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Che le forze radicali siano ad oggi agonizzanti e senza prospettive credibili lo dimostra l’esito dell’ultimo congresso di Radicali Italiani, davvero povero nella sua mozione conclusiva e senza particolari fattori di discontinuità rispetto ad una precedente gestione che, nel complesso, non si può certo definire gravida di risultati. E questo brucia doppiamente nella misura in cui basta aprire il supplemento domenicale del Sole 24 ore di oggi per leggere, in un interessante articolo di presentazione dell’epistolario tra Mario Pannunzio e Leo Valiani, cosa potrebbe ancora dare il pensiero radicale se riuscisse ad uscire da quella struttura barocca e avvitata su se stessa che è la “galassia radicale”.

Perchè, compagni, diciamocelo pure: siamo fighi, ma siamo anche stronzi. Abbiamo un patrimonio politico e culturale di primo piano, intellettuali finissimi che hanno militato nelle nostre fila apportando contributi tra i più costruttivi nella storia del pensiero nazionale, eppure la nostra impostazione movimentista ci fa mobilitare solo per le grandi battaglie, le infibulazioni, la cannabis, i matrimoni gay, l’amnistia…tutte cose giustissime, per carità, ma che abbiamo portato avanti isolandoci da un contesto nel quale c’è la richiesta, paradossalmente inevasa, di una rappresentanza “normale”, con ceti produttivi e sociali che non riusciamo ad intercettare pur pensando le stesse cose in tema di stato laico, liberale, rispettoso degli individui.

Io credo che la sopravvivenza di noi radicali e, cosa più importante, delle idee di cui solo noi radicali siamo portatori, non possa che passare per una conversione, in primo luogo antropologica, del nostro modo di fare politica. Oltre a proseguire le giuste lotte che fanno parte della nostra storia, dobbiamo iniziare a sporcarci le mani con le questioni biecamente concrete, rapportandoci con i ceti produttivi e sociali nei termini di una disponibilità nostra a farci latori delle loro istanze in una prospettiva di governo, l’unica che consente ad una forza politica di esistere e di dare concreta applicazione ad idee e concetti che, purtroppo, i digiuni o le manifestazioni di piazza non riescono più a rendere di concreta attuazione.

Ciò naturalmente non potrà che passare tramite scelte dolorose, soprattutto in termini di leadership e di rivisitazione di una struttura associativa paradossalmente totalitaria ed antidemocratica laddove anche l’elezione delle cariche di Radicali Italiani è apparsa quanto mai pleonastica visto che le decisioni grosse, quelle di indirizzo politico, vengono prese in altre sedi e da Venerati Maestri che non sentono neanche più l’esigenza di far votare le proprie prerogative da un congresso perchè ormai le ritengono acquisite per diritto divino-naturale. E l’epifenomeno di questa realtà distorta l’ha fornita lo stesso Marco Pannella quando, in spregio all’ordine dei lavori e al diritto dei congressisti di dire la loro dal palco, ha parlato per ore, peraltro devo ancora capire a che titolo visto che lui dovrebbe essere, come me, un semplice iscritto. Una brutta scena per chi, come lo scrivente, è radicale da solo un anno e con nessuna precedente esperienza congressuale dei radicali alle spalle.

Comunque il travaglio è iniziato. La cancellazione dei radicali da qualunque ruolo elettivo darà la stura ad una messa in discussione ormai inevitabile di certi assetti alla cui riforma sarà necessario partecipare tutti con il massimo impegno. Le idee per cui combattere ci sono, basta riprendere Pannunzio, Valiani e tutti i “primi radicali” di cui parla oggi Il Sole. Perchè è bello e rasserenante, cari compagni, camminare sulle spalle dei giganti.

5 Comments

  1. I Radicali sono stati definiti il lievito della politica, e in effetti, lo sono stati per molti anni. Nel passato alcune loro iniziative hanno funzionato da propellente per l’opinione pubblica e da vero e proprio lievito delle coscienze; oggi, ed è un oggi che dura da ormai da troppi anni, sono diventati delle macchiette, dei sinonimi di strana gente che fa e pensa cose strane, fuori dalla realtà.
    Benvenuto il tuo Post, ma credo che fino a quando ci saranno i “Venerati Maestri” a fare il bello e cattivo tempo , ci sarà ben poco da sperare da questo Partito. Il mondo va avanti e guardare indietro alle glorie del passato può far bene allo spirito, ma tiene lontani dalla realtà.

  2. Come si vede che lei è ‘arrivato’ da poco! Pannella un ‘iscritto’ come gli altri? Non scherziamo:Pannella E’ il partito,o per meglio dire,il partito non c’è più da quel dì,e al suo posto c’è Pannella.
    Voilatri,tutti,siete cose,o se preferisce oggetti,o se preferisce arnesi,o se preferisce utensili,
    Pannella parla troppo? Ma no,l’età lo ha reso sobrio:un suo intervento medio,oggi,viaggia sulle due ore e mezza-tre,ma una volta,quando il Nostro era più prestante,poteva capitare di ascoltarlo anche per 6 (SEI) ore consecutive.
    Il rituale,però,è sempre quello:UNO e solo UNO parla,mentre gli adepti,i devoti e gli affiliati ascoltano il Verbo:in religioso silenzio.
    Le toccherà abituarsi.

  3. Anch’io frequento i radicali da un anno e condivido quello che dici. Magari non mi sconvolge tanto la lunga chiaccherata di Pannella quanto la sua mancanza di proposte politiche, in ambito congressuale, analogamente a quella di Emma Bonino.
    Quasi mi sentivo incoraggiato a cercare di far politica da qualche altra parte.
    Comunque cerchiamo di individuarci e fare fronte comune. Non credo che siamo pochi.

  4. E la barca tornò sola. Dopo aver cercato di imbarcarci su ogni naviglio, burchiello, guscio di noce e zattera la dirigenza radicale sta affogando persa nei flutti e nelle procelle sbalzata fuoribordo dagli eventi. E’ inutile dilungarsi su questioni inerenti un comportamento, possiamo ormai ben affermare, doloso e quanto meno imbelle. E’ senz’altro superfluo soffermarsi su una miopia politica di dimensioni sesquipedali e su comportamenti degni della Democrazia Cristiana del tempo che fu; con l’unica differenza che il Marasma Radicale agisce non per posti di potere ma per mera sopravvivenza inerte. Venerdì 22 Marzo, domani, avrà inizio il Comitato di Radicali Italiani; siamone degni : non facciamo sì che per l’ennesima volta questo si trasformi in una seduta di autoanalisi, in un angolo dove sfogare frustrazioni politiche e non solo. Dovremo uscire da questo Comitato con l’appuntamento per un Congresso Straordinario di Radicali Italiani. Siamo a rischio estinzione e questo gruppo dirigente sta muovendo passi decisi verso la completa sparizione propria e del partito, chè quello radicale partito tutto dovrebbe essere. Non possiamo oltre accettare lo statu quo: necessita immediatamente reagire! Compagni Membri del Comitato ci appelliamo dunque a voi perchè si possa entrare in questa assise di domani con la richiesta firmata per un Congresso Straordinario che sarà sede deputata affinchè abbia atto il cambiamento. Dal nostro punto di vista una sola strada potrà salvarci ed una parola soltanto la esprime : SCISSIONE! Scissione di Radicali Italiani dal Marasma Radicale affinchè si possa poi nuovamente trasformare in un Partito Radicale quale quello che un Marco Pannella completamente diverso da costui che oggi ci sta conducendo come tanti Lemmings al suicidio, finto come quello imputato ai Lemmings e quindi oltretutto patetico, seppe organizzare e far crescere per vincere le battaglie che ancora oggi, uniche, vengono ricordate. Compagni Membri del Comitato sia questo incontro che principierà domani un passo verso il rinnovamento. Compagni abbiamo tutti una grandissima responsabilità : siamone degni.

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