un blog canaglia

Mi ritrovai nel culo una matita

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Noi lo facevamo alle elementari. Qualcuno, i più “soggetti”, anche in prima media.
Ricordo, con quel misto di tenerezza e vergogna che ciascuno di noi riserva all’età infantile, che ridevamo di brutto.
Roba tipo “O cavallina, cavallina storna/Che fa tante scuregge e non ritorna“, oppure “Nel mezzo del cammin di nostra vita/Mi ritrovai nel culo una matita“, o anche “D’in su la vetta della torre antica/Ha fatto una cacata Federica“.
Ci scompisciavamo, fino alle lacrime. E a volte, quando la trovata ci pareva particolarmente degna di nota, infliggevamo la lettura di quei capolavori ai nostri genitori, che nel migliore dei casi fingevano di sghignazzare per qualche secondo e cambiavano discorso, probabilmente confortati dal fatto che la nostra imminente crescita avrebbe posto fine per sempre a esibizioni del genere.
Ecco, noi alle elementari. Invece questo ‘sta roba la concepisce a sessantacinque anni suonati, nella qualità di leader del secondo partito italiano, e crede pure che sia una trovata brillante, tant’è che la pubblica su un blog.
A quel punto tutti a strepitare che si tratta di un’alzata d’ingegno offensiva, perché si ispira a una poesia che parla di cose serie, serissime; opinione che è senz’altro condivisibile, se non fosse che il nostro amico, furbacchione, l’ha deciso apposta, di storpiare una poesia su un argomento del genere, in modo che succedesse esattamente questo: tutti si indignano e quindi tutti ne parlano.
Dopodiché non c’è nessuno, neanche uno, che oltre a questo abbia detto una cosa tanto semplice quanto triste: Beppe, ‘sta poesiola è davvero una cosa patetica. Voglio dire, noi le facevamo quando eravamo alti un metro, e a ripensarci adesso ci vergogniamo.
Via, hai un’età; e per giunta avresti una dignità artistica da difendere, visto che sei pur sempre un uomo di spettacolo: cioè, non è che a forza di fare politica comincia a riuscirti maluccio pure quello?

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

5 Comments

  1. Il post è inutilmente rabbioso, livoroso, ambizioso, lacunoso.
    Ora perdonatemi ma ho urgenza di fistarmi con un pilone autostradale.

  2. Georgie che corre sul campo minato
    dove le capre hanno cagato
    poi d’improvviso scoppia una mina
    e si risveglia più scema di prima.

  3. A me par di capire che, fra i tanti indignati dalla “storpiatura” di cui si è molto parlato, non ce ne sia uno che abbia letto il contenuto del post in questione, tutte le reazioni sono esclusivamente per il titolo e la foto. Che, tra parentesi, sarà di dubbio gusto, ma non vedo in che modo si possa definire offensiva, ho trovato particolarmente fuori luogo le reazioni della comunità ebraica, che, evidentemente, si ritiene innominabile.
    Inoltre, mi sfugge il meccanismo per cui ogni scoreggina di Grillo venga additata da ogni dove, mentre quando sono altri a cagare direttamente in faccia alla gente, le reazioni siano molto più composte, se ce ne sono. Si vede che è una tendenza così, di questi anni.

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