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Partito Radicale for dummies

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Dopo il Congresso del Partito Radicale che ha avuto luogo nel carcere di Rebibbia dall’1 al 3 settembre 2016, alcune persone mi hanno chiesto delucidazioni sui radicali, sul loro assetto, sulle loro proprietà e sulla loro struttura.
Questo post, nel quale non esprimerò pareri personali né considerazioni politiche (riservandomi, eventualmente, di farlo in un secondo momento), è un contributo di conoscenza per chi mi ha posto quelle domande, e per tanti altri che pur non avendomele fatte siano interessati a capire un po’ meglio come stanno le cose.

LA GALASSIA
La cosiddetta “galassia radicale” è organizzata nel modo che segue. Al centro c’è il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito (PRNTT), registrato dal 1995 come ONG presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, e attorno ad esso vi sono i “soggetti costituenti”, cioè le varie associazioni territoriali o tematiche che lo costituiscono: Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni, Nessuno Tocchi Caino, No Peace Without Justice, ERA (Esperanto Radikala Asocio), Certi Diritti, Anticlericale.net.
Queste associazioni, fino al Congresso di Rebibbia dello scorso fine settimana (ci torneremo) che ha “sospeso” l’organo, formavano, ciascuna con i suoi due massimi esponenti (leggasi: segretario e tesoriere), il Senato del Partito Radicale, con funzioni di coordinamento e, in taluni casi, di supplenza ad altri organi statutari.

LE QUOTE DI ISCRIZIONE
Questa configurazione a “galassia” ha anche degli importanti risvolti a livello di iscrizioni. Infatti è possibile iscriversi al PRNTT, sia ai singoli soggetti costituenti, con ciò finanziandoli direttamente, ovvero fare la cosiddetta iscrizione “a pacchetto”, che per una cifra forfettaria di 590 euro comporta l’iscrizione contestuale sia al Partito, sia ai soggetti costituenti. La differenza tra i due casi è che l’importo delle iscrizioni “a pacchetto” non viene ripartito tra tutti i soggetti, ma affluisce interamente nelle casse del PRNTT, quale contributo ai “costi comuni” (sede, utenze ecc.).

LE PROPRIETA’
La proprietà dei beni “radicali”, vale a dire degli immobili (la sede di Torre Argentina e la sede della radio di via Principe Amedeo), delle frequenze radiofoniche di Radio Radicale, dell’archivio e dei simboli, non è del PRNTT, come il concetto di “galassia” che ho appena spiegato lascerebbe presumere, ma di altri soggetti.
In particolare, la sede di Torre Argentina è di proprietà di una società chiamata “Torre Argentina Servizi SpA”, mentre le frequenze e la sede di Radio Radicale sono di proprietà di un’altra società chiamata “Centro di Produzione SpA”.
Le azioni di dette società sono così ripartite: la “Torre Argentina Servizi SpA” è (fatti salvi gli spicci) per 3/4 di un’associazione denominata “Lista Politica Nazionale Marco Pannella” e per poco meno di 1/4 della “Centro di Produzione SpA”; mentre la “Centro di Produzione SpA” è di proprietà della suddetta “Lista Politica Nazionale Marco Pannella” per circa il 52%.
Ne consegue che la “Lista Politica Nazionale Marco Pannella”, oltre a essere diventata, di recente, direttamente proprietaria dell’archivio e dei simboli radicali, controlla entrambe le società che a loro volta sono proprietarie degli immobili e delle frequenze. Si tratta di un’associazione alla quale non è possibile iscriversi liberamente, essendo necessaria una delibera di “ammissione” da parte dell’assemblea (e perciò degli altri soci), che prima della morte di Marco Pannella era composta da Marco Pannella stesso e da Laura Arconti, Rita Bernardini, Aurelio Candido e Maurizio Turco, mentre attualmente è composta solo dagli ultimi quattro.

COSA HA DECISO IL CONGRESSO
Il Congresso di Rebibbia non è stato convocato dal segretario del partito (Demba Traoré, che da anni non partecipa all’attività politica), ma attraverso una raccolta firme promossa tra gli iscritti dal primo firmatario Maurizio Turco, come previsto dallo statuto.
La mozione generale approvata in chiusura di congresso non ha eletto le cariche statutarie, ha stabilito di sospendere tutti gli organi del PRNTT (il Segretario, il Tesoriere, il Senato, il Regolamento, l’Assemblea dei Legislatori, il Consiglio Generale, i Congressi di area, il Comitato di Coordinamento, il Presidente d’Onore), con la sola eccezione del Congresso ordinario biennale (che tuttavia a norma di statuto può essere convocato solo dal Segretario, la cui figura, però, è stata sospesa, o in mancanza dal Senato, anch’esso sospeso), di affidare alla Presidenza del Congresso (con il coordinamento di Rita Bernardini, Antonella Casu, Sergio D’Elia e Maurizio Turco) la responsabilità di assumere tutte le iniziative necessarie al conseguimento degli obiettivi, di attribuire la rappresentanza legale del Partito (oltre alla facoltà di proporre ogni azione giudiziaria per la tutela dei diritti e degli interessi del Partito, di nominare avvocati e procuratori) a Maurizio Turco, e di attivare tutte le procedure per la liquidazione (a quanto pare senza la necessità di un ulteriore passaggio congressuale) qualora non venga raggiunto l’obiettivo dei 3.000 iscritti nel 2017 e altrettanti nel 2018: il che comporta, a quanto è dato capire, che in mancanza del raggiungimento di tali condizioni il Congresso ordinario non verrà più convocato.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

7 Comments

  1. Quindi, in sintesi, se non si raggiungono i 3000 iscritti l’anno prossimo e quello successivo, la galassia radicale scompare.
    E sarebbe un peccato, perchè la comunità di persone e la cultura politica radicale hanno un valore che va molto oltre le minime percentuali raccolte alle elezioni. Oddio, magari può anche essere l’occasione per un reboot. Non credo sia una sorpresa se dico che a molti simpatizzanti e non della galassia radicale la sua particolare forma politica è spesso sembrata alla fine un fardello più che un sostegno, dallo sdoppiamento partito-lista elettorale alla governance della radio alla gestione di tante altre cose, una forma un po’ “legacy” se mi passi il termine informatico, che alla fine per varie ragioni non riesce mai a esprimere né elettoralmente né culturalmente il potenziale dell’idea libertaria. Il potenziale però c’è, il pensiero radicale (liberista, libertario) esiste nella società civile, anche se è polverizzato lo ritrovi in articoli di giornali, post e commenti sui blog, su twitter e facebook, trasmissioni radio, è una sottocultura presente e che ha anche le sue icone e punti di riferimento, e che però fatica a emergere come una voce in capitolo nel dibattito politico e culturale a livello nazionale, a farsi riconoscere e prendere sul serio come cultura politica in grado di trasformare il Paese. Nessuno sa come si fa a organizzare un partito che vince le elezioni (neppure un manager esperto come Passera è riuscito a bucare la normale barriera di irrilevanza e si è spento in silenzio), però poter ricostruire qualcosa da zero a partire dalla rete di persone esistente può essere un’opportunità. Può essere che rianimare il partito così com’è. Magari si perde qualcuno per strada, magari si recupera qualcuno che era andato via. Del resto le alternative sono tirare a campare con 3001 iscritti, o liquidare tutto e tirare le cuoia.

  2. Il partito non può chiudere perché da almeno vent’anni non esisteva più.
    Al suo posto c’è sempre stata una sola persona travestita da partito, con un po’ di gente attorno addetta alla sua manutenzione. Punto.
    Squallida fine di qualcosa di squallido. Ciò che ne rimane è la piccola cosca famelica e rabbiosa di Torre Argentina, fedele testimome della nobile eredità della persona che si fece partito.

  3. che il partito radicale si avvii alla chiusura dispiace.
    ci sranna senz’altro delle colpe, anche gravi.
    però (lo dico senza minimamente conoscere i dettagli della situazione, il gruppo di torre argentina ecc.) sarebbe bello se all’atto della chiusura si evitassero commenti sarcastici e livorosi come quello qui sopra, che sembra presi dal blog di grillo

  4. Eh, no, caro Enrico, Annamaria ha perfettamente ragione. Se vuoi rispetto te lo devi guadagnare, non basta essere morti, a quello son capaci tutti.

  5. @enrico lanzavecchia
    “lo dico senza minimamente conoscere i dettagli della situazione”

    Il problema è proprio questo. Lei non conosce i dettagli. Chi scrive, invece, i dettagli li conosce.
    E non solo i dettagli conosce, ma anche 10 tessere radicali, e tanta fiducia e tanto entusiasmo riposti in qualcosa che non meritava nulla. Perciò lasci perdere.

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