un blog canaglia

Nella merda

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Vediamo un po’: Skype esiste dal 2002. In dieci anni milioni di persone lo hanno usato quotidianamente per chattare, fare riunioni, litigare, parlare d’amore, tenere dibattiti politici, salutare familiari e amici che vivono all’altro capo del mondo, perfino per spogliarsi e fare sesso virtuale. Miliardi di conversazioni, tutti i giorni.
Adesso moltissimi ce l’hanno sul telefonino, Skype, così volendo possono chiamarsi dall’Australia al Brasile mentre camminano per strada, viaggiano in autobus, fanno la coda in un fast food.
Nel frattempo Skype è stato affiancato da altre applicazioni tipo Viber, anch’esse facilmente e gratuitamente installabili nei cellulari, di tal che chi vuole comunicare con qualsiasi punto del pianeta senza spendere un soldo oltre alla connessione internet ha pure l’imbarazzo della scelta.
Ecco, quando succede che in una singola scuola di un paese -mica in tutte, eh- si introduce “in via sperimentale” (capirai, che esperimento) una roba che per i privati cittadini è ormai banale da un decennio, e la notizia è così inconsueta che viene -comprensibilmente- perfino data dai giornali, significa una cosa sola: quel paese è nella merda.
Saluti.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

4 Comments

  1. Messa giù così non è del tutto esatta. Il colloquio coi professori via Skype sarà una cosa inedita, ma posso assicurarti che dal 2004 questo strumento (e molti altri) viene usato per progetti di gemellaggio online fra scuole di tutta Europa.
    Cioè, la scuola italiana è messa male, ma ci sono anche tante cose che funzionano e ottime pratiche.

  2. Insomma, senza scomodare skype i colloqui si potrebbero fare anche per telefono: per questo la scuola italiana è nella merda perché da 40 anni i telefoni sono diffusi in tutte le case ma le scuole non li usano? Si sono mai lamentati i genitori perché devono andare a scuola invece di parlare con i prof per telefono?
    Dai Capriccioli, non cercare lo scandalo a tutti i costi, fino ad ora il contatto di persona è considerato superiore agli altri, per cui altre modalità di “contatto” non sono neanche considerate.
    Te lo dico io che faccio l’insegnante alle superiori da più di 20 anni, da parecchio la mia mail di istituto è ben nota, la pubblicizzo sempre per fargli evitare di perdere tempo, ma se mi credi due soli genitori mi hanno contattato via mail, gli altri o vengono di persona oppure non vengono proprio.
    Faccio notare che sto in una scuola tecnologica, i colloqui con i genitori vengono prenotati sul sito della scuola (tra l’altro con un’applicazione web sviluppata dagli studenti 🙂 ), ma i genitori insistono per venire di persona.
    Credi che “la soluzione” sia aggiungere il video all’audio? per la mia esperienza d’uso di skype direi proprio di no…
    Ci dobbiamo lamentare di qualcosa? e di grazia, di cosa? Forse del fatto che l’Italia in genere è poco disposta ad usare gli strumenti informatici per evitare di bruciare petrolio…

    • Mmh, credo ti sia sfuggito il senso dell’articolo: il fatto non è “il paese è messo male perché i genitori preferiscono incontrare i professori di persona che su skype”. Il fatto è “il paese considera una rivoluzione epocale usare skype, neanche stessero provando il teletrasporto su Marte”. Neanche si dovrebbero spendere parole per una boiata del genere: è un po’ come dire “grande sperimentazione, il gesso viola sulla lavagna”.

  3. Non si misura la qualità del sistema scolastico sul fatto che si usi skype.
    Dai non cadiamo nel tranello essere social a tutti costi e se non lo sei allora sei indietro.

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