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Renoir e De Gregori

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Renoir, del 1978 è per me il più bell’album di De Gregori. La prima canzone dell’album è “Generale” che diverrà una delle sue più conosciute. Ci sono altre perle, meno note, come “Natale”, “Raggio di sole” e “Babbo in prigione”.

E poi c’è la canzone che dà il nome all’album: “Renoir”.

Anzi, in realtà ci sono due canzoni che si intitolano “Renoir” e hanno lo stesso testo. Il testo è tra i più bei testi d’amore che De Gregori abbia scritto, secondo me può parlare d’amore e nostalgia a decine di generazioni successive alle nostre non meno – pure di più, anzi – di una poesia di Catullo.

Gli aerei stanno al cielo
come le navi al mare
come il sole all’orizzonte la sera
com’è vero che non voglio tornare
a una stanza vuota e tranquilla
dove aspetto un amore lontano
e mi pettino i pensieri
col bicchiere nella mano

Chi di voi l’ha vista partire
dica pure che stracciona era
quanto vento aveva nei capelli
se rideva o se piangeva
la mattina che prese il treno
e seduta accanto al finestrino
vide passare l’Italia ai suoi piedi
giocando a carte col suo destino

Ora i tempi si sa che cambiano
passano e tornano tristezza e amore
da qualche parte c’è una casa più calda
sicuramente esiste un uomo migliore
io nel frattempo ho scritto altre canzoni
di lei parlano raramente
ma non vero che io l’abbia perduta
dimenticata come dice la gente

Però, anche se le parole sono le stesse, non si tratta di due versioni della stessa canzone ma di due canzoni differenti. Almeno la interpreto così: la prima, lenta, pensata parla di amori appena finiti che fanno male acutamente e si accompagnano a tanta tristezza. La seconda è molto più ritmata, allegra, con due voci che ripetono lo stesso testo con mezzo secondo di stacco. Parla degli stessi amori ma dopo un po’ di tempo, quando si sono cicatrizzati e li si ricorda con un po’ di malinconia (la prima voce) ma anche con il gusto e l’allegria di averli vissuti (la seconda voce).

La prima Renoir

La seconda Renoir

Nell’LP originale la prima chiudeva il lato A, la seconda apriva il lato B. Una trovata semplice ma geniale, che purtroppo si perde nei CD e nelle versioni digitali, e un po’ anche nella mia cassetta analogica piratissima registrata dall’album di uno zio.

Ora, De Gregori è uno a cui piace nei vari dischi e soprattutto nei concerti variare i testi e sopratutto la musica delle proprie canzoni. Alcuni di quelli che vanno ai concerti se ne lamentano anche perché non riescono a cantare assieme a De Gregori che cambia continuamente le canzoni. Anche a me è capitato.

In realtà è giusto che le canzoni cambino, perché cambiano anche nella nostra testa, a seconda dei nostri sentimenti del momento. De Gregori fa bene a dimostrarlo ogni volta, a farci vivere le sue canzoni non come una natura morta cristallizzata nel tempo ma come un qualcosa di vivo, che si muove e a volte ti fa pure incazzare.

Le due canzoni “Renoir” sono la rappresentazione più plastica di questo. Per questo, se penso a De Gregori penso a “Renoir”.

Auguri, Francesco.

Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

3 Comments

  1. Renoir è bellissima, personalmente preferisco la prima versione.
    Ma tutto quell’album era molto bello.
    Mi ricordo che quell’anno andai in vacanza coi miei amici, 500 chilometri di autostrada in moto ai 90 all’ora (purtroppo hanno venduto molte Vespa 150, fosse stato per me si andava diversamente, ma lasciamo perdere….).
    E mentre passavamo lentamente fra le dolci colline che si tuffano nell’Adriatico, nella mia testa rimbombava ossessivamente “Generale”, a ciclo continuo, il soldato che ritorna a casa ero io, che non tornavo a casa, ma per una delle mie prime volte uscivo di casa per un vero, lungo viaggio.
    Quando penso a “Generale” mi torna sempre in mente quel viaggio, l’estate, il sole, l’autostrada Adriatica….
    C’entra un cazzo, lo so, ma lo dovevo dire per forza!

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