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Mi appena vedere quell’aula trasformarsi in un’aula di tribunale

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Ci risiamo. Si vota nuovamente sulla richiesta di arresto di un parlamentare e riparte la rumba del carcere sì carcere no. Da una parte si vorrebbe spedire sempre e comunque qualsiasi parlamentare indagato dietro alle sbarre (è la stessa parte che metterebbe i lucchetti alle porte di Camera e Senato e dichiarerebbe tutti in arresto per risparmiare tempo). Dall’altra si urla alla dittatura dei magistrati e si negherebbe anche l’arresto dell’On. Jack lo Squartatore colto in flagranza di reato. Pochi in questo dibattito si ricordano, o vogliono ricordarsi, che nel caso di richiesta di arresto di un parlamentare, il Parlamento vota non nel merito del reato ma solo sull’ormai celebre “fumus persecutionis”. In sostanza viene chiesto al Parlamento se ritenga che il giudice stia richiedendo l’arresto con intento persecutorio nei confronti dell’On. Tizio in quanto parlamentare.  Tutto questo non ha nulla a che fare con l’innocenza o la colpevolezza di Tizio né con il fatto che sia giusto o meno che esista la carcerazione preventiva per questo o quel reato. La prima questione va risolta in tribunale e la seconda attraverso una riforma della giustizia. Come qualcuno ieri ha ricordato, è triste vedere il Senato della Repubblica trasformarsi in un’aula di tribunale. Come è triste vedere alcuni senatori diventare garantisti e esperti di condizione carceraria solo quando uno di loro rischia di finire dentro. Alla faccia delle altre migliaia di cittadini detenuti nelle stesse carceri nell’attesa (biblica) di un giudizio, lontani dalla luce dei riflettori. Io ieri avrei votato per l’arresto di Lusi non perché lo ritenga colpevole o perché ritenga giuste le regole sulla carcerazione preventiva in Italia, ma perché se con quelle accuse in Italia io finirei dentro, non è giusto che qualcuno, per il solo fatto di essere parlamentare, sia trattato in modo diverso da me.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

5 Comments

  1. Si, ok. Peró, per correttezza. Non dimentichiamo di ricordarci quando, per legge, si puó ricorrere all’istituto della carcerazione preventiva :

    A) fuga del reo
    B) rischio di inquinamento delle prove
    C) rischio di reiterazione del reato

    Ora certo, uno come Lusi, per lo meno al punto C) lo vedo messo bene.
    Ti pre che se lo lasciavano libero riusciva a non farsi un’altra dorata vacanza a nostre spese con il bottino sapientemente nascosto ?

  2. @ Giovanni Tola,
    quel QUALCUNO è un link, basta cliccarci sopra e, se non si è proprio certi di avere già e per sempre la verità in tasca, spendere sette minuti della propria esistenza per imparare che la nobiltà della politica non è un ossimoro (dopo 65 anni di miseria della partitica!). La ricerca non finisce mai, come diceva Popper.
    @ Emilio,
    ma a noi il bottino ce l’ha fregato l’associazione a delinquere chiamata partitocrazia, e con il nostro consenso tacito, visto che QUASI tutti gli italiani hanno votato per vent’anni per i partiti favorevoli a quel furto. Al “povero” Lusi si è concesso di prendersi qualche briciola a condizione di non farsi scoprire. Ma è successo e allora…..paga per tutti. Giustamente.

  3. @Emilio: io non ho letto le carte ma mi fido del fatto che i miei rappresentanti lo abbiano fatto e abbiano ritenuto che non ci sia un intento persecutorio. Del resto non mi stupirei se un amministratore di un’azienda che sia accusato di cose simili a quelle di Lusi venisse arrestato.

    @Giovanni: ho scritto qualcuno con il link sperando di invitare alla visione del video.

  4. Anna, sono assolutamente d’accordo. E sicuramente se la pubblica accusa ha ritenuto di dover procedere con la carcerazione preventiva ed un GIP ha autorizzato l’arresto, evidentemente, dalle carte, si è capito che almeno una delle tre prerogative da me enunciate era confermata !!!!

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