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PERCHÉ ANCORA RENZI

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Un anno fa dichiaravo urbi et orbi la mia intenzione, da radicale, di votare Matteo Renzi alle primarie della coalizione di centrosinistra. É passato un anno ma sembra un secolo. Dalle elezioni, drammaticamente perse dal buon padre di famiglia Bersani, abbiamo visto l’invasione dei grillini, lo psicodramma della (non) elezione del nuovo Presidente della Repubblica e la decadenza di Berlusconi con annessa scissione e lancio di stracci da una parte all’altra del centrodestra. Un anno dopo, io mi ritrovo qui, sempre da radicale, a sostenere ancora una candidatura di Matteo Renzi. Questa volta lo sostengo per segretario del PD e a differenza dello scorso anno, il PD è diventato il mio partito*.

In molti hanno passato queste settimane prima delle Primarie a fare il tiro al piccione contro Renzi. Dicono che lo spirito non e’ piu quello dello scorso anno, come se lo scorso anno quelli che lo criticano oggi lo avessero votato. Dicono che Renzi ha dovuto imbarcarsi pezzi di Apparato per vincere o alternativamente che anche se vincesse non riuscirebbe a controllare il PD perche’ non e’ sufficientemente vicino all’Apparato. Oppure dicono che Renzi ha idee meno rivoluzionarie dello scorso anno perche’ ha paura dell’Apparato o alternativamente che ha idee troppo rivoluzionarie per poterle portare a compimento. Insomma, qualsiasi cosa faccia o dica, per i suoi detrattori Matteo Renzi sbaglia sempre. Si sbaglia sempre quando si prova a fare qualche cosa davanti al naso di chi prima di noi ha fallito.

In quest’anno molte cose sono cambiate, ma non il mio sostegno al progetto di Matteo Renzi, che e’ un sostegno non tanto al personaggio (che non mi provoca ne’ particolare istinto di adorazione ne’ allergia come a molti altri) ma alle sue idee. Certo, stare con chi parte da perdente, come Renzi lo scorso anno e Civati quest’anno, e’ una cosa molto piu’ romantica. Ma Civati** non ha le idee di Renzi, e oltre alle barba incolta e le battute pronte io vedo tante proposte economiche vecchie o irrealizzabili e un accordo elettorale con SEL che farebbe scappare a gambe levate moltissimi elettori.

Dunque mi rivolgo a voi, amici che lo scorso anno non siete andati a votare alle primarie e poi dopo le elezioni mi avete detto “se fossi andato a votare Renzi sarebbe stato meglio”. Ecco, venite a votare quest’anno perche’ se non venite questa volta magari non ce ne sara’ una prossima. 

 

* La mia scelta di fare la tessera del PD e stata una scelta difficile, dettata dalla fine della poltica radicale a livello nazionale. É una scelta difficile perché non entro nel PD assieme ai miei compagni di una vita, di cui penso il PD avrebbe un gran bisogno, ma ci entro da sola. Anche se difficile, la scelta e’ pero’ molto convinta.

**La candidatura di Cuperlo viene egregiamente analizzata qui.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

12 Comments

  1. io mi sono già iscritto, e voterò Civati. Non perchè pensi che come premier sia meglio (a dire il vero mi piacerebbe Civati segretario e Renzi premier), ma per spostare l’asse verso alcune delle istanze di Civati che trovo giuste, altre lo sono meno, grossomodo quelle che indichi tu.

    Se poi dovesse vincere Cuperlo per un voto, leggerai sul Corriere ‘uomo entra da Luini con i propri testicoli in mano e chiede un panzerotto con i medesimi come ripieno’.

      • è un rischio (del tipo: vince Cuperlo). Diciamo che i civatiani hanno un certo peso su una fetta dell’elettorato (mentre nel partito veleggiano su percentuali ridicole), una distribuzione di voti abbastanza favorevole a Civati non permetterebbe a Renzi di ignorare _alcune_ istanze (non siam grillini, 100% o morte).
        E’ vero che le primarie sono un ‘winner takes all’, ma considerato che dietro ci stanno delle politiche, il vincitore farà due conti su quanto spazio lasciare alle istanze dei perdenti. Qui vota la gente, non i circoli.

  2. Bel pezzo.
    In realtà io trovo molto più romantico votare Renzi e sostenerlo (come voterò e come faccio) perché sono perfettamente conscio della straordinaria inculata che andrò a prendere, ma lo faccio comunque, con sfrontatezza.
    E questo corrisponde esattamente alla mia idea di romanticismo.

  3. Cioè se non si vota Renzi alle primarie del Pd si mette in pericolo la democrazia, con conseguente fine delle primarie stesse (o delle elezioni?) Non ho capito niente.

  4. Se posso aggiungere un piccolissimo commento, l’articolo è molto bello, ma l’argomento del “non andiamo troppo a sinistra che se no gli elettori scappano” non è che abbia fatto accorrere elettori del PD a frotte, nelle ultime elezioni, eh…

  5. Ti ho seguita fino a “un sostegno non tanto al personaggio (…) ma alle sue idee.”
    Ecco, mi piacerebbe citassi le fonti, perchè io di idee ne ho sentite ben poche, di prese di posizione circostanziate ancor meno.
    Ti ringrazio per il chiarimento.

  6. Le idee di Renzi? Quali? Ne ha almeno? A parte l’appiattimento sui diktat della Troika? Una sola, per piacere. Qualcosa che possa essere scambiato, almeno vagamente per una idea di sinistra. Tanto per farmi una risata.

  7. Se siete cosi’ acidi adesso, figuriamoci come starete il 9 dicembre! Mi fate quasi tenerezza. La “fonte” e’ la bocca di Renzi, dei comitati Renzi e di tutti quelli che lo sostengono, me compresa. Se avete tempo, consiglio l’ascolto di 2 giorni di Leopolda 2013. Esempi: fine del bicameralismo perfetto (il senato deve diventare una camera delle autonomie), 1 miliardo di tagli al costo della poltica, sistema elettorale maggioritario, ricalcolo delle pensioni col retributivo, rinegoziazione del vincolo del 3% di deficit.
    Ma come ho scritto, per quelli a cui rode che Renzi esista quello che dice non andra’ mai bene.

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