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Priorità

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Quelli che i matrimoni gay, il testamento biologico, la fecondazione assistita, la salute riproduttiva, l’otto per mille, la ricerca scientifica sulle staminali embrionali, l’obiezione di coscienza che ostacola l’aborto, il sovraffollamento delle carceri, la pillola del giorno dopo, l’informazione sessuale nelle scuole, l’eutanasia, i CIE, l’ora di religione non sono una priorità, perché c’è la crisi economica e adesso bisogna occuparsi delle cose davvero importanti per il paese, per il popolo, per la gente.
Ecco, proprio quelli là.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

15 Comments

  1. A dire il vero considerato il numero dei divorzi, il numero delle persone che posseggono animali e a quanto vi sono affezionati, questa legge è sicuramente prioritaria rispetto al matrimonio gay (in Francia si sono sposate appena una manciata di coppie) o il testamento biologico.

    • Veramente, considerando il numero delle persone che sono vive in Italia, o il numero di donne in età fertile e sessualmente attive, o quello di persone lgbtq… le priorità sono altre sul piano dei diritti civili, mi perdoni.

      • Io ho parlato di matrimonio gay e testamento biologico, che interessano a pochissime persone, non di donne in età fertile e sessualmente attive.

        • Non credo che il testamento biologico riguardi “pochissime persone”, visto che, come ho fatto notare prima, le persone vive in Italia sono moltissime (molti di più dei divorziandi che si contendono il cane o il gatto). Il testamento biologico riguarda – o dovrebbe riguardare – chiunque fosse ancora sufficientemente in salute per decidere cosa fare della propria vita nel caso una malattia o un incidente togliessero del tutto questa possibilità.

          Si fidi, le persone lgbtq sono molto più numerose dei divorziati che si contendono il peloso di famiglia. Se proprio vuole attaccarsi solo ai numeri.

          • Ovvio che tutti dobbiamo morire, ma a molti pur sapendo di dover morire vanno benissimo le normative attuali.

    • Calvin, a chi interessa se io vengo sotto casa tua e ti brucio la macchina?
      Penso solo a te. O al tuo assicuratore, se hai una polizza furto-incendio.
      È sbagliato che io lo faccia?
      Si.
      Perché?
      Perché la legge lo proibisce, e se anche non lo proibisse, sarebbe una cosa da stronzi.

      A chi interessa che sia consentito il matrimonio egualitario?
      A tutti gli uomini che amano un altro uomo, e a tutte le donne che amano un altra donna, e che vorrebbero sposarsi o che lo vorrebbero fare in futuro.
      A chi interessa che sia consentito il testamento biologico?
      A tutte le persone che vorrebbero disporre chiaramente sul proprio fine-vita.
      Sono battaglie civili giuste e che migliorano l’autodeterminazione dell’individuo, Porteranno le persone ad essere più felici?
      Si

      Basta così, se vuoi capire, capisci.

      • Non metto in dubbio che a qualcuno interessi il matrimonio gay o il testamento biologico. Metto in dubbio la tesi per cui queste cose sarebbero prioritarie rispetto alla proposta di legge in questione.

        • Scusa.. nel senso che secondo te c’è più gente in italia che si preoccupa di chi erediterà il sacco di pulci di famiglia piuttosto che gente che pensa, vedendo qualcuno in coma irreversibile dopo un incidente o malato terminale: “no cavolo, io a quelle condizioni preferisco stacchino la spina”?

          A queste condizioni una ecatombe autoindottta sarebbe solo selezione naturale.

        • Calvin, credo che lei sia vittima (mi passi il termine) della propria esperienza soggettiva a riguardo del testamento biologico, una esperienza mediata ed integrata dall’impressione che di quel problema danno i mezzi di informazione, attribuendogli o meno importanza.

          Quindi considera essere di più nell’interesse generale della popolazione che il parlamento, piuttosto che perdere tempo col testamento biologico, che interessa a pochi, discuta una legge sull’affidamento di un animale dopo il divorzio. Può darsi che abbia raramente avuto a che fare con (metti caso) con una persona in stato vegetativo. Può darsi che le sia capitato più spesso di avere a che fare con persone che stanno divorziando, e avevano un cane o un gatto.

          E’ un meccanismo di cui più o meno tutti sono vittime, io per primo. Lavorando in una terapia intensiva cardiovascolare e avendo a che fare con persone in condizione vegetativa (e con le loro famiglie), ho una esperienza soggettiva diversa dalla sua. Io e la mia compagna abbiamo un cane, ma quella cazzo di bestia (che adoro) sta parecchie spanne sotto il diritto di ogni essere umano di decidere preventivamente quel che si deve fare con lui (e per, lui) in determinate condizioni.

          Perché vede, se una persona ha un arresto cardiaco noi facciamo tutto quel che possiamo per cercare di mantenerlo in vita. Se la persona arriva viva in ospedale riusciamo quasi sempre a mantenerla in vita. Quel che non possiamo evitare è il danno cerebrale. Ci sono fortunati soccorsi immediatamente (da un passante, da un volontario, da un parente che sa come si fa o almeno ci prova), che si risvegliano completamente disorientati e recuperano quasi tutto nel giro di qualche giorno, e sfortunati soccorsi con cinque minuti di ritardo. In quel caso il danno può essere enorme e irreversibile. La persona è in condizioni vegetative, è rimasto vivo il guscio. Respira, a volte muove gli arti, a volte fa smorfie, magari sbarra gli occhi. Ma non c’è.

          Ecco, a volte una persona in quelle condizioni ha un altro arresto cardiaco. Io lo devo rianimare. Devo continuare a cercare di mantenerlo in vita. E’ un obbligo e lo devo fare, anche se lui non lo avrebbe voluto, anche se la sua famiglia non vorrebbe. La mia percezione soggettiva è che si tratti di un problema grande, da discutere immediatamente, e già oggi sarebbe tardi.

  2. Ogni (rara) volta che si pensa agli animali, loro che darebbero e spesso danno tutto per noi, c’è immancabilmente il cretino che alza il ditino e dice: “Sì, ma i bambini in Africa…”. Complimentoni.

    • In Italia abbiamo la legislazione più avanti del mondo occidentale per quanto riguarda la tutela degli animali, c.d. da compagnia e non, e si è creata una paradossale situazione in cui sono meno discriminati alcuni tipi di animali di alcune categorie di esseri umani non eteronormate. Le volte in cui si pensa agli animali, qui da noi, non sono affatto “rare”. A me dà fastidio quando si preferisce l’essere umano all’animale, e mi dà altrettanto fastidio quando si preferisce un animale ad un essere umano. Si chiama antispecismo. E significa non fare scalette di gradimento.

  3. a dire il vero il testamento biologico interessa potenzialmente tutta la popolazione italiana, tra cui una minoranza di potenzialmente divorziati con animali

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