un blog canaglia

social disparity: wealthy minority and the 99 per cent

Oxfam e la disuguaglianza: confondere per deliberare

in economia/politica by

Questo fine settimana si terrà il World Economic Forum; e ieri ho sentito Joseph Stiglitz, di passaggio per Davos, che parlava di riscaldamento globale, complessità finanziaria e disuguaglianze. Sí, tutto in un solo intervento. D’altronde, se lo dice Stiglitz

Il problema, comunque, non è solo il divagare: a un certo punto, Stiglitz ha citato il famoso rapporto di Oxfam secondo il quale una sessantina degli individui più ricchi del mondo possiedono un patrimonio uguale a quella della metà più povera (rapporto qui). La strategia di Oxfam è nota, ed è la stessa da anni: seguendo un metodo paragonabile al clickbaiting di grillina memoria, elaborano i loro dati di partenza in modo creativo e sputano fuori un numero di statistiche in grado di funzionare come titolone sui quotidiani. In seguito, i giornali riporteranno la narrativa dell’organizzazione e le sue proposte di policy.

Legittimo, se non fosse che è la premessa ad essere tendenziosa, o addirittura errata. Il problema sta, per dire, nella definizione di “patrimonio”: Oxfam usa una misura chiamata “ricchezza netta”, che è semplicemente la somma del patrimonio meno i debiti. Se pensate che la cosa sia priva di conseguenze, guardate qui:

Screen-Shot-2014-04-04-at-2.02.31-PM

Il grafico rappresenta la distribuzione della ricchezza netta nel mondo: a sinistra stanno i piú poveri, e a destra i piú ricchi. Sorprenderà come la distribuzione dei paesi ricchi (Nord America, Europa) sia incredibilmente bimodale, con moltissima gente nel 10% piú alto e poi molta gente nel primo 10%. Questo accade perchè nel primo 10% ci sono il signor Rossi, ingegnere ravennate quarantenne che non ha ancora ereditato la casa dei genitori, ma deve pagare vent’anni di mutuo su quella in cui abita, Fritz Müller, imprenditore di Stoccarda che ha fatto debiti personali per mantenere in piedi la sua azienda di trasporti con trenta dipendenti, come anche un Mike Tyson carico di debiti e di multe da pagare. Se vi pare poco, considerate che usando questa metrica viene fuori che un americano su due ha una ricchezza netta pari a zero: si veda qui. Sembra abbastanza chiaro che se si mette tutta questa gente insieme agli abitanti della periferia di Ouagadougou si farà in fretta a riempire la cosiddetta “coda sinistra” della distribuzione, no? Ecco quindi che i sessanta signori di cui si diceva sopra saranno di certo molto ricchi, ma molto meno di quanto sembri dalla descrizione: un numero spropositato di quel 50% di “poveri” ha una ricchezza netta totale non troppo maggiore di zero!

Bene, se lo capisco io e lo capite voi forse può arrivarci anche Stiglitz, che Nobel a parte di certo non è un tonto. Qualcuno glielo farà notare a Davos? Io dico di no.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

1 Comment

  1. E chi detiene quei debiti però? Cioè, le passività di Paris Hilton sono l’attivo di un villaggio africano o l’attivo di un banchiere?

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from economia

Go to Top