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Piccolo manuale di small talk

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Ciao.
Un annetto fa io e il collega Omar “JJ Spalletti” Kalašhnikov scrivevamo a tre mani e un ginocchio due graziosi manualetti di convivenza urbana per sociopatici (1, 2) succesivamente editi da Marsilio Editore e infine usciti in edicola col noto mensile di indagine scientifica Tushy (conosciuto in Italia col nome di Riza Psicosomatica).
Succede però che, malgrado tutta la tecnica e l’impegno, arriva il momento in cui la società devi affrontarla per forza, specialmente attraverso quelle micro conversazioni che i britannici chiamano “small talk“, nel mio caso accade ogni volta che accompagno l’erede in qualche posto ove anche altri genitori hanno scelleratamente deciso di portare i loro eredi.
Vero è che gli smartphone hanno avuto il principale merito di levarci dall’imbarazzo in innumerevoli situazioni di compagnia forzata, purtroppo non sono ancora in grado di creare un vero e proprio campo di solitudine sociale, nè alcuno tra i meccanismi di autodifesa tanto comuni in natura ( la nube d’inchiostro della seppia, la scarica elettrica del serpente marino, la capacità di planare lontano della volpe volante australiana, gli aculei dell’istrice, lo sconvolgente gozzo di Iginio Massari ).
È dunque per questa ragione che mi appresto a scrivere questo umile manuale di small talk facendone dono a chiunque volesse usufruirne.
Di seguito alcuni soggetti semplici, addirittura banali, per levarvi dalle pesche.

L’aborto
Magari di primo acchito non vi sembra un tema semplice, sbagliate, basta usare il giusto tatto e mettersi nei panni di chi vi sta di fronte: cosa vorrebbe sentirsi dire?
Ecco quattro rapidi modi di iniziare una conversazione sull’aborto.

  1. Ora noi parleremo dell’aborto.
  2. Ciao, anche tu qui col bambino? E dimmi, hai mai pensato a come sarebbe stata la tua vita se avessi abortito?
  3. Allora, per il buffet io ho portato una cheescake alle fragoline di bosco, alcune bottiglie di Chinotto Lurisia e un’insalatona di patate con piselli, maionese, aborti e cardamomo. Ma no amici miei, stavo solo scherzando, lo sanno tutti che aborti e cardamomo non legano.
  4. Bella giornata, eh? Clima perfetto per un aborto!

Introdotto l’argomento il grosso è fatto, ora potete iniziare con la conversazione vera e propria:
Qual è il massimo numero di aborti a cui si è mai sottoposta una donna? Non si sa di preciso, però è doverso citare la signorina Wilma Tamara Killercat di Midwest City, Oklahoma, che andò sotto i ferri quarantuno volte e tutte quante prima dei sedici anni.

Qual è il massimo numero di aborti a cui si è mai sottoposto un uomo? ZERO (hahahahahaha)
Che sapore hanno i feti? Simile alla rana pescatrice ma più nodosi.
Cosa succede dopo l’aborto se i “genitori” ci ripensano? Eh, bisogna ricominciare la procedura da capo, è probabile che compaia un aumento dei sensi di colpa che potrebbe manifestarsi sotto forma di secchezza vaginale (lei) e disfunzioni erettili (lui).
Dove finiscono i feti abortiti? Dipende, per legge dovrebbero essere smaltiti dalla clinica – e nella maggior parte dei casi trasformati in burrocacao – ma se allungate una bustarella all’infermiera le possibilità sono pressoché infinite: potreste consegnarlo al vostro tassidermista di fiducia, pressarlo e incorniciarlo, appesantirlo con dei piombini da pesca e adoperarlo come elegante ferma-carte, cucirlo sopra un guanto e usarlo come marionetta per spaventare fratellini e sorelline, tatuargli sulla minuscola schiena TOO LATE ADINOLFI e lanciarlo a una manfestazione delle sentinelle in piedi.
E così via.

Disabili
Grande, grandissimo argomento.
Vero è che la gente si risente molto se il soggetto non viene affrontato con la doverosa delicatezza, quindi vi invito a far tesoro dei quattro incipit qui sotto, sono frutto di una dura selezione e sono stati provati e riprovati per ottenere la massima efficacia.

  1. Ho un amico spastico che ti somiglia tantissimo
  2. Ieri ho aiutato una ragazza disabile ad appoggiare la spesa nel baule dell’auto e lei per gratitudine mi ha fatto un pompino, dopo per il rimorso l’ho dovuta uccidere. No dai scherzo BY THE WAY tu hai mai dovuto liberarti di un cadavere?
  3. Ma tu ci pensi mai ai disabili? No, dico, come saranno diventati così? È un processo tipo quello del bruco che diventa farfalla?
  4. Giochiamo a chi ha più disabili in famiglia? Dai! Dai! Comincio io, papà sordo in vita (+2 punti) nonna alzheimer morta (+1 punto) nonno demenza senile morto (+1 punto). No! No! Essere bassi non vale, no, non è una disabilità, ti dico che non vale, insisto, ok va bene, è una disabilità ma vale solo mezzo punto.

Siete dentro, via alle danze.
Utilissime le storie di vita vissuta, tipo la seguente.
Mentre ristrutturavo casa ero solito recarmi presso un’isola ecologica per il conferimento dei rifiuti, ivi un ragazzo affetto da sindrome di Down assisteva i cittadini, la sua assistenza consisteva soprattutto nel prenderli malamente per il culo, tipo:

lui: io aiuto le persone che portano l’immondizia
io: ah, molto gentile, mi dai una mano con questi sacchi?
lui: col cazzo, sono mongolo.

E poi il bastardo rideva, non avete idea di quante volte gliel’ho visto fare.
Aveva anche altre uscite sagaci, tipo:

io: hai visto come ho separato bene tutto quanto? Cemento da una parte, ferro dall’altra.
lui: bravo, purtroppo abbiamo finito le medaglie

Un grandissimo figlio di puttana.
Potete poi proseguire con ficcanti analisi sociali, come ad esempio: avere il cazzo piccolo può essere considerata una disabilità? Le donne – che notoriamente non hanno il cazzo – non sono allora tutte disabili?
Sapete perché non vedete mai disabili cinesi? Perché tipo ha che fare con l’immigrazione…container…funerali…astici…reticolo endoplasmaticogalassia nana ellittica del cane maggiore…MA COMUNQUE A ME NON LA SI FA!

Pedofilia
Lo so, lo so, vi state chiedendo in quale situazione questo potrebbe mai essere oggetto di small talk.
Fidatevi di me, come per l’aborto basta usare uno degli incipit qui sotto, sono incipit garantiti, se non dovessero funzionare voi tornate e ve li sostituiamo con degli incipit nuovi.

  1. Pedofilia! Incredibile che dietro un nome tanto promettente si nasconda una pratica per certi versi discutibile.
  2. Ciao, anche tu qui con i bambini? I miei? No guarda, io sono un pedofilo in ricognizione…SCHERZONE…no invece sono serio…CI SEI CASCATO DI NUOVO…del resto cosa ci posso fare se mi piacciono i bambini…TAAAAAAC, EH MA SEI PROPRIO UN BOCCAOLONE DAI!
  3. Io i pedofili li ammazzerei tutti, presenti esclusi eh.
  4. Indovinello: cosa ci fa un pedofilo col cazzo di fuori dentro il cortile di un asilo? Allora? Non lo sai? TI HO DETTO CHE È UN PEDOFILO COL CAZZO DI FUORI SECONDO TE COSA CI FA NEL CORTILE DI UN ASILO?

Entrati nelle grazie dei vostri interlocutori è arrivato il momento della discussione, ad esempio:
Giacere coi bambini non è prima di tutto scomodo da un punto di vista fisico? I migliori pedofili dicono di si ma a sentir loro ne varrebbe comunque la pena.
Farsi fare una sega da un bambino di otto anni può davvero essere considerata pedofilia? Siamo sicuri? E allora non ci ha insegnato niente Gesù con la storia sullo scagliare la prima pietra?
Cosa succede alla canzone Felicità di Al Bano se le parole “la felicità” vengono sostituite con “scopare bambin”?
Niente di particolare, rimane comunque un brano molto orecchiabile.
Immaginate per un attimo di essere pedofili, quale bambino di vostra conoscenza molestereste per primo?
Una recente indagine del prestigioso college di Auanaganas, New Mexico ( ovviamente non esiste ma tenete presente che il livello medio dei vostri interlocutori sarà sempre molto basso )  ha dimostrato che se è vero che alcuni genitori sono spaventati dai pedofili è altrettanto vero che moltissimi genitori sono atterriti dalla possibilità che un pedofilo possa considerare il loro figlio poco attraente, del resto a voi farebbe piacere che un pedofilo considerasse vostra figlia “bruttina”?
E avanti così, senza paura.

Originatosi nella provincia emiliano-romagnola, da bambino soffre d'asma e ha l'aspetto di un profugo albino del Mali, a quattordici anni gli parte lo sviluppo e prende rapidamente le sembianze del famoso dirigibile Hindemburg. Caparbio collezionista di imprese epiche che terminano regolarmente molto presto e molto male, incallito disegnatore di peni, detesta i film di fantascienza degli anni ottanta ivi compreso Blade Runner ma escluso Ritorno al Futuro, più di ogni altra cosa ama John Steinbeck poi, in ordine sparso, la panificazione domestica, dare fuoco alle cose, il giardinaggio, Phoenix Marie.

2 Comments

  1. PS:sai che lo definirei nsfw? non sono riuscito a trattenermi… esilarante

    PPS: anche il pezzo di JJ dell’anno scorso è fantastico, me l’ero perso

    PPPS: grazie per avermi fatto scoprire Tushi, mi mancava

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