un blog canaglia

gay-marriage

No. Nessuna funzionaria americana è stata arrestata in nome del matrimonio gay

in giornalismo/società by

Probabilmente sarete già stati subissati, come me, dalle grida allarmate sulla povera funzionaria del Kentucky arrestata perché si rifiutava di mettere in atto la decisione della Corte Suprema, che rende legale il matrimonio omosessuale in tutti gli Stati Uniti.

Sentiremo reazioni isteriche di allarme contro lo Stato Etico, la “Dittatura-del-politicamente-corretto”™, i progressisti che in realtà sono fascisti perché impongono con la forza le proprie idee agli altri.

Negli Stati Uniti chi non vuole i matrimoni gay va in galera…

Ovviamente si tratta di una cazzata: la tizia non è stata arrestata perché non gli piace il matrimonio omosessuale, è stata arrestata perché non ha rispettato l’ordine di un tribunale. A differenza che in Italia e in altri Paesi di civil law, negli Stati Uniti si può essere sanzionati anche con la galera per contempt of court.

Avete presente quando nei film americani il giudice minaccia: “la faccio arrestare per oltraggio alla corte”? Ecco, il contempt of court è questa cosa qui: è un illecito grave mancare di rispetto a un tribunale, come ad esempio nel video qui sotto, dove un imputato in un processo ha insultato il giudice e per questo è stato seduta stante condannato a 60 giorni di carcere per contempt.

https://www.youtube.com/watch?v=woT39N57pcY

Ma si può essere condannati per contempt of court non solo per aver presto a maleparole il giudice ma anche perché ci si rifiuta di obbedire a un ordine legittimo di una corte. Ed è esattamente quello che è successo alla funzionaria del Kentucky. Nessuna dittatura, insomma, ma semplice rispetto della legge. Ditelo a il Foglio prima che facciano un inserto speciale su questa nuova eroina della libertà di pensiero.

Santé

 

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

8 Comments

  1. Cara Absinthe, pero’ anche voi non datevi le bottigliate nelle palle da soli.
    Se devi mettere un link ad un titolo, sceglilo magari fra quelli del Giornale o di Libero.
    Il trafiletto di Internazionale e’ titolato invece: “Arrestata la funzionaria statunitense che rifiuta di celebrare le nozze gay.”
    A me personalmente non pare che il titolo sopra faccia pensare che l’arresto sia stato direttamente causato dal rifiuto di celebrare le nozze gay.
    Tanto e’ vero che, nel secondo dei due periodi che compongono lo stesso trafiletto, viene indicato che la permanenza in carcere e’ dovuta all’inottemperanza alla sentenza della Corte Suprema.
    Il senso del tuo post e’ chiaro e l’indignazione e’ altrettanto condivisibile, pero’ il caso a cui attaccarsi non e’ del tutto appropriato.

    • Caro Dario, tu hai ragione, ma innanzitutto potremmo provare un certo gusto a darci bottigliate in zona inguinale. In secondo luogo, le prime reazioni allarmate che ho visto ieri notte erano diversi status di Facebook, solo oggi sono usciti gli ineffabili articoli giornalistici sul punto.

  2. È vero, “nessuna funzionaria americana è stata arrestata in nome del matrimonio gay”. Però una funzionaria americana si è fatta arrestare in nome della lotta contro il matrimonio gay. Non è poco.
    Attenzione: anche a me questa persona fa letteralmente ORRORE, tuttavia la sua è una degnissima forma di disubbidienza civile, la stessa usata dai radicali italiani da decenni per lotte infinitamente più degne e da tanti altri prima di loro.
    Quindi è sacrosanto che di fronte a questo fatto si sollevi il polverone e si accenda la discussione. E poco importa da che lato si alza la polvere. È fondamentale alzare i toni su questo tema soprattutto in Italia dove abbiamo un deficit assurdo su questa questione, e dove si intravvede finalmente la possibilità di portare a casa le unioni civili.

  3. A dire il vero nella maggior parte dei titoli che ho letto, la notizia era abbastanza chiara: nessun “complotto” stavolta, è invece questo articolo ad essere inutile.

  4. Giusto per tarare, su una qualunque metropolitana americana trovi il cartello:
    Chi fuma e’punibile con $xxx dollari di multa, xx giorni di carcere o entrambi.

  5. magari prima di scrivere un articolo del genere ci si poteva informare sull’esistenza nell’ordinamento italiano dell’art. 650, c.p.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from giornalismo

Go to Top