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Misoginia, questa sconosciuta

in società by

Conoscerete tutti, suppongo, l’odiosa vicenda dello scienziato Matt Taylor dell’ESA, al centro del mirino di una serie di insulti per aver indossato, durante un’intervista, una camicia considerata “sessista”, poiché raffigurava delle pin-up come mamma le ha fatte.

Ora, questo scienziato, si è scusato con [le donne? gli uomini? la comunità? Dio?], asserendo “Ho sbagliato, ho offeso molte persone.” (potete vedere il video qui ).

Io vi invito, prima di continuare nella lettura del mio post, a informarvi bene sulla faccenda, e successivamente a farvi una vostra opinione.

Una volta che sapete di cosa sto parlando, fermiamoci un attimo a riflettere.

Io credo che le persone, troppo spesso, utilizzino il termine “misoginia” senza nemmeno sapere di cosa diavolo stiano parlando.

Un qualsiasi vocabolario, o una formazione classica, vi informerà che il termine misoginia deriva dal greco, ed è composto dai termini “odio” e “donna”: un misogino, generalmente, è qualcuno che odia il genere femminile.

Non voglio, in questa sede, discutere sull’argomento che vedrebbe la nostra società una società misogina o maschilista. Questo lo lascio giudicare alla vostra esperienza e alla vostra personale opinione, perchè penso che sia un discorso molto delicato e molto lungo.

Quello che mi chiedo io è: quest’episodio non sarà mica la punta dell’iceberg di un atteggiamento sempre più volto a enfatizzare alcuni atteggiamenti maschili nei confronti delle donne? Voi pensate che potrebbe essere il contrario, e cioè che atteggiamenti all’apparenza innocui possano generare casi più gravi? Può essere anche questo. Tuttavia proseguo nel mio ragionamento.

A me sembra che, ultimamente e troppo spesso, si faccia riferimento ad alcuni fatti come se fossero degli esempi di quello che l’uomo, essere orribile che pensa solo al sesso e alle macchine sportive, può riservare a una povera donna indifesa.

Vi sembra un’esagerazione? Nah. Qualsiasi spunto è buono per vomitare odio sul fatto del giorno. Odio che genera poi una situazione che, almeno a me, è molto familiare: la genesi delle famose “differenze fra uomini e donne”.

“Noi donne siamo più sensibili”, “Noi uomini siamo più dediti all’amicizia”, “Noi donne sopportiamo meglio il dolore”, “Noi uomini perdoniamo più facilmente” e altre idiozie da medioevo che non starò qui ad elencarvi.

Come se nell’appartenere a un genere si dovesse redigere e firmare un atto in cui per tutta la via ci impegniamo a fare shopping o a occuparci di calcio. E questo è ciò che poi genera frasi come “Ma no! Sei una donna e ti guardi il calcio??? MA SEI DA SPOSARE!”; “Sei un uomo e ti piace andare per negozi?? MA TU SEI L’AMORE DELLA MIA VITA!”

Ecco, per me questo è il fulcro del problema. Convincersi che ci siano delle reali differenze, le quali però non vengono mai esposte in modo obiettivo: una donna, nel 90% dei casi, vi dirà che LORO sono più sensibili; un uomo, ugualmente, vi dirà che le LORO amicizie durano di più. Non si ammettono i propri difetti, ma soprattutto non si pensa a noi stessi come a individui, bensì come a un branco di persone i cui organi genitali ne determinano gli atteggiamenti e il carattere. Non so a voi, ma a me sembra piuttosto assurdo.

E alla fine, nel momento in cui uno scienziato mette la camicia con le pin-up* , all’opinione pubblica cosa balena in mente? Che l’uomo è un porco, che guarda i porno, e che per strada grida frasi sessiste alle donne. E mettersi la camicia con le pin-up è qualcosa di scandaloso, che merita delle scuse, altrimenti poi finisce che pure gli stupri vanno bene.

* Siamo d’accordo anche che se sei furbo magari eviti di indossarla in TV, perché ti puoi benissimo immaginare cosa accadrà dopo. Beninteso che per me avrebbe potuto pure indossare una tuta da Winnie the Pooh.

Per carità: che le donne, spesso, siano oggetto di discriminazione è un fatto. Ma è anche un fatto che ormai è sempre più sottile la linea che separa la consapevolezza di cos’è una vera molestia, la vera misoginia, il vero maschilismo da quella di atteggiamenti che non possono essere assolutamente considerati tali.

Cos’è la misoginia? Andatelo a chiedere alla mia amica che, al consultorio per un profilattico rotto, è stata trattata quasi come un’idiota che non sapeva quello che faceva dai medici (fra cui anche delle donne, peraltro) che non prendevano sul serio il suo diritto ad essere, quantomeno, ascoltata. E in quei casi ti senti frustrata e piena d’ansia, e non hai certo bisogno di avere un coacervo di imbecilli che ti fanno sentire una donnaccia.

Andatelo a chiedere all’autista dell’autobus che viene insultata perché “le donne non sanno guidare”.

Andatelo a chiedere a quelle che, per strada, vengono molestate verbalmente, ma SUL SERIO. A me è capitato, e non ho dovuto camminare per New York 10 ore, mi è bastato sedermi sull’autobus ed essere presa di mira da due cafoni.

La misoginia non è indossare una camicia con le pin-up, e io trovo assurdo che ci siano persone che l’hanno considerata un’offesa nei confronti delle donne, e che quest’uomo si sia dovuto scusare pubblicamente, dando ragione a un’opinione pubblica che, ai miei occhi, si fa sempre più incapace di pensare con la propria testa, ma che si attacca a quello che dovrebbe pensare per non apparire anch’essa sessista, maschilista o quant’altro.

Anche perché io vorrei chiedere, a chi si indigna per la camicia con le pin-up: quale sarebbe l’offesa nei confronti delle donne? Il fatto che siano viste come un oggetto? Siete sicuri di avere la coerenza necessaria per affermarlo? Siete sicuri che siano davvero questi gli episodi per i quali c’è bisogno di indignarsi?

Poscritto: è inutile che cominciate a incollarmi, nei commenti, articoli sulla violenza domestica o su cosa devono sopportare le donne tutti i giorni, perché il mio non è affatto un post che vuole dimostrare quanto le donne non abbiano bisogno di essere difese o di quanto per loro la vita sia facile e tranquilla.

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

38 Comments

    • Ma per favore, non tiriamo in ballo argomenti così seri in presenza di una semplice ed evidente totale mancanza di gusto nel vestire. Il nostro Matt Taylor probabilmente non si è neanche reso conto dell’obbrobrio che indossava e contava di fare un figurone per l’intervista vestendosi con gli abiti della festa.

  1. Ok, JJ, però non mi pare che la polemica sia scattata con l’intestazione “Il dr. Taylor è un pervertito”. A me sembra che il punto fosse proprio quel “fatto che siano viste come un oggetto” liquidato rapidamente in fondo. E l’unica obiezione che hai messo lì è “Siete sicuri di avere la coerenza necessaria per affermarlo? Siete sicuri che siano davvero questi gli episodi per i quali c’è bisogno di indignarsi?”. Se rispondo sì che succede?

    • Succede che magari mi sbaglio e la mia opinione un po’ estrema (lo ammetto) può cambiare se uno mi argomenta senza dire banalità della serie “GLI UOMINI SONO TUTTI UGUALI!!2!!111”
      Sai cos’è: è un discorso molto lungo, e già mi hanno fatto notare quanto io sia stata prolissa. E’ difficile esprimere un’opinione su un argomento di questa portata senza tralasciare qualcosa.
      Poi ho il raffreddore 🙁

      • Va be’, domattina alle due e mezza mi sveglierà la mia lei per spiegarmi meglio la cosa.
        Dopo mezz’ora di silenzio passivo/aggressivo.
        Poi quando le avrò detto sì si fino all’alba, la sera uscirà per comprarmi una camicia osè per premiarmi.

  2. Io se fossi stata il capo di quel tizio gli avrei fatto passare un brutto quarto d’ora per quella camicia ma non per il fatto che e’ sessista. E’ una camicia inadeguata alla situazione, come lo sarebbe stata una con i teletubbies o con tom e jerry.

  3. Il reale problema è che il politically correct dovrebbe essere un forma che impedisce a gente come Borghezio di fare affermazioni che insultano l’intelligenza umana.
    Superata questa fase, ci dovrebbero essere politiche per risolvere il problema (sessismo, razzismo, quant’altro).

    Invece il politically correct è diventato la soluzione al problema cioè il tappeto sotto cui buttare la sporcizia perchè tutto sembri pulito.

    Per cui sciacquata di bocca col sapone a chi dice parolacce in pubblico, ma poi nel privato liberi di pensare quel che vogliamo.

    Il politically correct, seguendo il paragone di Airos come anticorpi contro l’unpolitically, è diventato un autoimmunità che becca qualsiasi cosa:
    la parola nigger che ha sempre una connotazione offensiva, e giustamente è stata sostituita da Afroamerican.
    Però gli indiani d’America sono definiti ora American Native non perchè American Indian sia associato ad un’offesa, ma perchè siccome Colombo s’è sbagliato, è ritenuto offensivo chiamarli col nome che sarebbe di un’altra popolazione. Oppure nel testo scritto sta frequentemente comparendo il neologismo Nipponese per indicare i giapponese. Dato che il giapponesi chiamano il loro paese Nippon e Japan è una traslitterazione occidentale, sarebbe offensivo non adattarsi.

    Ci si rende conto che il politically correct è diventato solo make up per una società che rimane sessista e razzista, che si autocompiace ad attaccarsi a piccolezze come una camicia pur di non affrontare i veri problemi e sentirsi l’animo in pace?

  4. Nessuno che si indigni per il misogino slut-shaming esercitato sulle pin-up della camicia, giudicate indegne di assistere all’intervista. Mah…

    • io !!! Taylor non ne è degno….. 🙂
      comunque anche in questo caso non trovo si possa parlare di slut-shaming da “misoginia” quanto da “ipocrisia”. La misoginia ha origini molto più profonde e psicologiche. Qui è più facile che si parli di “devianze” sociali perbeniste ed ipocrite (perchè poi il 90% dei maschietti con quelle pin-up, benchè spaventati, ci farebbero volentieri un giro e non ti dico la percentuale di donne che nel loro intimo vorrebbero essere avvolte in un bustino di pelle/latex e laccetti, almeno una volta nella vita….)

      • Perfettamente d’accordo sul perbenismo e l’ipocrisia, ma non sostituirmi lo slut-shaming con il Taylor-shaming! Sul carattere di questo scienziato, non siamo in grado di esprimere giudizi. Ma una mente è una mente…

        • E cosa c’è mai da esprimere! Quanto ha un QI così spaventoso da far atterrare un’utilitaria su di una cometa, tanto l’ha da adolescente nerd per quanto riguarda il sesso, uno più innocente di così dovevo ancora vederlo!

  5. JJ hai ragione….
    Non solo perchè spesso chi si “indigna” la sa lunga ed è abituato ad usare la sua “coscienza sociale” a mò di tappeto come dice sopra Federico, ma anche perchè ancora una volta stiamo parlando del niente, del modo di vestire, che troppo spesso viene confuso col modo di “essere in società”. Il Punk aveva il suo senso proprio perchè voleva sradicare questa mentalità vetero-borghese. Ma oggi abbiamo sdoganato (fortunatamente) ogni possibile “forma di affermazione della propria identità” in quanto tale e dunque non necessariamente pericolosa se rimane entro “determinati limiti”. Ecco, il discorso ricade su chi, come e quanto debba stabilire questi limiti di decenza, decoro e quant’altro e/o se sia il caso appunto di parlarne. Ognuno di noi li ha. I miei, che sono ampiamente tollerante, sono molto estesi. Quelli di altri ristrettissimi, ma per il momento non ne faccio loro una colpa : non siamo tutti uguali a questo mondo, c’è chi capisce e chi no, chi lo fa prima e chi dopo.
    L’importante è continuare a mettere la camicia, perchè altrimenti le lacrime di coccodrillo non fanno altro che alimentare l’incertezza di chi crede che uno scienziato sia prima uno scienziato che un ragazzo e che quindi debba indossare abiti adatti all’uopo, in osservanza al più tracotante esempio di borghesia classista e ipocrita….

      • L’ho scritto perchè essendo “piccole” (e non di statura) sono ancora incoscienti. La pedofilia è salva per l’anagrafica. E’ tutto volgarmente peggio del folklore di una camicia.

        • Scusa se polemizzo, ma è tanto per, in ogni caso il crimine pedofilo scatta credo dai tredici in giù, a venti o persino diciotto per me sono donne non solo anagraficamente, comunque così vanno trattate anche per loro stesse.

          • Ho scritto: la pedofilia è salva per l’anagrafica.
            Più che “trattate” mi piace pensare in un regime di disoccupazione che siano spinte: per la serie o mangi questa minestra o salti dalla finestra.

            A tergo non ho mai visto associazioni femministe negli ultimi vent’anni indignarsi per questa squallida propaganda. In compenso Toscani ha preso nomi per molto meno.

    • Non credo che si sarebbe mai scusato. Prendi quest’estratto da un’intervista:

      I: You’ve had great female characters, but they were never in the center. Why?
      W.H.: I don’t know. I could have done it. It’s a coincidence of my stories. Aguirre could not be played by a woman. A conquistador. It’s about the follies of men.

      (fonte: http://www.vulture.com/2014/07/werner-herzog-box-set-transcript.html)

      Naturalmente gli hanno dato del misogino, ma lui se ne è fregato, perché anche in questo caso sono affermazioni senza senso.

  6. Be’, Alpha, al momento c’è in giro così tanto infantilismo, anche a sessant’anni, che chiunque lo sfrutti potrebbe essere chiamato pedofilo, fatto sta che io una volta compiuti i diciotto quel problema non me lo porrei. Siamo tutti senza lavoro e ci si arrangia, per me se liberi e paganti le tasse, chi si prostituisce o chi fa la velina non mi interessa neanche lontanamente. Io a 14 anni sapevo già perfettamente cos’erano il bene e il male, cos’era immorale o amorale o no, cos’era la dignità eccetera, sapevo fare a meno di un paio di scarpe non bucate e lo pretendo da un diciottenne, a parte i casi platealmente patologici. Ergo non mi va di chiamare vittime nessuno, anche perché molti e molte ci marciano un po’ troppo sopra.

    • Ma ci sono complicazioni sociali per le quali è impensabile chiudere gli occhi. Se ci reputiamo adulti e con un minimo di senso civico.

  7. Io sono una donna e penso che invece di rompere le balle a quel poveretto potremmo cominciare a chiederci cm mai altrove importi più il cervello di una persona che i suoi vestiti e i suoi tatuaggi. Prima di tacciare sto povero cristo di misoginia… Ma dove poi? É una maglietta! Additiamo tt gli ipocriti e che facciano ammenda!

  8. Davvero ci stai chiedendo di informarci su questa storia insulsa per poi leggere le tue elocubrazioni?
    Prima di andare oltre alla quinta riga vorrei sapere se in cambio poi mi paghi.

  9. […] Un articolo che prende spunto dalle scuse espresse dal fisico Matt Taylor per la maglietta che indossava mentre descriveva le fasi dell’atterraggio sulla cometa del lander Philae; il tema affrontato riguarda i limiti del concetto di misoginia oggi. […]

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