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Perchè odiate la Juve

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Bisognerà prima o poi rassegnarsi ad un dato di fatto ormai appurato e cristallizzatosi nella consuetudine sociale italiota, e cioè che in Italia esistono solamente due tifoserie calcistiche: quelli che tifano Juventus e gli Antijuventini. Quest’ultimi, poi, per dissimulare tale complesso di subalternità assoluta, scelgono altre squadre come maschere del proprio odio, in base all’appartenenza cittadina, a pressioni amicali, per vincoli familiari, o perché una determinata squadra in quel momento gli sta simpatica. Ma è un tifo artificiale, non spontaneo. La felicità per una loro vittoria sarà sempre secondaria rispetto alla voluttà che proveranno per una sconfitta o un insuccesso della squadra bianconera. Loro prima guardano cosa ha fatto la Juve e poi controllano il risultato della loro squadra, o, tutt’al più, seguono contestualmente entrambe le partite. La loro gioia è basata sulla sconfitta degli altri. Sono pienamente ed incurabilmente accecati da questa attitudine.

Il tifo già di per se è una leggera patologia.  Rappresenta quel “fenomeno sociale per cui un individuo o un gruppo di individui si impegnano a sostenere con vivo entusiasmo la vittoria di un concorrente o di una squadra in una disciplina sportiva. L’accezione sportiva del termine è in accordo con quella clinica, dal greco antico typhos che sta per febbre, forte accesso febbrile.” E la febbre, appunto, è quello “stato patologico temporaneo che comporta un’alterazione del sistema di termoregolazione ipotalamica e una conseguente elevazione della temperatura corporea al di sopra del valore considerato normale.” Quindi, se già il solo tifare è un fenomeno patologico, immaginiamoci quanto male possa fare il tifare contro.

La base fondante del “tifare contro” è la necessaria costruzione di un nemico che faccia da collante per quel senso di appartenenza e di amalgama tra gruppi ed individui che altrimenti non avrebbero altre ragioni per considerarsi uniti. Tutte quelle scenografie, quei cori, le bandiere, sono tutti simboli secondari, perché la soddisfazione primaria che cova segreta nel cuore di quelle tifoserie è l’odio per la Juventus. Sono ossessionati dai colori bianconeri. Naturalmente con le dovute eccezioni, non bisogna mai generalizzare. Ma i tifosi veramente onesti delle squadre antijuve sanno benissimo che la maggioranza dei loro simili in realtà tifa essenzialmente contro la compagine bianconera. E’ proprio odio. Quanti tifosi romanisti avrebbero voluto vedere durante l’ultima Juve/Roma i loro eroi scagliarsi manescamente contro i giocatori della juve come è accaduto l’altra sera in Serbia/Albania? Almeno l’80%.

Il portiere della Roma De Santis qualche giorno fa ha rilasciato queste parole contro l’ambiente bianconero: ”’Vincere non è importante: è l’unica cosa che conta’. Dovrebbero aggiungere: ‘E non ci interessa tanto come'”. Ma De Santis, questo paladino della giustizia sportiva, ottimo portiere, che ha giocato nella Juve per due stagioni (1997/1999) disputando solamente 4 gare, dov’era quando l’anno scorso in coppa Italia è stato annullato, in base ad un errore umano, un gol regolarissimo alla Juve che ne ha di fatto sentenziato l’eliminazione a vantaggio dell’As Roma che passava il turno immeritatamente? Qualcuno dell’As Roma, visto che ci tengono così tanto alla giustizia ed alla lealtà, nel dopo gara ha detto che hanno passato il turno immeritatamente grazie ad un errore arbitrale? Il Corriere dello Sport, che ha lanciato da settimane una campagna d’odio per vendere qualche copia in più, uscì all’epoca con qualche titolone indignato, o fece finta di niente?

Per la cronaca ricordiamo che l’As Roma venne eliminata in semifinale, che la finale fu Fiorentina Napoli e che prima di tale partita un ultras dell’AS Roma uccise a colpi di pistola un tifoso del Napoli.

Guardate questo video:

Camera 712 del Grand Hotel Marriot di Mosca, 11 maggio 1999. E’ la vigilia della finale di Coppa Uefa, il giorno dopo il Parma vincerà il trofeo europeo battendo 3 a 0 il Marsiglia. Cosa sarebbe successo se un video simile avesse avuto come protagonista qualche giocatore juventino? Il finimondo, sarebbero caduti almeno tre governi. Subito si dirà: “Eccolo, ci sta Cannavaro, il capitano della Juve di Capello”. Lo diranno anche quei tifosi del Napoli e dell’Inter che però quando Cannavaro giocava con loro era un idolo puro e lindo da difendere con i denti.

A questo punto del ragionamento senza sapere più a che appigliarsi sentenzieranno: “Ladri. La juve infatti in campo europeo non ha mai vinto niente perché non è mai riuscita a corrompere gli arbitri.” A parte che la tesi in sé è di una banalità patetica sesquipedale. Ma questi scienziati non sanno che “la juventus è la prima squadra ad aver vinto tutte le competizioni ufficiali UEFA, è la squadra, assieme a siviglia, liverpool e inter, ad aver vinto più coppe UEFA e, limitandosi alla coppa campioni/champions league, ha disputato ben sette finali, vincendone però solo due. La Juventus inoltre ha disputato 43 partite in turni di champions consecutivi (record), dal 13 settembre 1995 al 21 aprile 1999, avendo disputato tre finali consecutive (record) ed essendosi fermata alle semifinali il quarto anno”. ( cit. commento qui ).

Il tifo in sé è già qualcosa di simile ad una patologia a bassa intensità, ma impossibile farne a meno in un contesto dove le vittorie e le prestazioni delle proprie squadre rappresentano quel giusto sfogo ed alienazione rigenerante dalla routine di tutti i giorni. Le “problematiche cliniche” esplodono con quelli che tifano contro, che in Italia, calcisticamente parlando, sono all’80 % quasi tutti antijuventini. Odiano la juve perché vorrebbero che la loro squadra fosse vincente come quella torinese e loro stessi vorrebbero essere come i tifosi bianconeri. Gli allenatori che ne parlano male lo fanno solamente perché avvelenati dal non essere riusciti a sedersi su quella panchina leggendaria. Idem per i calciatori che mai sono stati presi in considerazione o che sanno di non possedere le qualità professionali per affermarsi in un’esperienza del genere. Si odia sempre qualcosa che segretamente si ama e si desidera. Un’amante che vi ha abbandonati o che vi ha rifiutato, un amore irraggiungibile o quelli che sono riusciti a raggiungerlo. E’ molto semplicemente una questione di invidia ( calcisticamente parlando, ovvio).

L’invidia è definibile come il dolore psicologico dovuto alla constatazione della propria inferiorità nei confronti di un’altra persona. L’intollerabilità di questa constatazione e la conseguente difficoltà ad accettare il proprio limite rappresenta il caratteristico morso con cui essa si manifesta. La denigrazione è la manifestazione più caratteristica e frequente, ne rappresenta l’evoluzione maligna e si palesa attraverso il tentativo di abbassare la persona percepita come migliore di sé per qualche aspetto. Attraverso la denigrazione, la persona invidiosa si illude di salvare la stima di sé, negando un proprio limite e una propria inferiorità.

E’ quello che accade quando esplode il viscerale accanimento antijuve. Si avvelenano l’anima ed il cervello.

Quindi, infine, possiamo concludere dicendo che Tifare contro fa male alla salute e che chi lo fa (naturalmente ce ne sono anche tra gli juventini) altro non è che un invidioso.

Soundtrack1:’Prima della caduta’, Santo Niente

Soundtrack2:’Adrone’, Black Market Karma

Soundtrack3:’Citadel’, The Fligth Reaction

Film1:’Le quattro volte’, Michelangelo Frammartino

Film2:’Corpo celeste’, Alice Rohrwacher

Film3:’Vegas’, Gunnar Vikene

13 Comments

  1. Non so, eri partito bene e poi ti sei perso. Per esempio su cosa si basa la cultura del nemico, ovvero il cercare un capro espiatorio per i propri fallimenti, e ovviamente la stravincente e patinata Juve si presta benissimo, il nemico perfetto perché poi così inossidabile e sopratutto “intero”, e qui finiamo di filato al concetto di “invidia”, sempre citato da te, che appunto si basa sulla percezione della propria polverizzazione, e quindi iper sensibilità per l’interezza altrui.

  2. Sbagliato.
    Esistono anche quelli che se ne strafottono beatamente della Juve, della Roma, del Milan, dell’Inter, del Napoli, della Sampdoria, della Fiorentina… insomma di qualsiasi squadra di calcio professionistico. E che post come questi li leggono solo per vedere quanto l’italiota medio (pure chi li scrive) sia ormai irrecuperabile.
    Che strano eh?!

    • Dietro tanta acredine, non parlo solo del commento a questo articolo, non può esserci che uno con una vita triste, triste, triste.

      • Dmitri, non so se tu conosci Giorgio N. al punto da lanciarti in uno spericolato quanto sgradevole attacco personale, visto che non parli “solo del commento a questo articolo”, ma ti posso garantire che in Italia ci sono milioni di persone che del calcio e dei tifosi italioti se ne catafottono allegramente.
        E la loro vita non è affatto triste.
        Ho ancora fissata nella mia memoria una immagine di diversi anni fa: una giornata di sole stupendo a Cerreto Laghi, i bimbi, le mamme ed alcuni padri che giocano felici in un pianoro innevato e lungo la strada cinque o sei automobili parcheggiate, dentro ognuna di loro un uomo solo che ascolta “Tutto il calcio minuto per minuto”.
        Che tristezza infinita!

        • Tristi non sono quelle persone che riescono, beate loro, a trovare un attimo di serenità e di gioia in cose, per noi, banali. Ma chi. come voi, soffre della loro felicità, al punto di diventare depresso e livoroso. Ma noi non vi odiamo, vi compatiamo. Perchè l’amore vince sempre sull’odio e sull’invidia.

          Disclaimer: non seguo il calcio.

  3. E’ indubbio che i più beoti giornalisti sportivi nominati direttori si divertono ogni giorno a sollevare lo sdegno dell’opinione pubblica avversa alla squadra di Torino.
    E il problema secondo me è tutto li. Enfatizzare quello che può essere considerato l’errore arbitrale allo stremo dell’opera (di demolizione) sdegnosa rasentando la delinquenza. Ci vogliono i morti (per forza) per sollevare una coscienza?

  4. “Il portiere della Roma De Santis qualche giorno fa ha rilasciato queste parole contro l’ambiente bianconero: ”’Vincere non è importante: è l’unica cosa che conta’. Dovrebbero aggiungere: ‘E non ci interessa tanto come’”.”

    veramente sono le stesse parole che disse l’allora presidente della Juventus Giampiero Boniperti il giorno dopo Heysel – o come si scrive, ci siamo capiti, spero – e io le sentii con le mie orecchie; e io odio la iuve.

    …la mia anima e il mio cervello sono avvelenati? ancora sicuro?

  5. La juve e’ odiata per i tifosi paesani che si trovano in tutta Italia. Non e’ un tifo vero. Sicuramente non sei di Torino e si vede che sei juventino da questo articolo delirante. Saluti da manchester

  6. Lo sfottò è sacrosanto. Reputo invece chi risponde agli sfottò sportivi con attacchi personali sia un poverino. Ieri ho visto gente venire alle mani. Brucia, è vero, ma che ci vuoi fare? Stacci!

  7. Ma parli sul serio? Ma hai visto con quali squadre avete giocato quest’anno per arrivare miracolosamente in finale? Ma veramente non ti rendi conto di quanto siete fortunati a non essere ripartiti dall’Interregionale? Ma non ti vergogni di aver vinto quelle due Coppe dei Campioni con i morti dell’Heysel e con un palese doping? Ma davvero pensi che siamo invidiosi delle vostre vittorie finte? Ma tu almeno sei di Torino per tifare Juventus? Ma non hai ancora capito che nel calcio siete il Male assoluto? Fate vomitare, siete una delle tante vergogne italiane.
    Prendetevi queste tre pere e tornate a casa muti.

  8. In realtà il tifo contro non è solo anti-Juventino, anche se questo ne rappresenta certamente la fetta più consistente, ma è una tradizione tutta italiana, che sovente si scaglia anche contro la Nazionale, e che porta il tifoso a preferire la Nazionale straniera nella quale gioca il bomber del proprio club del cuore, piuttosto che l’Italia. Successe con Maradona, Ronaldo e altri, e anche agli ultimi europei e mondiali, anche se lì, in effetti, per tifare Italia ci voleva un certo sforzo. Abbiamo comunque bisogno di nemici, come capri espiatori delle nostre miserie.

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