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O’ Professore

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Nessuno, oggi, quando è partito il treno regionale 21267 da Napoli Piazza Garibaldi e diretto a Salerno, poteva aspettarsi di vivere ciò che è accaduto poco dopo la partenza, nei pressi della stazione di Napoli Gianturco.

Il treno era partito da appena cinque o sei minuti, quando dalla toilette del mio vagone cominciano a provenire urla belluine: “AIUTAAAATEME, STONG MAAAAAAAAAL, AIUTAAAAAAAAAAATEMEEEEEEEEEE! AAAAAAAAAAAAAAAAAAA!”. Abbiamo quindi cercato il capotreno per sottoporgli la questione, ed egli si è prontamente recato davanti alla toilette, offrendo prima aiuto, e poi, capendo la situazione, minacciando di chiamare le Forze dell’Ordine. Lo sventurato, chiaramente, era chiuso dentro. Continuava a urlare frasi sconnesse, quando, improvvisamente, appare LUI.

Una sorta di Doctor Penguin con almeno 50 chili in più, molti denti in meno, sulla sessantina, i capelli rasati, la barbetta incolta e uno splendido cappotto GIALLO (insomma, come dire: un incrocio tra l’ultimo Syd Barrett e Umberto Smaila), che, sentendo le urla provenire dalla toilette, bussa alla porta e dice

“SALVATO’, SI TU? ARAPR, A PORT, SONG ‘O PROFESSORE”

Insomma. Questo personaggio, già di per sé di una bellezza iperuranica, conosceva il tipo chiuso in bagno che urlava frasi sconnesse. Non solo: con una abilissima arte oratoria è riuscito a fargli aprire la porta del bagno. Il tutto, autodefinendosi “‘O Professore”.

“mannagg a miseria, chill è asciut stammatin a Puoggreal, s’è fatt ruje anne e nov mis, stev jenn a Saliern a firma’ ‘na cart p s fa ‘n at ann e domiciliar, e mo s buc ‘n’ata vot!”

dice preoccupato ‘O Professore.

“Shcusat, ma vuje ch n sapit ca chill s’è fatt a drog?”

chiede l’immancabile donna napoletana sui 45 anni, in tuta, coi capelli tenuti insieme da una pinza di plastica (sono OVUNQUE)

“E chell c stev ancor la siringa nel bagno, e poi guardat qua!”

e tira fuori l’eroina del tizio.

Ora. Va bene tutto, va bene che sei ‘O Professore, ma prendere la droga a un tizio in overdose, in un luogo pubblico, davanti a una decina di passeggeri e al capotreno, e poi mostrarla sicuro di te… insomma, non mi pare una grande mossa tattica. Ma andiamo avanti.

Perché, raccontata così (ma anche vissuta così), tutto porterebbe a pensare che ‘O Professore sia in realtà una sorta di spacciatore, o comunque un “poco di buono”. E invece, in pochi minuti, sono arrivate due persone diverse (e tutt’altro che eroinomani) che l’hanno salutato “Prufsso’, cumm jamme?”. Insomma, col passare del tempo ho scoperto che ‘O Professore è praticamente il Re dei Regionali sulla tratta Napoli-Salerno e Salerno-Napoli.

Un personaggio a metà tra quelli dei racconti di Stefano Benni e quelli delle opere di Luciano De Crescenzo, sospeso nel tempo, che è lì da sempre, per sempre.

 

 

No scusate, ho dimenticato la cosa più bella, il dialogo con il poliziotto
– salve, scusate, voi siete un parente?
– no no.

– siete un conoscente?
– Ij song ‘O Professore.

Nato e cresciuto tra la provincia di Napoli e quella di Salerno, amo i loro lati positivi e odio quelli negativi. Dice: e grazie arcangelo. No no, provate a parlare con chi ci vive. Dal 2000 mi trovo stabilmente a Roma, dove ho cambiato idea diverse volte, credendo che sia questa la vera chiave. Vi amo tutti.

4 Comments

  1. Strepitoso! Però perché lo chiamano ‘o Professore? Dalle mie parti c’è Michele ‘o scienziato, diventato matto per aver troppo studiato.

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