un blog canaglia

Pure scema

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Durante un incontro pubblico con tanto di telecamere uno degli uomini più importanti del paese si diverte a sfottere con una vagonata di doppi sensi a sfondo sessuale una tizia che in teoria sarebbe là per lavorare, tra i frizzi e i lazzi dei superiori di lei, contando sul fatto che la poverina, trovandosi in una posizione di obiettiva inferiorità, non può rispondergli a tono perché ne va del suo stipendio.
Il giorno dopo, tanto per migliorare la situazione, l’azienda in cui lavora la tizia dirama un comunicato in cui afferma che lei, ci mancherebbe, non s’è mica offesa: anzi, se l’è spassata un sacco, roba che se potesse ricomincerebbe da capo anche subito.
Dopodiché la tizia è costretta a precisare che in realtà non s’è divertita per niente, sbugiardando i suoi datori di lavoro e perciò mettendosi in una posizione che non so a voi, ma a me darebbe più di una preoccupazione.
A quel punto l’uomo importante ha l’alzata d’ingegno di scusarsi. E sapete come lo fa? Lo fa dicendo che la tizia dovrebbe leggere meno giornali di sinistra; con ciò suggerendo, se l’italiano non è un’opinione, che la poveretta non è in grado di decidere da sola se un determinato accadimento le genera gioia, o disappunto, o rabbia, o felicità: deve aspettare il giorno dopo, leggere quello che ha scritto qualcun altro e poi decidere.
Quindi, come ciliegina sulla torta, va a finire che oltre a doversi ingoiare in pubblico e senza fiatare le fregnacce che le vengono inflitte perché non conta un cazzo, la tizia è pure una scema.
Manca solo che la accusino di essere il mostro di Firenze, e poi abbiamo fatto filotto.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

4 Comments

  1. Posto che il Cav. è cavalleresco quanto un cavallo più che un cavaliere, sul fatto che lei non sia uua volpe non ci piove.

    Ha ingoiato il boccone per evitare ritorsioni e poi chiede scuse pubbliche a Berlusconi? Come ammette anche lei la situazione non è molto migliorata, l’impiegata è di nuovo passibile di ritorsioni. Due situazioni spiacevoli al prezzo di una.

    Se avesse reagito subito alle provocazioni (da cui sembrava più divertita che infastidita, opinione personale) sarebbe stata più coerente e protetta almeno dalla risonanza mediatica.
    Magari avrebbe anche evitato all’azienda il tentativo ridicolo di spiegare lo stato d’animo di lei medesima.

    Invece fa la figura dell’opportunista. Se mi schizzano di cacca mi accorgo subito che mi fa schifo, non ho bisogno di dormirci su.

    Sinceramente di tutti gli attori del “simpatico” siparietto non ne salvo uno.

    • E’ evidente che non hai idea di come possa sentirsi una donna importunata a quel modo. A volte l’imbarazzo e l’umiliazione non ti permettono di reagire sul momento, soprattutto se ti trovi davanti ai tuoi datori di lavoro, all’uomo più potente d’Italia e a qualche centinaio di persone che ti guardano e si fanno delle grasse risate.

      • Condivido: sono tutti bravi a parole, ma bisogna trovarcisi in certe situazioni prima di dire io farei, io sarei. E una volta che ti ci ritrovi, quando capisci quanto è totalizzante la pressione psicologica del “gruppo”, non hai più il coraggio di colpevolizzare chi non ha il sangue freddo di reagire subito.

  2. Quanti “se” e quanti “avrebbe dovuto/potuto”. In Italia il bullismo/machismo trionfa.
    Aspettiamo il prossimo caso di stupro e la prossima simile banalizzazione: “ma hai visto come va vestita? se l’è cercata”.

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