Non è antisemitismo

in politica/religione by

Caro amico, entusiasta supporter della causa palestinese, o “forte critico di Israele”,

ti sei mai chiesto per quale motivo la tua emotivita’ ti porta a concentrare le tue attenzioni su un conflitto ignorandone anche altri piu’ sanguinosi e crudeli? Io, un po’, si. Perche’ non solo la stampa, ma anche – e in misura maggiore – i social network che frequento, il mondo reale, i discorsi al bar, le manifestazioni per strada: tutti sembrano preoccuparsi unicamente di questi crudelissimi macellai israeliani, dediti con estremo sadismo al massacro degli eroi della resistenza palestinese.  Questa tendenza, rumorosa e forse anche maggioritaria, tenendo conto che chi non si esprime magari la pensa diversamente ma ha paura di esporsi, mi incuriosisce.

Ti suggerisco una mia lettura, che sono certo rifiuterai con sdegno, ma sulla quale ti invito a riflettere, magari anche solo per cinque minuti.

Secondo me non ti interessi in modo particolare dei civili, di nessun civile. Cioe’, oddio, sono sicuro che ti dispiace, ma non in misura maggiore rispetto ai civili siriani, libici, ucraini, nigeriani, che muoiono ogni giorno senza che tu muova un respiro. Anche per loro ovviamente ti dispiace, ma recuperi quel cinismo che preserva la sanita’ mentale di ciascuno di noi, e ti dici “e’  la vita, e in fondo la sicurezza e la serenita’ che viviamo in alcuni paesi occidentali in tempi recenti e’ l’eccezione e non la regola nella storia”.

A proposito di paesi occidentali, non mi convincerai che sei piu’ severo con gli israeliani perche’ sono piu’ istruiti. Pero’, probabilmente, quella e’  la traccia. Non ti interessa dei palestinesi. Ti interessa degli ebrei israeliani, sia in quanto piu’ ricchi, militarmente piu’ forti, sia in quanto ebrei tout court.

Per te, e per quasi tutti quelli che la pensano come te, l’idea che tu possa pensare certe cose perche’ animato da un pregiudizio verso gli ebrei e’ da respingere assolutamente. Eppure, ogni tanto emerge quello strano parallelo con l’olocausto, quell’improprio parallelo con le pulizie etniche (quelle vere, con le fosse comuni e tutto il resto), quelle espressioni pretestuose come “genocidio”, a cosa servono se non a ridurre il dramma dell’antisemitismo secolare, lo stesso che tuttora anima i vicini di Israele, a barzelletta, per convincerlo a disarmarsi di fronte a chi vuole vederlo sparire dalla faccia della terra?

Si puo’ essere cosi’ ciechi, ignorare le conseguenze di cio’ che si propone con cosi’ tanta ingenuita’? Forse si, ma mi dirai che a te non interessa proporre le soluzioni definitive, tu dici solo che certe cose non si fanno, che “non si ammazzano i civili”. Il punto, piu’ semplicemente, e’ che il torto glielo si deve trovare in quanto ebrei israeliani. Ma in fondo, ti diro’, non penso neanche tu sia animato da odio razziale. L’odio razziale, specialmente verso gli ebrei che sono peraltro indistinguibili da un caucasico non ebreo, e’ qualcosa di minoritario e patologico, non puo’ essere cosi’ diffuso.

La mia sensazione, mio caro, e’ che il tuo pregiudizio verso gli ebrei israeliani, in fondo, sia animato dallo stesso filone di pensiero che animava l’antisemitismo secolare che porto’ al caso Dreyfus, ai pogrom, ai ghetti prima e alle cacciate degli ebrei poi: l’odio per quello che gli ebrei, istruiti e cosmopoliti, hanno sempre rappresentato.

L’odio, fondamentale, per la societa’ aperta. L’odio dei perdenti nati per chi affronta la vita a schiena dritta. Questo, nella storia, sono stati gli ebrei: esclusi dalle professioni, dall’alta societa’, anche dalle universita’ piu’ prestigiose, hanno contribuito all’avanzamento dell’umanita’ piu’ di ogni altra minoranza in occidente. Lo hanno fatto traendo vantaggio dalla societa’ aperta, che alcuni di essi hanno poi finito per rigettare – per conformarsi alla logica dominante, una volta accettati, suggeriva Friedman – arrivando al punto di volerla demolire.

Gli ebrei della storia moderna, pre-industriale e pre-contemporanea erano l’obiettivo perfetto in quanto istruiti e cosmopoliti: su di loro si sono potute costruire le peggiori fandonie funzionali a denigrare, attraverso il mito negativo, la liberta’ individuale, la democrazia, il libero mercato e la pace.

Ancora oggi, la tua bandiera palestinese rappresenta solo, e soltanto questo: il tuo voler stare dalla parte di chi la societa’ aperta la odia. I boicottaggi ti tirano il cazzo solo quando ci sono di mezzo le “multinazionali”, possibilmente con qualche bel marchio riconoscibile tipo McDonald’s. Nel tuo odio verso Israele, verso cio’ che rappresenta – e in fondo, ironicamente, non e’, trattandosi di uno Stato con forti connotazioni etniche – non ti imbarazza la compagnia dei neofascisti, dei comunisti, di tutta la peggiore feccia politica della storia, di gente che agita bandiere che di morti civili ne hanno prodotti decine di milioni.

Non ti imbarazza, perche’ e’, in fondo, la parte che hai scelto.

Pensaci.

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(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

99 Comments

    • Se al posto di Israele leggi Germania, e al posto di Palestinesi leggi Zingari, sembra un bel volantino di propaganda nazista degli anni 30. Com’è “l’odio dei perdenti nati per chi affronta la vita a schiena dritta”. Imbarazzanti vaccate!

  1. Mah…
    Ma proprio mah…
    Forse non ho capito io, ma alla fine di questa sfilza di luoghi comuni stai semplicemente dicendo che chiunque non sia fiero e/o felice che Israele usi centri abitati incidentalmente abitati da esseri umani come poligoni militari è in realtà un criptonazista, un ignorantone oscurantista provinciale e localista che “odia la società aperta” di cui gli “istruiti e cosmopoliti” ebrei sono sempre stati i più fervidi ed attivi sostenitori?
    Mah, ripeto, mi sembrano gli stessi estremismi di chi odia gli ebrei in quanto tali e gli israeliani in quanto ebrei; stessi estremismi altrimenti detti “stronzate”, se mi passi il francesismo.
    Resta il fatto che radere al suolo un quartiere, compresi i residenti, perchè sotto ci passa un tunnel usato dai terroristi, giusto per dirne una, mi sembra alquanto eccessivo e sproporzionato, e proprio per questo, molto criticabile, chiunque sia a farlo e qualunque sia stato il ruolo dei suoi avi nell’evoluzione dell’umanità…

  2. Balle. Ce l’ho a morte con la politica del governo israeliano perchè se giudico inaccettabile ma capibile che delle teste di cazzo fanatiche con un asciugamano in testa vogliano cucire la patata a tutte le ragazzine (capibile nel senso ‘sono teste di cazzo fanatiche ignoranti’), non posso tollerare che una popolazione evoluta, e non solo in senso di potere economico e militare, ma in toto – lo stato d’Israele è assolutamente più laico degli USA e dei 3/4 dell’Europa per quanto riguarda i diritti civili – abbia una simile caduta e tratti quei poveri cristi, perchè per la maggior parte sono poveri cristi, in quella cazzo di maniera da 50 anni.

    Ed essendo Israele una democrazia, al contrario di molti paesi abitati dalle teste di cazzo con l’asciugamano di cui sopra, la “politica del governo israeliano” è decisa democraticamente dal voto dei suoi stessi abitanti, quindi non posso manco incazzarmi con un’oligarchia di coglioni o con il dittatore di turno.

      • non vedo cosa c’entrino gli “ebrei” e l’antisemitismo. qui si parla di Israele. e di uno stato “civile” che da anni, mettiamola cosi se vuoi, esagera giusto un pochino con la legittima difesa.
        la penso pure io come Stefano. a me fa particolaremente incazzare perche non si tratta di dittatori di turno, o fanatici coglioni, ma appunto di uno stato civile, e di gente quindi culturalmente “avanzata”.
        lo stesso motivo per cui, e non e’ odio di classe, mi fa incazzare di piu un ricco che ruba, rispetto ad un poveraccio. o mi indigna di piu vedere un signore “perbene” bastonare un cane, rispetto alla stessa scena compiuta da qualche ignorante delinquentello di periferia.

        • Poni per un attimo di vivere a Sondrio, piuttosto che a Gorizia o Ventimiglia, e che ti facciano piovere, dalla Francia, piuttosto che dalla Svizzera o dalla Slovenia, 100 o 200 razzi con testata esplosiva al giorno sui centri abitati, e che scavino amabili cunicoli per rapire ragazzini dal cortile di casa tua o condurre attacchi terroristici di varia natura. Esattamente, di grazia, cosa considereresti come difesa “non esagerata”? Perchè finchè non esplichi ‘sto concetto abbiamo poco da discutere.

          • pare che la Svizzera sia una nazione sovrana e non abbia motivo di spararci dei missili. O mi sono perso la striscia di Chiasso e il muro di Ginevra?

          • Grande Marco.
            Questa storia dell’eccesso di legittima difesa sta diventando davvero una barzelletta.

      • no, è lo stesso sentimento per cui se leggi un post di un docente di letteratura con scritto “un’altro” cominci ad infamarlo, se invece stai leggendo il post in italiano di un muratore rumeno agli strafalcioni dai meno importanza.

  3. Un concentrato di banalità, benaltrismo e superficialità. Fossi un giornalista del Giornale vi farei un monumento, almeno finalmente potrei dire “Guarda che c’è di peggio”. Per favore, avere la possibilità di scrivere su un blog non significa che si abbia davvero qualcosa di intelligente o interessante da dire.

      • Figurarsi commentare? Chiudi l’area commenti, no? O ti piace leggere solo quello che ti fa piacere? Per il resto l’articolo resta un punto di vista personale (e a tratti condivisibile).
        Putroppo c’è un MA. Israele, Ebreo e Sionista non sono sinonimi: lo sapevi?

  4. ah ecco ora è più chiaro..
    Questo tuo articolo aiuta anche a dare la vera chiave di lettura del precedente sulla tillandsia e il cipresso (che comunque era, a mio avviso, molto più interessante) che sembrava un interessante spunto di riflessione sulla guerra in generale ma era un indiretto ed elegante modo di dichiarare la propria “parte” (come ti piace definirla) in un conflitto che più che conflitto definirei massacro.
    Rivedo inoltre molto di quanto scritto da Saviano qualche tempo fa.
    Chissà perchè se a uccidere sono i palestinesi bisogna condannare senza se e senza ma, se a uccidere sono gli israeliani è complesso, bisogna analizzare la questione in modo approfondito, c’è la storia di mezzo, ci sono altre guerre, sei un antisemita, e così via.
    Bah ognuno è libero di pensarla come gli pare, e di scegliere la propria “parte” (riprendo volutamente la tua definizione). Trovo però quantomeno strano sentirsi moralmente giustificato ad appoggiare una nazione che bombarda senza troppi problemi case con civili e bambini perchè altri hanno fatto la stessa cosa o peggio, ma forse hai ragione il mio è un giudizio di “parte”.

  5. quest’articolo pur nella sua inutilità è semplicemente disgustoso. non vale neanche la pena discuterne con un cervello vuoto come l’autore. vomito.

  6. Non ho capito. Tutti o qualcuno di quelli che non sono d’accordo con te sono antisemiti? Sospetto che per te lo siano tutti. Tolleranza a go-go… Liberalismo de noantri… Luoghi comuni degni dei peggiori seguaci di arrigoni…

  7. Ma io non ce l’ho con mazzone, io ce l’ho con me che lo leggo. Sarà che l’articolo sulla titillandsia mi aveva illuso di vedere un barlume di ragionamento. Peccato perché alla luce di questo anche l’altro acquista una luce più inquietante.
    P.S. Ma mazzone chi si crede di essere?

  8. Grandezza di Yasser Arafat – di Gilles Deleuze

    La causa palestinese è innanzitutto l’insieme di ingiustizie che questo popolo ha subito e continua a subire. Queste ingiustizie sono gli atti di violenza‚ ma anche la mancanza di logica‚ i ragionamenti viziati e le false garanzie che pretendono di compensarli o di giustificarli. Arafat aveva soltanto una parola per parlare delle promesse non mantenute‚ degli impegni violati al momento dei massacri di Sabra e Shatila: shame, shame.

    Si dice che non è un genocidio. E tuttavia c’è una storia che si porta dietro molti Oradour, fin da principio. Il terrorismo sionista non si dirigeva solo contro gli inglesi, ma anche contro villaggi arabi che dovevano scomparire: l’Irgun è stato molto attivo in questo senso (Deir Yassin). Dappertutto si farà come se il popolo palestinese, non solo non dovesse più essere, ma non fosse mai stato.I conquistatori facevano parte di coloro che avevano subito il più grande genocidio della storia. E di questo genocidio i sionisti avevano fatto un male assoluto. Ma trasformare il più grande genocidio della storia in male assoluto è una visione religiosa e mistica, non è una visione storica. Non ferma il male; lo propaga, invece, lo fa ricadere su altri innocenti, esige una riparazione che fa subire a questi altri una parte di ciò che gli ebrei hanno subito (l’espulsione, la ghettizzazione, la scomparsa come popolo). Con mezzi più “freddi” del genocidio si vuole ottenere lo stesso risultato.

    Gli Usa e l’Europa dovevano riparazione agli ebrei. E questa riparazione l’hanno fatta pagare a un popolo, di cui il meno che si possa dire è che non c’entrava affatto, che era stranamente innocente di ogni olocausto e che non ne aveva nemmeno sentito parlare. Ed è qui che comincia il grottesco, come pure la violenza. Il sionismo, e poi lo stato d’Israele esigeranno che i palestinesi li riconoscano di diritto. Ma lui, lo stato d’Israele continuerà a negare il fatto stesso di un popolo palestinese. Non si parlerà mai di palestinesi, ma di arabi di Palestina, come se si trovassero là per caso o per errore. E più tardi si farà come se i palestinesi venissero da fuori, non si parlerà mai della prima guerra di resistenza che hanno fatto tutta da soli. Diventeranno i discendenti di Hitler perché non riconoscono il diritto d’Israele. Ma Israele si riserva il diritto di negare la loro esistenza di fatto. Ed è qui che comincia una finzione che si estenderà sempre di più, pesando su tutti coloro che difendevano la causa palestinese. Questa finzione, questa scommessa di Israele, era quella di far passare per antisemiti tutti coloro che avrebbero contestato le condizioni di fatto e le azioni dello stato sionista. Questa operazione ha origine nella fredda politica di Israele nei confronti dei palestinesi.

    Israele non ha mai nascosto il suo obiettivo, fin da principio: fare il vuoto nel territorio palestinese. Anzi, fare come se il territorio palestinese fosse vuoto, destinato da sempre ai sionisti. Era sì colonizzazione, ma non nel senso europeo del XIX secolo: non si trattava di sfruttare gli abitanti del luogo, ma di farli andare via. E quelli che restavano non sarebbero diventati mano d’opera dipendente locale, ma mano d’opera itinerante e separata, come se fossero immigrati, messi in un ghetto. Fin da principio l’acquisto delle terre ha come condizione che siano vuote o che lo possano diventare. È un genocidio, ma un genocidio in cui lo sterminio fisico resta subordinato all’evacuazione geografica: poiché non sono che arabi in generale, i palestinesi sopravvissuti debbono andare a fondersi con gli altri arabi. Lo sterminio fisico, affidato o meno a mercenari, è interamente presente. Ma non è un genocidio, si dice, perché lo sterminio non è “lo scopo finale”: ed effettivamente non è che un mezzo fra gli altri.

    La complicità fra gli Stati Uniti e Israele non deriva soltanto dalla potenza di una lobby sionista. Elia Sanbar ha mostrato come gli Stati Uniti ritrovino in Israele un elemento della loro storia: lo sterminio degli indiani, che anche in quel caso fu fisico solo parzialmente. Bisognava fare il vuoto, bisognava fare come se gli indiani non ci fossero mai stati, tranne che nei ghetti che ne fanno degli immigrati dall’interno. Per molti aspetti i palestinesi sono i nuovi indiani, gli indiani di Israele. L’analisi marxista indica i due movimenti complementari del capitalismo: imporsi continuamente dei limiti, all’interno dei quali organizzare e sfruttare il proprio sistema: spingere sempre più in là questi limiti, oltrepassarli per ricominciare su scala più larga e più intensa la propria fondazione. Respingere i limiti era l’atto del capitalismo americano, del sogno della Grande Israele in terra araba, sulle spalle degli arabi.

    Come il popolo palestinese abbia saputo resistere e resista. Come da popolo tribale sia diventata una nazione armata. Come si sia dato un organismo che non si limita semplicemente a rappresentarlo, ma l’incarna fuori dal territorio e senza stato: gli ci voleva un grande personaggio storico che, in un’ottica occidentale, si direbbe quasi uscito da Shakespeare, e fu Arafat. Non era la prima volta nella storia (i francesi pensino a France libre, con la piccola differenza che essa aveva all’inizio una minore base popolare). E neppure è la prima volta nella storia che tutte le occasioni in cui era possibile una soluzione o un elemento di soluzione siano state deliberatamente, consapevolmente distrutte dagli israeliani. Si chiudevano nella loro posizione religiosa per negare, non soltanto il diritto, ma il fatto palestinese. Si lavavano del proprio terrorismo trattando i palestinesi come terroristi venuti da fuori. E i palestinesi proprio perché non lo erano, ma erano un popolo specifico, tanto diverso dagli altri arabi quanto gli europei lo sono tra di loro, non potevano aspettarsi dagli stati arabi che un aiuto ambiguo che poteva talvolta trasformarsi in ostilità e sterminio, quando il modello palestinese diventava pericoloso. I palestinesi hanno percorso tutti i gironi infernali della storia: il fallimento delle soluzioni, ogni volta che erano possibili, i peggiori rovesciamenti di alleanze di cui pagavano le spese, le promesse più solenni non mantenute. E di tutto questo la loro resistenza ha dovuto nutrirsi.

    È possibile che uno degli scopi dei massacri di Sabra e Shatila sia stato quello di screditare Arafat. Aveva acconsentito alla partenza dei fedayin, la cui forza restava intatta, solo a condizione che la sicurezza delle loro famiglie fosse interamente garantita dagli Stati Uniti e anche da Israele. Dopo i massacri, non c’era altra parola che “shame”. Se la crisi che ne è seguita per l’Olp avesse come risultato, a più o meno lungo termine, un’integrazione in uno stato arabo o una dissoluzione nell’integralismo islamico, allora si potrebbe dire che il popolo palestinese è effettivamente scomparso. Ma in tal caso il mondo, gli Stati Uniti e anche Israele non finirebbero di rimpiangere le occasioni perdute, ivi comprese quelle che oggi restano ancora possibili. All’orgogliosa espressione di Israele: “Noi non siamo un popolo come gli altri” ha sempre risposto quel grido palestinese, cui si richiamava il primo numero della Revue d’études palestiniennes: noi siamo un popolo come gli altri, vogliamo essere solo questo…

    Con la guerra terrorista in Libano Israele ha creduto di sopprimere l’Olp e di sottrarre così al popolo palestinese, già privato della sua terra, il suo sostegno. E forse ci è riuscito, perché nella Tripoli accerchiata non c’è più che la presenza fisica di Arafat tra i suoi, tutti in una sorta di grandezza solitaria. Ma il popolo palestinese non perderà la sua identità senza suscitare al suo posto un duplice terrorismo, di stato e di religione, che approfitterà della sua scomparsa e renderà impossibile ogni regolamento pacifico con Israele. Dalla guerra del Libano Israele uscirà non soltanto moralmente diviso, economicamente disorganizzato, ma si troverà di fronte l’immagine rovesciata della propria intolleranza. Una soluzione politica, un regolamento pacifico non sono possibili che con un’Olp indipendente, che non sia né scomparsa in uno stato già esistente né perduta nei vari movimenti islamici. Una scomparsa dell’Olp sarebbe solo la vittoria delle cieche forze della guerra, indifferenti alla sopravvivenza del popolo palestinese.

    [da: Gilles Deleuze, Grandezza di Yasser Arafat, con un saggio di François Châtelet, Cronopio, Napoli 2002.]

  9. Io credo che su certe cose nella vita, non si possa avere una opinione: i fatti storici sono li, e ci parlano chiaro. Alla fine della seconda guerra mondiale, inghilterra e Francia e in maniera minore gli stati uniti d’america portarono di nascosto con ripetuti sbarchi notturni Centinaia di migliaia di ebrei da tutta europa, per formare lo stato di Israele in modo del tutto arbitrale, e occupando i territori dove vivevano i Palestinesi, per ovvi scopi geopolitici.
    Ok…2000 anni fa erano territori con forte presenza ebraica..e allora?
    Io sono sicuro che se oggi venissero a casa sua i Visigoti reclamando che alla fine dell’impero romano in Italia c’erano loro..lei li massacrerebbe.
    Non sia scontato e qualunquista…..evitarlo è facilissimo.
    Basta essere onesti, mio caro signore, e aprire un libro di storia; si accorgerà che i cari ebrei si sono appropriati di una terra non loro, cacciando e massacrando centinaia di migliaia di persone inermi, forti delle armi provenienti dagli stati uniti e dall’UK.
    Gli ebrei di questo stato fantoccio, chiamato israele, hanno attaccato anche l’egitto durante la famosa guerra dei 6 giorni….e bombardarono anche Beirut. Insomma..da quando sono presenti in zona dalla fine della seconda guerra mondiale, hanno creato solo violenza, morte e disperazione…e ci si meraviglia e si inveisce, non perchè alcuno ce l’abbia con gli ebrei……tanto per la meraviglia e lo sgomento che si prova quando un popolo che ha conosciuto il genocidio programmatico, mette in atto esattamente le stesse cose che ha subito.

    Non dia agli altri dei razzisti…si pulisca la bocca e ragioni prima di scrivere scemenze.

    ah proposito:
    stavo pensando che siamo stati un bel pò in francia e in gran bretagna, dopo le conquiste di Cesare…..che ne dice di riprendercele????

  10. “ti sei mai chiesto per quale motivo la tua emotivita’ ti porta a concentrare le tue attenzioni su un conflitto ignorandone anche altri piu’ sanguinosi e crudeli?”

    Mazzone… hai provato a pensare che forse è semplicemente il fatto che sia il conflitto con la maggiore copertura mediatica al mondo? Ci si interessa di quello che i media ci propinano, punto. Per ogni pagina dedicata ad un morto in Congo ce ne sono mille dedicate ad un morto in Palestina e diecimila dedicate ad uno in Israele. Prima di partire col pippozzo mentale e tirare in ballo la società aperta e la democrazia e il libero mercato (?) le multinazionali (???) magari dovresti applicare un po’ di “rasoio di Occam” e filtrare prima le ragioni più semplici.

    Al netto del fatto che sì, molti filo-palestinesi sono in realtà antisemiti.

    • Amigo, ma i media vivono su Marte? Cioe’ concordo con te che la copertura e’ maggiore, ma secondo te perche’ questo accade?

      • Accade perché 1) succede a due passi da qui e ha un impatto su tutti noi, molto più del Congo, della Repubblica Centrafricana o vattelappesca, e 2) c’è una comoda narrazione in cui ci sono “i nostri” sotto attacco da un “nemico” musulmano, e questo fa un sacco audience, in primo luogo per via della stragrande maggioranza (tendenzialmente islamofoba) che prende le parti di Israele. Immagino tu non voglia implicare che i media mondiali sono tutti antisemiti e per questo si concentrano sul conflitto Israelo-Palestinese.

        • E’ la guerra più coperta dai media perché è la più facile da sistemare nella categoria buoni e cattivi. Sai quanta gente morendo in Siria? Tanta, tantissima. E la Siria non è tanto più distante. Idem in Ucraina. Ma nessuno, NESSUNO ha messo su una manifestazione pro UCRAINA, nessuno sui muri di Roma sta scrivendo frasi come “A MORTE I FILORUSSI”. Perchè?
          La situazione palestinese è IRRISOLVIBILE.
          E vorrei ricordare che non lo è dal 1948 (anno in cui lo stato di Israele ha accettato la spartizione a differenza dello stato palestinese), ma da molti anni prima, con il protettorato Inglese (ma nessuno scrive sui muri Morte agli Inglesi …) del 1922 e la dichiarazione di Balfour (1917).
          Non sto difendendo le atrocità israeliane, sto cercando di far notare che l’interesse per la Palestina (N.B. molti dei siriani ammazzati sono palestinesi) è veicolato pericolosamente da un antisemitismo latente.

          • “La mia sensazione, mio caro, e’ che il tuo pregiudizio verso gli ebrei israeliani, in fondo, sia animato dallo stesso filone di pensiero che animava l’antisemitismo secolare che porto’ al caso Dreyfus, ai pogrom, ai ghetti prima e alle cacciate degli ebrei poi: l’odio per quello che gli ebrei, istruiti e cosmopoliti, hanno sempre rappresentato”
            In queste poche righe ti sei ampiamente contraddetto: se il mio presunto odio razziale è animato dallo stessos ostrato su cui si regge l’antisemitismo, si orienta verso lo stesso gruppo sociale e gli disconosce a priori qualsiasi attenuante, così come faceva l’antisemitismo, perché bisogna chiamarlo con un altro nome?

  11. L’unica obiezione che ti faccio è: “di certo non puoi supportare la società aperta supportando uno stato che prevede nella sua legge i matrimoni, fattibili solo fra ebrei certificati® dallo stato stesso, e in alcuni casi fra ebrei certificati® e non ebrei, mentre per tutti gli altri ha solo unioni civili e solo per gli eterosessuali”.
    Poi a me non me ne frega un cazzo del Medio Oriente e continuerà a fregarmene un cazzo, perché vedo una soluzione, di fronte a queste morti, solo con ulteriore morte: o dei giornalisti che promuovono un giornalismo di fatti che interessano solo ai finanzieri, o dei semiti (di tutti i semiti: la storia ebraica fa capire che, perché possa cambiare qualcosa in Nordafrica e vicino Oriente, la diaspora va allargata agli ebrei ed agli arabi musulmani lì presenti).

  12. Sarebbe facile commentare questo articolo parafrasando il ragionier Ugo Fantozzi e il suo celeberrimo commento al film “La corazzata Potiomkin”, ma sarebbe tempo sprecato.
    Piuttosto mi chiedo perché non sia possibile criticare la politica di Israele senza essere accomunati ad Hitler.
    Mi chiedo perché porre l’accento sul fatto che dalla seconda guerra mondiale ad oggi gli USA hanno sovvenzionato (dati ufficiali) Israele con 121 miliardi di dollari, TUTTI usati in armamenti e NESSUNO in politiche di pacificazione, debba per forza significare di essere antisemiti.
    Magari in incognito verso s’è stessi…
    Poi mi rendo conto che mi sto scontrando con lo stesso muro che da ateo mi trovo di fronte ai cattolici, quando cerco di ragionare o magari sdrammatizzare sui temi religiosi: “Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”.
    Israele diventa dunque un dogma, non si può criticare.
    Questa davvero mi mancava….

  13. Si puo’ essere cosi’ ciechi, ignorare le conseguenze di cio’ che si propone con cosi’ tanta ingenuita’? È quello che ho sempre pensato della risoluzione ONU del 1947. Erano tutti contrari, come meravigliarsi di mezzo secolo di guerre?

  14. Io questo blog non lo capisco. Ci sono pezzi interessanti e pezzi… Come questo, imbarazzante, che sembra scritto da un ragazzino con le idee confuse. Penoso.

  15. È il secondo articolo filo-israeliano che leggo su Libernazione.
    D’accordo che non siete un portale di informazione, ma mi dispiace sempre molto notare opinioni così poco imparziali.

    Perché il problema di scrivere pezzi del genere è che stai effettivamente facendo disinformazione, sminuendo senza alcun motivo un tragico evento di cronaca, anzi riducendolo ad un mezzuccio per sentenziare sulla psicologia della gente.
    Usi parole come “fascisti” e “comunisti”, parli di boicottaggio e tiri in ballo (indirettamente) atteggiamenti no-global che non hanno davvero nulla a che spartire con quello che sta accadendo in Palestina.

    Posso esser d’accordo con te sul fatto che la questione arabo-israeliana sta ricevendo un’enorme attenzione mediatica mentre altrove la gente muore quotidianamente nel silenzio generale, ma ciò non credo ti esuli ad informarti decentemente su ciò di cui parli.

    Non si parla di “genocidio” a caso: l’Assemblea delle Nazioni Unite condannò i massacri di Sabra e Chatila del 1982 come “un atto di genocidio”. Link al documento ufficiale, prova a cercare la parola “genocide”: http://www.un.org/documents/ga/res/37/a37r123.htm
    Da lì poco è cambiato: Israele ha continuato ad attaccare obiettivi civili ad ogni occasione: la recente operazione Piombo fuso ne è una prova.

    Quel che vorrei che comprendessi è che non è assolutamente vero che i motivi per parteggiare per i palestinesi sono da ricercare solo in un insensata voglia di voglia di ribellione o, peggio ancora, in una supposta invidia per una popolazione così liberale ed aperta.
    Ci sono motivi storici per decidere di schierarsi apertamente contro le politiche israeliane e no, per quanto ti possa far piacere pensarlo, non c’è nessun razzismo di fondo né niente del genere.

    L’unico consiglio che posso darti è di informarti meglio, per cultura personale ma anche perché in quanto articolista hai una grande responsabilità sull’opinione della gente.

  16. Commento generale sui commenti: guardate che questo pezzo non è affatto male. L’argomentazione è sbagliata, ma per lo meno è espressa con attenzione ed è un interessante tentativo di portare idee nuove su un tema incancrenito, e indubbiamente fa pensare. Si legge tanta di quella spazzatura in giro, sia da parte filo-Palestinese che da parte filo-Israeliana… esorterei tutti, quale che sia la vostra opinione, a rispondere nel merito, invece che blaterare “vomito”, “questo pezzo fa schifo”, etc.

  17. Leggo e rileggo questo post, anche caposotto, o provando a decrittare secondo chiavi misteriose. Non c’è scritto nulla. Nulla. Nuddhra mescatu cu nienti.
    Peccato. Poteva uscire da questo simpaticone un’altra comica apologia della Thatcher. Ci si poteva almeno un po’ schiantare dal ridere. Che qua pare novembre e almeno ci si riscalda un po’.

    • Vedi, mio caro, come al solito chi ritiene che le ragioni degli israeliani siano “nulla”, chi ritiene sia ridicolo pensare che ci sia un’ossessione contro gli ebrei di cui preoccuparsi, e’ anche chi vede la Tharcher come un mostro a sei teste. Non fate, tutti, che darmi sempre piu’ ragione. E dire che io l’ho fatto, di scrivere un paio di articoli sulla questione, per liberarmi da quella tendenza ombelicale che veniva giustamente messa alla gogna in un bell’articolo del Post (http://www.ilpost.it/christianraimo/2014/07/16/retorica-guerra-gaza-occidente/) letto qualche giorno fa…

      • L’articolo di raimo si sforza di argomentare e non solo di provocare. Se vuoi essere preso sul serio togliti il vizio di scrivere per provocare e argomenta. Costa più fatica e titilla meno l’ego, ma tant’è. Quando argomenterai verrai preso sul serio. Questo articolo è poco più di un qualunque commento di un troll su di un blog. Ridicolizza una questione complessa per il gusto di provocare una reazione dei pro-palestinesi e compiacersene. Sforzati di scrivere post più lunghi che raccoglieranno giocoforza decine di commenti in meno, e verrai preso in considerazione. Se li hai scritti, postami il link, li leggerò, anche perchè non sono il filopalestinese incazzato a cui miravi. Se continui a provocare, sopratutto in questioni complesse, non aspirare ad altro che a boriarti allo specchio di quanto sei bravo a fare il simpaticone. A ciascuno il suo, d’altronde.

        • Scusate se mi intrometto ma che cosa argomenta, di grazia, Raimo?

          metà del post lo usa per raccontare quello che scrivono altri giornalisti, l’altra metà per dirci come stavamo meglio quando stavamo peggio.

  18. Complimenti Mazzoni. Io concordo perfettamente e me lo sono spesso chiesta. Mi sono chiesta perche` in Italia nessun musulmano e` mai sceso nelle piazze per i 170000 morti in Siria, la maggiorparte dei quali bambini e donne, mi sono chiesta perche` nessun italiano sia sceso in piazza per il massacro dei cristiani in Iraq … perche` ?
    Perche` quando si manifesta contro la politica israeliana si incolpano gli ebrei che vivono nello stesso paese, come in Francia ? Perche` nelle manifestazioni contro Israele c’e` sempre della violenza, gommoni bruciati, svastiche, finestre di negozi ebraici danneggiati ?
    Ma la storia non ci ha insegnato nulla? Ma noi italiani siamo cosi` o ci facciamo trascinare dai musulmani nelle piazze? Abbiamo paura di loro? Siamo cosi` disperati economicamente e cosi` depressi che non pensiamo piu`? Andiamo come ciechi dietro a chi fa piu` rumore?
    Mi fa male pensare che noi italiani siamo cosi`. Dove e` finita tutta la nostra gloriosa storia e cultura? Il nostro libero pensiero ?

    Della questione palestinese non ce ne importa un granche` e vorrei ricordare che dal 2005 la striscia di Gaza e` sotto autonomia propria ed invece di usare i miliardi di dollari di finanziamenti per svilupparsi si e` arricchita di armi belliche per annientare Israele (come da suo statuto). Il loro leader ha un patrimonio di 2 miliardi di dollari e se ne sta tranquillo a Quatar esorcitando la lotta e non rispettando le quattro tregue richieste.
    Vorrei vedere noi a Milano, Roma o dove viviamo subire da anni il lancio di razzi, cosa avrebbe fatto il governo italiano ? Avremmo porto l’altra guancia ?
    Quindi smettiamola con questo falso buonismo e doppia moralita`.
    Di nuovo complimenti Mazzoni !

  19. Il fatto di avere in avanzo una manciata di spiccioli per affittare un dominio in società ha trasformato una decina di bimbominchia in grandi opinionisti.
    Dunque il nodo della questione non è che sia in atto un massacro, ma che il mondo è antisemita!
    La butto giù grossolana e brutale (tanto tu non hai fatto di meglio). Se dovessi trovarmi di fronte un nero che massacra di botte un ragazzetto invecr di indignarmi per la violenza e provare a fermarla, dovrei fermarmi a riflettere sul fatto che la mia reazione non possa essere solo il riflesso incondizionato di un atavico razzismo?

  20. ho abitato a roma per millanta anni e ho notato che l’antisemitismo strisciante è diffusissimo, quello che di fa dare del rabbino a un tirchio invece che del genovese, per dire
    innocuo, ma diffuso. a roma, città di 3-4 milioni di abitanti, puoi stare anni senza incontrare un ebreo, se non abiti in certi quartieri non li incroci proprio
    poi c’è l’antisemitismo strisciante dentro alcuni (ALCUNI) elettori, simpatizzanti di sinistra (ma anche alcuni cattolici) che ce l’hanno con israele perché ammazza civili e mi rompono il cazzo con le cose da condividere su facebook e i bambini che muoiono in palestina, io ho provato a far notare che i bambini (a sparargli) muoiono facilmente dappertutto, ma nessuno condivide mai foto di bambini siriani, congolesi, libici, ecc. con me
    ci sono blog davvero ben fatti che pubblicano regolarmente articoli ben scritti e informati sul conflitto israelo-palestinese, mei (MAI) su nessun altro conflitto in corso, boh
    eppure io vorrei leggere opinioni così equilibrate, attente e informate su conflitti di cui capisco poco, sbaglio?
    non condivido nei dettagli il pezzo, ma lo apprezzo moltissimo

    • E’ vero che “i bambini (a sparargli) muoiono facilmente dappertutto, ma nessuno condivide mai foto di bambini siriani, congolesi, libici, ecc. con me”.

      Dunque dovremmo lasciar perdere quando ammazzano bambini palestinesi, tanto in fondo sono pochi.

      Altro che M5S, è il “benaltrismo” il nuovo che avanza!

  21. Che brutta situazione dover sfruttare fino alla consunzione una vicenda così orribile come l’olocausto per “giustificare” più di 1000 morti solo negli ultimi attacchi e decine di migliaia di rifugiati.
    Per fortuna, gli israeliani che vivono in Israele distinguono tra passato, presente, esercito, lavaggio del cervello, e governo fascista.
    Chissà se ti è mai venuto in mente che gli altri conflitti non sono così duraturi come questo, non hanno avuto già delle risoluzioni dell’Onu inapplicate, non riguardano dei coloni occupanti e un popolo occupato, non sono un ingranaggio del giochino Usa/mondo arabo. Chissà che brutto per te dev’essere dover tifare per forza per chi rade al suolo delle scuole.

  22. Forse l’indignazione per il conflitto israeliano-palestinese nasce dal fatto che dura da più di 40 anni, durante i quali i diritti di un popolo sono stati sistematicamente schiacciati dalla potenza economica e militare di Israele

    • france’, mi sa che la matematica non fa per te: il conflitto vero e proprio è iniziato con alcuni paesi arabi che hanno fatto guerra al neonato stato d’israele (più di quarant’anni fa)
      ora la domanda è:
      quanti blog conosci e commenti che negli ultimi anni ha scritto disperato per il “genocidio” in atto da qualunque altra parte
      secondo me il punto è questo: se israele o gli stati uniti ammazzano qualcuno ci interessa (chiamando “bambini” i ragazzini fino a 14-16 anni), se è qualcun altro ‘sti cazzi!
      giusto?
      se così fosse mi si permetterà di avere altre priorità
      mi ricordo ancora quando da certi giornali si diceva che hassad non aveva armi chimiche e poi a rompere il cazzo se quelle non-armi chimiche transitano per un porto italiano
      a me i ragazzini sparati fanno impressione, sempre. e mi scandalizzo quando altre persone che sembrano impressionarsi quanto e più di me non si impressionano affatto in alcune occasioni

  23. Secondo me anche basta di tutte queste chiacchere ‘antiche’.
    Spostiamo il baricentro della conversazione sul più grave dei problemi GAZA e i suoi abitanti è schiava di Hamas. Liberiamo GAZA ! Hamas è il cancro di Gaza.
    Liberiamoli da questi invasati che tengono in ostaggio la popolazione e non permettono ai Palestinesi di vivere civilmente.
    Perchè i Palestinesi devono subire la ‘presenza’ di questi terroristi?
    Sembra la mafia da noi: un cancro.
    Annodata ai mafiosi o ai terroristi la gente non evolve.
    I ragazzi che futuro hanno se non diventare manovalanza della mafia o dei terroristi?
    L’unica speranza ora è che ”vedano come è il mondo fuori” e abbiano voglia di andare a studiare e di crescere e di ‘ottenere cose belle per loro’ uno status migliore di sanità, di istruzione e di vita quotidiana sempre migliore.
    Internet potrebbe aiutare.
    Fino ad ora queste persone han sempre visto solo e sempre questo ‘mondo’. Che gli han fatto vedere.
    Internet può essere una speranza per Gaza e per i suoi giovani.
    Che abbiano voglia di tendere a qualcosa di meglio di quello che hanno avuto fino ad ora.
    E li nemmeno Hamas saprà tenerli, ne le minacce, ne il terrore.
    E’ l’unica speranza.
    Che vedano che possono avere di meglio. E scaccino Hamas agli inferi.

    • Ma scusa, non sarebbe più semplice che i 2 miliardi di dollari che gli USA danno ogni anno ad Israele non venissero spesi tutti per armamenti, ma per politiche di pacificazione, ovvero scuole, ospedali, stato sociale per chi è stato espropriato della propria terra e non ha nulla su cui sostentarsi?
      A quel punto Hamas diventerebbe immediatamente obsoleta ed inutile.
      Ma Hamas che diventa inutile rende anche inutili i continui rinforzi di armi ad Israele, con grave danno dei fabbricanti di armi, soprattutto americani, si, proprio quelle che associati in lobbies sponsorizzano i presidenti che verranno eletti, senza distinzione fra democratici e repubblicani.
      Cosa credi che ci voglia, per una azienda che fattura miliardi di dollari ogni anno per la vendita di armi, “comprare” qualche mercenario, armarlo di tutto punto ed infondergli la convinzione che sta lottando per il bene del suo paese.
      Se Hamas non esistesse, l’avrebbero già costituita, con un altro nome, un altro simbolo, ma uguali obiettivi.
      D’altra parte fino ad agosto 2001 Osama Bin Laden riceveva corposi compensi dagli USA per la sua lotta ai sovietici in Afghanistan.
      Poi dicono che hanno smesso di pagarlo ed è diventato improvvisamente un nemico….

      • Se mai ci proviamo a sradicare questi cancri mai ce ne libereremo!
        Proviamo a liberare Gaza dal suo cancro: liberiamo Gaza da Hamas !

        Condivido pienamente che gli interessi economici sottostanti ci sono, ma non credo che si fatturi granché con Gaza. Meglio un Irak o una Syria con oleodotti etc….

        Il dramma è che a Gaza gli ospedali decorosi non ci sono , le scuole non ci sono e la gente vive male. I Palestinesi stanno male.
        E quei pochi soldi che arrivano se li prendono Hamas.
        Se anziché farsi le ville li potessero usare i Palestinesi per i loro figli.

        Ma i VERI Palestinesi, non i terroristi/mafiosi.

      • Certo, e’ tutto un gomblotto. La soluzione dei problemi e’ semplice, dietro l’angolo, ma purtroppo il gomblotto delle multinazzionali ci vuole ignoranti, affamati e guerreggianti.

        Oh, e dire che quando ho scritto l’articolo ero convinto fino a un certo punto della tesi.

        • Ma che bello scherzare con multinazionali con due Z ora, quando prima scrive lei un articolo serio e le cita con direi quasi eleganza (” I boicottaggi ti tirano il ca**o solo quando ci sono di mezzo le “multinazionali”, possibilmente con qualche bel marchio riconoscibile tipo McDonald’s.”).

          Le auguro di essere meno teso nella vita perché nello scritto dovrebbe rilassarsi.

          Non ultimo. Legga bene cosa ho scritto io. Ma bene. Diciamo fra le righe, con acutezza perlomeno.

          • Ma io rispondevo all’altro lettore, quello Che costruisce ospedali coi soldi dei cacciabombardieri.

    • Hamas è il cancro di Gaza allo stesso modo in cui i partigiani sono stati il cancro dell’Italia durante l’occupazione tedesca. Mai sentito parlare di Hebron? Di come pochi coloni israeliani abbiano espropriato di ogni diritto migliaia di cittadini Palestinesi? I nostri partigiani sono diventati “Resistenza” perché i libri di storia non sono stati scritti dai tedeschi. Se in quegli anni gli Usa avessero usato con la Germania la stessa filosofia che oggi ha con Israele, probabilmente sarebbero stati Terrorismo.

        • Grande esempio di dialettica e arguzia, Marco. Per fortuna qualcuno, fra coloro che leggono, saprà discernere e intuire chi o cosa è veramente “lassativo” in tutta questa discussione.

  24. Ciao Luca,
    bel pezzo, lo pubblico sulla nostra pagina oggi pomeriggio.

    Criticare Israele e’ sempre molto facile, e’ piu’ comodo perche’ stai con la maggioranza delle persone e non rischi di essere additato per difendere le tue idee.

    Il problema e’ che la gente non vuol capire che Israele non ce l’ha assolutamente con la popolazione palestinese di Gaza, bensi con Hamas che negli ultimi mesi ha reso infernale la vita ai cittadini a sud di Israele nelle citta’ di Sderot, Ashkelon e Ashdod, e non ultima Beer Sheva.

    Israele conduce attacchi mirati, chirurgici, ma sappiamo tutti (almeno chi vuole saperlo) che hamas si fa scudo di civili, spara da ospedali, scuole UN. Per quanto Israele stia attenta, purtroppo delle vittime ci sono e questo ovviamente spiace. Se non fosse veramente cosi Israele avrebbe potuto liquidare Gaza, in un quarto d’ora.

    Bottom line, sono d’accordo col post di Cricri. I palestinesi a Gaza devono essere liberi da Hamas, devono vivere la loro vita, e fuori da Hamas sono sicuro che la Striscia potrebbe essere piu autonoma.

    speriamo questo possa finire quanto prima, e rendere libera queste persone.

    Un saluto da Tel Aviv
    g

        • Ciao. Visto che sei lì, puoi raccontare meglio le reazioni degli israeliani riguardo alle vittime tra i civili?
          Premetto che non sono di parte, per me quello è uno scenario di guerra e non lo confondo con altro.

          • Ciao Marco,
            gli israeliani sono ovviamente dispiaciuti per le vittime civili, ci mancherebbe altro, ma sono anche stufi di ricevere razzi sulle loro teste, da mesi. La volonta’ e la linea e’ quella di evitare al massimo vittime civili perche’ come descritto nel post sono quelli che purtroppo in tutto questo non c’entrano niente, per andare a prendere i terroristi di Hamas. Israele in queste 3 settimane ha ricevuto 2350 missili sul proprio territorio, la fortuna e’ di aver avuto un sistema di protezione come l’Iron Dome che ha intercettato la maggior parte dei missili sparati da Gaza. Immaginate 2350 missili sulla popolazione, senza questo sistema.
            Purtroppo le persone vedono Israele sempre come aggressore, ma vorrei vedere se dalla francia arrivassero missili su torino, milano, bologna, genova, a piu’ non posso….forse non ci si difenderebbe ?

            E’ indubbiamente una situazione difficile, sia per i palestinesi di gaza che per gli israeliani, ma la volonta’ di hamas e’ di andare avanti ancora, fregandosene della popolazione e non rispettando i 4 cessate il fuoco che loro stessi avevano chiesto, e che Israele ha rispettato e spesso esteso rispetto a quanto concordato.

            A tel aviv alla fine a parte delle sirene nelle scorse settimane, la situazione si e’ calmata da qualche giorno. Alla fine noi qui siamo fortunati, abbiamo 90 secondi per correre in un rifugio, a sud, hanno 15 secondi se bastano. Ti lascio immaginare la pioggia di missili.

            Tutto qui. La speranza ovviamente e’ che tutto finisca presto, che gli israeliani possano vivere in pace tanto quanto i palestinesi a gaza senza hamas.

            un saluto

  25. Questo idiota non si rende neppure conto che il nazionalismo etnico sionista è LA NEGAZIONE TOTALE di quel cosmopolitismo che, secondo l’idiota, caratterizzerebbe gli ebrei.

  26. Poverino gli israeliani che vivono con il terrore delle sirene e dei razzi di Hamas. E quanto sono stronzi e barbari i palestinesi che non si sono fatti invadere del tutto e non hanno accettato supinamente di essere cacciati dalla propria terra. E quanto siamo ignoranti, fascisti, antisemiti ed ottusi noi che ci schieriamo dalla parte degli oppressi e non degli oppressori. Salite in cattedra e pontificate, il mondo è pieno di idioti, solo voi avete capito tutto..

  27. In realtà credo che ci si concentri su Israele perché, a differenza di Nigeria, Siria e persino Ucraina, è Occidente. Cosa che peraltro si tende a sottolineare ogni volta che è possibile. E credo sia salutare rivolgere le proprie critiche prima di tutto alla propria “parte”, anche se capisco che questo concetto suoni tremendamente alieno nell’Italia odierna. Ma io parlo di critica, l’articolo forse si focalizza più su un certo fanatismo. Solo che la critica c’è, anche se fa meno chiasso, e non merita lo stesso genere di risposta.

  28. Articolo con tratti demagogichi e che sfocia nel razzismo.
    Praticamente si afferma la teoria della presunta superiorità della “razza ebraica” e che chi non è ebreo è inferiore.
    Tutti siamo uguali in questo mondo, non esistono popoli eletti, e un’ebreo ricco e istruito vale quanto un’afghano o un’iracheno, quando lo capirete e finirete di diffondere propaganda razzista e xenofoba, magari travestita da spunti classisti o sessisti ? …

    Israele la deve smettere di distruggere la terra palestinese, sarebbe ora anche che diventasse una società aperta e si aprisse, divenendo un paese multiculturale e multietnico dove i migranti palestinesi,arabi,africani,iraniani e siriani possano avere gli stessi diritti degli ebrei in uno stato dove purtroppo ancora al giorno d’oggi vigono le leggi razziali e l’apartheid, come denunciato anche da Nelson Mandela tempo fa, e dove se non sei ebreo sei considerato cittadino di serie B.

    Io sto con la pace,la libertà e i diritti umani e quindi contro Israele e il razzismo sionista mondiale !

      • Che c’entrano i Protocolli ? … Razzismo sionista mondiale esiste, è il fatto di credersi superiori o “eletti” solo perchè si ha il colore della pelle o la religione “giusta”, è il fatto di considerare chi non appartiene alla tua religione o etnia come cittadino di serie B, è la diffusione di stereotipi o pregiudizi dati dalla condizione privilegiata…

        Gli africani,gli arabi ( e quindi anche i palestinesi) i rom e tanti altri che spesso migrano verso i “nostri” paesi sono indubbiamente sfavoriti e non hanno i privilegi che hanno i bianchi e in generale le persone benestanti o più ricche dei bianchi ( tra cui molti ebrei)…

        Che differenza esiste tra un’iraniano,un marocchino, un’inglese e un’ebreo ?…

        Secondo me nessuna, non è perchè hanno più soldi e sono mediamente molto più potenti degli altri che gli inglesi o gli ebrei sono “superiori”, questo è razzismo…

        Penso che il privilegio bianco e quello ebraico debbano essere superati, tutti dobbiamo vivere con le stesse opportunità e gli stessi diritti, un’ebreo come un’afghano,un francese come un’algerino.

        Sarebbe ora di finirla anche con discorsi del tipo … non sono razzista, ma i palestinesi sono barbari, non sono razzista ma gli israeliani si stanno difendendo, e poi gli ebrei sono più intelligenti e hanno avuto la Shoah ecc ecc …

        Per quanto riguarda l’intelligenza non è vero che i bianchi e gli ebrei siano più intelligenti di tutti, quella roba del Q.i è tutta propaganda becera razzista e xenofoba…

        Un bianco non è più intelligente di un’asiatico, un’ebreo non è più intelligente di un nigeriano.

        Siamo tutti esseri umani e tutti uguali in quanto tali, e dobbiamo avere gli stessi diritti e opportunità, che lo stato di Israele non accetta in quanto razzista,sessista,classista e xenofobo… Io sono antirazzist*, e ripeto sono totalmente contraria ad ogni forma di razzismo, compreso quello sionista mondiale !

    • Ti ricordo che Israele é uscita dalla striscia di gaza nel 2005 dando completa autonomia ai palestinesi, che hanno visto bene di distruggere tutto quello che era stato lasciato, compreso campi agricoli, fabbriche, case e sinagoghe. Con i soldi ricevuti, Hamas, al posto di costruire, educare e rendere la striscia un posto abitabile, ha impiegato i fondi per costruire i tunnel e comprare armi dall’Iran.
      Forza, basta un po’ di impegno e qualcosa se si vuole si capisce, anche senza dover stare dietro quei radical chic filo palestinesi che difendono solo per sentito dire.
      Marta love…istruisciti, leggi, informati va..

      • “completa autonomia ai palestinesi”

        qui ho smesso di leggere. Completa autonomia in che senso, di grazia, considerato che elettricità cibo acqua etc etc vengono forniti da Israele, e quello che arriva dall’esterno viene sempre vagliato dal suddetto Israele?

  29. L’unica cosa interessante in tutta ‘sta manfrina è stato il pezzo d’apertura, opinabile quanto si vuole, e l’intervento di Israele360, il resto più o meno è la solita menata filo palestinese un tanto a sentimento.
    E mi chiedo: com’è che non si trova mai un cazzo di palestinese vero, non questi fac simile, che dica la sua?

  30. Non c’è solo Gideon Levy (classico esemplare di ‘sporco antisemita’) che molto opportunamente @Stefano ha linkato.

    C’è anche-per fare un altro esempio-Amira Hass, altro esemplare di ‘sporco antisemita’, che osa vivere in Cisgiordania, e anche per questo, oltre che per quello che ha capito e comunica con i suoi splendidi scritti, non ha vita facile e le può capitare anche di essere arrestata:
    http://www.internazionale.it/opinioni/amira-hass/

    E c’è anche-per fare un altro esempio-Udi, 19 anni, soldato israeliano disertore, che preferisce andare in carcere perché, da ‘sporco antisemita’ qual è, si rifiuta di partecipare alla libera macellazione di migliaia di innocenti rinchiusi in gabbia.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/28/udi-19-anni-soldato-israeliano-disertore-vado-in-prigione-per-non-bombardare-gaza/1074128/

    Ma c’è di più e di peggio: pare che il morbo antisemita stia contagiando un bel po’ di altri soldati israeliani, anche loro renitenti all’allegro massacro, mentre nelle piazze del mondo civile non sono pochi i cittadini di cultura ebraica, tutti contagiati dal morbo dello ‘sporco antisemita’, che manifestano per una Palestina libera e contro la politica brutale praticata dallo Stato d’Israele.

  31. Il commento che ho appena postato è stato prontamente ‘intercettato’ e messo ‘in moderazione’, forse perché contiene due link.
    Non si tratta di spam, non è nemmeno roba eversiva, pregherei il padrone di casa di ‘liberarlo, se possibile.

    • Non c’è solo Gideon Levy (classico esemplare di ‘sporco antisemita’) che molto opportunamente @Stefano ha linkato.

      C’è anche-per fare un altro esempio-Amira Hass, altro esemplare di ‘sporco antisemita’, che osa vivere in Cisgiordania, e anche per questo, oltre che per quello che ha capito e comunica con i suoi splendidi scritti, non ha vita facile e le può capitare anche di essere arrestata:
      http://www.internazionale.it/opinioni/amira-hass/

      • E c’è anche-per fare un altro esempio-Udi, 19 anni, soldato israeliano disertore, che preferisce andare in carcere perché, da ‘sporco antisemita’ qual è, si rifiuta di partecipare alla libera macellazione di migliaia di innocenti rinchiusi in gabbia.
        http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/28/udi-19-anni-soldato-israeliano-disertore-vado-in-prigione-per-non-bombardare-gaza/1074128/

        Ma c’è di più e di peggio: pare che il morbo antisemita stia contagiando un bel po’ di altri soldati israeliani, anche loro renitenti all’allegro massacro, mentre nelle piazze del mondo civile non sono pochi i cittadini di cultura ebraica, tutti contagiati dal morbo dello ‘sporco antisemita’, che manifestano per una Palestina libera e contro la politica brutale praticata dallo Stato d’Israele.

        • Ho risolto il problema del commento ‘intercettato’ perché reo di contenere due link, pubblicandolo in due parti separate.

  32. Accidenti, esistono israeliani che contestano israeliani, magari anche dentro Israele stesso, magari fanno pure opposizione, libri, film contro Israele stesso, ma che paese di merda guarda, non vanno d’accordo neanche tra di loro e lo dicono pure, bah!

  33. Allora rispondiamo alla domanda di fondo che sembra tanto difficile ma in realeta’ non lo e’. La gente in Italia (non tutti ovviamente anche se dal post sembrerebbe di si), si sente di volersi occupare piu’ del conflitto in Palestina di altri in altre parti del mondo per i seguenti motivi:

    1) Vicinanza culturale: molti israeliani hanno nonni italiani o piu’ in generale europei, una parte fondamentale della cultura occidentale ha a che fare con il mondo ebraico, la religione in Italia e’ fondata su quella degli ebrei, ecc, ecc. E’ differente vedere questa gente bombardare civili rispetto a al caso in cui la stessa cosa la facciamo persone appartenenti a culture distanti dalla nostra. Non e’ molto giusto pero’ e’ così e l antisemitismo non c’entra una cippa. Facciamo un caso: se le stesse cose che fa Israele le facesse l’ Argentina penso che il rilievo dato alla vicenda sarebbe comunque alto.
    2)Vicinanza geografica: anche se molti argentini hanno nonni italiani una cosa simile nell’ estremo sud dell’ America non ci coinvolgerebbe tanto come nel caso di un paese a 1500 Km dall Italia. Se Israele sgancia una delle sue tante bombe nucleari il fallout radioattivo ricadrebbe probabilmente anche in Italia.
    4) Ci sono da una parte i cattivi, ricchi, appoggiati dalla maggiore potenza militare del mondo, dai media di tutto l’ occidente e dall’ altra i buoni, poveri, perseguitati, a cui i cattivi hanno fatto un torto mentre essi stessi li accusano di essere loro ad aver fatto qualcosa di male, sin dai tempi della fiaba del lupo e dell’ agnello il tema tira.
    3) La gente si sente coinvolta perche’ una palese atroce ingiustizia appare ancora piu’ terribile se perpetrata per 70 anni anziche’ per esempio 10.
    4) Altri conflitti non sono molto facili da decifrare o proprio non ammettono classificazioni in base alla categoria “oppressione ingiustificata di un popolo”. Non so tra i tutzi e gli Hutu non e’ che la gente prendeva parte, si chiedeva la fine de massacri da entrambe le parti e basta.

  34. E no, io sto con i palestinesi perché gli ebrei di cui parli verso verso i quali noi saremmo razzisti, non sono quelli che con palcet si europa e america sono stati imposti su un suolo in nome di una presunta terra d’origine ma perché faceva comodo a tutti tenerli lì, in modo che gli affari li fanno con tutti ma fisicamente gli daimo la terra…

  35. Ho letto con interesse, e con sincera disposizione ad un esame di coscienza, fino a: “l’odio per quello che gli ebrei, istruiti e cosmopoliti, hanno sempre rappresentato”. Da lì in avanti, ho avuto l’impressione di veder scorrere davanti ai miei occhi quel che si dice(va) dei giapponesi e di altre ‘model minorities’ negli USA a partire dal dopoguerra. Non sarà razzismo gretto, ma sempre di narrative identitarie si tratta. Non dubito che qualcuno, come l’autore di questo articolo, ci abbia creduto e che alcuni abbiano persino motivato il proprio odio razziale per mezzo di tali sciocchezze; ma, vorrei ricordare che, a meno che costoro non ne posseggano le prove, non sono altro che storie inventate.

  36. Magistrale Mazzone.
    Ed è divertentissimo vedere come gli innumerevoli pacifiNti sinistrorsi si accalorano immediatamente appena si parla di Palestina.. salvo poi dileguarsi quando non ci sono di mezzo israeliani, americani o perfide multinazionali..
    C’è addirittura gente che difende Arafat! Ma che davero davero???
    AHAHAHAHAH!

  37. Per esperienza diretta e strettamente personale mi stanno sul cazzo il 99% degli ebrei e istraeliani che ho conoscito fino ad adesso, nonostante cio, aspetto con ansia l’arrivo di qualcuno che mi aiuti a migliorare mio giudizio. Ed è soprattutto grazie a loro che credo fortemente che nella vita, anche sulle cose che ti possono sembrare piu ovvie e naturali, c’è sempre qualcuno che la pensa esattamente il contrario di te.. questo “fondamentale” mi permette di vedere le cose da molte prospettive e di non incazzarmi con il prossimo solo perchè la pensa diversamente da me..

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