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Nichi Vendola in una foto di archivio . 
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Nichi Vendola, un vero leader

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Se crediamo che un vero leader guidi non con le parole ma con l’esempio, Nichi Vendola, in queste ore, si è manifestato come leader più che in tutta la sua precedente carriera politica.

La nascita del figlio del proprio compagno, avvenuta grazie alla maternità surrogata, è, appunto, il perfetto esempio del fatto che, in un (mi scuso per i termini) “mondo globalizzato”, una legislazione restrittiva ha effetto solo su chi non può permettersi di aggirarla andando all’estero.

Perché sia chiaro a tutti che Vendola e il suo compagno non hanno violato alcuna legge visto che a) la normativa americana concede e regolamenta la gestazione conto terzi e b) il padre biologico del bambino è il compagno di Vendola (di cittadinanza canadese). Esattamente come tutti coloro che vanno a prostitute in Olanda, ad abortire in Svizzera, a fare la fecondazione assistita in Spagna e a suicidarsi (di nuovo) in Svizzera. Tutto questo in totale sicurezza fisica e sanitaria, con il necessario conforto psicologico e, sopratutto, in un clima di perfetta normalità lontana anni luce dagli inquisitori da operetta di casa nostra.

E invece i poveri si attaccano al cazzo (scusate per la parola “poveri”, so che non siete abituati): le loro prostitute sono delle schiave, farsi le canne arricchisce la mafia, l’aborto si fa nei cassonetti o in casa di qualche macellaio (a proposito, sapevate che il governo ha depenalizzato l’aborto clandestino ma ha alzato la sanzione amministrativa da 51 a 5000 euro PER LA GESTANTE?), se non puoi avere figli prendi il numeretto e aspetti (e aspetti, e aspetti, e aspetti), e se sei inchiodato al letto, non preoccuparti che qualcuno ti porterà da bere anche se non vuoi.

Metteteci anche che se puoi permetterti passaporto e albergo qualsiasi paese al mondo ti accoglierà a braccia aperte* ma se per caso non è così ti aspettano recinzioni e mazzate.

Quindi grazie mille Nichi: ci hai dimostrato meglio di chiunque altro che l’Italia non discrimina in base a religione, razza, nazionalità o orientamento sessuale ma solo in base al censo. Mi sa che è la cosa più di sinistra che hai fatto in vita tua.

*per modo di dire: mia moglie, cittadina russa trasferitasi in Italia per motivi di lavoro all’interno della stessa azienda multinazionale, è dovuta andare una volta l’anno qui per farsi prendere le impronte digitali nell’evenienza che accoltelli qualcuno.

14 Comments

  1. Non credo ci saranno articoli sullo stesso tono quando la Bonino (poraccia, a lei i migliori auguri) andrà probabilmente a morire in Svizzera invece che rimanere a soffrire fino all’ultimo secondo in Italia per protestare come ha sempre fatto contro uno Stato clericale.

  2. tristi quei bobboli che si fanno circonvenzionare dai comunicatori in abiti o no cerimoniali.
    Per i mortidifame poi è sempre stato triste: sine pecunia, imago mortis.
    Almeno NOI del partito degli under 70.000 concedendo l’onere del voto solo a coloro che versano contributi all’inps, tagliamo gran parte di parassiti dalla possbilità di scegliere il nostro futuro

    • La prima parte temo che sfugga alla mia comprensione: in particolare non ho idea di cosa sia un bobbolo.
      Nella seconda mi sembra di scorgere una proposta per negare il diritto di voto a chi non versa i contributi all’INPS (anche se mi sfugge chi sia il partito degli under 70.000) cosa che mi sembra piuttosto contraria al principio democratico (quindi gli studenti universitari e i disoccupati non dovrebbero votare?) e in ogni caso per nulla pertinente all’argomento del post.

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