Perche’ si parla tanto di Cile

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Ogni undici Settembre – ma anche prima e dopo, purtroppo –  la stessa storia: siamo inondati da giudizi lapidari sul Cile degli anni ’70 e i suoi protagonisti. La grande maggioranza dei giudizi, ovviamente, di esaltazione per il martire della democrazia e della liberta’ Allende e di condanna per il truce, malvagio e terribile Pinochet. Un esempio particolarmente sconfortante per superficialita’ e pochezza, qui .

L’eccesso di attenzione per il Cile e’ il riflesso di alcuni tic storici della sinistra italiana. Il Cile e’ una dittatura di cui tutti ricordano a memoria inizio, fine e protagonisti. Molti non saprebbero ricordare il nome di un colonnello greco – ok, per i greci la pronuncia e’ complicata. Ma forse e’ meno cool il Brasile, che ha avuto una dittatura militare simile e per molti versi peggiori di quelli cilena; o l’Argentina, che per di piu’  e’ stata tirata suo malgrado in una guerra stupida contro l’Inghilterra: guerra in cui molti sagacissimi esponenti di sinistra nostrani ritennero sensato schierarsi dalla parte di Videla perche’ opposto alla loro nemesi Margaret Thatcher. La memoria collettiva dimentica quindi non solo esperienze simili a noi vicine geograficamente o culturalmente (e dimentico ovviamente Nicaragua, Cuba, Venezuela, Peru, …), ma anche tragedie di paesi a noi culturalmente vicini un tempo, e che si sono allontanati bruscamente, come l’Iran. Perche’ ?

Innanzitutto per il mito di Allende. Il Cile era una democrazia per alcuni aspetti simile a quella italiana. Quando Allende, appartenente a un partito legato al PCUS come lo era il nostro PCI, prese il potere con l’obiettivo di trasformare la societa’ cilena in una societa’ socialista, il processo si era svolto secondo procedure democratiche chiare e identificabili.

Il secondo motivo ha a che vedere con le consulenze dei  “Chicago Boys” al governo di Pinochet. Da un lato queste consulenze hanno dato l’occasione alle sinistre d’ogni paese, per il resto conniventi con dittature d’ogni risma , di affermare scioccamente che libero mercato e democrazia non sono compatibili. Dall’altro lato, che la performance economica del Cile sia stata incomparabilmente la migliore del continente sudamericano obbliga l’analisi dei militanti ad essere parziale: si deve associare Pinochet al neoliberismo, ma solo per un attimo, e poi tornare alle torture, agli stadi pieni di dissidenti, e magari azzardare che il neoliberismo e’ torture e stadi pieni di dissidenti. Inquinare un giudizio cosi’ bello e cosi’ netto, in cui da una parte c’e’ il Bene (Allende, il socialismo, la democrazia cilena pre-1973), e dall’altra il Male (Pinochet, il neoliberismo, magari gli Stati Uniti, etc.), richiede di non affrontare ciascun argomento separatamente, e sopratutto di non approfondire.

Quali sono state le riforme neoliberiste cilene? Per dire: prima di perdere il controllo del Parlamento cileno, Allende aveva nazionalizzato le miniere di rame. Pinochet e’ stato cosi’ terribilmente neoliberista che in 17 anni si e’ ben guardato dal riprivatizzarle. Ha introdotto alcune riforme importanti, ma roba che noi consideriamo normale, come abbattere dazi e restrizioni sul commercio internazionale. Il risultato del complesso di queste misure (riassunto qui ) e’ stato probabilmente una crescita cilena piu’ stabile, con i picchi, appunto, dovuti ai boom del prezzo del rame, ma senza le precipitose cadute tipiche delle economie sbilanciate nei momenti di discesa dei prezzi delle materie prime, e una riduzione costante della poverta’. A chi dovesse chiedersi perche’ allora si parla di politiche di successo, la risposta da dare e’ grossomodo questa: molte buone scelte sono omissioni. I governi sudamericani hanno accumulato innumerevoli scelte di politica economica disastrose negli stessi anni in cui il Cile introduceva poche riforme sensate. Il semplice ristabilire la rule of law, e il non ostacolare gli investimenti esteri, sono in fondo le cose che piu’ spesso vengono invocate da coloro i quali hanno un movimento di tristezza quando sentono il solito cretino che urla al “neoliberismo”. Per il resto, la societa’ cilena rimane molto diseguale, ma questo purtroppo e’ un problema comune ai paesi latinoamericani e che pre-esisteva sia ad Allende che a Pinochet.

 
picocho-allende-1973

Tornando al mito di Allende: che tipo di democrazia e’ stata sovvertita da Pinochet ?  Il quesito e’ complesso, e nel link c’e’ una risposta forse parziale. La narrativa cui siamo tipicamente esposti sceglie, in cattiva fede, di non raccontare la storia di un Allende destituito dal suo stesso Parlamento, che chiede l’intervento dell’esercito. Al tempo della presa del potere da parte dei militari, comunque,  il Cile era nel caos e lo sarebbe rimasto per vari anni, in una situazione del tutto simile a quella dell’Italia nel biennio rosso: bande di militanti di sinistra praticavano la violenza politica nella tacita connivenza dei loro referenti istituzionali. Non sarebbe stato fuori luogo se un parlamentare cileno avesse citato la celebre frase di Claudio Treves, che affermo’ tragicamente nel 1922: “Quando si minaccia il parlamentarismo e si inneggia alla dittatura, noi vi diciamo, o signori, de re vestra agitur . Il regime liberale parlamentare è vostro, non nostro”. La sinistra parlamentare italiana, che negli anni ’70 era indulgente e assolutoria ma non connivente con i violenti, trasse un improprio paragone tra la reazione popolare alla violenza politica cilena che porto’ al regime autoritario e una eventuale svolta autoritaria nel nostro Paese in caso di una vittoria delle elezioni da parte del PCI. Basta ascoltare un qualsiasi dibattito tv della seconda meta’ dei ’70 per sentire velati riferimenti all’episodio cileno come minaccia e scelta auto-assolutoria di considerare la democrazia italiana “instabile”.

Ora, niente e’ piu’ lontano dalle mie intenzioni  che banalizzare un processo storico che ha portato a decine di migliaia di vittime nel solo Cile. Ma sarebbe bello se rievocarne continuamente il ricordo servisse a trarre qualche lezione su di noi, sulla nostra democrazia e sul destino del nostro Paese, e meno a evocare fantasmi utili a esorcizzare la propria incapacita’ di spiegare il mondo, o a costruire santini immaginari e non corrispondenti con la realta’. Considerando che siamo il Paese delle anomalie Mussolini prima, PCI poi, e infine Berlusconi, cercherei di trarre lezioni reali, prima di pensare di poterne dare di immaginarie a paesi lontani, non studiati e neanche capiti.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

35 Comments

  1. agghiacciante. Cioè, pochi giorni fa ero rimasto agghiacciato da Mossetti, con Putin che diminuiva la disoccupazione, con buona pace della Cecenia.
    Adesso mi sento paragonare la repressione di Stato, con gente negli stadi o portata a fare un giro in aereoplano, con delle bande armate che giravano (già prima) con la ‘connivenza’ di un governo quasi neoeletto.
    Massì, a questo punto Franco e Salazar erano due statisti fenomenali. E pure Castro, e che cazzo, con Batista Cuba stava molto peggio. Basta non sforare alla Pol Pot, un po’ d’ordine imposto a baionette ed è tutta salute.

    • Stefano, cerca di replicare a cose che ho scritto.
      La violenza politica precedente SPIEGA l’arrivo del regime autoritario successivo, come con Mussolini (o, in casi più recenti, come Al Sisi dopo Morsi). Spiegare una cosa non vuol dire giustificarla, ne’ equiparare nel giudizio una delle cause al suo effetto. Cerchiamo di evitare schematismi da adolescenti, per piacere.

      • No. L’elezione di un governo di sinistra nel cortile di casa della CIA spiega il golpe (spero che almeno questo sia pacifico per tutti). Quella che qui si chiama la “violenza politica precedente” (e su cui ci sarebbe da discutere) è al limite stata la foglia di fico dietro cui si sono nascosti CIA e golpisti.

        • Certo, e Falcone l’ha ucciso Andreotti. E le Torri Gemelle le ha fatte abbattere Bush. Ovviamente.

          Stanno venendo a prenderti, comunque. Camici bianchi e barella. Non ti faranno del male.

          • Mi piace Mazzone perchè dà del malato di mente a chi non la pensa come lui
            ;o)

            Sono comunque contento che ci sia lui a ricordarci che siamo nel mondo del Mulino Bianco e Banderas parla con le galline…

          • “Stanno venendo a prenderti, comunque. Camici bianchi e barella. Non ti faranno del male.”
            E no,dai…copiata ‘para para’ da ‘La zanzara’!

  2. Al mito allendiano dei poveri stronzi di sinistra molto meglio quello della Thatcher, supportato da serie analisi socio-economiche e che viene meglio su magliette e poster. Altro che Che Guevara.

    • Ti adoro, punto. Hai questo modo di aggirare le critiche rispondendo con qualcosa che non c’entra assolutamente nulla con la critica stessa, oppure prendendo una parola su cento che ti pare sia piu’ debole delle altre e puntando tutto su di essa che mi ricorda il miglior Mughini e mi rende sempre ansioso di leggere non tanto i tuoi post quanto le tue repliche, e non mi deludi mai!
      Del resto, come qui si dice, questo e’ un blog che fa incazzare, e gli articoli di Mazzone sono i migliori, sempre, in questo senso.

      Ti ringrazio anche per i minuti di ilarita’ che mi hai regalato facendomi scoprire quel sito spettacolare con il tuo link, pensavo non ci potessere essere nulla di peggio di luogocomune.net ma questa e’ un’altra categoria!

    • Ma che cazzo c’entra l’articolo sul Mossad e le torri gemelle? Ma che roba è? Ora mi metto a replicare con gli articoli di Lercio.

  3. A parte la boiata del paragone tra socialisti cileni e PCI, messa lì solo per agitare lo spauracchio dell’URSS ad uso e consumo dei liberisti che bazzicano qui…per non parlare della controversa natura del “miracolo cileno”, che Friedman si autoascrive ma che molti economisti ritengono essere merito della prosecuzione di politiche stataliste più che di scelte liberiste. Ma vabbé…la cosa più assurda è che stai veramente paragonando il delirio del complotto dell’11 settembre alla verità storica accertata, e cioè che agli Stati Uniti facesse un gran comodo il colpe cileno. Cito Kissinger:

    “The public posture of the United States will be correct but cool to avoid giving the Allende government a basis on which to rally domestic and international support for consolidation of the regime; but that the United States will seek to maximize pressure on the Allende government to prevent its consolidation and limit its ability to implement policies contrary to US and hemisphere interests”.

    E poi basta, diamoci un taglio con ‘sta mena di perdonare i dittatori se ci sono un paio di dati macroeconomici positivi: ne abbiamo già le scatole piene di sentire che “in fondo il fascismo non era tanto male perché ha bonificato l’agro pontino” e robe simili.

    Mettiamoci in testa una cosa: il lavoro di un politico, sia esso un leader democratico o un dittatore o un re o un capo tribù o vattelappesca, è gestire bene il proprio paese. Punto. Se non lo fa, va a casa. Se lo fa, ben venga, ma è semplicemente parte del suo mansionario base, nulla più, e non perdona i crimini, MAI. Per fare un paragone elementare, io come project manager sono pagato per gestire progetti. Lo faccio bene. Ottimo, non verrò licenziato. Ma se mi mettessi a rubare i soldi dell’agenzia per cui lavoro, o se ammazzassi il capo di un’agenzia rivale per fare avere più successo alla mia, dubito che potrei difendermi dicendo “eh però i miei progetti li gestivo bene”. Andrei a casa e basta, e il giudizio su di me sarebbe univoco e indiscutibile.

  4. Certa gente gli articoli neanche li legge. Non ho negato che Pinochet sia stato un dittatore sanguinario

    La dittatura piu’ sanguinaria della storia, invece, e’ per te solo uno “spauracchio ad uso e consumo dei liberisti che bazzicano qui.”

    Non ho commenti.

    • “La dittatura piu’ sanguinaria della storia, invece, e’ per te solo uno “spauracchio ad uso e consumo dei liberisti che bazzicano qui.””

      Che più o meno vale come “sì Pinochet ha ammazzato un sacco di gente ma l’economia tirava”.

      E’ sempre la solita faccenda di dittature “feroci e sanguinarie” o “tutto sommato efficienti” a secona di quanto ci siano lontane ideologicamente.

      Tutto sommato è umano. Noioso, alla lunga, ma umano.

      • Non te la prendere con Mazzone: lui tutto sommato, per essere un pannellide, è un buono, perché almeno parla di ‘dittatore sanguinario’, laddove invece i suoi “compagni, gente tosta della superiore e pura razza pannellide, si tengono ben lontani da tali ‘cedimenti’ e di Pinochet hanno SOLO E SEMPRE celebrato altissime laudi.

    • Mazzone, non è sufficiente leggere quello che scrivi, occorre anche leggere tra le righe: se scegli il sarcasmo come arma argomentativa, dovresti sapere che ti esponi a tali rischi. Ma anche senza grandi sforzi interpretativi, l’apologia del regime di Pinochet è plateale, abbi almeno il coraggio delle tue idee, meno frasette a effetto e più sostanza.

      Sulla dittatura più sanguinaria (a parte che potrebbe tornarti utile googlare il cognome “Hitler” per chiarirti la classifica): io contestavo il tuo paragone, e tu eviti di rispondere alla contestazione. Chapeau…

      Ah, per la cronaca: io ci vivo, nel territorio di quella che era l’URSS. E non mi azzarderei mai a sminuirne il peso di catastrofe storica. Non senza sentirmi in colpa verso tutti i miei amici e parenti di qui, che hanno avuto i loro nonni e bisnonni deportati in Siberia o ammazzati. Quindi non permetterti di accusarmi di difendere un regime sanguinario. Qui c’è solo una persona che lo fa. E non sono io.

    • “La dittatura piu’ sanguinaria della storia, invece, e’ per te solo uno “spauracchio ad uso e consumo dei liberisti che bazzicano qui.””

      non è che sei diventato grillino? Perchè sono due kg e mezzo di benaltrismo.

  5. Francamente l’apologia la vedete solo voi. E faccio notare che, se di apologia si trattasse, includerebbe Mussolini (cfr. il paragrafo sulla violenza politica).
    Ma non vi azzarderete a dire tanto, c’e’ un limite pure ai riflessi condizionati.

    P.s. Annamaria, pannelide

  6. Francamente l’apologia la vedete solo voi. E faccio notare che, se di apologia si trattasse, includerebbe Mussolini (cfr. il paragrafo sulla violenza politica).
    Ma non vi azzarderete a dire tanto, c’e’ un limite pure ai riflessi condizionati.

    P.s. Annamaria, pannelide a tua sorella. I radicali non sono liberisti e io si. I radicali vogliono il megastato europeo e io ammiro la Svizzera. Questo blog e’ un progetto di persone diverse

    • I radicali non sono liberisti?
      Per almeno 20 anni ci hanno rotto le scatole con la Thatcher, massima loro musa ispiratrice, mentre la Bonino nel 1999 si autocandidava alla presidenza della Repubblica con lo slogan: “Emma Bonino, la Thatcher italiana”!
      E come dimenticare l’altro ispirato slogan: ‘liberali, liberisti e libertari’?
      Certo, ultimamente si son fatti prudenti e, con l’aria che tira dal 2008, hanno nascosto la Thatcher sotto il tappeto.
      Sotto il tappeto è andata anche la forsennata ideologia della guerra (umanitaria, s’intende), da loro sempre gandianamente professata, e la ex bellica pulzella d’Orléans si mostra tutta ONU e moderazione

      Al posto della Thatcher ora c’è il buon papa Bergoglio.
      Ma qui siamo nel campo della spazzatura.

      Mi fa piacere che tu non sia un pannellide. M’era sembrato.

  7. Luca, ti confermo la nuova moda del mix di neocomunisti antiamericani grillini complottisti: il golpe in Cile. Hanno perfino smesso di parlare dell’11 settembre 2001, perché, mamma mia, in Cile, quello si che è stato un dramma…

    • Non vedo perché si debba parlare dell’11 settembre 2001 più di quello del 1973 o delle stragi in italia (pigliane una a caso tanto son tutte sullo stesso piano mediatico).

      Beh le ipotesi imho più probabili è che ci siano morti di serie A e serie B o che ci siano cose di cui è meglio non parlare perché rovinano il nostro bel mondo dorato dei cattivi tutti da una parte e i buoni tutti dall’altra: entrambe comprensibili, umane, e molto, molto tristi.

  8. Negare il coinvolgimento della CIA quando appare anche dai documenti declassificati dagli americani è abbastanza ilare. E’ lo dice uno a cui del Cile gliene frega una bella cippa.
    Next step: la baia Porci era un’operazione turistica?

  9. Sono d’accordo sul fatto che la narrazione corrente del golpe cileno (quella “de sinistra”) è viziata da un certo bias ideologico, ma mi pare che la tua narrazione sia altrettanto ideologica.
    La buona performance economica del cile di pinochet degli anni ’70 non dimostra molto. Per dire, era molto buona anche quella dell’URSS dei piani quinquennali, anzi decisamente migliore. Che cosa ne vogliamo dedurre, che in fondo il comunismo non era così malaccio? Le dittature spesso “funzionano bene”, sul breve termine- roba che già gli antichi romani avevano capito, mutatis mutandis.
    Anche volendo metter da parte, per amor di discussione, il piccolo dettaglio rappresentato dalle colossali violazioni dei diritti umani dei paesi di cui parliamo, non sarebbe meglio ragionare un po’ più su medio e lungo termine? Perchè omettere che il Cile nel 1982 (solo 9 anni dopo) ha conosciuto una grave crisi economica, con crollo del pil, disoccupazione e inflazione alle stelle, interventi statali di salvataggio delle banche (non molto liberisti, a occhio)? 9 anni di crescita e subito un crollo….non proprio quella che si chiama “stabilità”. Nella descrizione di un processo storico simile non mi sembra molto giusto omettere una fase come quella del 1982.

    ps Pinochet ha liberalizzato tutto in Cile. Tutto. L’unica cosa che non ha liberalizzato è stato proprio il rame (non gli conveniva farlo, essendo il maggior introito statale), ma per il resto ha liberalizzato tutto.

  10. Dai su, ragazzi, di che vi lamentate?
    Ogni tanto un po’ di satira non fa male, ridere fa bene alla salute.

    Certo, Mazzone non è né Grillo, né Crozza, ma si impegna e merita che almeno questo gli venga riconosciuto.

    Suvvia!

  11. Capisco che delle volte si faccia un po’ di retorica scontata su Allende e sul neoliberismo ecc ecc, ma questo articolo ideologicamente è altrettanto pessimo. Cioè, fa proprio schifo. Mi scusi, ma fa proprio schifo. Lei sta mettendo sullo stesso piano un governo eletto e uno imposto con un golpe appoggiato dalla CIA e da quel criminale di Kissinger. Vogliamo negare le sofferenze causate alla popolazione dalle ricettine dei Chicago Boy’s? Inoltre il concetto di neoliberismo, ben diverso dal liberismo classico (e non mi sembra che lei lo abbia capito, visto che ritiene strano che uno stato “neoliberista” possa intervenire in economia ), è utilissimo a classificare certe tendenze della politica economica e del pensiero economico dagli anni ’80 in poi. Il miracolo economico cileno? Ma dove? Ha presente i livelli di diseguaglianza, disoccupazione e caduta dei redditi nel governo di Pinochet? Sarà stato anche un successo. Per Friedman.
    Avrà anche voluto “non banalizzare il processo storico”, ma lo ha fatto.

  12. Mettere a confronto un paese dell’america Latina degli anni Settanta e trovarvi similitudini con l’Italia degli anni venti però è come sommare le pere con le matite. Il fascismo è stato un regime reazionario di massa le cui cause non si possono limitare alle violenze del biennio rosso, le componenti che hanno portato al fallimento del regime liberale e all’ascesa di Mussolini sono molteplici e legate alla situazione dell’europa tra le due guerre, non si pùò stabilire un paragone con un golpe militare in un Paese post coloniale legato agli Stati Uniti tanto da esserne considerato il backyard e quindi ignorare la dottrina Monroe e la storia dei paesi sudamericani. le dittature si sono sempre succedute a una debole democrazia in America Latina ma gli anni Settanta furono devastanti per tutta l’area, tutto il continente è rimasto in mano a dittature tanto sanguinarie quanto convenienti alla politica internazionale. Per il resto sono d’accordo: anche io sono contraria all’agiografia di Allende, come peraltro di tutti gli uomini e donne politiche del mondo. Ti prego però di dirmi la fonte dalla quale hai desunto che Allende fosse legato al PCUS, a me risulta che fosse un socialdemocratico, non un comunista. (dico davvero, io non ne ho notizia ma sono curiosa e interessata). Pinochet non ha privatizzato le miniere perché avrebbe dovuto? Non ne ha avuto bisogno, il boicottaggio economico era finito, il Paese andava in ordine e in pace, benedetto dagli usa dall’Europa e dal papa, il continente si andava normalizzando e aderiva alla sua sfera di influenza. Parlare del golpe cileno senza parlare del plan condor e senza riportare il fenomeno all’interno del proprio periodo storico che era quello della guerra fredda e dei blocchi, è inutile e fazioso. Non ha senso fare correlazioni senza fondamento anche solo per sfogarsi, per dirsi stufi di commemorazioni che lasciano il tempo che trovano.

  13. “Peste!” direbbe Kit Carson…. Eri partito bene… finchè con la frase “…Mussolini prima, PCI poi, e infine Berlusconi…” ti sei bruciato la credibilità per i prossimi 10 anni…
    La DC per te era in una dimensione parallela probabilmente….

  14. sarebbe carino che parlasse di liberismo (figuriamoci il neoliberismo) solo chi si da la pena di informarsi sul significato del termine. sarebbe anche carino che le citazioni venissero corredate dalle fonti: ad esempio io ho qualche dubbio che friedman si sia mai “autoattribuito” i “successi” dell’economia cilena anche perche’ per quel che ricordo le raccomandazioni dei “chicago boys” furono realizzate molto parzialmente e quasi solo in ambito monetario. in generale il post mi sembra condivisibile e veritiero, anche se dimentica di citare un paio di punti importanti: uno e’ il fatto che pinochet fu nominato a capo delle forte armate da allende, e fino al golpe era considerato un suo fedelissimo; l’altro e’ il coinvolgimento usa, che fu importante anche se indiretto: kissinger odiava allende e gli usa finanziarono tramite intermediari diversi gruppi eversivi di destra (come del resto la scalata al potere di allende era stata finanziata da sovietici e cubani); gli usa furono pero’ colti anch’essi di sorpresa da pinochet, di cui diffidavano appunto in quanto uomo di allende; cio’ non toglie che si affrettarono ad accettare il nuovo regime, lo sostennero economicamente e non intervennero piu’ di tanto per temperarne le violenze. su queste cose in usa ci sono state delle inchieste del congresso e molto materiale, incluse le intercettazioni di telefonate in cui nixon e kissinger si rallegrano dell’inatteso golpe, e’ ormai desecretato da anni. la pbs ci ha fatto un bellissimo documentario (intervista a kissinger o qualcosa di simile) facilmente reperibile su amazon

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