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Quando il paese delle inesauribili astuzie si indigna coi suoi ministri

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Vediamo di chiarire una cosa: se un Ministro della Repubblica chiede una raccomandazione per suo figlio fa una cosa grave. Gravissima, già che ci siamo. Lo penso sinceramente, così su questo punto siamo a posto.
Dopodiché, mi piacerebbe sapere a quanti, tra quelli che si indignano e sbraitano, sia capitato almeno una volta di svicolare la procedura ordinariamente stabilita per fare una cosa qualsiasi chiedendo un piccolo favore a qualcuno.
Non parlo di roba grossa, eh: che ne so, un amico al municipio che evade una pratica saltando la fila, un conoscente in polizia che ti fa avere il passaporto senza aspettare un mese, un cugino in regione che ti segnala un bando prima che esca, una cognata all’Agenzia delle Entrate che ti sbriga in cinque minuti una faccenda che richiederebbe due settimane; ecco, voglio limitarmi a cose di questo tipo, inoffensive e minute, che prese una alla volta sono effettivamente insignificanti, ma messe tutte insieme fanno una massa enorme, un po’ come le proverbiali gocce che formano il mare. Tanto per non parlare di quelle più grosse, che pure ci sono e sono tante e imperversano quotidianamente in ogni dove.
Voi mi direte: ma che c’entra, quello è ministro, quindi la cosa è molto più grave; questa invece è roba lieve, veniale, di poco conto. Insomma, non è quasi niente.
Certo. Si capisce. Però, abbiate pazienza, la sostanza mi pare più o meno la stessa.
Voglio dire: se uno che non conta niente si avvantaggia come può per una questione marginale, non è ragionevole immaginare che se fosse ministro si produrrebbe nello stesso, identico comportamento per faccende assai più importanti? Secondo me, fino a prova contraria, è ragionevole eccome.
Perché a qualificare le nostre azioni è il principio, mica il valore assoluto: se uno imbroglia, imbroglia. E poco conta il fatto che l’imbroglio sia di serie A, di serie B o di un campionato minore. Sempre imbroglio rimane.
Ecco, è ormai patrimonio di conoscenza comune il fatto che nel nostro paese questi piccoli (e meno piccoli) favori vengano richiesti ed elargiti centinaia, migliaia di volte al giorno, in ogni recondito anfratto della pubblica amministrazione: al punto da sostituirsi, di fatto, al normale funzionamento delle cose e deformarne completamente l’efficienza, di tal che se non hai un amico o un parente da qualche parte tutto diventa così difficile da risultare quasi proibitivo.
Lo sappiamo tutti, che è così, ma tutti facciamo finta di non saperlo. Ci auto-assolviamo con grande disinvoltura, quando si tratta dei nostri piccoli affarucci, delle “inesauribli astuzie” di deandreiana memoria che messe tutti insieme inceppano la macchina, ne minano il meccanismo e alla fine la distruggono; salvo scagliarci contro il ministro, che a ben guardare è identico a noi, con la sola differenza che lui è ministro e noi no.
La verità, purtroppo o per fortuna, è che le due cose sono l’una funzione dell’altra: perché è molto, molto difficile che il ministro di un paese in cui le regole vengono rigorosamente rispettate si metta a chiedere raccomandazioni per suo figlio; così com’è assai improbabile, specularmente, che da un paese di irriducibili imbroglioncelli vengano fuori come per incanto dei ministri onesti.
Sapete che vi dico? Facciamoci un esamino di coscienza, prima di indignarci coi prossimi politici che chiederanno un favore a qualcuno. E ficchiamoci in testa, una volta per tutte, che il nostro compito è diventare migliori di loro prima che loro diventino migliori di noi.
Altrimenti, indignazione o no, finiremo per non uscirne mai.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

10 Comments

  1. Totalmente d’accordo sulla sostanza: chi ruba le penne in ufficio o cerca le piccole scorciatoie, ruberebbe i milioni e incasinerebbe appalti se avesse la possibilità. Il punto è proprio questo: non tutti sono tagliati per fare i politici e i ministri – e anzi la gran parte delle persone non devono e non possono. Chi va a fare il ministro dovrebbe essere meglio, molto meglio, delle persone comuni.

  2. Finalmente la verità! E’ totalmente evidente ma costa un sacco accettarla. Se non cambiamo noi “dentro”, fuori non cambierà mai niente; e tra 100 anni saremo ( anzi “saranno”) sempre lì ad indignarsi con qualcuno che è il nostro specchio, ma ci guardiamo bene dall’ammetterlo. E’ una situazione che nasce dal sempre più basso livello di Coscienza e, giunti a questo punto, mi sembra molto difficile riuscire a recuperare…….

  3. Non sono in accordo col Capriccioli. Il ruolo che si riveste implica responsabilità maggiori o minori. Esempio: sono un commesso di un ipermercato. Il mio lavoro consiste nell’ordinare merce sui ripiani. Se venerdì sera ho fatto bisboccia e sabato mattina vado a lavoro con la vista annebbiata tuttalpiù posso mettere i tampax sul ripiano sbagliato creando un po’ di confusione tra i clienti. Se invece sono un pilota di un airbus che trasporta in volo 200 persone e venerdì sera faccio bisboccia il sabato mattina forse è meglio che mi astenga dal lavorare.

  4. Facciamo così, noi smetteremo di chiedere raccomandazioni (il mitico “aiutino”) quando i ministri faranno lo stesso. E badate che si parla di Del Rio al posto di Lupi, e lui di figli ne ha nove, il concessionario Rolex di Roma già di frega le mani

  5. Questo post coincide esattamente con il mio pensiero. Se avessi la sua capacità di scrivere lo avrei già scritto, identico nella sostanza. Grazie.

  6. Ripensandoci: se è vero come è vero quanto dichiara questo post, mi sembra del tutto inutile discutere sul fatto che la legge elettorale proposta preveda dei nominati piuttosto che degli scelti dal popolo: sono (siamo) tutti uguali. Almeno da questo punto di vista.

  7. no, aspettate…
    come ha detto ALPHADOG,
    davvero pensate che Lupi sia stato deposto
    per una raccomandazione chiesta?

    davvero davvero?

  8. Intanto, il privato cittadino, di solito, è in condizioni di necessità, mentre non credo si possa dire lo stesso di un ministro, con relativo corredo di stipendio, benefit e potere annesso. A parte ciò, non so come si regoli il Capriccioli e che gente conosca e frequenti, abitando a Roma, ma una cosa piccola piccola la so: la stragrande maggioranza degli italiani non ha santi in paradiso, nè grandi nè piccoli, per cui, anche volendo, non si capisce a chi debbano chiedere questi piccoli favori.
    Inoltre, chi ci amministra dovrebbe essere meglio della media, come notava Tommaso qua sopra, ci avete fatto due palle così sul fatto che i pentastellati, benchè onesti non erano adatti a governare a causa della loro inesperienza, adesso si vede a cosa serve l’esperienza.
    E poi, Lupi, a parte questa storia della raccomandazione, dovrebbe essere a lungo perculato per essere un totale incapace, che deve chiedere a Incalza anche se e quando è il caso di andare in bagno; da quello che è emerso, la sua funzione, al massimo, è stata la controfigura, il frontman, sullo stile di Den Arrow negli anni ’80.

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