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Nel calcio il superfluo non è necessario

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Racconta Josè Mourinho:“(…)Andammo a Kazan per la Champions League ed in quella partita avevo tutti gli attaccanti infortunati, non c’era Milito, non c’era Eto’o… ero davvero nei guai e Balotelli era l’unico attaccante. Mario prende un cartellino giallo al minuto 42-43. Così quando siamo tornati negli spogliatoi nell’intervallo ho passato 14 dei 15 minuti a parlare solo con Mario. Mario, non posso sostituirti, non ho cambi, non ho attaccanti in panchina. Non toccare nessuno, gioca solo con il pallone, quando perdiamo palla nessuna reazione… se qualcuno ti provoca nessuna reazione… se l’arbitro fa un errore nessuna reazione.. Mario per favore.. Primo minuto secondo tempo: Balotelli espulso.”

Poi qua troviamo Balotelli che litiga con Boban e marocchi. Qua butta a terra la maglia della propria squadra con la quale giocava dalle giovanili. Qui simula ed insulta l’arbitro. Qui altra simulazione. Qui guardate che combina con Felipe Melo facendo scoppiare una rissa furibonda in campo. Qua abbiamo Balotelli in Ferrari a Gallarate che sgomma in piena notte.  Balotelli sfascia la sua Audi R8 modello speciale e poi una Maserati. Balotelli va a Scampia dove spaccia per scherzo. Balotelli e la Fico. Balotelli che riconosce la figlia della Fico. Balotelli ha una nuova fidanzata. Balotelli ha chiesto alla nuova fidanzata di sposarlo. L’infanzia di Balotelli. “La concorrente del Gf2014, molto conosciuta nei più cool locali milanesi, ha dichiarato, nella nottata tra il 15 e il 16 marzo, di aver tradito il centrocampista dell’Inter Saphir Taider facendo sesso a quattro con i due fratelli Balotelli ed un’amica. I fatti risalirebbero ad una settimana prima dell’ingresso nella casa del Gf” E si potrebbe andare avanti per ore. Molte cose saranno vere, altre false, altre mere forzature mediatiche.

C’è qualcosa di male in tutto ciò? Assolutamente no. Il problema è Balotelli? No. Ognuno può e deve fare sempre tutto ciò che vuole. Se giochi a calcio, però, tutta sta roba, forse e nemmeno tanto, la puoi reggere, che ne so, solo se sei George Best o Maradona. La colpa dell’eliminazione del mondiale è sua? No. La squadra non brillava per campioni e fuoriclasse. Ma caricare Balotelli di tutta questa attenzione ed attesa, è stata una scelta sensata? E perché è successo?

Prandelli, dimettendosi, ha dichiarato che il suo progetto tecnico è fallito e che tale progetto era incentrato su un giocatore in particolare: Balotelli. Balotelli come se fosse Van Basten. Nessuna nazionale ha mai avuto un progetto tecnico basato su un giocatore solo. Nemmeno quando ci stavano Meazza, Baggio, Vialli, Rivera, Totti, Del Piero. Forse nemmeno l’Argentina di Maradona si è permessa una roba simile. Nemmeno  quelle pippe degli svedesi adesso che hanno Ibra incentrano su di lui un progetto tecnico. Balotelli si. E che cosa ha vinto mai questo giocatore per meritarsi cotanta attenzione e responsabilità? E’stato mai capocannoniere del campionato? Quest’anno con la squadra del proprio club quali risultati eccellenti ha raggiunto? Ci ricordiamo qualche sua prestazione particolare?

A conti fatti, tralasciando commenti e valutazioni su scelte tattiche etc etc, sembra che di questa sua avventura come Ct della nazionale, l’obbiettivo/obiettivo e la sfida più importanti per Prandelli non erano vincere le partite ed andare avanti nelle qualificazioni, ma salvare dalle proprie insicurezze e dalla trappola dei propri capricci un ragazzo con del talento ancora confusamente espresso, recuperare un tipaccio fragile e difficile con problematiche caratteriali e riportarlo alla giusta maturità e strada maestra. Una volta fatto ciò le vittorie sarebbero arrivate da sole. Come se la nazionale fosse divenuta un centro di rieducazione e non una squadra di calcio.

In realtà Balotelli non c’entra niente ed è solo la vittima della degenerazione inarrestabile di un sistema che ha perso ogni appiglio con la radice della sua essenza che è, appunto, l’essere un gioco. Questa storia ci consegna una verità bruttina e cioè che il calcio, ormai da un bel po’, è stato risucchiato dal superfluo che gli gira attorno, dall’indotto mediatico, commerciale, sensazionalistico e pubblicitario, che però con il ‘giuoco calcio’ non c’entrano niente. La magia, lo splendore di questo sport non sono le creste dei capelli o giocare con due scarpe diverse con i colori sgargianti, ma un rigore decisivo ad alta tensione cardiaca tirato con il cucchiaio, una parata impossibile da fare che invece d’improvviso si materializza come se in porta ci fosse l’uomo ragno, una verticalizzazione che si poteva fare solo avendo due occhi dietro le orecchie ed invece è stata fatta lo stesso. O anche un goal di mano, se la mano è de Dios.

Pacatamente, anche conseguentemente alla morte del tifoso napoletano sparato da un ultras fascista della roma vicino allo stadio prima della finale di coppa italia, ci siamo un pò rotti il cazzo di tutto questo inutile ‘eccedente eccessivo’ che ruota attorno alle partite di pallone. Il calcio, inteso come gioco e con le regole e le dinamiche relative che gli appartengono, vi piace? Riuscite a concepire il calciatore, scarso, picchiatore, portatore d’acqua, inconcludente, fenomenale e geniale che sia, nella sua specificità di esecutore di un gioco all’interno di una squadra di appartenenza e riuscite a valutarlo e considerarlo per questo e solo per questo e per niente più? Ok, se ne può parlare. Altrimenti andate a rompervi il culo da qualche altra parte.

Soundtrack1:’N.I.B.’, Black Sabbath

10 Comments

    • “Và sparati LP”, invece, si può vedere eccome. Sarebbe anche un’ottima soluzione, credo. Non lo farai, quindi ci vediamo alla prossima correzione, professerina/o dei miei ‘giandebiagini’. 😉

  1. arrivato all’imperativo “andate a rompervi il…” sono risalito di qualche paragrafo e, si: c’era scritto davvero “problematiche”.
    vai, vai avanti tu; vai pure.
    (e portati il libero che ti gioca dieci metri dietro).

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