un blog canaglia

Non basta, anzi è pericoloso

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Una fontanella dell’acqua pubblica che scroscia, le proprietà antiossidanti dell’aloe, il detersivo ecologico fatto col limone e la coppetta di lattice in cui raccogliere il sangue mestruale delle donne -ma senza dirlo esplicitamente, ché l’argomento è scabrosetto, basta fare un sorrisino e accennare che aiuta a “raggiungere l’obiettivo dei rifiuti zero”- e l’esortazione finale a riprendersi gli spazi sottratti ai cittadini dalla politica.
Non è una dispensa di Suor Germana, non è una pagina del calendario di Frate indovino e non è neanche una rubrica televisiva di Luca Sardella: si tratta del video con cui Federica Daga ha presentato la sua candidatura alle “parlamentarie” del Movimento 5 Stelle.
E sapete cosa? Federica Daga, alla fine della fiera e non si sa bene con quanti voti, è risultata capolista a Roma e provincia.
Ora, io non voglio sottovalutare l’importanza di argomenti come l’ambientalismo, la decrescita e via discorrendo, ancorché -e in una certa misura perdipiù se- declinati in modo così genuino da sfiorare l’ingenuità; e non nego che la Daga, così come gli altri che hanno confezionato i loro spot al cubitale grido di “incensurato”, siano esseri umani incomparabilmente più onesti e in buona fede rispetto a molti -diciamo pure la maggioranza- dei politici che ci hanno governato fino ad oggi.
Però, perdonatemi, mi pare che questo non sia sufficiente.
Al contrario, trovo pericoloso il concetto -fin troppo di moda- in base al quale per fare politica in modo efficace basterebbe essere delle brave persone, così come trovo pericolosa l’apologia incantata della gente comune che rifugge dalla ideologie e si candida a governare il paese facendo leva sulla semplice -e direi semplicistica- affermazione della propria alterità rispetto alla “casta”.
Perché credo che la politica sia anche -e soprattutto- ideologia; che volerla fare da “politici” non implichi necessariamente il corollario di essere dei ladri; che in giro ci siano un mucchio di brave persone, ma il fatto che siano tali non è di per sé sufficiente a delegare loro la possibilità di decidere per il paese.
Se è questo -e mi pare che sia questo- il registro della “rivoluzione” con la quale il Movimento 5 Stelle ha in mente di travolgere il paese, si tratta di una rivoluzione che non mi convince per niente.
Anzi, per dirla tutta mi inquieta un pochino.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

27 Comments

  1. Ca**o è la prima volta che sono del tutto d’accordo con quello che scrivi. Sarà che quando non blateri sulla Chiesa in fin dei conti qualche buona idea ce l’hai anche tu!!! Bravo stavolta!!!

    • Grazie. Però fammi la cortesia: la prossima volta lascia stare l’autocensura e scrivi pure “cazzo”. Trovo gli asterischi più volgari delle parolacce. 🙂

      • grazie Cap, concordo in pieno e grazie soprattutto per gli asterischi, sono insopportabili.
        Scusatemi ma se mai dovvesse capitarmi di non voler scrivere una parola non la scriverei e basta, senza autocensure
        gli asterischi poi per intendere il genere li trovo veramente mortificanti
        Bella Cap

  2. Io sono davvero convinta che l’aloe abbia proprietà antiossidanti… ma a parte ciò hai ragione. “Più aloe per tutti” non è sufficiente come programma elettorale.

    • Io te la lascio stare quanto vuoi: ma ammetti che se una la fa vedere su YouTube dovrebbe perlomeno spiegare a che cazzo serve?

  3. Alessandro Capriccioli, leggo spesso i tuoi articoli e quasi mai mi trovo d’accordo.
    Questa volta invece si, sottoscrivo in pieno ciò che dici. Credo anch’io che l’onestà personale sia una condizione necessaria ma non sufficiente per assumersi la responsabilità di decidere per il paese.
    Certamente la questione del rinnovamento della classe dirigente di questo paese rimane aperta. Ma credo sia una questione che ha bisogno di risposte credibili, basate su partecipazione, formazione, esperienza di cittadinanza attiva.
    Non basta qualche buona intenzione da bricoleur della politica per dare risposte alla crisi di credibilità che affligge la politica!

  4. D’accordo su tutto, anche se una così la vedo comunque meglio di igieniste dentali, nani, ballerine e scilipoti vari…poi fate voi.
    Per dire: non è che quelli che stanno su adesso siano dei politici “veri”, sono solo dei leccaculo qualunque che hanno sbavato sulle chiappe giuste, gente che molto probabilmente non sa un accidente di iter legislativo e diritto. Su 100 parlamentari se ne salveranno 20? Ho i miei forti dubbi…se proprio dovessi scegliere tra Scilipoti e questa sconosciuta signorina probabilmente sceglierei lei, che l’aloe vera è una bomba 😀
    ps. stiamo messi veramente male…ma male male!

  5. Approfitto del fatto che gli insulti dei grillini non sono ancora arrivati per dichiararmi in disaccordo.
    Cioè, è vero che la politica è (anche) ideologia, ma spesso dietro all’ideologia si nasconde solo l’interesse personale, soprattutto oggi e soprattutto in italia.
    A mio avviso abbiamo bisogno di persone come queste, almeno per un pò.
    Magari poi scopriamo che in fondo un’ideologia ce l’hanno pure loro, e comunque non saranno loro ad impedirci di tornare ai partiti ideologici quando si saranno ripuliti da dinosauri ed affaristi.
    In fondo il vero problema italiano è che siamo un paese feudale, e troppi italiani si sentono servi della gleba: costretti a votare il satrapo di sempre per paura e/o ottenerne i favori, l’ideologia è solo una bella bandiera da sventolare alla fiera del congresso.

    • Stefano, secondo me il “problema” non è la mancanza di ideologia ma di una visione globale della società che vada oltre la “politoclastia”, per così dire.
      Gran parte del programma di Grillo si declina con “abolizione di/del…” il che non è negativo di per sè ma per il fatto che non è seguito da proposte altrettanto valide.

    • Stefano scrive:”Magari poi scopriamo che in fondo un’ideologia ce l’hanno pure loro…”
      Non è meglio sapere le loro ideologie PRIMA che entrino in parlamento? Io ho letto l’intervista del capolista M5S in Lombardia, un certo Vito Claudio Crimi.
      Propone una specie di esproprio proletario dell’ILVA, e sul lavoro dichiara candidamente di non essere ferrato.

  6. Io, diversamente dagli altri commentatori, la leggo spesso e quasi sempre mi trovo d’accordo con lei (anche in questo frangente).
    E’ un problema?

    🙂

  7. Hai parzialmente ragione, prima di criticare aspettiamo di leggere il loro programma elettorale e poi, personalmente, voglio proprio vedere chi propone il Pd alle loro “parlamentarie”…

    ciao!

    • Nonostante stiano invitando la gente ad iscriversi al movimento per votare un nuovo programma, un programma c’é giá. Ed é sufficiente per muovere un bel po’ di critiche al movimento.

  8. Non é sufficiente essere brave persone. è sicuramente un buon inizio, ottimo, direi. che mette – forse – al riparo da possibili contaminazione da doppi interessi, almeno in una fase iniziale. ma non é sufficiente. tanto più che il tutto pare essere connotato dallo slogan: saremo il “megafono del movimento”. Ma allora il valore aggiunto delle diverse identità e professionalità di futuri governanti dove va a finire? dove vanno a finire le expertise delle persone che dovrebbero guidare un paese? dobbiamo affidarci ad una moltitudine di persone oneste senza considerare le loro capacità e competenze peculiari? non é mia intenzione essere offensivo nei confronti dei singoli ma mi pare che (al di là delle critiche alla trasparenza del processo) vengano individuate le persone solamente attraverso il criterio della capacità di comunicare idee accattivanti, magari interessanti, ma senza un sistema che le organizzi in un pensiero complesso, articolato. ma non era quella cosa che ci ha accompagnato per un ventennio, anzi due?

  9. Finché non ci sono grillini incazzati ne approfitto per chiarire un paio di punti che mi lasciano perplesso:
    prendersela con la gente che è stata in galera e che ora siede in parlamento è sacrosanto in questo momento storico, ma in una prospettiva più lunga è molto pericoloso. Non serve ricordare che Pertini se ne è fatta di galera, per ricordare che la possibilità di eleggere anche una persona in galera serve per riequilibrare i famosi 3 poteri e toglierne un po’ a polizia e magistratura, che quando ne hanno troppo non è una cosa buona.
    E’ il popolo che dovrebbe sapere che può avere un senso eleggere chi è finito in galera per aver combattuto i fascisti, o magari per aver portato avanti una sacrosanta battaglia politica; mentre ha meno senso eleggere uno che è finito in carcere per corruzione.
    Purtroppo Grillo è più interessato alle scorciatoie, un po’ come chi ha votato Berlusconi all’inizio perché appariva un’utile scorciatoia.
    Anche sul far uscire chiunque dopo 2 legislature mi pare demente: me interessa che chi mi governa sia onesto e capace, non che sia un frescone che si fa inchiappettare dal Marchionne di turno.
    Questa idea del fuori in due legislature mi ricorda l’idea di Wharol del quarto d’ora di celebrità che non si nega a nessuno: il lavoro del politico non è visto come un servizio altamente professionale ma come quella serie di privilegi e stipendi spaventosi che è diventato ultimamente.
    Grillo (e il movimento che ci sta attorno) non si preoccupa di farlo tornare un serio servizio alla comunità, ma coglie consensi proponendosi di distribuire i suddetti regali ad una platea più ampia, diminuendo il tempo di godimento pro capite.

  10. Quando si parla di politici si cita sempre l’onestà come condizione necessaria ma non sufficiente a farne uno buono. Se il politico, per eccellenza il parlamentare, è chiamato a contribuire a fare le leggi che servono per il Paese, non si richiede anche che abbia un pò di intelligenza? Magari intesa come capacità, superiore alla media, di comprendere le cose, i fatti che lo circondano ? A giudicare dai nostri cari on. & sen, mi pare che questo requisito sia stato del tutto ignorato.

  11. comunque ‘fuori dalle balle chi pensa che io sia un antidemocratico’ è un paradosso stupendo.
    Mi spiace per Grillo, ma è appena tornato in campo il suo rivale principale.

  12. Da un anno incombono su di noi un po’ di signori grigi e perbene,che non fanno bunga bunga.
    In compenso fanno altre cose:succhiano risparmi,progetti,sogni, dignità,sangue,vita a un sacco di italiani,quelli più indifesi,più fragili,più onesti,più poveri.
    I risultati di questo immenso sacrificio rituale sono i seguenti:
    -impennata vertiginosa del rapporto debito/PIL;
    -aumento continuo e inarrestabile del debito pubblico;
    -disoccupazione alle stelle e in continuo aumento;
    -recessione ai livelli più alti nel mondo;
    -pressione fiscale la più alta nel mondo (per chi paga le tasse,si supera il 65%);
    -progressivo disfacimento di ogni forma di welfare.
    Ecco,magari Grillo non basta,posso convenirne,ma pericoloso non lo definirei proprio.
    Altri sono i pericoli,letteralmente di morte,che ci sovrastano.
    Che si fa? Ce la prendiamo con Grillo che,quanto meno,può essere un valido ammortizzatore sociale?

  13. Come se potesse capitarci di peggio di quello che ci capitera’ con questa banda di farabutti.
    Ideologie? Roba per tempi migliori. Qui si tratta di avere persone oneste che con i progetti di acquisto di 120 F35 ci si puliscono il culo, che la TAV li fa inorridire, che la privatizzazione di acqua e servizi pubblici non la approverebbero mai.
    E poi che cacchio di ideologia avranno mai merde come Bersani, Berlusconi, Casini e Co? A parte, ovviamente, quello di mangiarsi tutto quello che abbiamo.
    Non ci vedo nulla di male a votare per UnOminoQualunque che si sentira’ eletto per rappresentarmi e non per volere divino.
    Quello che io temo? Che siano facilmente comprabili sul medio-lungo periodo.

    • La candidatura di Cicciolina, almeno nelle intenzioni, aveva un significato preciso: sul quale si può essere o non essere d’accordo (sentire cosa ne dice Luigi Manconi, ad esempio, prima di giudicare frettolosamente), ma è cosa ben diversa da quella che si dice qua. Dopodiché, se vogliamo fare di tutta l’erba un fascio per confutare un’idea generale attraverso un esempio singolo possiamo pure farlo. Ma è un esercizio che a mio parere lascia davvero il tempo che trova.

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