un blog canaglia

Non è libertà, è una schifezza

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Sapete come funziona? Funziona che tu scrivi una cosa, sul blog o su Facebook, e dopo qualche minuto arriva qualcuno che inneggia al Movimento 5 Stelle e ti spara una risposta a minchia, tipo che lo sanno tutti che sei a libro paga di quello o di quell’altro, che campi coi soldi pubblici, che fai parte di qualche non meglio precisata casta, che arriveranno loro e ti toglieranno i privilegi che hai, senza peraltro specificare quali.
Il tutto senza preoccuparsi minimamente (ma minimamente, dico) di sapere se quello che sta dicendo, quello di cui ti sta accusando, abbia o non abbia una minima rispondenza nella realtà. Così, a casaccio. Perché documentarsi, evidentemente, non serve. Non è necessario. E’ superfluo. Basta sparare più forte che si può e via, verso nuove avventure. Roba che è pure difficile rispondergli, perché ti mette nella condizione di provare la non sussistenza di circostanze assurde, campate in aria, inventate di sana pianta.
Be’, io non so se Beppe Grillo intende questo, quando dice che la rete è la democrazia. Anzi, quando dice che loro sarebbero la democrazia. Mi auguro di no. Credo proprio di no. Però qualcuno dovrebbe farglielo sapere, che centinaia di suoi sostenitori, tutti i santi giorni, la democrazia credono di interpretarla così. Cioè, sono davvero convinti che la democrazia consista nella libertà di attribuire al prossimo la prima amenità che viene loro in mente senza doversi prendere la briga non dico di provarla, ma perlomeno di accompagnarla con qualche indizio o qualche congettura.
Be’, sapete cosa? Quella roba non è democrazia. Per niente. Non so chi ve lo abbia ficcato in testa, ma non è così. Quella roba è l’esatto contrario della democrazia: è la calunnia, la denigrazione, la diffamazione gratuita. Irresponsabile. Scriteriata.
Quella roba, amici grillini che sparpagliate le vostre invettive in ogni dove, non è “il nuovo”, ma l’espressione di un metodo pressapochista e pecione che non serve a nessuno.
Se pensate che battersi per la libertà della rete significhi lottare per il vostro diritto di blaterare fregnacce a manetta senza verificarle, avete capito male. Avete sbagliato sport, proprio.
La libertà della rete è una cosa seria.
Abbiate la decenza di rendervene conto.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

26 Comments

  1. Perchè è più facile dire che tu sei del Gruppo Bildeberg/massone/spargitore di scie chimiche/pagato dalle multinazionali del farmcaco, piuttosto che controbattere nel merito.
    Non hanno quasi mai argomenti. Punto.

        • Capriccioli “invade” il web da anni, e viene sfanculizzato da ben prima che esistesse il M5S. Proprio come quando discuti con un bananas che ti dà del comunista solo perchè contraddici Berlusconi, Capriccioli bolla come grillini tutti quelli che l’offendono. Il berlusconismo ha fatto breccia anche fra di voi. In attesa che qualcun altro entri nel merito si porgono cordiali saluti.

  2. Sottoscrivo ogni parola di questo articolo, la sottoscrivo perchè ci sono passato anche io. Alcuni giorni addietro ho pubblicato sulla mia pagina fb questo post.

    ” E allora continuiamo a votare Fini “
    Questa frase mi fu detta qualche giorno dopo le elezioni politiche, da una persona che conosco da tanti e tanti anni. Il problema la cosa che mi ha lasciato perplesso, molto perplesso, è che questa persona sa perfettamente che io non ho mai votato Fini, come Casini PD etc. etc. , mentre lui in passato ha votato proprio per Fini.
    …Il suo tono era come quello di chi scarica sugli altri le colpe proprie, ingannando se stesso ed il mondo.
    Tempo fa con altri amici-compagni abbiamo organizzato un evento su Fb sul quale si discuteva della decomtracità di Grillo, e dei rapporti suoi e del movimento 5 stelle con Casa Pound.
    Tra le migliaia di insulti, alcuni provenienti anche da ex amici, una tipologia di epiteti mi ha fatto molto riflettere.
    “ Gli organizzatori di questo evento non hanno mai fatto niente in vita loro e adesso che vedono una forza nuova all ‘orizzonte hanno paura”.
    Non mi interessa lo spessore ed il passato di chi ha ideato con me l’evento riflessione, compagne che a Genova nel 2001 scappavano dalla polizia, avvocati che si battono da sempre per i diritti degli ultimi. Non è questo.
    Ciò che mi preme sottolineare è la chemioterapia grillina.
    “ E allora continuiamo a votare Fini “, come se in questi ultimi 50 anni in Italia non vi sia stata un’altra maniera di fare politica.
    Ecco la chemioterapia grillina, annullare tutto e tutti, negare l’esistenza di persone, di storie, di movimenti e anche di partiti che quando il proprietario del m5s andava in Tv a Fantastico lottavano per una politica diversa. Questi non sono mai esistiti, forse perché la storia di queste persone non è nell’ effimero web, ma nelle pagine dei libri di storia, o nelle lapidi commemorative delle nostre città. Oppure semplicemente perché non ci deve essere spazio che per loro.
    La rabbia grillina, quest’odio profondo per chi la pensa diversamente, per chi si permette di ironizzare, non è dovuta solo a nuove forme espressive, all’abuso del web che distrugge le forme di creanza e di rispetto. Ha radici molto più gravi. Ha le radici nella colpa.
    Chi sono i nuovi elettori grillinI ? Quell’evento ci ha fatto capire, ma non occorre essere dei fini politologi, che molti provengono dal PD.
    Tutti questi hanno voluto dare una lezione alla Sinistra votando M5s.
    Piccole riflessioni.
    Apprendo che il PD è di sinistra.
    Rilevo che la lezione se c è stata non è stata ben capita, anche D’Alema è tornato in auge.
    Infine che coloro che oggi si scagliano contro la politica sono tra i maggiori responsabili di questa politica.
    Ma sono piccole riflessione.

    La chemioterapia grillina, il loro superamento delle ideologie ( ovvero le grandi intese in auge ), in breve l’annullamento della Storia, della Nostra Storia, ecco questo è quello che realmente mi preoccupa.

    Goffredo D’Antona

  3. Tutto giusto, ma il problema non è solo degli attivisti M5S, conosco decine di eletti e attivisti M5S che sulle loro bacheche e blog soffrono del medesimo “disturbo”. Il problema è che qui non è più tutta campagna com’era una volta e vi ci dovete rassegnare.

          • Ah, cattato, alla fine. Cercavo di capire dove andavi a parare. Ora ho capito. Hai un po’ di sporco nel cervello e ti piace rigurgitarlo. Per quello non posti un argomento che sia uno. Ok.

      • Già, e prima di Grillo dov’erano?
        Prima di Grillo erano con i pannellidi (ora approdati ad un esaltante 0,18% di consenso elettorale),erano anche con i leghisti (quelli della secessione armata e di qualche milione di baionette pronte all’uopo),erano anche con i pidiellini-bunga-bunga e con quelli del PD.
        Cafoni? Ma no, “allora” erano nonviolentigandiani, erano buontemponi amanti delle baionette e del rutto simpatico, erano gioviali e goderecci estimatori di escort, poi c’erano quelli più perbene di tutti, i piddini stile Penati e MPS.
        Per questo nessuno aveva alcunché da contestare, fischiettavano tutti, a partire dal
        nostro Braconi.

  4. A me sembra l’esatto contrario però… Vedo una concentrazione di fuoco ingiustificata sul M5S. Il paese affonda per l’incapacità e la mancanza di programmi e strategie economiche efficaci ed il problema che occupa l’agenda politica è la diaria dei parlamentari 5S…. Mah.

    • No, quello che occupa l’agenda politica sono opere inutili, acquisti sbagliati e i processi di Berlusconi. Il problema della diaria occupa solo le prime pagine di certi giornali e le homepage di certi blog 🙂

    • a me non sembra che capriccioli se la prenda con la diaria. mi sembra piuttosto che questa sia una risposta sparata a caso. sei un cinquestellino, giusto?

    • Dear Adriano, hai per caso copincollato il commento standard per attaccare chi attacca il M5S? o sto parlando con un robot che risponde in modo standard sulla diaria perché statisticamente gli attacchi al m5s cascano lì?
      In ogni modo mi sembra che i primi a occupare tempo ed energie mentali sulla diaria siano i deputati grillini, che prenderanno metà degli altri ma per ora discutono solo di quanto dev’essere di preciso questa metà.
      BTW, in questo commento di diaria non si parla proprio.

  5. Veramente la liberta’ non e’ bella, non lo e’ mai stata. quello che tu intendi come liberta’ e’ la gabbia dorata dove tutti sono biondi e felici e sorridono saltando per i parchi .

    Liberta’ vuol dire permettere una disquisizione sulla coprofagia e beccarsi gli insulti, e se gli insulti sono eccessivi si denuncia.

    Quanto alla disinformazione e alla non documentazione e’ reo il commentatore quanto l’autore nel senso: mi pare che l’italico web (e non solo) sia ripieno di articoli faciloni, non documentati e ripieni di schifezze e di bufale. Mica solo blog o testate amatoriali, ma anche nomi rinomati del giornalismo e grosse testate; Paolo Attivissimo sul suo blog ha un bell’elenco di castronerie dette negli anni.

    Mi pare semplicistico ridurre il tutto al m5s, basta un semplice giro su facebook, tra caps lock on, orrori ortografici ecc. ecc.

  6. Concordo.
    Naturalmente non vale solo per i 5s ma per tutti quelli che pensano alla rete come alla terra di nessuno, no, Rodotà è stato chiarissimo: “quello che è illegale off line deve esserlo anche on line”.

    • Rodota’ ha detto una cazzata…
      Le due realta’ sono ben differenti. Nella prima ogni stato/nazione puo’ farsi le leggi che vuole, per quanto improbabili e/o vergongose come censure varie ecc.
      Nella seconda non funziona esattamente cosi’, altrimenti non vi vedreste i vostri bei film in streaming, non scarichereste la vostra beneamata musica, non potreste tirar su un blog perche’ ti occorrerebbe un pubblicista iscritto all’albo (vi ricordo che ci hanno provato in ben due occasioni).

      Quindi Rodota’, gran persona ma ha comunque detto una cazzata.

      • In realtà, caro Simone, Rodotà ha detto benissimo. Basta leggere la netiquette per rendersi conto che le norme di vivere civile della “real life” [non urlare, ascoltare due o tre battute prima di intervenire in un discorso, non insultare,non dare consigli illegali o errati] sono esattamente le stesse del web.
        Tu hai fatto esempi di illegalità [film in streaming, musica scaricata] che esistono anche nella vita reale [copiarsi il cd o il DVD] evitando [spero per ingenuità] di fare quelli legali [un film o un CD si può comprare su iTunes come il corrispondente CD o DVD alla Feltrinelli].
        Quanto al blog, il tuo esempio è comunque errato perchè il pubblicista è un giornalista RETRIBUITO che scrive su una testata giornalistica e un blog non è una testata giornalistica [cosa su cui la Cassazione si è pronunciata qualche anno fa] ma è più assimilabile al giornalino della scuola o della parrocchia [per il quale, ti assicuro, non serve alcuna autorizzazione].

        Questa ignoranza sulle “leggi” che regolano il mezzo “internet” è la motivazione per la quale quando sento parlare di “democrazia digitale” in Italia scuoto la testa…

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