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Pistole

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Chicago, 1961. Moses Herzog, come Dimitri Karamazov, convinto da una lettera della domestica che la sua ex moglie e il suo nuovo compagno maltrattino la figlia, recupera una pistola d’epoca dalla casa del padre e si dirige verso l’abitazione di lei. Dalla finestra, però, riesce a intravedere una normale scena domestica e, deluso, torna a casa. Il giorno dopo viene coinvolto in un incidente d’auto, la polizia ritrova la pistola (carica) sul cruscotto, ed Herzog è costretto ad un imbarazzante confronto con la ex moglie di fronte ad un poliziotto decisamente poco partecipe delle sue disgrazie. Alla fine, il fratello avvocato riuscirà a far cadere le accuse e a tirarlo fuori dai guai.

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Grande commozione per le parole del presidente Obama: parlare di stragi da arma da fuoco sta diventando routine. Si chiede di paragonare le vittime da arma da fuoco negli Stati Uniti alle vittime da terrorismo. Si chiedono misure straordinarie, l’introduzione di controlli all’acquisto e detenzione di armi, come negli altri paesi avanzati. In realtà gli Stati Uniti sono considerevolmente disomogenei in materia: dall’Alabama a Washington, D.C., le regole per acquistare e detenere armi possono passare da un contesto assolutamente deregolato a uno de facto paragonabile a uno stato europeo. Gli Stati piú permissivi, peró, non sembrano essere piú violenti…

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(indice sull’asse delle ordinate basato su questi dati)

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Nel 1992, l’inizio della Presidenza Clinton fu marcato da due grandi obiettivi: iniziare la riforma sanitaria e affrontare il problema della diffusione della diffusione di armi da fuoco. Gli sforzi per raggiungere il secondo obiettivo culminarono nel Federal Assault Weapons Ban, un limite alla produzione e al possesso di armi automatiche, semi-automatiche e in generale appartenenti alla categoria che negli Stati Uniti è chiamata “assault weapons”. Tale limite, però, essendo temporaneo, era sottoposto a rinnovo discrezionale. Sforzi bipartisan per rinnovarlo, nel 2003-2004, furono privi di esito. Secondo uno studio di tre ricercatori in università statunitensi, il mancato rinnovo della legge ha prodotto effetti fuori dagli Stati Uniti: gli stati messicani piú vicini al confine hanno visto aumentare in maniera drammatica la violenza da arma da fuoco nei mesi immediatamente successivi. Nel frattempo, secondo un altro studio, a cambiare è la cultura delle armi: negli ultimi decenni sono diminuite le armi da fuoco possedute dai cittadini americani, e di pari passo sono diminuiti i crimini connessi al loro possesso.

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La maggioranza degli assassini e delle vittime, nei conflitti da arma da fuoco, è afroamericana.

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Il posto fisso è sicuramente l’ossessione di molti. Lo era anche per il promettente studioso di origine bielorussa, Valery Fabrikant, il quale non avendo ottenuto l’ambita tenured position presso l’università canadese nella quale lavorava, ha pensato di vendicarsi compiendo una strage tra i suoi colleghi. Ciononostante, forse per mostrare ai sopravvissuti di esser degno della posizione che gli fu negata, Fabrikant continua a lavorare sulla sua ricerca…12077156_10153062661505588_1418738288_n

2 Comments

  1. Mi incuriosiva la tabella relativa al gun control. Sono andato a vedere la fonte, giustamente riportata, e anche nello stato di DC, dove il controllo é riportato come massimo, per avere una licenza basta registrarsi al momento dell’acquisto…. Comunque lontanissimo dagli standard europei.
    E, giusto per dare fastidio, la grande maggioranza degli stragisti (tipo columbine o umpqa) e dei serial killer é bianca.

  2. Il controllo delle armi non è tanto per evitare il crimine (che spesso si avvale di armi non registrate, ottenute al mercato nero, etc.) ma semmai le stragi dei mattacchioni di turno. Perché è vero che il problema alla radice è la loro pazzia, ma se non avessero lo strumento adatto, tale pazzia non degenererebbe in massacro.

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