gramellini

Una lettera di Gramellino sulle elezioni in Spagna

in Micropost by

Oggi vorrei parlarvi delle elezioni in Ispagna. Io dico ancora così, “in Ispagna” perché rifuggo dalla modernizzazione anglo-liberista delle parole: l’Ispagna per me è ancor ail luogo assolato di Don Chisciotte, delle Corride e di Julio Iglesias.

Allora, in Ispagna pare che abbia avuto un grande successo Podemos, assieme a qualche altro gruppo di sciamannati di sinistra. La grande novità di Podemos è rappresentata dal fatto che il suo leader ha il codino come Fiorello ai bei tempi.

Io che, come noto sono un uomo di sinistra, vi dico che non mi rallegro della vittoria di Podemos. Non per questioni di merito, perché ovviamente non ho letto il loro programma. Mi indigno per una questione di metodo: questi di sinistra sono dei prepotenti arroganti. Hanno fatto bene alle elezioni senza chiedere prima il permesso al Partito Socialista spagnolo, anzi, ispanico: non si può! Uno non può arrivare in casa della gente e fare il comodo suo senza chiedere il permesso. Senza contare che non hanno fatto un’ospitata da Fazio né firmato un appello di Repubblica e non si sono nemmeno fatti intervistare da Saviano: questa non è sinistra di governo, è puro velletarismo populista.

E ora che vi ho messo in guardia contro costoro, vado a mangiare un toast a chilometro zero con prosciutto Pata Negra. Me lo sono meritato.

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*