Metterci la faccia

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Disclaimer: Questo non e’ un post sulle religioni né sulla condizione di emancipazione delle donne appartenenti a una qualsivoglia di queste religione.

Girando per le strade di Londra, capita di imbattersi in persone che indossano il velo integrale. Più raramente ho incontrato qualcuno indossarlo anche all’interno della mia università, in biblioteca o nei i corridoi. Ogni volta che succede, mi chiedo se sia giusto consentire o no quel tipo di abbigliamento in luoghi pubblici. In particolare, essendo un’insegnante, mi chiedo se dovrebbe essere consentito ai miei studenti di indossare un velo integrale a lezione. La risposta a cui sono arrivata è un sostanziale no. Io penso che ogni società abbia le sue regole di convivenza. Queste regole sono sì arbitrarie, nel senso che sono decise in un certo luogo e un certo tempo e valgono lì in quel momento. Non per questo però sono derogabili. Nella nostra società è vietato andare in giro nudi, in altre è perfettamente legittimo farlo. In alcune si può andare in giro armati e in altre no. Una delle regola della società in cui vivo in questo momento è che quando si interagisce con il prossimo si debba essere riconoscibili. Questo per almeno due ordini di motivi: uno ha a che fare con la sicurezza e l’altro con la convivenza tra sconosciuti. La sicurezza è inevitabilmente messa in pericolo quando le persone non sono identificabili (“signora, mi descriva la persona che l’ha appena scippata” “altezza media e…e basta”). Poi c’è il problema del metterci la faccia. Se io sono in fila al supermercato o alla posta e una persona mi passa davanti la mia prima reazione è di guardarla per vedere che faccia tosta ha. Lo stesso succede sull’autobus per chi non cede il posto agli anziani o coi miei studenti quando non si sono preparati per la lezione. Forse non ci pensiamo, ma ognuno di noi tiene certi comportamenti o rispetta certe regole anche perché altrimenti si vergognerebbe a farsi vedere mentre non lo fa. Per questo motivo io sono contrarissima a qualsiasi divieto di indossare veli non integrali (come avviene in Francia) e favorevolissima a vietare quelli integrali. Come sempre, la libertà propria finisce quando inizia quella degli altri e credo che la libertà di vedere con chi si ha a che fare sia fondamentale per la convivenza sociale come noi la intendiamo.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

14 Comments

  1. concordo!
    e aggiungo che il riconoscimento dei volti non è solo una regola ma una precisa abilità dell’homo sapiens a cui una parte specifica del cervello è dedicata… l’evoluzione ci ha portato ad utilizzare il volto come dettaglio principale per riconoscere i propri simili…
    e in ogni caso, infilare la testa in un sacco non è mai una buona idea!

  2. uh, sinceramente io mi trovo più a disagio sul web, quando tizi anonimi, senza una faccia e manco un’altezza, una larghezza e una profondità sparano minchiate galattiche e offensive.

    non è curioso che nel regno dell’anonimato si promuova il coming out delle donne con velo integrale?

    PS
    non mi riferisco certo all’autrice dell’articolo, che la faccia sul web ce la mette.

    • insomma, se non vuoi leggere cosa scirve un anonimo basta che tui non vada sul suo blog; io invece mica posso evitare di stare sullo stesso autobus con una persona col velo integrale.

      • sì, ma negli ‘spazi comuni’ del web, come forum e blog (gestiti magari da persone che ci mettono la faccia), leggo spesso un sacco di opinioni che, ne sono certo, chi scrive non avrebbe il coraggio di ripetere se non protetta da anonimato.

  3. Io vieterei il velo integrale. Sempre.

    E non per i motivi detti in questo post.
    Metterci la faccia è una questione culturale e quindi può essere cambiata. E per cambiare quasi sempre bisogna scandalizzare. Quando baciavo il mio ragazzo davanti a tutti, scandalizzavo genitori, parenti, loro vicini ecc. Però non mi sono piegata, ho continuato a farlo.

    Il punto vero è la libertà religiosa e il suo limite. Nessuno di noi vuole cancellare la legge che vieta le mutilazioni genitali femminili. Perché queste pratiche religiose sono una enorme violenza fatta alle donne. Ecco, il velo integrale è violenza. Non grave come le mutilazioni, ma è una violenza inaccettabile al corpo delle donne. Quindi va vietato per legge.

    • e se una donna volesse portarlo?

      (se mi rispondi che non è possibile, ti sfido a far mangiare una fetta di prosciutto cotto a mia nonna il venerdì santo)

    • Con il mio disclaimer volevo proprio differenziare la mia opinione da quella espressa in questo commento. Io non mi ritengo in diritto di dire a una persona se le sue scelte sono o non sono imposte. Per di piu’ dirglielo per legge! Anche perche’ lei potrebbe rispondermi che la mia minigonna e’ imposta dalla societa’ e potrebbe proporre di farmi coprire le gambe per legge per liberarmi. Ma per favore.

  4. @stefano. e se a me piacesse andare in giro nudo in città, essendo perdipiù riconoscibile al massimo?
    Si fa per scherzare, ma neanche tanto.

  5. Negli anni di piombo le leggi Reale e Cossiga vietarono temporaneamente il casco integrale perché era diventato uno strumento “di lavoro” dei terroristi rossi; mi pare che oggi che lo usano solo rapinatori, camorristi e mafiosi non preoccupi più il nostro Stato, a riprova che il fantomatico “contratto sociale” (mai firmato da nessun cittadino comune) è a variazione unilaterale: preferirei la common law, ma questo passa il convento.
    Comunque mi pare che l’irriconoscibilità non sia né vietata né libera, ma tollerata, perciò vedrete che al primo reato commesso da qualcuno coperto da un burka, come già avviene in Afghanistan o Pakistan, la legge antiburka verrà approvata a furor di popolo.
    Altrimenti anch’io pretenderò di girare in perizoma, almeno d’estate.

  6. Concordo. e io lo vieterei per un motivo semplicissimo. Non trovo giusto ” regalare” ai credenti di alcuna religione diritti di alcun tipo che non possano avere gli altri cittadini . perchè se una donna musulmana VUOLE portare il velo integrale deve poter farlo, e una donna che ritiene bruttissima non deve potersi coprire integralmente? perchè se io ritengo giusto girare per strada nudo non devo poter farlo? ci sono regole. queste regole possono essere cambiate,certo. ma non devono essere derogate, per il solo fatto che dietro ci siano motivi religiosi. (vedasi anche la deroga al casco per i sikh motociclisti, venuta alla ribalta qualche anno fa.. ). La motivazione religiosa per me non ha alcuna rilevanza in piu rispetto a qualsiasi altra motivazione irrazionale o meno, o fobia, turba psichica.

  7. il velo integrale non e’ legittimo sia perche’ sappiamo essere una umiliante imposizione sia perche’ non si puo’circolare a volto coperto.
    Mi meraviglio che le donne islamiche, una volta giunte in occidente non facciano valere i propri diritti.

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