettuale dell’Unione Europea ha reso possibile tutto ciò. Le forze congiunte del nostro continente ci hanno resi veloci e splendenti come un angelo, hanno esteso la nostra geografia ai confini del regno degli dei, ci hanno permesso di cavalcare le stelle.

E proprio questa nostra grandezza, non lontana dall’essere hybris, l’empietà dell’essere umano che non conosce limiti, riflette come specchio di verità la nostra pochezza, la nostra piccolezza rispetto ai fatti recenti – si fa per dire – degli sbarchi di massa sulle coste della Sicilia.

Un’orda di immigrati affamati di vita che attraversa il mare e dilaga sulle nostre terre, un sogno – o un incubo? – che sembra uscito direttamente dalla penna di Pasolini, il mondo-altro de Le mille e una notte che si accampa sotto casa nostra, occupa stazioni, bivacca nei giardini pubblici, dorme sugli scogli del mare.

Pietà e orrore (terrore?) si mescolano, i governi appaiono impotenti e si palleggiano lungo i confini stock di esseri umani come fossero merci scadute rifiutate da tutti, persino la Chiesa pare chiudersi in un silenzio imbarazzato di fronte a una situazione che nessuno sembra saper gestire.

L’indifferenza è un buon compromesso per non impazzire, ma fino a quando potremmo guardare in alto, verso le stelle, senza sentire la puzza della nostra umanità che marcisce?

Abbiamo conquistato lo spazio, ma abbiamo perso le menti e i cuori degli uomini.

Nato nella Somalia italiana nel 1909, si dedica giovanissimo all'antropologia lombrosiana e alla frenologia. Dopo aver contribuito alla fondazione di Latina, nel 1938 fugge in Argentina con Ettore Majorana poiché non condivide la linea morbida di Mussolini sul banditismo molisano. Rientrato in Italia negli anni '70 in seguito a una scommessa persa con Cesare Battisti, si converte allo stragismo mafioso e alla briscola chiamata. Tra i fondatori occulti di Grom, oggi passa la maggior parte del suo tempo refreshando la pagina facebook di Marco Mengoni.

6 Comments

  1. Non so cosa sia più irritante, se la trattazione da telegiornale della missione Rosetta con abbondante copypaste, la solita mania dei blogger di portare il Verbo nelle case di noi poveri scemi o l’autocitazione, tanto snob quanto fuori luogo (o forse un po’ da coda di paglia).
    Cosa si vuole arrivare a dire con questo articolo, che la ricerca scientifica va interrotta per lutto? Che se la situazione di certi paesi è tragica, gli altri paesi devono adeguarsi e interrompere il progresso scientifico e tecnologico?
    Riguardo all’articolo linkato: non lo apprezzo, ma non per la verità che contiene (che definirei scontata), quanto per la volontà dell’autore di (passatemi il termine) cagare in faccia a chi, nel suo piccolo e forse inutilmente, dedica un po’ di tempo agli altri.

    All’autore chiedo: cerchi incosciamente di giustificare le tue giornate passate a guardare “House of Cards” mentre qualcun’altro va alla “mensa di stocazzo” a fare volontariato? Tu sei di libero di farlo, ma no, non sono tutti dei “poveri stronzi”.
    E soprattutto: se tu, disincantato uomo di mondo, sostieni che sia nostro diritto fregarcene delle tragedie dell’immigrazione (pensiero condivisibile o meno), perché adesso mi vuoi far sentire in colpa perché, da occidentale benestante, guardo le stelle invece di guardare i poveracci che cercano di sopravvivere sui gommoni?
    Insomma, deciditi.
    Sia chiaro, non ce l’ho con te e scusa se sono brusco; purtroppo in questo periodo ho tolleranza zero verso i blog portatori di Luce e verso i leoni da tastiera.

    • Caro Davide, capisco la tua tolleranza zero verso i blog portatori di luce e compagnia bella, ma mi sa che se leggi Libernazione caschi proprio male, questo blog è un coacervo di primedonne e narcisisti patologici. Di cui, nel bene e nel male, da un po’ di tempo faccio parte. D’altronde, nessuno ti obbliga a leggermi. A me non piace la merda e quindi non la mangio, mi sembra chiaro no?

      Detto questo, ci tengo a sottolineare un paio di punti:

      -non mi sembra di aver messo in discussione la ricerca scientifica, di cui anzi volevo in qualche modo magnificarne i risultati – già di per sé straordinari. Volevo semplicemente sottolineare il contrasto tra quel che succede lassù e quel che succede quaggiù;

      -mi sono autocitato perché consapevole della contraddizione (apparente?) con quello che avevo scritto in precedenza. Mi sembra pero’ che l’idea fatalista di fondo rimanga: viviamo in universo fatto di realtà a velocità differenti, e il massimo che possiamo fare di fronte a queste contraddizioni è semplicemente prenderne atto. E’ forse è anche il caso – almeno per quanto mi riguarda – di tenere in considerazione le variabili infinite di emozioni e sentimenti (spesso contrastanti) che ci colgono di fronte a certe situazioni, senza necessariamente fornire una ricetta per salvare il mondo. Del senso di colpa invece non me ne frega niente, quella è roba per Cattolici;

      -lo sfogo del primo post non era rivolto in particolar modo a chi fa volontariato, quanto piuttosto a coloro che fanno delle proprie virtù un modello di presunta superiorità morale nei confronti del resto dell’umanità. E l’essere un povero stronzo non è una dimensione esistenziale necessariamente negativa, è semplicemente uno stato di contraddizione comune a tutti. Perdonami la citazione veramente paraculissima di Gaber: “Infatti non è mica normale/che un comune mortale/per le cazzate tipo compassione e fame in India,/c’ha tanto amore di riserva/che neanche se lo sogna,/che viene da dire:/Ma dopo come fa a essere così carogna?”.

      Saluti,

      BP

      • Tu non mangi merda e io non leggo Libernazione, o almeno non regolarmente (mi è capitato qualche volta, non lo seguo).
        Purtroppo la contraddizione in cui sei incappato scrivendo i due articoli non ha nulla di “apparente”, è anzi abbastanza lampante. Ma ti do ragione, su certi temi è facile essere indecisi o confusi.

        Per quanto l’altro articolo: sì, la vanteria e in generale l’ostentazione (di qualunque genere, anche della virtù) sono sempre deprecabili.
        Ma tu hai scritto: “Nella maggior parte dei casi sono poco più che hobby, riempitori di buchi di tempo (…) passatempi passeggeri pronti ad essere accantonati”. Ciò è molto irritante e irrispettoso verso chi dedica il proprio tempo agli altri per buon cuore. Tu non lo fai? Non ne capisci il senso? Bene, non te ne faccio una colpa e non ti punto il dito contro, ma non tutti sono come te e sicuramente non sei tu quello che conosce i motivi che spingono una persona verso il volontariato.
        I volontari sono tutti buoni e quelli che passano le serate davanti ai telefilm sono tutti cattivi? Per Dio, non credo proprio. Ci sono sicuramente individui che di giorno accompagnano gli anziani al centro diurno e di sera picchiano la moglie, storie simili sono all’ordine del giorno.
        Ma dare un giudizio sommario sminuendo in una frase tutti coloro che si impegnano o si preoccupano più di te per il sociale è molto sciocco. E se l’hai fatto (anche inconsciamente) per cercare di giustificare il tuo “essere un povero stronzo” temo che tu abbia sbagliato, perché non sei nella testa degli altri.

        In ultimo: il senso di colpa non è per i cattolici, che per definizione lavano via qualunque dubbio o rimorso con una comoda confessione. Il senso di colpa è quello che ci rende umili, migliorabili e che ci impedisce di diventare delle “primedonne e narcisisti patologici”, anche se scriviamo per Libernazione.

        Saluti.

  2. Mi e’ piaciuto molto.
    Lassu’ non ci ama nessuno e di certo e’ questa una Europa che ha fallito tutti gli obiettivi che si era preposta. Non ultimo il bombardamento libico.

    Stando ad americani ed ebrei ci vorrebbe un muro. Chi posa la prima pietra?

  3. La Francia ha perfettamente ragione quando insiste nel rivendicare che quei profughi sono un problema nostro in quanto essi non appartengono a quegli Stati che hanno sottoscritto il trattato di Schengen in vigore dal 1995. E’ lo Stato Italiano che la solito è preda di schizofrenia cattolica e sragiona completamente sulle politiche estere.

    Quello che io non riesco a capire è come facciano queste persone ad avere così tanti soldi per pagarsi il viaggio nel mediterraneo e non riescono ad ottenere dei documenti dalle loro autorità nel paese di provenienza.

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