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Liberali e giacobini

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Interessante la recente attenzione di chi tra le campagne liberali se le e’ perse tutte (in prima linea il Fatto) per una battaglia contro i finanziamenti pubblici alla stampa. Interessante perche’ riguarda, in pratica, un solo quotidiano, cioe’ il Foglio.

Personalmente trovo che il Foglio, per apertura della linea editoriale, qualita’ dei contributi e imprevedibilita’ delle posizioni, sia il migliore quotidiano sulla piazza. Non sempre condivido quello che viene scritto sulle sue pagine (per fortuna!), ma provo spesso il piacere di assistere a provocazioni se non altro non banali. Allo stesso tempo, non penso per questo che il Foglio meriti finanziamenti pubblici e ritengo che nel tempo chi ha diretto il giornale ne abbia garantito la sopravvivenza con metodi banditeschi.

Possono coesistere queste posizioni? Si, per un liberale e’ normale separare l’atto dalla persona, come e’ normale apprezzare un prodotto eppure sostenere il provvedimento che, facendo mancare l’immeritato sostegno pubblico alla sua produzione, rischia di farlo sparire dal mercato. Per chi adotta una posizione giacobina, come fa Platano, nel suo ultimo post, queste posizioni sono invece inconciliabili: e’ insito nel ragionamento assumere che il proprio giacobinismo sia il metro di valutazione delle cose del mondo.  Un vizio da evitare.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

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