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RECENSIONE a “NUMERO ZERO” di UMBERTO ECO

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Il 9 gennaio è uscito l’ultimo romanzo di Umberto Eco, Numero Zero, Bompiani, 2015, 218 p. (17 euri ed. cartacea ma ci sono pure le promozioni; tipo 10 euri edizione digitale).

Qui un confronto tra l’Autore e Paolo Mieli. Di sotto trovate la descrizione dalla seconda di copertina e, di seguito, la recensione.

 

numero zero

DESCRIZIONE: Una redazione raccogliticcia che prepara un quotidiano destinato, più che all’informazione, al ricatto, alla macchina del fango, a bassi servizi per il suo editore. Un redattore paranoico che, aggirandosi per una Milano allucinata (o allucinato per una Milano normale), ricostruisce la storia di cinquant’anni sullo sfondo di un piano sulfureo costruito intorno al cadavere putrefatto di uno pseudo Mussolini. E nell’ombra Gladio, la P2, l’assassinio di papa Luciani, il colpo di stato di Junio Valerio Borghese, la Cia, i terroristi rossi manovrati dagli uffici affari riservati, vent’anni di stragi e di depistaggi, un insieme di fatti inspiegabili che paiono inventati sino a che una trasmissione della BBC non prova che sono veri, o almeno che sono ormai confessati dai loro autori. E poi un cadavere che entra in scena all’improvviso nella più stretta e malfamata via di Milano. Un’esile storia d’amore tra due protagonisti perdenti per natura, un ghost writer fallito e una ragazza inquietante che per aiutare la famiglia ha abbandonato l’università e si è specializzata nel gossip su affettuose amicizie, ma ancora piange sul secondo movimento della Settima di Beethoven. Un perfetto manuale per il cattivo giornalismo che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo. Una storia che si svolge nel 1992 in cui si prefigurano tanti misteri e follie del ventennio successivo, proprio mentre i due protagonisti pensano che l’incubo sia finito. Una vicenda amara e grottesca che si svolge in Europa dalla fine della guerra ai nostri giorni.

RECENSIONE: Ma perché? Cazzo, perché?

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

10 Comments

    • Si starà avviando verso Alzheimer pure lui, no?!
      Mica siamo eterni!

      Uh, ma è un libro che parla di “goblotto” in senso lato allora!

      Due motivi in più per non leggerlo…

  1. Dallla descrizione di copertina, sembra un Pendolo di Foucault 3.0.
    E il Pendolo di Foucault ha quel fascino del male che ogni tanto me lo fa rileggere.
    Per cui sospendo il giudizio a dopo la lettura.

  2. Fra tutti quelli che vedranno per intero l’intervista (58 minuti) Absinthe regalerà una copia del libro di Eco, ma solo in edizione digitale.

  3. L’eco del nulla, numero zero, voto zero. Noiose pseudoverità trite e ritrite, già lette un milione di volte, vagamente anti berlusconiano. Non può averlo scritto lui, Fabio Volo in confronto è Foster Wallace. Non compratelo, è una fregatura.

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