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Roma, 22.09.13, stadio Olimpico, Serie A 2013-14 4a giornata, Roma-Lazio - Nella foto: Francesco Totti

Perché Spalletti ha fatto un favore al Pupone

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Stante quanto dichiarato dall’allenatore della Roma sull’attuale condizione atletica di Francesco Totti, cosa alla quale è ragionevole credere visto che stiamo parlando di un giocatore vicino alla quarantina, lo scherzo peggiore che Spalletti avrebbe potuto confezionare per il Pupone sarebbe stato fargli giocare quattro o cinque partite di fila, esponendolo a qualche brutta figura (e magari a qualche fischio), per poi tirarlo fuori a furor di popolo, con la fronte aggrottata (a lui viene particolarmente bene) di chi dice “io ci ho provato, l’avete visto tutti, ma questo proprio non ce la fa più”.
Sarebbe stata una fine ingloriosa per un calciatore dell’importanza di Totti: una fine che tuttavia avrebbe messo il suo tecnico al riparo sia dalle ingiurie dei tifosi, sia dalle polemiche dei giornalisti.
Invece, come sappiamo, le cose sono andate esattamente nel modo opposto: al Pupone è stata generosamente concessa l’ultima platea, quella di chi può lamentarsi per l’inaudita esclusione del mito, e contestualmente è stata risparmiata l’impietosa rappresentazione del declino sul campo, che nella storia del calcio è toccata in sorte perfino a campioni di livello superiore al suo.
Questo, mi pare, è quanto: al di là della narrazione di queste ore, che pure fa parte del gioco e che mi pare, appunto, un obiettivo pienamente conseguito data la strategia adottata.
Spalletti è un infame, che tuttavia si farà perdonare presto con qualche altra vittoria, e Totti è una leggenda inopinatamente e sciaguratamente messa da parte.
Fossi Totti, insomma, invece di farmi girare gli zebedei ringrazierei il mio allenatore (magari in privato, lasciando che gli appassionati continuino ad accapigliarsi nei bar e sui social network) per aver ricevuto in regalo il finale più dignitoso che fosse possibile immaginare. E perché a Spalletti quel regalo è costato caro.
Sono fortune che non capitano a tutti.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

1 Comment

  1. vabbe’ insomma. quattro o cinque partite da perdere (non è che la roma sia squadra da poter giocare dieci contro undici – manco col verona), e far rimpiangere garcia…?

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