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Primarie PD: perché non voto.

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Dopo averci pensato e ripensato tanto, dopo aver provato a farmi convincere e autoconvincermi senza successo, ho deciso che NON voterò alle primarie del PD.

Non vedo ragioni per farlo.

Il risultato è già deciso e non mi piace. È un risultato deciso molto prima che iniziasse la battaglia congressuale.

Lo ha deciso Repubblica, il Gruppo Espresso e i loro satelliti che hanno deciso di puntare su Renzi in maniera imbarazzante, arrivando a cancellare i nomi degli altri candidati dai titoli sostituendoli con “lo sfidante”, “il secondo”, “gli altri candidati”; roba che nemmeno ai tempi delle purghe staliniane.

Per i “loro satelliti” basta pensare a “Che tempo che fa” che è diventata una specie di dépendance del Gruppo Espresso in Rai e che non ha invitato a parlare Civati che – dal punto di vista televisivo – è il candidato più interessante, tanto è vero che ha vinto il confronto in TV in maniera schiacciante.

Lo ha deciso anche l‘Apparato, o – se preferite – le segrete stanze del Partito; solo chi non ha idea di come funzioni il Partito può pensare che davvero questi puntino su Cuperlo. Le liste di Renzi sono stracolme di soliti ignoti al grande pubblico ma che chiunque sia mai entrato in una sezione, circolo o federazione del PD  conosce benissimo: ci sono finiti decine di dirigenti e dipendenti che da un paio di decenni dirigono bene o male (male, direi, visti i risultati) i vari partiti da cui discende il PD.

Del resto, nessuno può credere che Gianni Cuperlo sia stato candidato sul serio per vincere: è messo lì a fare lo sfidante perfetto del predestinato vincitore.

Altra bufala assurda è che l’Apparato sostenga Cuperlo visto che la CGIL (o meglio parti di questa) abbia dichiarato il suo supporto per lui. Chiunque sappia come funzioni il PD – e prima di questo il PCI, il PDS e i DS ma anche la DC (solo che cambiava il sindacato ed era la CISL) – sa benissimo che quello che nelle stanze del “Partito” viene chiamato “il sindacato” rappresenta un soggetto portatore di interessi e istanze che spesso cozzano con quelli del Partito molto più di quanto non si creda.

“Quello viene dal Sindacato”; “quei posti sono del Sindacato”; “non si può votare lui perché è del Sindacato” sono frasi che nelle segreterie, sezioni e circoli del Partito sono frequentissime: il Sindacato porta soldi e voti, per questo viene sì accarezzato e preso in considerazione ma non gli viene mai data l’ultima parola e i dirigenti non vengono scelti dalle fila del Sindacato se non quando succede un cataclisma che impone una soluzione di transizione (avete presente Epifani? Ecco!).

L’endorsement dello SPI CGIL a Cuperlo è solo un bacio della morte: i pensionati della CGIL sono il perfetto spauracchio da sventolare di fronte ai fan di Renzi, che infatti ci sono cascati tutti.

Non voterò alle primarie perché non voterò per il PD (non credo voterò neanche per Sel; non credo voterò e basta).

Non voterò perché mi fa schifo il governo Letta, mi ha fatto schifo come siamo stati presi per il culo per poi finire col Governo Letta, mi ha fatto schifo come il PD – incluso Civati – si è comportato in occasione di scandali pazzeschi (Alfano e il Kazakistan, la Bonino e la Siria e da ultimo la Cancellieri). Tutte schifezze ingoiate in nome di una presunta stabilità e responsabilità che sono solo un altro modo di dire: preserviamo lo status quo, non cambiano nulla, ci aggiustiamo sempre.

Bene, questa volta non vi aggiustate con me, quantomeno.

Ho deciso di non votare per il segretario e poi di non votare alle politiche per il centrosinistra perché ho deciso di dimostrarvi che il mio voto non vi è garantito solo perché sono di sinistra. Che non si può andare avanti, come da 30 anni si fa, dicendomi “questo è il meno peggio” e “ricordati che dall’altra parte c’è la DC, poi Berlusconi o Grillo o Lord Voldemort”. Francamente, mi convincevate poco e, dopo aver brigato ed essere andati al governo con Berlusconi, siete davvero poco credibili; non siete il “meno peggio” siete il “tanto peggio, tanto meglio”.

Ho deciso che non voterò perché non mi rassegno a Renzi. Non mi rassegno a dover votare per lui e per i suoi amici: se per vincere dobbiamo votare un uomo di destra – perché Renzi questo è, in qualunque Paese europeo Renzi starebbe a destra – con un programma fatto di nulla, beh scelgo di votare coerentemente a destra (nel mio caso scelgo di non votare). Non per Renzi candidato a sinistra.

E non mi venite a parlare di Tony Blair. Prima di tutto Blair è stato eletto in un’epoca del tutto diversa, tra l’altro in un periodo di crescita e non di crisi economica, dove si poteva giocare a crescere di più per redistribuire, e non in un periodo in cui siamo costretti a togliere e tagliare e infatti Renzi è il candidato che ci assicura che il centrosinistra continuerà a bastonare sempre gli stessi, tagliando le tasse (con quali soldi?) e la spesa pubblica (leggi “servizi sociali, sanità e pensioni”, se pensate che si taglieranno consulenze e commesse inutili siete molto ottimisti: io non ho ragione di esserlo).

In secondo luogo Blair, cari tutti, dopo 15 anni di governo nel Regno Unito lo stimano in pochissimi (e non nel centrosinistra, tanto è vero che scrive sul Times). E non solo per la vergognosa campagna irachena che nessuno gli perdona, ma anche per una serie di scandali e storie di malaffare che neanche la DC napoletana si sognava (i rapporti con Murdoch, la vendita dei seggi della House of Lords).

Ma queste per me sono quasi inezie. Volete sapere perché io non voterei Blair e non voterò nessuno che ci si ispiri? Perché Blair ha lasciato un Paese dove la mobilità sociale è la più bassa dei paesi comparabili – si, persino più bassa dell’Italia – e non lo dico io, lo dice l’OCSE. Questo dopo aver governato indisturbato e “stabile”, come piace a tanti, per 15 anni.

Mi sembra che un governo di centrosinistra non potrebbe avere risultati più fallimentari di quelli di Blair.

A questo si aggiunga, sul fronte dell’ordine pubblico, l’adozione di politiche securitarie e repressive.

Blair e il blairismo non sono stati liberali e tanto meno di sinistra. Il che  mi basta per non votare chiunque ci si ispiri. E del resto Renzi mi sembra molto poco liberale, per le sue posizioni su legge elettorale e unioni omosessuali, oltre che per nulla di sinistra.

Per questo non andrò a votare: per non legittimare col mio voto una azione di governo che trovo scandalosa e per dimostrare che il mio voto e il mio sostegno non possono essere dati per scontati.

Questo è il retropensiero di chi crede che l’elettore di sinistra voterà comunque per un candidato di centro e che porti i voti moderati, quantomeno per cercare di scongiurare una vittoria della destra.

È una teoria politica che non funziona affatto, quanto meno per me: votando il centrosinistra l’ultima volta ho portato a governo il centrodestra e i cosiddetti moderati. E non mi sono piaciuti affatto.

Questa volta no. Non vi voto e spero che in molti non lo facciamo. Così magari la prossima volta si cambia davvero o, quantomeno, non sarà stata colpa mia. Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

11 Comments

  1. Prima di metterti a scrivere questo post sulla visione messianica del leader della Vera Sinistra ti devi esser fatto delle domande del tipo “mi si nota di più se vado o non vado?”, giusto? Oppure…Vendola.

      • Hai scritto “Non credo voterò SEL”. Quindi il significato che tu attribuisci al verbo “credere” è ancora una volta inserito in una narrativa religioso-escatologica, giusto? Per me esprimeva invece un dubbio, poi l’autore del post sei tu. Vedi i vantaggi dell’avere un filo diretto con l’autore…

  2. Capisco le ragioni, quindi forse non hai motivo di andare a votare e basta, ma penso davvero che se tutti quelli che dicono “non vado, il risultato è già deciso; se andassi voterei Civati” andassero e votassero Civati, forse il risultato non sarebbe già deciso.

  3. Non ho capito, stai facendo campagna per il non voto?
    Io quelli che non votano (alle primarie come ad ogni elezione) li rispetto anche, però che facciano propaganda per non votare me li rende assai antipatici, per usare un aggettivo urbano.
    Avete tutte le migliori motivazioni del mondo, però se non volete votare non fatelo e basta, senza tutti ‘sti trituramenti di coglioni.
    Io invece voglio votare, sono all’estero e mi sono anche dovuto sbattere non poco per essere sicuro che lo possa fare. Non solo, ma darò anche il mio voto a Civati. Può darsi che per molti sia uno sfigato senza possibilità, e magari e così.
    Però è l’unico con delle idee appena appena di sinistra, quelle che -credo- dovrebbe (condizionale majestatis) avere il leader del più importante partito -appunto- di sinistra, ed io il mio segnale lo voglio comunque dare, apprezzando comunque di avere la possibilità di farlo.

  4. Se sei contento che gli altri decideranno per te, fatti tuoi.

    Quando ci saranno le politiche, il segretario vincente del PD verrà candidato.
    Ora puoi decidere di contribuire al futuro del paese (quindi un ipotetico governo di sinistra) oppure far scegliere agli altri e continuarti a lamentare.
    E’ bello prendersela con noi quattro scemi che andiamo a votare e dire “gli italiani sono sempre i soliti creduloni” e fare il Re sul trono del non voto.
    E’ una posizione di privilegio che ti permette di criticare e non sentirti responsabile.

    In ogni caso se questa scelta ti rende felice sono contenta per te.

  5. grazie per averlo scritto. Io non sarei stato così capace e sono anche pigro. Sono le stesse cose che cerco di spiegare io. Ma solo a chi ha una testa più ampia per contenere il binario renzi/ “allora non partecipi e fai decidere altri”. Per me anche Civati serve a fare dimenticare agli hipster de sinistra che stanno partecipando alla festa del nipote di De Mita. Grazie ancora!

  6. Insomma, vai a votare solo quando sei sicuro di vincere? E se il tuo candidato non vince e’ perche’ c’e’ una congiura dei giornali, dell’Apparato, dei poteri forti. Mica perche’ Renzi ha convinto piu’ gente. Complimenti, davvero.

    • Anna, la scorsa volta sono andato a votare Vendola anche se non aveva speranze e tu lo sai; quindi, di che stiamo parlando? Non è che il mio candidato non può vincere: non ho miei candidati e non è il mio partito, anche se si dà scontato che tutti a sinistra debbano votarlo.

  7. Questo articolo andrebbe fatto leggere come esempio paradigmatico della mentalità saccente/autoreferenziale/fieramente minoritaria della “sinistra” italiana, per approssimazione e tendenza al pensiero unico.

    L’autore dice che il risultato già scritto sarebbe stato stabilito da un gruppo editoriale, ma sarebbe bastata una visita sul sito espresso.repubblica.it per notare come questa presunta censura contro Cuperlo e Civati esista soltanto nella testa di Absinthe stesso. Nell’ultima settimana ha del resto ha campeggiato il ritratto-spottone di Denise Pardo a Civati ed Eugenio Scalfari ha potuto, mi sembra molto liberamente, esprimere perplessità su Renzi senza per questo essere censurato. Quanto agli articoli da “pravda” che il suddetto gruppo avrebbe pubblicato l’autore evita con cura di citare degli esempi.

    Il fatto che Civati abbia vinto il confronto televisivo in maniera schiacciante è smentito dagli stessi instant poll pubblicati dopo il sondaggio, a meno che 37,5 a 36,8 (instant poll de La Stampa) non sia per l’autore una vittoria schiacciante.

    L’autore afferma che “Le liste di Renzi sono stracolme di soliti ignoti al grande pubblico ma che chiunque sia mai entrato in una sezione, circolo o federazione del PD conosce benissimo: ci sono finiti decine di dirigenti e dipendenti che da un paio di decenni dirigono bene o male (male, direi, visti i risultati) i vari partiti da cui discende il PD”. Citare qualche nome sarebbe stato un esercizio interessante, se non ricordo male l’assemblea nazionale del PD è composta da circa 1000 componenti, se – come sembra probabile – Renzi ne otterrà circa 600 l’autore non dovrebbe avere difficoltà a citare almeno una cinquantina di personaggi che corrispondano all’identikit da lui tracciato.

    Interessante anche la teoria vagamente complottista per cui una classe dirigente con istinto suicida o di riciclo scelga volutamente un candidato perdente e poi mandi la fetta più anziana del sindacato ad autosabotare il candidato stesso per fare cosa? compattare gli stolidi fan di Renzi?

    Divertente anche che una delle poche fonti linkate, quella sugli “amici” di Renzi, faccia riferimento a un quotidiano che negli ultimi 5 anni è stata forse l’espressione più autorevole di quello che l’autore, riferito invece al gruppo L’Espresso ha baldanzosamente definito “roba che nemmeno ai tempi delle purghe staliniane”.

    Sul perché Renzi dovrebbe stare a destra in altri paesi europei, cosa che non credo e non penso, ci sarebbe da fare un discorso lungo e complesso. Certo, se partiamo dal presupposto che di Sinistra ce ne possa essere soltanto una, cioè quella marxista e che prima e dopo il buon filosofo di Treviri questa parola non abbia avuto nessun senso di esistere allora è naturale che Renzi sia qualcos’altro. Dato però che il PD è nato come fusione delle correnti progressiste di almeno quattro pensieri politici (comunista, socialista, repubblicana, popolare) e i vari tentativi di fare il partito della sinistra dura e pura sono tutte fallite miseramente forse converrebbe impegnarsi un po’ di più a costruire questa “identità democratica”, anche votando Civati.

    Poi, che Tony Blair in Gran Bretagna sia stimato pochissimo è una menzogna bella e buona partorita dalla feconda mente dell’autore (ma Blair scrive sul Times, quindi è un traditore, quindi non è di sinistra, quindi lo stimano in pochi… interessante sillogismo): http://en.wikipedia.org/wiki/Historical_rankings_of_Prime_Ministers_of_the_United_Kingdom

    Comunque, con “storie di malaffare che nemmeno la DC napoletana si sognava” il discorso direi che si chiude lì. Eh? Chi potrebbe avere il coraggio di obiettare di fronte a un paragone tanto.

    L’autore non sa inoltre che in Inghilterra le elezioni generali si tengono una volta ogni 4 anni e non 5 come probabilmente presume e che Tony Blair sia stato al potere 10 e non 15 anni, nella fattispecie dal 1997 al 2007. Poi certo, se una cosa la dice l’OCSE allora tanto vale prenderla come statistica assoluta per giudicare 10 anni di governo.

    Poco importa che dal 1997 al 2007 il PIL del Regno Unito sia cresciuto più di quello Italiano o Francese http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&ctype=l&met_y=ny_gdp_mktp_cd#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=ny_gdp_mktp_cd&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country&idim=country:GBR:ITA:FRA&ifdim=country&tstart=881449200000&tend=1196982000000&hl=it&dl=it&ind=false

    Poco importa che dal 1997 al 2007 il reddito pro capite (a partità di potere di acquisto) abbia seguito lo stesso trend:
    http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&ctype=l&met_y=ny_gnp_pcap_pp_cd#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=ny_gnp_pcap_pp_cd&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country&idim=country:GBR:ITA:FRA&ifdim=country&tstart=881449200000&tend=1196982000000&hl=it&dl=it&ind=false

    Poco importa che in quei 10 anni il tasso di disoccupazione sia stato il più basso tra i paesi “comparabili”: http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=unemployment&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country&idim=country:GBR:ITA:FRA:DEU:ESP&ifdim=country&tstart=881449200000&tend=1196982000000&hl=it&dl=it&ind=false

    Poco importa che il salario minimo sia cresciuto: http://www.google.com/publicdata/explore?ds=ml9s8a132hlg_#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=minimum_wage&fdim_y=currency:eur&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country&idim=country:uk:fr:es&ifdim=country&tstart=915663600000&tend=1199660400000&hl=it&dl=it&ind=false

    Poco importa che le spese sanitarie a carico dei pazienti siano diminuite (però fa figo dire che Blair era di destra):
    http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=sh_xpd_oopc_to_zs&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country&idim=country:GBR:ITA:DEU:FRA&ifdim=country&tstart=881449200000&tend=1196982000000&hl=it&dl=it&ind=false

    Poco importa che la spesa sanitaria sia aumentata:
    http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=sh_xpd_publ_gx_zs&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country&idim=country:GBR:ITA:DEU:FRA&ifdim=country&tstart=881449200000&tend=1196982000000&hl=it&dl=it&ind=false

    Poco importa che la spesa pubblica per l’istruzione sia aumentata:
    http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=se_xpd_totl_gd_zs&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country&idim=country:GBR:ITA:DEU:FRA&ifdim=country&tstart=881449200000&tend=1196982000000&hl=it&dl=it&ind=false

    Insomma, poco importa tutto questo perché l’OCSE insegna che in Regno Unito ci sta poca mobilità sociale. Quindi tanto vale buttare a mare l’unica esperienza di governo di successo (con tutti i suoi limiti e difetti), della sinistra in Europa negli ultimi 20 anni (insieme a quella di Schroeder probabilmente) e tornare ai soviet.

    • Caro Van Mat, non so quando tu abbia postato il commento ma WordPress mi ha chiesto di confermare la sua pubblicazione. Non so perché sia successo perché non mi era stata mai chiesta tale conferma ma spero tu non abbia dovuto attendere molto. Mi scuso per l’attesa comunque.

      Non sono assolutamente d’accordo con quello che dici, specie sulla crescita del PIL inglese che per me non vuol dire nulla se non accompagnata da mobilità sociale. Quanto ai nomi della nomenklatura PD finiti nelle liste di Renzi puoi fare un giro qui:
      http://news-town.it/politica/1956-renzi,-la-tua-corsa-finisce-qui-nelle-liste-del-sindaco-tanti-membri-della-vechia-nomenclatura.html
      Quanto al fatto che Scalfari si sia potuto esprimere, visto che è il fondatore del giornale ci mancherebbe pure che gli dicessero “TACI VECCHIO!”
      Qui sugli scandali della House of Lords: http://en.wikipedia.org/wiki/Cash_for_Honours
      Francamente, quanto alla stima di cui Blair gode nel Regno Unito si può discutere: è un fatto che scriva sul Times perché a sinistra nessuno gli dà più spazio.
      Renzi non è di sinistra e non perché la sinistra debba essere marxista (ma dove ormai la sinistra è marxista?) ma perché ha un programma che non sarebbe definito di sinistra in nessun Paese europeo: solo in Italia dobbiamo rassegnarci ad avere il maggior partito progressista che proponga politiche liberali solo perché abbiamo una destra inadeguata, nostalgica e populista?
      Tu citi Schroeder, io penso che Renzi in Germania voterebbe Merkel; è una mia impressione ovviamente non supportata da nessuna prova ma questo è un blog dove esprimo la mia opinione ed il perché della mia scelta di non votarlo. Penso sia un uomo di destra e non voterò né lui né il suo partito (che tra l’altro anche senza la sua guida non voterei, al momento); questo è quanto. Potrò ancora essere padrone delle mie opinioni, del mio voto e del mio non voto o credi che queste ti appartengano? Perché è proprio questo il punto: io credo che il vizio stia lì: dai per scontato che uno più a sinistra di te debba per forza votare un partito solo perché si dice di sinistra e per non far vincere la destra. Ho fatto così per anni ed è andata male. Semplicemente, non lo farò più. Tante cose.

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