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Reato di integralismo islamico for (very) dummies

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Siccome, lo ammetto, a volte vengo assalito da una curiosità morbosa, stavo dando un’occhiata alla proposta di legge della Meloni per l’introduzione del reato di integralismo islamico.
Che recita, testualmente, così:

1. Dopo l’articolo 270-sexies del codice penale è inserito il seguente:
«Art. 270–septies (Integralismo islamico) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da quattro a sei anni chiunque, al fine di o comunque in maniera tale da mettere in concreto pericolo la pubblica incolumità propugna o propaganda idee dirette a sostenere sotto qualsiasi forma:
a) l’applicazione della pena di morte per apostasia, omosessualità, adulterio o blasfemia;
b) l’applicazione di pene quali la tortura, la mutilazione e la flagellazione;
c) la negazione della libertà religiosa;
d) la schiavitù, la servitù o la tratta di esseri umani.

Quello che mi lascia a metà tra il riso e il pianto, al di là del “propugna” e del “propaganda” (che pure meriterebbero molta attenzione, perché qua siamo a tutti gli effetti nel campo del reato d’opinione), si può riassumere nella seguente domanda: dove sta scritto che chi fa le cose elencate nelle precedenti lettere da a) a d) dev’essere, come recita il titolo della norma, necessariamente islamico? Cioè: voi non avete mai sentito nessun italiano, o europeo, o occidentale, o comunque non musulmano dire che per i pedofili ci vorrebbe la castrazione, che i froci andrebbero messi al muro, che bisognerebbe infliggere delle pene corporali ai criminali particolarmente recidivi? Non forse è l’Italia, il paese in cui non si riesce a introdurre il reato di tortura perché “non consentirebbe alle forze dell’ordine di lavorare con serenità”? Non è l’Italia il paese di Bolzaneto e della Diaz, di Stefano Cucchi, di Federico Aldrovandi e di Giuseppe Uva, dei sudanesi ridotti in schiavitù che crepano come le mosche nei campi di pomodori per un euro l’ora, delle nigeriane vittime di tratta strappate alle (o comprate dalle) loro famiglie, violentate e sbattute a prostituirsi in mezzo alla strada, di chi va dicendo che bisognerebbe radere subito al suolo tutte le moschee?

Facciamo una cosa: approvatela in fretta e furia, ‘sta proposta di legge sul reato di “integralismo islamico”, e dal giorno dopo iniziate ad applicarla in modo accurato, capillare e sistematico. Dopodiché, aspettiamo qualche mese e iniziamo a contare.
Ho come la sensazione che nove condannati su dieci saranno italiani.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

7 Comments

  1. Vero, sarebbe un reato di opinione, motivo sufficiente per non prenderla neppure in considerazione. Peccato che una legge molto simile (legge Mancino) sia già in vigore e per me andrebbe abolita.

  2. Comunque, tutto l’articolo 270 del codice penale mette i brividi già così com’è. Si oppone alla libertà di associazione e di opinione, si spinge al secondo ordine di illiberalità punendo chi aiuta in qualche modo chi commette un reato di opinione (270 ter) e per finire (270 quinquies) mette al bando l’insegnamento della termodinamica e della chimica degli esteri organici dell’acido nitrico, oltre a punire chi fa le seguenti ricerche su Google: “polvere da sparo”, “nitrato di ammonio”, “perclorato di ammonio”, “clorato di potassio”, “nitroglicerina”, “nitrocellulosa”, etc. e chiunque intenda prepararsi per l’esame di fochino.

  3. Sono perfettamente d’accordo con tutto (anche se forse la statistica finale sarebbe diversa, ma non è questo il punto.). Di conseguenza sono anche convintissimo che Lei ritenga altrettanto risibile il termine “propaganda” inserito qui: “…faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista” perché anche in questo caso tratterebbesi chiaramente di reato di opinione, o sbaglio? (a meno che alcune opinioni siano reato e altre no… e qui poi sono io che avrei crisi oscillanti tra il riso e il pianto). Sono anche altresì convintissimo che Lei se la sia presa con la testata “La Repubblica” quando ieri, nell’articolo che può leggere qui ( http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/07/19/news/pontoglio_condanna_cartelli-144421283/?ref=HREC1-35#gallery-slider=129654645 ) ha definito il cartello “anti-islam”, perché anche in questo caso, dove sta scritto che il cartello è rivolto agli islamici?

  4. Tutto vero. A me ha colpito anche un’altra conseguenza, che si sovrappone un pò alla tua:

    “a) l’applicazione della pena di morte per apostasia, omosessualità, adulterio o blasfemia;”
    vuol dire che per altre motivazioni si può chiedere? che libertà eh?

  5. Secondo me è una proposta così scema che prima ce ne scordiamo, e meglio è. Se non per ricordare ai fascisti che l’hanno proposto che quest’articolo condanna, a conti fatti, buona parte dei loro hobby preferiti.

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