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Parole in libertà

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Grande bulimia di cordoglio e rabbia sui Social dopo l’ennesimo attentato terroristico che ha sconvolto la Francia e Parigi in particolare. Gente che non sa neanche cosa significhi “Stato Islamico” esprime livore contro i musulmani, altri si risvegliano da una granitica superficialità per elargire pietà per le vittime e le vite spezzate, preoccupazione per l’attacco contro i valori e la cultura occidentale.

Libero esce con il titolo Bastardi Islamici, gli altri giornali sottolineano le nazionalità siriane ed egiziane dei passaporti trovati accanto ai corpi degli attentatori. Il messaggio che passa per la maggiore è questo: i musulmani ci invadono, ci fanno gli attentati, ci uccidono, vogliono distruggere il nostro sistema culturale libero, democratico e pacifico, per instaurare il loro, medievale e sottosviluppato, con il sangue e gli attacchi kamikaze.

Pur ammettendo che possa essere così, detto ciò, ad oggi, chi sta veramente fronteggiando l’Isis? Con i fatti dico, sul campo, non con qualche raid aereo dimostrativo ed innocuo per beoti che guardano talk show impacchettati, non con le chiacchiere di qualche pupazzo leccaculo mediatico o con i dati statistici preparati da qualche agenzia pagata per far uscire appunto statistiche favorevoli a chi le ha commissionate. Lo aggredisce Obama? La Nato? Non mi pare proprio.

Lo Stato Islamico al momento lo combattono sul campo, seriamente, faccia a faccia,  oltre ai Curdi, l’esercito siriano di Assad (nostro nemico), Hezbollah (nostro nemico), forze di terra dell’Iran (nostro nemico), ciò che rimane del Free Syrian Army e l’esercito Iraqeno. Insomma, musulmani.

Quindi: i curdi combattono contro l’Isis, la Turchia (alleata Nato) combatte contro i curdi. Questi ultimi combattono anche contro Assad che combatte contro l’Isis e contro i ribelli siriani supportati dagli Usa, che a loro volta combattono contro Assad nemico dell’Isis. Poi contro l’Isis interviene Putin in difesa di Assad, bombardando anche i villaggi dei ribelli pro Usa e Nato. Alleati con il mondo occidentale minacciato dallo Stato Islamico, troviamo anche i Sauditi (nostri amici) e il Qatar (nostri amici), che supportano e finanziano, più o meno apertamente, il Califfato.

Detto ciò, al momento, quindi, la stragrande maggioranza degli assassinati e sgozzati dall’Isis sono musulmani, in Siria, in Iraq e Libia.

Solo due giorni fa, due esplosioni rivendicate dai fondamentalisti dello Stato Islamico, causate da quattro attentatori suicidi e  avvenute nella periferia sud di Beirut,  roccaforte del movimento sciita Hezbollah, hanno provocato più di 40 morti e circa 200 feriti. Ovviamente per queste morti nessun cordoglio di rilievo sui social o sui media nazionali ed europei.

Senza entrare, in questa occasione, nel merito geopolitico di una situazione molto complessa e confusa e riguardo al ruolo che lo Stato Islamico sta giocando in tutta questa faccenda che potrebbe tramutarsi in una Danzica al rallentatore, vorrei sottolineare e ricordare agli affranti e tristi indignados dei Social, che l’Isis ammazza soprattutto musulmani.

Sono quasi 50 anni che coabitiamo con atti di terrorismo fondamentalista. Basti ricordare solo gli ultimi sanguinosi attentati in Spagna (un treno fatto saltare con più di duecento morti), in Inghilterra (un assalto alla stazione Victoria e ad un bus), a Parigi  (assalto ad una stazione della metropolitana e strage di Charlie Hebdo). Atti di terrorismo che vengono dimenticati in fretta. Due settimane di facile e sterile indignazione per poi tornarsene avvolti nella routine dell’ovvio ed illusi dal torpore dell’anima e dell’intelligenza, per poi risvegliarsi di soprassalto al rumore di detonazioni sempre più vicine alle proprie case.

Ma questo è quello che accade.

Ed accadrà sempre in quanto abituati a pensare al proprio ombelico per poi gridare impauriti quando lo sentiamo in pericolo.

Soundtrack1:’Mistreated’, Rainbow

Soundtrack2:”I Saw You Shine’, Flipper

Soundtrack3:’Demoni e dei’, Contropotere

2 Comments

  1. Bellissimo pezzo, complimenti. Proprio oggi cercavo di spiegare a conoscenti la complessità della situazione globale, la differenza tra IS e Al Qaeda, tra salafiti e wahabiti, tra sciiti e sunniti, tra gli intrecci e le logiche di potere, i simboli colpiti e gli atti simbolici.
    Ma la realtà è che normalmente non gliene frega un cazzo a nessuno, quello che importa è dargli all’untore. Siamo sempre e costantemente fermi lì. A crogiolarci nella nostra tronfia, sfacciata, comoda, supina, viscerale, arrogante, placida, ignoranza. E la cosa non cambia certo ora, come non è mai cambiata precedentemente. Il modello a cui siamo sempre più simili e a cui sembriamo sempre più voler tendere è il redneck dell’Alabama. Linee chiare e semplici, noi e loro. Invasori e invas(at)i. Ditino sul tastino per la bomba, soluzione finale 2.0. Ormai pretendere analisi degne di questo nome è sinonimo di intellettualoidi del cazzo, la curiosità e il desiderio di un approccio ragionato e “scientifico” alla realtà sono riusciti a renderli, socialmente, la rovina della nostra bellissima civiltà. Il solito, triste, ripetitivo epilogo.

    “Non potevo far altro che scolare la lattina di birra e aspettare che cadesse l’atomica”.

  2. Quindi, se è vero quello che hai scritto, i musulmani sono dediti alla violenza a prescindere. Si scannano tra di loro, e tutti loro messi assieme vorrebbero scannare noi. O mio Dio!!!!

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