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Meglio froci che atei

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Domani si tiene in molte città del mondo il Pride, la più grande (e divertente) manifestazione mondiale annuale a supporto di una causa. Da lungo tempo le organizzazioni di area LGBT combattono per la difesa delle loro libertà e la conquista dei loro diritti, con una presenza straordinaria, nel bene e nel male, nel dibattito politico, al punto che oggi la corte suprema statunitense ha stabilito che il matrimonio omosessuale debba essere legalizzato in ogni singolo stato (#LoveWins, ha commentato Mr President su Twitter).

Ma ancora ci sono forti resistenze: dall’ultima edizione di un sondaggio ricorrente Gallup risulta che circa un quarto della popolazione statunitense non voterebbe per un candidato presidente omosessuale, a prescindere da qualsiasi altra sua caratteristica. Non sembra un bel quadro, ma ci sono degli aspetti che fanno sperare.

La prima buona notizia é che tutte le ritrosie piu’ forti sono nei confronti di aspetti ideologici: essere nero o donna sono ormai aspetti comunemente accettati dalla maggior parte degli americani. Le categorie più odiate sono invece dovute ad una scelta, che indubbiamente influenzerà le posizioni politiche di un candidato alla presidenza: essere socialista o musulmano ha un’influenza reale sulle politiche che si proporranno, quindi ha senso che sia un parametro di scelta di un uomo politico (se si prescinde dal fatto che al momento in molti luoghi, soprattutto al sud, dire musulmano è più o meno come dire terrorista in erba).

La cattiva notizia è invece che, a parte i socialisti (categoria per la quale i dati sono stati rilevati per la prima volta quest’anno e che in fondo, diciamocelo, se lo merita pure, oltre ad essere quella in cui secondo molti repubblicani rientra l’attuale presidente), il gruppo di cui gli americani si fidano di meno in assoluto è quello degli atei: 2 americani su 5 si rifiutano categoricamente di votare per un senza dio, più ancora che per un musulmano e quasi il doppio che per un omosessuale.

E allora c’è da farsi qualche domanda. Non solo gli atei sono particolarmente odiati, pur essendo sulla carta gli unici che avrebbero interesse ad essere super partes, ma tendono persino a nascondersi in tutte le maniere, a far finta di nulla, ad integrarsi nel mare di coloro che trovano ragionevole avere la scritta “in god we trust” in un tribunale (o il crocifisso cattolico in una scuola pubblica, nel caso dell’Italia). Perchè il movimento ateo è così debole? Perchè l’atheist pride è poco più di una barzelletta nonostante le discriminazioni nei confronti dei non credenti siano a volte peggiori di quelle contro gli omosessuali o i neri?

Ci sarebbe una seconda buona notizia: tutti i valori di potenziali votanti per le diverse minoranze sono in costante crescita. Ma purtroppo anche questo vale molto meno nel caso degli atei. Quindi se per gli omosessuali probabilmente adda passà ‘a nuttata, c’è ancora da chiedersi a che punto è la notte per i non credenti.

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Sarebbe interessante un sondaggio simile condotto in Italia. I risultati non sarebbero probabilmente molto dissimili, se si esclude la diffidenza per i cattolici, che è stata a lungo diffusa negli USA. Magari da noi invece di socialista bisognerebbe chiedere se si diffida di un comunista.

Piuttosto ci sarebbero categorie da creare ex-novo. Categorie che negli negli Stati Uniti non sono considerate “malvagie” (anzi, in alcuni casi sono discriminate positivamente), mentre da noi sono attaccate a prescindere da alcune fasce di popolazione, come ad esempio i militari e magari anche gli sporchi capitalisti.

Ma insomma, chissà se anche da noi tra breve sarà meglio essere omosessuali che atei

16 Comments

  1. “le discriminazioni nei confronti dei non credenti siano a volte peggiori di quelle contro gli omosessuali o i neri.”

    Ok, ciao.

  2. tutto molto interessante e condivisibile ma potresti spiegarmi per favore la frase “le discriminazioni nei confronti dei non credenti siano a volte peggiori di quelle contro gli omosessuali o i neri” ?

    al di la delle preferenze di voto non mi vengono in mente tanti e tali episodi di soprusi da giustificarla, soprattutto alla luce di quanto viene perpetrato a danno delle altre due “categorie” indicate

  3. E’ nel profondo del dna americano non riconoscersi in qualcuno che non ha sulla sua testa una bandiera: l’ideologia è la dominatrice di tutte le guerre.

  4. L’ultimo sondaggio del Pew Research Center se non ricordo male pone gli atei per la prima volta al penultimo posto, prima dei “socialisti”.

    Inevitabilmente, dato che tra la popolazione più giovane la percentuale di unafilliated (dove c’è dentro di tutto, non solo gli atei) è molto più elevata che in passato ed il passare del tempo elimina fisiologicamente le posizioni più conservatrici, con il tempo tale posizione bassa in classifica penso migliorerà ulteriormente.

  5. in Italia atei e credenti partono da una base comune di totale ignoranza e il più delle volte l’ateo italiano è semplicemente anticlericale, mentre il credente-cattolico è un pigro che si trascina nell’abitudine inconsapevole.
    Per quanto riguarda gli atei italiani duri e puri invece, a giudicare dal sito e soprattutto dal commentarium dell’uaar, c’è da mettersi le mani nei capelli per il livello di fanatismo e intolleranza che regnano …

    • “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”, ci dice la III Legge della Termodinamica, e per quanto fanatismo ed intolleranza possano impegnarsi a spandere dalle parti dell’UAAR, ci vorrebbe ad occhio e croce almeno un millennio e mezzo anche solo per cercare di pareggiare…
      Una curiosità: su che base affermi che nel resto del mondo, invece, sia atei che credenti siano tutti esperti di storia delle religioni e/o profondi conoscitori dei testi sacri?

    • a me pare che la differenza tra un ‘ateo fanatico’ e un religioso, anche moderato, è che il primo non obbliga nessuno a vivere come lui ritiene etico (parlo di valori personali – non di contratto sociale) mentre i religiosi sì.

  6. Buongiorno,

    Infatti si legge tutti i giorni di atei brutalizzati dalla polizia negli USA…

    Gli atei, generalizzo un po’, fanno parte in generale delle classi più colte e abbienti.

    Personalmente, sono stata discriminata molto di più per essere donna che per essere atea.

      • No, sono stata discriminata in molte occasioni, soprattutto lavorative, perché donna, mai perché atea.

        Volevo semplicamente dire che affermare che i gli atei siano più discriminate della persone di colore, in Italia o negli USA, mi sembra una follia. Soprattutto in Italia.

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