un blog canaglia

Nostalgia canaglia

in politica by

Eccomi qui, nel mio ufficio. Dalla finestra vedo la palestra dell’univerista’: ragazzi che alzano pesi, corrono sul tapis roulant, chiacchierano. Io sono nel mio ufficio con le mie cuffie nelle orecchie. Se dalla palestra qualcuno mi osservasse, vedrebbe le mie smorfie e penserebbe che io stia guardando un film dell’orrore (o una partita del Milan di quest’anno). Invece sto guardando una seduta del parlamento italiano. Per l’ennesima volta mi ritrovo davanti al mio computer nel mio ufficio della mia lontana universita’ e non riesco a non cliccare su link come “Decadenza, la cronaca minuto per minuto”. Parte lo streaming, i senatori urlano, il presidente Grasso cerca di placarli stile prof delle medie. A volte parte una rissa, a volte saltano fuori cartelli, mortadelle, spumanti. Poi si vota. Una lunga lista di nomi, “senatore Tizio, si prepara il senatore Caio” e io mi ascolto pure quella alzando gli occhi al cielo quando chiamano qualcuno che non posso credere stia ancora in parlamento. A volte passano dei non italiani in ufficio, quando bussano urlo “come in” e nascondo la pagina dello streaming sperando di evitare la domanda “cosa guardi?”. Chi ha il coraggio di dirgli davvero che cos’e’ che sto guardando? In altri uffici ci sono altri italiani, anime in pena che come me cercano di finire un paragrafo di un paper ascoltando Bondi commosso che dice che Berlusconi e’ un perseguitato. Abbiamo seguito ogni elezione, crisi, presunta crisi e psicodramma, commentando su Facebook quello che succedeva.  Perche’ lo facciamo? Perche’ siamo malati di politica, abbiamo provato a seguire quella del paese che ci ospita ma e’ come passare alla pastina in brodo quando si e’ abituati alla pasta alla Norma o ad una fiction italiana in costume quando si e’ abituati a Breaking Bad. Non si puo’. E allora vai di diretta del Corriere, Facebook e per i messi peggio streaming degli speciali di 8 ore con Mentana su LA7 (faccio ammenda).

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

2 Comments

  1. io non ho visto ne sentito nulla. Ero a lavorare (metà dei miei colleghi erano in cuffia nella tua identica modalità), poi me ne sono andato al cinema.
    Mi sono rotto i coglioni di quell’uomo e degli inquilini di quei due palazzi, lo dico in tutta onestà. Come ascoltare un brano di Ligabue, o vedere un film di Tim Burton. No grazie, già visto.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

La festa spenta

Oggi è il 25 aprile. Come sempre, ci sono manifestazioni e cortei
Go to Top