un blog canaglia

Obiezione nella mensa

in società by

Facciamo un piccolo esperimento mentale, così magari ci capiamo.
Facciamo che vostro figlio frequenta una scuola elementare presso la quale, come ormai si usa di questi tempi, si trattiene per pranzo tutti i giorni; facciamo che io lavoro in quella scuola elementare come addetto alla mensa; e facciamo che, essendo vegetariano, non tollero che vengano uccisi degli animali allo scopo di mangiarli, e quindi mi ripugna l’idea di servire carne durante il mio lavoro.
Anzi, facciamo che mi rifiuto proprio di servirla, rivendicando il mio diritto all’obiezione di coscienza e chiudendo la questione con un lapidario “la serva qualcun altro”: di tal che, quando sono di turno io, la carne non si mangia e basta.
Che ne dite, la cosa vi darebbe fastidio? Secondo me sì.
Ma questo non è ancora niente.
Facciamo che per una serie di ragioni, sulle quali in questa sede possiamo anche sorvolare, in quella scuola lavorano solo vegetariani come me: col risultato che per tutelare il legittimo diritto all’obiezione di coscienza da parte dei vegetariani a vostro figlio (e a tutti gli altri bambini che frequentano quella scuola) viene sistematicamente impedito di mangiare carne.
Siate sinceri: dovendola subire, reputereste accettabile una situazione del genere? Oppure andreste dal preside a protestare? E cosa fareste se il preside vi dicesse che il diritto all’obiezione di coscienza dei vegetariani è insindacabile e che voi siete degli illiberali perché non lo tenete nella giusta considerazione? Non rispondereste, per caso, che fare l’addetto a una mensa implica la necessità di servire carne di quando in quando, o perlomeno che la scuola dovrebbe assicurare la presenza di addetti non obiettori in numero sufficiente da assicurare ai vostri bambini il diritto a nutrirsi come meglio credono?
Ecco, quando si discute dell’interruzione di gravidanza e del diritto all’obiezione di coscienza sarebbe bene tenere bene in mente questo piccolo esempio.
E riflettere, prima di parlare a vanvera.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

21 Comments

  1. Il problema secondo me è che i contratti di lavoro di queste persone sono troppo vaghi. Basterebbe farli un po’ più specifici (esempio: “Per chi occupa questa funzione, é obbligatorio praticare le interruzioni di gravidanza. Qualsiasi rifiuto sarà perseguito d’ufficio secondo le leggi in vigore per interruzione di pubblico servizio”) e vedresti quanta gente ritornerebbe a fare il proprio lavoro o libererebbe il suo posto per qualcun altro più capace e più laico.

    • La legge 194 colma già questa lacuna, quindi di fatto non c’ é nessun problema relativamente agli aborti. Basterebbe leggere molto bene il testo della legge, cosa che secondo me nè lei nè Capriccioli avete fatto.
      L’ articolo 9 é quanto mai esplicativo dei tempi e delle modalità in cui l’ obiezione viene gestita, e specifica inoltre che qualsiasi struttura deve garantire la presenza di personale non obiettore.
      Anche per questo (ma sopratutto per motivi più etici) il paragone di Capriccioli dell’ ospedale con la mensa non sta in piedi (e io fossi in lui mi vergognerei anche solo all’ averlo pensato).

      Articolo 9
      Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l’interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione. La dichiarazione dell’obiettore deve essere comunicata al medico provinciale e, nel caso di personale dipendente dello ospedale o dalla casa di cura, anche al direttore sanitario, entro un mese dall’entrata in vigore della presente legge o dal conseguimento della abilitazione o dall’assunzione presso un ente tenuto a fornire prestazioni dirette alla interruzione della gravidanza o dalla stipulazione di una convenzione con enti previdenziali che comporti l’esecuzione di tali prestazioni.

      L’obiezione può sempre essere revocata o venire proposta anche al di fuori dei termini di cui al precedente comma, ma in tale caso la dichiarazione produce effetto dopo un mese dalla sua presentazione al medico provinciale.

      L’obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza, e non dall’assistenza antecedente e conseguente all’intervento.

      Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale.

      L’obiezione di coscienza non può essere invocata dal personale sanitario, ed esercente le attività ausiliarie quando, data la particolarità delle circostanze, il loro personale intervento è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo.

      L’obiezione di coscienza si intende revocata, con effetto, immediato, se chi l’ha sollevata prende parte a procedure o a interventi per l’interruzione della gravidanza previsti dalla presente legge, al di fuori dei casi di cui al comma precedente.

      • La colma fino a un certo punto. Devono assicurare il servizio anche tramite il ricorso alla mobilità.. ma ciò è molto vago.. c’è un criterio per stabilire se il servizio è assicurato in misura sufficiente? e cosa succede se gli obbiettori sono tanti che la mobilità non basta? e se lo svolgimento di una certa mansione è previsto fin dall’inizio in una certa professione, perchè quelli che sono stati assunti dopo l’entrata in vigore della legge sull’aborto, e non si sono quindi trovati all’improvviso a dover svolgere quella mansione, sono stati assunti nonostante fossero obbiettori? se io fossi un paninaro che vende anche birre non assumerei chi non maneggia alcolici. Quelle persone avrebbero dovuto riflettere su cosa comportava intraprendere quella professione e fare scelte diverse. E chi le ha assunte non doveva farlo. Evidentemente non erano le persone adatte per quei posti. Se poi uno diventa obbiettore dopo.. la strada maestra è una sola: si dimette e va a fare qualcosa d’altro, come accade normalmente per mille persone che non si sentono più di fare il lavoro che facevano prima per mille ragioni, anche etiche.

        • non vuoi capire il succo della legge e della professione di medico: salvare la vita. Se il feto e la mamma stanno bene, il medico deve salvare la loro vita, se la gravidanza causa problema per la mamma, il medico deve fare il possibile per salvarle la vita, anche a spese del feto, anche se é obiettore.

  2. Tu ridi ma qui in UK c’erano pure i cassieri di Marks and Spencer che si rifiutavano di servire i clienti che compravano alcol e maiale perche’ loro sono mussulmani. Tutti a obiettare e nessuno a sopportare le conseguenze delle loro obiezioni.

  3. L’obiezione aveva senso nelcontesto di introduzione della legge.
    L’aborto diventa legale e io medico che pratico da anni posso scegliere l’obiezione perche’ non avevo mai pensato di trovarmi in quella situazione.

    Ora e’ solo una scusa, se pensi di fare ginecologia sai benissimo che ti verranno richiesti aborti, e’ contro la tua coscienza? vai a fare cardiologia.

    Proprio non capisco.

    • ma infatti qualcuno crede veramente che nel 2014 i medici/infermieri obiettano per motivi religiosi e non perchè gli conviene farlo nel privato ?

  4. Metti il caso che la ragazza sottoposta ad IVG scopra di non poter aver figli dopo 10 anni e dia la colpa alla procedura suddetta (chirurgica e che effettivamente aumenta il rischio di sterilità). Bene, la ragazza probabilmente otterrà un bel risarcimento perché un giudice difficilmente darà ragione al medico (vista la sacralità della maternità da noi). Spesso i medici fanno obiezione solo per evitare casini dovuti a procedure rischiose non tanto al momento ma in futuro. Se vietassero (in caso di procedura eseguita a regola d’arte per carità) di denunciarlo allora ci sarebbero più obiettori in Italia.

    • Ma dove l’avresti presa ‘sta notiziona che l’IVG aumenterebbe il rischio di sterilità?
      Ma fammi il favore! E credi davvero che dopo 10 anni un giudice dia ragione ad una ragazza (ehi, la sterilità può dipendere da milioni di cose, magari anche dalla cocacola, vai a sapere!!). Come stabilirebbe un nesso diretto?
      I medici fanno obiezione perché evidentemente hanno un ritorno economico, punto!
      L’etica, in questo paese, è roba rara.

      • L’interruzione di gravidanza può causare modificazioni nell’apparato che predispongono alla sterilità. In verità è una cosa piuttosto comune, ma è un rischio di cui il paziente è avvertito nell’affrontare l’interruzione di gravidanza.

        L’obiezione “non causa sterilità” è una cazzata rara, ma non vedo come sia denunciabile.

  5. “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale.”

    Direi che enti ospedalieri e Regioni non stanno ottemperando ai loro obblighi di legge. La conseguenza pratica di questo comma dovrebbe essere la previsione nelle piante organiche degli ospedali di figure specialistiche, “ginecologi IVG” (ovvero che hanno l’IVG scritta esplicitamente nel loro Ordine di servizio assieme agli altri compiti), in numero sufficiente da garantire una turnazione completa. A quel punto anche le politiche di assunzione verrebbero gestite in modo da dover coprire quelle caselle, e i ginecologi antiabortisti semplicemente non farebbero applicazione per quei posti (altrimenti potrebbero essere licenziati per non aver svolto i doveri previsti dal loro OdS).

  6. Il paragone tra bambini che non possono mangiare carne perché (non) serviti da animalisti convinti , e i bambini che non potranno mai mangiare perché mai nati, secondo me è una specie di barzelletta, detta per allietare la tavolata di goduriosi commensali. I nazisti apprezzavano molto questo genere di umorismo: parlavano di saponette, di bottoni, e altro, scompisciandosi. Ma mai usavano parole come omicidio, uccisione, tortura…Se esiste una differenza tra loro e noi, smettiamola di usare parole come “procedura”, “intervento” e altre che ricordano da molto vicino la “soluzione finale”, il “problema ebraico”, eccetera. Usiamo i termini più giusti, avendo il coraggio di dirlo, e non nascondendoci dietro eufemismi di molto dubbio gusto. Con l’aborto si uccidono futuri nascituri, futuri neonati, ma già persone umane (tranne per la legge). E il sangue versato (non importa se prima o dopo la nascita) grida sempre vendetta.

    • “Con l’aborto si uccidono futuri nascituri, futuri neonati, ma già persone umane (tranne per la legge)”

      Ecco, ma visto che la morale è tua e personale, mentre la legge è condivisa in tutta la società, possiamo risparmiarci i sermoni e concentrarci invece sulla legge?
      Perché qui c’è una legge, la 194, che non viene applicata correttamente in molte strutture e che, auspicabilmente, andrebbe cambiata in modo da vietare l’obiezione di coscienza nella Sanità pubblica.

      “E il sangue versato (non importa se prima o dopo la nascita) grida sempre vendetta.”

      Da queste parti abbiamo superato la fase dell’occhio-per-occhio più o meno dopo che il Codice di Hammurabi è andato in disuso, già nel diritto romano classico non se ne fa più menzione, quindi a occhio e croce sembra che ti sei perso gli ultimi 22 secoli di storia.

      • Basta dirlo, l’aborto è un reato, non si può fare e tanti saluti… invece di illuderci che siamo in democrazia, che c’è stato un referendum, e che c’è un diritto che poi non viene di fatto applicato… almeno uno si mette l’animo in pace e non ci pensa più.
        Però poi vorrei capire perchè il paragone non la mensa non va bene, in fondo pure i maiali che sono uccisi per servire il prosciutto ai bambini sono stati uccisi, se io sono vegetariano, o indù non vedo perchè si debba permettere a degli inservienti carnivori di permettere che i maiali muoiano… e fanculo la legge che dice che uccidere gli animali è possibile, io sono più in alto della legge, e decido io cosa è legale e cosa no.

    • ma che cazzo dici. chiaro e tondo.
      Una mosca ha un’anima? Quante cellule ci sono in una mosca? Perchè è lecito schiacciare una mosca e non è lecito portare avanti una gravidanza in qualunque modo dannosa? Lo dice il tuo dio? Ah, ecco.
      Non è il mio.

  7. Mettiamola cosi:
    Una scuole non dovrebbe assumere tutti vegetariani in un solo istituto in modo da garantire che i bambini possano mangiare la carne.
    Un ospedale non deve avere tutti ginecologi abortisti ma un mix adeguato per fornire la prestazione di IVG ad un livello soddisfacente.

    In questo modo non ci sarebbero forzature da nessuna parte.
    Troppo semplice?

    • Sì, un po’, perché la legge in sostanza già dice questo, però gli ospedali pubblici si trovano in situazioni in cui non riescono ad applicarla come ha già spiegato Spago più sopra.

      A un ginecologo non vuole praticare aborti non dovrebbe essere permesso di lavorare in una struttura pubblica.
      Come giustamente faceva notare Federico, l’obiezione aveva senso quando la legge è stata introdotta: un medico che pratica da prima dell’introduzione della legge poteva scegliere perché le condizioni erano cambiate e non aveva mai pensato di potersi trovare in quella situazione.

      Ora se pensi di fare ginecologia sai benissimo che praticare aborti sarà nelle tue mansioni.
      Se non ti va, non dovresti avere il permesso di esercitare in una struttura pubblica. Puoi sempre fare il ginecologo, basta che ti metti in proprio o lavori in una struttura privata che non impone tra i tuoi compiti la pratica abortiva.

  8. Mi piace il fatto che Capriccioli dica “prima di parlare a vanvera”…..non capisco perchè se uno ha un’idea diversa dalla Sua debba essere considerato parlare a vanvera…
    Mah

    • Perché chi è contro intende vietare A TUTTI, chi è a favore intende consentire A CHI VUOLE.
      La differenza è tanta.

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