un blog canaglia

Nessuna ragione di esistere

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Il paradosso, e mi spiace davvero che molti dei nostri amici pentastellati si ostinino a non vederlo, è che il Movimento 5 Stelle afferma da sempre, tra l’altro con una certa decisione, che la sua peculiarità consiste nel saper ascoltare la volontà del “popolo”; che la Camera, il Senato e i “palazzi” in genere non sono luoghi di democrazia, ma oscuri e incancreniti covi del più bieco “potere”, di tal che è necessario tornare a raccogliere il parere dei cittadini, delle persone, della “gente”, per comprenderne le esigenze e tradurle in legge. Al punto che, com’è noto, i parlamentari del Movimento si autoproclamano “portavoce”, con ciò volendo rimarcare, anche a scapito delle norme di legge sul divieto di mandato imperativo, il loro ruolo di semplici “esecutori” al servizio della volontà popolare.
Ebbene, alle ultime elezioni il Movimento 5 Stelle è stato votato da una cosa come quasi nove milioni di persone.
A questo punto la domanda che sorge spontanea è: chissà come le consulteranno, quelle persone. Chissà quali sofisticati strumenti avranno inventato, e poi dispiegato in modo capillare sul territorio nazionale, per dare voce a tutta quella gente. E la risposta è: lo facciamo via web.
Però si sa, mica tutti hanno internet. O magari ce l’hanno, ma non lo usano con disinvoltura. Oppure, semplicemente, non gli va di usarlo e basta. Dico, sarà legittimo non voler usare internet, no? Cioè, il voto di quelli che non vogliono usarlo, sia pure per un capriccio personale, sarà valso al Movimento tanto quanto quello degli altri, o sbaglio? Insomma, se lo sono preso, quel voto, mica lo hanno rispedito al mittente.
Sapete qual è il risultato di tutto ciò?
Il Movimento 5 Stelle, la cui pressoché unica ragione di esistere è proprio il riavvicinamento dei cittadini alla politica e l’abbattimento della democrazia rappresentativa a beneficio di quella diretta, prende le proprie decisioni consultando ogni volta (e succede molto spesso) una cosa come ventimila cittadini dei nove milioni che l’hanno votato. Che, divisioni alla mano, significa lo 0,2%.
Perbacco, e gli altri? Come dite? E’ troppo difficile consultarli? Be’, scusate ma questi sono cazzi vostri. Siete voi che vi riempite la bocca dalla mattina alla sera con la “bufala” (perché, dati alla mano, non c’è altra parola per definirla) secondo la quale le decisioni dei vostri parlamentari (pardon, “portavoce”) sono ispirate alla volontà del “popolo”: allora, scusate tanto, o trovate un modo per consultarli tutti, oppure piantatela di dire fregnacce.
Piuttosto, riflettete su un fatto: se siete dove siete esclusivamente perché vi proclamate i “portavoce” del “popolo”, e poi pensate di cavarvela con dei simulacri di consultazioni che di quelle “voci” ne ascoltano una su cinquecento, significa che siete dove siete senza alcun motivo ragionevole.
Poi fate voi.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

22 Comments

  1. Se vuoi possiamo aggiungere che:

    – non esiste una certificazione terza del risultato del metodo delle votazioni sul server
    – che il server ed il sistema di voto sono “chiusi, non controllabili” e di proprietà di uno dei 2 proprietari del partito (la piattaforma “liquid feedback” promessa anni addietro non è MAI stata implementata ed è stata abbandonata a favore di una soluzione fatta in casa)
    – che i quesiti possono essere posti solo da 1 persona (quello che è proprietario del partito ma si autoproclama megafono)
    – che i quesiti spesso sono posti in maniera quantomeno opinabile (vedasi consultazioni per l’alleanza con farage)
    – che spesso il “megafono” detta cambi di linea politica sul blog senza consultarsi con nessuno ( vedasi il bluff dell’apertura al dialogo col pd sulla legge elettorale).

    Se pure consultassero tutti i 9mln di elettori a queste condizioni sarebbe comunque un bluff.
    (ed è un peccato: le potenzialità per qualcosa di dirompente ci sono)

    • Ah.. dimenticavo.. in quale forma di “democrazia diretta” il risultato di una votazione sarebbe:

      “favorevoli alla proposta di BEPPE” contro “contrari alla proposta di BEPPE”?

  2. Bello giocare con i numeri! In effetti vi danno ragione!! Ma la gente che vota i pentastellati si presenta numerosissima ai meetup che i ragazzi continuano a fare continuamente nelle piazze italiane. E cosa si fa secondo voi in quelle piazze?? Tarallucci e vino?? Beh forse quello 0,2 è poco a guardare i numeri, ma se di informazione corretta e democratic volete parlare cominciate a parlare di cronaca vera…cominciate a guardarli da vicino questi nostri portavoce al governo e forse vi accorgerete che tutta questa fuffa che vi ostinate a dipingere non sono.

    • “Giocare coi numeri”? Ma siete voi, che “giocate” coi numeri. Siete voi, che continuate a sbandierare ‘sti ventimila come se fossero chissà quale vanto. Siete voi, che li presentate come icona della vostra “democrazia diretta”. Allora piantatela, con questa roba delle consultazioni online, e soprattutto piantatela di far finta che siano quello che in effetti non sono.

      • Infatti…sono molto di più! Ma non conviene vederlo. Ad es: dov’è il dimezzamento dei parlamentari promesso da Renzi? E quello degli stipendi? Boh io non ne vedo traccia, anzi si sta facendo di tutto per far rimanere una camera il più fortemente composta da gente con una fedina penale da far invidia al peggiore dei malviventi. Trasparenza?? Ma di chi?? Per me contano i fatti, non i numeri. E i fatti mi dicono che in Sicilia, dove vivo, gli eletti del movimento hanno raccolto almeno 1.500.000 di € da destinare alle piccole e medie imprese. Non ho visto un euro dato dal Pd. Se lo tengono stretto e la gente muore di fame. Ma dov’è Renzi quando la gente non arriva neanche al 15 del mese?? Cosa hanno fatto gli 80€ all’economia?? Il solletico!!! 80€ lorde non sono neanche una spesa all’hard discount per una famiglia. Evidentemente chi parla e chi scrive non sa di cosa parlo altrimenti, ne sono certa, non perderebbe il tempo a parlare del 0,2%!

    • “E cosa si fa secondo voi in quelle piazze??” – qualsiasi cosa (meritoria) si faccia è inficiata dal fatto che poi a decidere son sempre quei 20.000 (solo quando danno ragione a Beppe, altrimenti ci sono i PS come per farage) e che la piattaforma su cui decidono è gestita a mo’ di scatola nera dall’altro guru del movimento.

      Ripeto: le intenzioni e le potenzialità sono enormi, ma implementato così ha la stessa affidabilità dei sondaggi sugli arbitri in “forzajuve.it” o di quelli sui magistrati nelle mailing-list di forzaitalia.

    • anche i circoli PD sono pieni di gente che fa politica. (e le primarie, nel bene o nel male raccolgono un po di gente in più).

    • Piazze piene urne vuote…
      I portavoce del M5S in Parlamento sono degli incapaci votati da 4 gatti alle parlamentarie.

  3. Da tutti ci si può aspettare una critica alla democrazia diretta, ma vedersela arrivare da un radicale che ha passato la vita a raccogliere firme per i referendum, o per leggi di iniziativa popolare appare proprio paradossale.

    O vogliamo dire che i referendum e le leggi di iniziativa popolare non sono uno strumento di democrazia diretta?

    O vogliamo dire che se tanti referendum falliti non avessero avuto bisogno del quorum, non ti saresti portato a casa il risultato.

    O vogliamo dire che ogni volta che un referendum è fallito per non aver raggiunto il quorum, siete spuntati voi a dire:”…e si però la maggior parte di chi è andato a votare dava ragione a noi”.

    O vogliamo dire che dopo ogni/qualsiasi risultato elettorale, sbuca fuori quello che dice che quella data percentuale di quel dato partito che ha ricevuto più voti di tutti è falsato dall’astensionismo.

    …o vogliamo continuare con gli esempi di retorica mistififcatoria della quale tu sei – lo ammetto – maestro?

  4. Non trovo questo argomento particolarmente convincente, perché se si guarda il panorama politico da una certa distanza e si fa il paragone cone le altre forze politiche, allora le cose appaiono subito sotto una luce piuttosto diversa. Si prenda, ad esempio, il primo partito italiano – quello presumibilmente più “democratico,” a stare al nome. Ebbene facciamo gli stessi conti e vediamo qual è il risultato. Alle ultime politiche il PD è stato votato all’incirca da dieci milioni di cittadini. In quanti decidono la linea politica? Dunque la Segreteria è comporta da una decina di membri, mentre la Direzione da circa centocinquanta. Siamo dunque tra lo 0,000001% e lo 0,000015%. Da cui risulta che il M5S ha livello di democraticità maggiore di diversi ordini di grandezza rispetto a quello del PD: all’incirca diecimila volte più democratico, stando a questi conti.
    Se poi vogliamo mettere in discussione questo presunto indice di democraticità in termini assoluti, non sarò certo io a fermarvi. In effetti, perché mai un cittadino che dà il proprio voto ad un partito in una certa occasione elettorale dovrebbe sentirsi impegnato a partecipare alle decisioni politiche di quel partito? Chi è interessato partecipa, per esempio, iscrivendosi al partito. Ecco, il rapporto tra dirigenti e iscritti mi parrebbe una misura più corretta della democraticità di un partito in termini assoluti. Il risultato comparativo tuttavia temo che non differirebbe di molto.

    • Matt, non ci siamo capiti. Quello che dici sul PD è vero, e i calcoli sono corretti. Il punto è che il PD non sostiene, come invece fa il M5S, di aver implementato la democrazia diretta e di decidere dopo aver ascoltato il “popolo”. Né i suoi parlamentari si dicono “portavoce”. Dico, è chiara la differenza?

      • Questa poi!!
        Capriccioli, lei DAVVERO non si è accorto che il mostriciattolo della Provvidenza e i suoi sgherri al seguito ci ripetono ad ogni ora del giorno e della notte, a reti unificate, a radio unificate, a giornali unificati, che quello che stanno facendo (vale a dire: portarci in fondo al baratro della disperazione economica e sociale e darci, ‘in compenso’, la riforma del Senato e la Costituzione sfigurata) lo fanno perché “ce lo chiede FORTEMENTE quel 40,8% che ci ha votato”?

        Non si chiameranno ‘portavoce’, ma che cosa vuol dire quel “ce lo chiede il popolo che ci ha votato, e PERCIO’ quello che facciamo è giusto”, ossessivamente ripetuto con una violenza demagogica rivoltante, se non che decidono ‘dopo aver ascoltato il popolo’?

        “E’ chiara la differenza”? Sì, certo, la differenza, chiara, anzi, abbagliante, è nei contenuti.
        Devastanti i provvedimenti che il PD sta attuando “in nome e per conto del popolo”: di un popolo anestetizzato che a settembre si risveglierà con le istituzioni democratiche distrutte e con una manovra da 50 miliardi, con probabile prelievo forzoso da conti correnti.
        Molto diverse le proposte di un movimento che non fa riforme istituzionali in combutta segreta con ladri, truffatori, pregiudicati e condannati per mafia, e soprattutto combatte la politica predatoria del PD.

        Ma di contenuti, si sa, da queste parti si preferisce non parlare.

    • Concordo.

      A questi attacchi al MS5 si potrebbe tranquillamente rispondere: ma da che pulpito?

      La sinistra ha in mano tutto nella segreteria di partito, che tutto è tranne che trasparente.
      La destra, vabhe, non vale nemmeno la pena parlarne.

      Prima di criticare, sarebbe il caso di fare un’analisi comparata. Dire “PD non sostiene, come invece fa il M5S, di aver implementato la democrazia diretta” mi sembra piuttosto infantile come argomento.

      Io sono contrario alla democrazia diretta, ma le critiche “assolute” e non comparative sono chiacchere da bar, così come i numeri senza un metodo.

      Salut

      • Non è assolutamente infanitle.
        Se il M5S dice di esere diverso dal PD, lo deve dimostrare coi fatti.
        Invece le consultazioni sul blog di Grillo dimostrano che anche gli elettori del M5S delegano ai loro esponenti politici, quindi nella migliore delle ipotesi il M5S fa schfo quanto il PD:

        • I casi sono due, o si critica il concetto di democrazia diretta oppure si critica il grado di implementazione della stessa. Gli argomenti esposti non fanno ne l’una ne l’altra cosa. Per questo sono infantili, o più propriamente “faziosi”. Le critiche fatte in questi termini rivelano solo la contrapposizione ideologica che non ha bisogno di alcuna giustificazione, in quanto siamo liberi di scegliere chi ci piace o no senza dare spiegazioni

      • La differenza è chiara – come è chiaro il fatto che il M5S sta certamente “ascoltando” il popolo e “portando la sua voce” in Parlamento in una misura qualitativamente diversa, e maggiore (bene o male che sia), di quanto lo faccia il PD. Dopodiche è chiaro che se si fissano standard irraggiungibili (tutti gli elettori dovrebbero partecipare alle decisioni), poi è difficile esserne all’altezza. Per il M5S si tratta in fondo di un ideale regolativo – di un traguardo che segna la via della partecipazione diretta che ci si propone di raggiungere. Pretendere che sia raggiunto da subito è la premessa di una critica piuttosto debole perché travisa il senso di ciò che intende criticare.

  5. Ho letto il post e non posso fare a meno di farti notare un errore grossolano.
    I parlamentari del m5s si definiscono “portavoci del m5s” e “portavoci degli iscritti”, che poi è la stessa cosa. Io non li ho mai sentiti definirsi “portavoci del popolo”, il massimo che ricordo sono le loro affermazioni di ambire a rappresentare il popolo (con il famoso 100% o 51%). Ambizioni legittime di chiunque aspiri a rappresentare una fetta di popolazione. Fino a prova contraria il m5s è formato dai militanti, la maggior parte presubilmente iscritti al sito di votazioni. Quindi laddove si fanno latori dei risultati delle consultazioni hanno ben diritto a definirsi “portavoci del m5s”. Si può essere d’accordo o meno, ma tutto il post si basa su una affermazione falsa e tendeziosa come molti degli argomenti portati contro di loro. Peccato, perchè se si criticassero con spirito costruttivo potrebbe venirne fuori discussioni veramente interessanti. Finchè vi fermerete al “grano Saraceno” o agli errori grammaticali o alle sirene o ai microchip o a cazzate varie temo non ci sia niente da fare.
    Così però perdiamo tutti.

  6. dialettica pura. chissenefrega della democrazia diretta, sarebbe già tanto mettere in atto quella “tradizionale”. Il M5S rappresenta per me l’unica strada percorribile attualmente (e se a volte si dà titoli non proprio veritieri pazienza, nulla in confronto ai crimini che stanno compiendo gli altri partiti), cosa ci sia in fondo non ci è ancora dato sapere visto che per adesso è stato all’opposizione. Beppe è stato un grande perché megafono senza il quale non sarebbe decollato nulla. mi fa piacere parlarne al passato prossimo perché adesso è giusto che il movimento si affermi come qualcosa di complesso ed articolato e possa fare la sua parte nella politica italiana

  7. Purtroppo ai Grillini non riesce l’autoanalisi e l’autocritica: ad ogni (sensata) critica al loro “modus operandi” parte subito “e allora il PD?” #eallorailPD

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