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Quando curarsi e studiare diventano un lusso

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Una volta le spese mediche, le spese scolastiche ed altre tipologie di spesa (ad esempio gli interessi passivi sui mutui, le assicurazioni sulla vita e le spese funebri) sostenute dai contribuenti erano “oneri deducibili“: vale a dire che in sede di dichiarazione dei redditi esse si sottraevano dal reddito imponibile prima di procedere al calcolo delle imposte, e di conseguenza ciascun contribuente otteneva su quelle spese un’agevolazione fiscale perfettamente corrispondente alla propria aliquota fiscale media.
Poi, a partire dal 1993, quelle spese si trasformarono da “oneri deducibili” in “oneri detraibili“: esse, cioè, non si sottraevano più dal reddito imponibile nel loro intero ammontare, ma ne veniva decurtata dalle imposte dovute, dopo averle calcolate, una percentuale del 27%; ragion per cui, i contribuenti che avessero scontato un’aliquota media superiore al 27% si sarebbero ritrovati in tasca un rimborso parziale e non più proporzionato alla propria aliquota fiscale.
La percentuale di detrazione, nel corso degli anni, diminuì: dal 27% al 22% nel 1996, dal 22% al 19% nel 1999: con il diminuire di quella percentuale, evidentemente, non solo aumentò in termini assoluti la differenza tra l’ammontare complessivo delle spese effettivamente sostenute dalle persone e la parte che venivano loro “rimborsate” dal fisco, ma si andò ingrossando la fascia di contribuenti con redditi più bassi che dovettero accontentarsi di un “recupero” sempre più ridotto.
Ebbene, la notizia di questi giorni è che la percentuale di detrazione delle spese mediche, delle spese scolastiche e delle altre spese “detraibili” diminuirà ancora: dal 19% al 18% quest’anno, dal 18% al 17% nel 2015; il che significa, in soldoni, che nei prossimi anni curarsi e iscrivere i figli all’università (tanto per citare i due casi più eclatanti) non solo costerà di più in valore assoluto, ma soprattutto costerà (ancora) di più per chi guadagna meno.
Dopodiché, ciascuno tragga le conseguenze che preferisce: ma ricordiamoci, tutti, che quando sentiamo chiacchierare di “protezione” delle fasce più deboli vale sempre la pena di fermarsi a riflettere e fare due conti.
Così, tanto per verificare se è vero o ce lo stanno solo raccontando.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

2 Comments

  1. Sacrosanto. Spero abbiano anche calcolato che richiedere la ricevuta al dentista, al medico specialista o all’ottico diverrà sempre meno conveniente…

  2. C’è il baratro, ragazzi, per questo siamo qui per salvarvi.

    S’intende che, per salvarvi, dobbiamo prima ammazzarvi un po’, come i giornali e i tiggì perbene, quelli moderati e responsabili, vi “spiegano” tutti i giorni.

    Perciò zitti e buoni, lasciateci lavorare e non fate i demagoghi.
    Tanto vi ammazziamo lo stesso: s’intende per il vostro bene, come i giornali e i tiggì perbene vi “spiegano” tutti i giorni.

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