un blog canaglia

Per questo sono radicale

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Posto che auguro le migliori fortune agli amici di “Fermare il declino“, mi corre l’obbligo di comunicare loro che la triade “liberale, liberista, libertario” non è un modo come un altro per giustapporre tre parole assonanti e comporre uno slogan.

Voglio dire: non credo che sia non dico possibile, ma neppure minimamente ipotizzabile, operare una riforma liberale dell’economia senza contestualmente -e oserei dire preliminarmente- occuparsi dei diritti che riguardano la vita, il corpo, la carne degli individui; a maggior ragione se il paese in cui si vive, come purtroppo accade nel nostro caso, è in buona sostanza uno stato etico.

Ebbene, della tutela di quei diritti, tra i dieci punti che è dato leggere sul sito dei nostri amici liberali che intendono fermare il declino, non v’è traccia.

Ora, nel partito in cui milito ci sono un sacco di cose che secondo me non vanno come dovrebbero: si tratta, tuttavia, dell’unico -e dico unico- posto nel quale l’importanza del legame tra libera economia e diritti delle persone, tra concorrenza e autodeterminazione degli individui, tra privatizzazioni e libertà di scelta, è chiaro a tutti, in ogni momento e con grande evidenza.

Per questo, amici di “Fermare il declino”, il vostro manifesto non mi convince.

Per questo, nonostante tutto, continuo ad essere radicale.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

10 Comments

  1. Alessandro, non c’e’ contraddizione tra l’aderire all’appello di “Fermare il declino“ ed essere radicale. L’unica condizione e’ essere d’accordo con quei dieci punti, ma questa e’ una questione di logica, non normativa. Parafrasando il nono emendamento nel Bill of Rights, “l’enumerazione nell’appello di alcuni punti non deve essere interpretato come negazione o dispregio di altri che siano cari ai firmatari”.

    • Il punto non è questo: il punto è che senza occuparsi dei diritti individuali quei dieci punti, ancorché condivisibili, sono velleitari.

      • Ho capito, ma mica si tratta di aderire a un partito leninista che ti chiede l’abiura di tutto quello che non e’ a statuto o pre-approvato dal Politburo. Sono dieci modeste proposte che hanno a che fare con la gestione del paese prevalentemente in campo economico: se uno le condivide le puo’ sottoscrivere senza alcun ulteriore impegno e senza limitazioni all’azione in altri campi.

      • Per sapere come la pensano i proponenti di Fermareildeclino in tema di diritti civili basta leggere gli articoli sull’argomento apparsi sul siti di noisefromamerika. La pensano come i radicali che ne hanno la primogenitura. Per questo i due movimenti dovrebbero unirsi.

  2. Per cortesia, il suo è benaltrismo. Purtroppo viviamo in uno stato a libertà e sovranità limitata, ma un minimo di modernizzazione dell’economia è prioritaria e non attinente ai problemi da Lei esposti. Non facciamo confusione per evitare cambiamenti dolorosi per le rendite di posizione ma salutari in generale.

  3. Concordo sulla questione fondamentale dei diritti civili come base per qualsiasi cambiamento economico, politico, sociale. Mi permetto di fare qui alcune considerazioni sui punti di “Fermare il declino” . Sono estremamente scettica e sospettosa sui punti 4 e 5. Al netto delle parole, con questo sistema politico e con questa base economica, si potranno solo incrementare ancor di più la diseguaglianza sociale e la precarietà, altro che flessibilità. Questa parola mette lettaralmente i brividi. Economia liberale e Stato “Democratico”, insieme, possono creare situazioni devastanti. Siamo in mano a dei dilettanti.

  4. Il tuo ragionamento fila, anche per il discorso che ha fatto Roberto Sassi in un altro post qui su Libernazione http://libernazione.it/fermiamo-il-declivio-dieci-umili-proposte-per-la-collina-italia/

    Ti seguo nel ragionamento perché le così dette libertà civili (diciamo ascrivibili alla seconda voce della sacra trinità “liberale – libertario e liberista”) contribuiscono anche a uno “sviluppo” economico. Un esempio è la notizia pubblicata su Bloomberg che nello stato di New York legalizzare il matrimonio gay ha portato a un incremento delle entrate di 259 milioni di dollari http://www.bloomberg.com/news/2012-07-24/gay-marriage-produced-259-million-for-new-york-city-economy-1-.html

    C’è però un punto su cui smetto di essere d’accordo con te: anche i Radicali (almeno nella forma di Radicali Italiani di cui tu sei membro iscritto visto che rappresenti RadicaliRoma al Comitato) usano la stessa formula “liberale-liberista-libertario” nel loro statuto.

    E allora ti interrogo sul liberista, che è quello che accomuna quel modello radicale al manifesto di Fermare il declino. E ti chiedo se ritieni che il liberismo sia la teoria politica con cui garantire la libertà di scelta. Io credo che la storia che sta accadendo in Italia e nel mondo proprio ora dia una risposta. Non mi pare che i Greci abbiano libertà di scelta. E nemmeno molti americani, a dire il vero.

    E allora forse Fermare il declino e Radicali Italiani si assomigliano più di quanto non sembri, più delle rivendicazioni di paternità delle idee e delle sovrapposizioni ideologiche: usano tre parole come slogan, ma non rispondono ai bisogni più umani delle persone: il diritto a poter vivere del proprio lavoro, a poter decidere come usare il tempo, gli spazi, i luoghi se non si fa parte di qualche gruppo riconosciuto istituzionalmente.

    E allora la vera “crescita”, che io preferisco intendere non come crescita economica ma come crescita umana, credo che vada ripensata liberandosi dalla sacra trinità lib. E quindi io mi sento radicale. Ma non Radicale.

    Così, una riflessione.

  5. se scorri gli articoli di noisefromamerika vedi che l’attenzione ai diritti civili e’ presente e viva. Soltanto, l’interesse ai temi economici e’ prevalente. un’attenzione troppo debole ai temi economici e’ stata la ragione per cui io, che in passato sono stato iscritto al partito Radicale, me ne sono allontanato per approdare infine a fermareildeclino. Ai radicali va, comunque, tutta la mia simpatia e mi auguro davvero che le nostre strade possano convergere.

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