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Porcellum incostituzionale: non perdiamo tempo!

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Cari Governo, Parlamento, Presidente della Repubblica e cari tutti…

Mica vorremo far finta di niente, vero? Non avete intenzione di mettere la testa sotto la sabbia e ignorare che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale, vero?

Ora, non voglio saltare a conclusioni affrettate: dal punto di vista del diritto costituzionale non è affatto detto che il Parlamento sia attualmente illegittimo né che sia invalida l’elezione del Presidente della Repubblica eletto da questo Parlamento (e votato la prima volta nel 2006 da un Parlamento eletto con lo stesso Porcellum).

C’è pero da dire che sebbene si possa discutere della legittimazione giuridica delle attuali massime istituzioni dello Stato, mi sembra innegabile che la loro legittimità politica sia inevitabilmente compromessa.

Invece già mi sembra di sentire i soliti feticisti dello status quo: bisogna fare la legge di stabilità, poi bisogna fare le riforme, poi il Governo sta facendo bene, peccato interromperlo, poi c’è il semestre europeo e poi l’EXPO e poi chissà cosa… Rimandiamo il problema, insabbiamo la questione sotto questo borbottio indistinguibile che da anni ci spacciate come “responsabilità”.

Abbiamo un problema serissimo e che non possiamo nascondere, invece. Una delle leggi più importanti della vita democratica, la legge elettorale, è incostituzionale. Il fatto che viviamo in una Repubblica parlamentare rende il problema più grave: il Parlamento è il centro del sistema costituzionale, una irregolarità nel suo processo di elezione investe quindi tutto il sistema.

Non so se in molti si siano resi conto che la Corte Costituzionale ha lanciato una mini ciambella di salvataggio: ha statuito che la decorrenza degli effetti giuridici della sentenza dipende dalla pubblicazione della motivazione. Nel frattempo “resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali”.

E’ una affermazione straordinaria. L’efficacia delle sentenze della Corte normalmente opera con effetto retroattivo, come se la legge non fosse mai esistita.

Se questi effetti si verificassero da oggi saremmo di fronte ad un baco di sistema pazzesco: il Parlamento non potrebbe legiferare perché si potrebbe sostenere non sia mai stato eletto, visto che la legge elettorale è incostituzionale. Il Presidente della Repubblica, eletto da un Parlamento di questo genere, avrebbe anch’egli scarsa legittimazione per sciogliere le camere.

La Corte, invece, ha specificato che gli effetti decorrono dal momento della pubblicazione della sentenza “nelle prossime settimane”. Non è una novità assoluta: altre volte, quando da un’applicazione immediata del principio di retroattività sarebbero potute derivare dei gravi cortocircuiti del sistema, la Corte ha derogato dalla retroattività.

Insomma: secondo la Corte il Parlamento non è ancora illegittimo fin quando le motivazioni della sentenza saranno pubblicate.

Dopo, invece, sono dolori: questo la Corte non lo dice ma si può intuire.

In breve, care istituzioni, avete poco tempo, le “prossime settimane”, per fare una nuova legge elettorale e sciogliere queste Camere per andare a votare con una legge decente. La Corte vi ha dato una grazia temporanea, autorizzandovi ad approvare una nuova legge.

Dopodiché addio: non potete prolungare oltre la vostra presenza. Né potete pensare di non fare nulla per andare a votare, quando sarà, col sistema proporzionale quasi puro che esce dalla sentenza. Una Repubblica parlamentare non può rimanere con un Parlamento eletto con una legge incostituzionale: Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica avrebbero una legittimità compromessa in maniera inaccettabile.

Quindi, approfittate del salvagente lanciato dalla Corte: approvate – prima della pubblicazione delle motivazioni della sentenza – una nuova legge elettorale e poi vengano sciolte le Camere. Ogni altra opzione rischierebbe di violare in maniera irreparabile la legalità, che già – nel nostro Paese –  gode di pessima salute. Santé

 

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

2 Comments

  1. due o tre punti, in ordine sparso

    1)tanto per stare in tema, ancora una volta (seppur con un ‘piccolo’ ritardo) la magistratura è dovuta arrivare a fare da balia alla politica. Eppoi ci lamentiamo che i giudici ce li troviamo sempre tra i maroni, e te credo, o fanno qualcosa loro o non si muove foglia

    2)tornare alla prima repubblica, specie coi rapporti di forza al momento, vuole dire vedere il bis di un nuovo governissimo, contando che il M5S proseguirà la strada dell’autismo. Cioè bello il post Absinthe, tutto vero, peccato che quando andremo alle elezioni avremo come risultato esattamente la merda attuale, solo pienamente legittimata.

    3)a corollario di 2) ci salverebbe solo una legge a doppio turno, che non dà premi di maggioranza ma permette una composizione del parlamento che escluda i microbi e permetta, con un po’ di culo, di avere pure governabilità. Ovviamente il doppio turno danneggia il PDL (nelle sue due teste attuali) e non lo approveranno mai. Non danneggerebbe in via teorica il M5S, ma sono pronto a scommetterci le palle che bocceranno qualunque proposta in quella direzione, perchè rischierebbero di dover pure governare, e non sia mai, almeno nella testa dei due al comando. Il PD ci guadagna, infatti lo propone inascoltato da anni.

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