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Referendum costituzionale e dimissioni

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Come ci fa notare oggi Nagasaki, a ottobre si vota sulla Costituzione e non su Renzi e Boschi. Che la scheda del referendum costutuzionale contenesse al suo interno un sì o un no alla riforma costituzionale non dovrebbe sorprendere l’elettore medio. Quello che va tenuto presente è però che voteremo sulla modifica della Costituzione che è stata al centro dell’azione del Governo Renzi fin dalla sua nascita ed è dunque del tutto logico che se questa venisse respinta Renzi e Boschi dovrebbero andare a casa. È anche del tutto logico che chi ritenesse quella riforma sbagliata non boccerebbe solo la riforma ma anche chi l’ha scritta. Non è chiaro infatti come potrebbe procedere l’azione di un governo dopo che una parte così consistente del suo operato venisse rigettata dagli elettori. Per non parlare del fatto che se il governo dovesse continuare, sarebbero proprio i Nagasaki di turno i primi a lamentarsene suonando la campana a morto per la nostra democrazia.

Da che mondo è mondo, i governi vivono e muoiono a seconda del loro operato senza che ciò venga considerato un ricatto. Viene quasi il sospetto che quelli del fronte del NO, che ora si affannano a dire che il voto non riguarda il governo, abbiano paura di scoprire che la riforma Boschi risponde a molte richieste dei cittadini, la gran parte dei quali non ha particolarmente a cuore il futuro politico di Renzi o Boschi, nel bene e nel male. Sai che tragedia se un vittoria dei SÌ fosse dovuta non a cieca partigianeria ma a una valutazione della riforma nel merito?

Andiamo dunque tutti a esprimere la nostra serena opinione sulla riforma senza far finta che sia stata portata dalla cicogna e senza cascare dal pero se chi l’ha scritta si prenderà le sue responsabilità in caso di bocciatura.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

2 Comments

    • Che la nostra Costituzione sia la più bella del mondo poteva dirlo solo uno che di estetica (sia pure costituzionale) ne capisce quanto io di filologia romanza, cioè Bersani: guarda caso il più insidioso nemico di Renzi. E mi pare che oggi sia pure Berlusconi ad essersi convertito alla grande bellezza (della costituzione attuale, naturalmente). Misteri partitocratici.

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